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Il tribunale dei diritti del malato scende in piazza a difesa del SSN

Paola Sarno, N. 8/9 agosto/settembre 2015

Il Tribunale per i diritti del malato di Cittadinanzattiva (TDM), in occasione del trentacinquennale dalla sua fondazione, sta attraversando tutta Italia con la campagna itinerante “Sono malato anch’io - La mia salute è un bene di tutti”, tesa al coinvolgimento dei cittadini su un tema scottante: quello della tutela del nostro Servizio Sanitario nazionale, le cui sorti sono da tempo a rischio a causa dei tagli finanziari previsti dalla spending review, che per la loro entità e hanno causato una pesante contrazione delle risorse economiche ed umane. Il tour, partito da Campobasso, ha già toccato diverse città e si concluderà in Sicilia; si snoda in un percorso lungo tutto lo Stivale, prevede una sosta di due giorni in ognuna delle 23 città coinvolte, prevalentemente cioè quelle dimensioni medio-piccole fra le quali Taranto, Sulmona, Ascoli Piceno, Prato, Aosta, Varese, Trento e Bolzano proprio perché sono queste i territori più penalizzati o considerati sacrificabili in termini di servizi socio-sanitari. E non dimentica le grandi città metropolitane come Roma e Milano.Filo rosso della manifestazione che si concluderà a novembre sono non solo la difesa ma anche il rilancio del nostro Ssn: pubblico, universale, equo, accessibile e di qualità, ma oggi a repentaglio.

Contrastare lo smantellamento del SSN
« Con questa campagna vogliamo contrastare lo smantellamento in atto del Servizio Sanitario pubblico», ha dichiarato, infatti, Tonino Aceti, coordinatore nazionale del TDM-Cittadinanzattiva, in occasione della presentazione della campagna. « Ne sono la prova il taglio di 5 miliardi di euro al Ssn nel 2015 e 2016; i ticket talmente alti da rendere più conveniente per alcune prestazioni il ricorso al privato (analisi, prestazioni per gravidanza, e molte altre); la revisione annunciata dei ticket che impatterebbe negativamente su malati cronici e rari; la decisione del Governo sull’ISEE di ricorrere al Consiglio di Stato per affermare il principio che invalidità civile e accompagnamento sono fonti di reddito. Di fatto le tasche dei cittadini e delle famiglie vengono utilizzate come bancomat da cui prelevare soldi riducendo i diritti. Per questo», ha concluso Aceti, « l’impegno del TDM cominciato 35 anni fa si rafforza per garantire i diritti dei malati che la Costituzione riconosce e lo fa chiedendo a tutti di mobilitarsi, perché tutti possano dire “ La mia Salute è un bene di tutti, il Servizio Sanitario nazionale anche ” ».

Una mostra fotografica, incontri in piazza e con i decisori politici
A rappresentare la campagna è in primis una mostra fotografica che ha come tema proprio quello dei diritti dei cittadini ed è ispirata ai 14 diritti contenuti nella Carta Europea dei Diritti del Malato promossa proprio da Cittadinanzattiva nel 2002. E la campagna si articola in due momenti di interazione: le piazze, dove i volontari del TDM sono a disposizione per distribuire materiale informativo, raccogliere suggerimenti e segnalazioni, offrire consigli e consulenza gratuita e accogliere chi vorrà diventare “ cittadino attivo ” e quello di incontro-confronto con i principali decisori locali, dal presidente della Regione alle diverse professioni sanitarie, al fine di agire insieme per il miglioramento delle criticità segnalate. Le questioni affrontate con i cittadini e le istituzioni sono molteplici e legate ai problemi emergenti o storici dei territori: dall’impatto dell’ambiente sulla salute all’organizzazione dei servizi al di fuori del contesto ospedaliero; dalla equità nella distribuzione dei servizi e dell’accesso tra territori montani e grandi città alla sofferenza mentale; dalle risposte in caso di bisogno di un intervento urgente, all’assistenza per chi ha fragilità o malattie croniche; dalle liste d’attesa ai disagi nei pronto soccorso; dall’attenzione verso la persona che ha bisogno di cura alla trasparenza delle decisioni e il riconoscimento del ruolo dei cittadini nelle scelte, solo per fare alcuni esempi. « La sostenibilità è la grande sfida che si pone ai sistemi sanitari oggi e ancor più negli anni a venire per effetto combinato di invecchiamento della popolazione, aumento delle malattie croniche, e i pressanti vincoli di bilanci o », ha voluto aggiungere Fabrizio Greco, amministratore delegato di AbbVie Italia, azienda che ha sostenuto l’iniziativa di cui è partner il portale di crowdfunding Eppela. « Ciò è tanto più vero per l’Italia che per invecchiamento della popolazione è il primo paese in Europa e il secondo nel mondo. A questo fine è fondamentale la promozione di un ruolo più attivo e partecipe dei cittadini nella gestione della propria salute, come una delle azioni principali da attuare per accrescere la qualità dell’assistenza e la sostenibilità dei sistemi sanitari».

I cittadini testimonial della campagna
E non finisce qui. Il TDM ha pensato anche a una maggiore visibilità per i cittadini. Infatti, uno dei momenti clou di “ Sono malato anch’io – La mia salute è un bene di tutti ” prevede che chiunque lo desideri possa sostenere la campagna di comunicazione “ mettendoci la faccia ” a favore dei diritti delle persone che hanno bisogno di cure e del rilancio del Ssn in senso letterale del termine: nel gazebo viene, infatti, ospitato anche un piccolo set fotografico attraverso cui si può diventare protagonisti prestando il proprio volto. L’immagine realizzata viene immediatamente caricata online sul sito www.sonomalatoanchio.org, creato per la campagna e condivisa sui profili dei social network di Cittadinanzattiva. Su twitter, la campagna sarà caratterizzata dal hashtag #sonomalatoanchio. Anche per chi non può scendere in piazza è possibile sostenere la campagna: con un semplice autoscatto fotografico, da caricare in modo autonomo sul sito. Un gesto simbolico per testimoniare di fare davvero parte di una cittadinanza attiva e pronta non solo a conoscere ma anche a lottare per i propri diritti e ad esigerne il rispetto.

A Roma il ricordo di Giovanni Berlinguer e Francesco Marabotto
Particolarmente rilevante è stata la tappa in Piazza del Campidoglio a Roma, a 35 anni esatti dalla nascita del TDM e dalla prima Carta dei diritti del malato. Protagoniste molte delle persone più significative per la vita del TDM. Non poteva mancare il ricordo di Giovanni Berlinguer, medico e politico al fianco del Tribunale in battaglie per i diritti dei cittadini, e di Francesco Marabotto, firma molto nota del giornalismo sanitario e primo segretario del TDM, prematuramente scomparso lo scorso anno.

Dal 1980 in campo per promuovere il diritto alla buona sanita’
Il Tribunale per i diritti del malato (TDM) è un’iniziativa di Cittadinanzattiva, nata nel 1980 per tutelare e promuovere i diritti dei cittadini nell’ambito dei servizi sanitari e assistenziali e per contribuire ad una più umana, efficace e razionale organizzazione del SSN. La rete è costituita da cittadini comuni, ma anche da operatori dei diversi servizi e da professionisti (circa 10.000), che si impegnano a titolo volontario. Il TDM opera mediante:circa 300 sezioni locali, presenti su tutto il territorio nazionale, una struttura centrale di coordinamento e gruppi tematici, a livello nazionale, regionale e locale, collegati a specifici programmi, nonché coordinamenti regionali di supporto alle reti locali. L’iniziativa più rilevante del TDM è il progetto integrato di Tutela – Pit salute – servizio di informazione, consulenza e assistenza ai cittadini sui servizi sanitari e socio-assistenziali. I servizi Pit raccolgono ogni anno circa 25.000 segnalazioni, che dal 1997 vengono elaborate e pubblicate nell’Annuale Rapporto. L’attività del TDM, che opera senza fini di lucro, è volta alla ricerca delle soluzioni per rimuovere situazioni di sofferenza inutile e di ingiustizia e non esclude la protesta pubblica e il ricorso all’autorità giudiziaria, ma privilegia l’esercizio dei poteri di interpretare le situazioni, di mobilitare le coscienze, di rimediare agli intoppi istituzionali e di conseguire nel più breve tempo possibile i cambiamenti materiali della realtà che permettano il soddisfacimento dei diritti violati.

Ministero ed IFO firmano un sito web per insegnare a “salvarsi” la pelle
Maggiore conoscenza e consapevolezza delle misure di prevenzione contro il melanoma e i tumori della pelle: con questo obiettivo il Ministero della Salute, in collaborazione con gli Istituti Fisioterapici Ospitalieri (Ifo) di Roma,che comprendono l’Ospedale Regina Elena INT Irccs e il polo dermatologico-oncologico del San Gallicano, hanno lanciato il nuovo sito internet “ La mia pelle ” ( www.lamiapelle.salute. gov.it. ). Già online, la piattaforma contiene alcuni consigli pratici per proteggere la propria pelle, per effettuare un controllo dei nei, nonché le linee guida per gli operatori sanitari e tutto ciò che c’è da sapere sulle altre patologie della cute. La prevenzione è di sicuro la carta migliore da giocare per evitare anche l’insorgenza delle malattie onco-dermatologiche. La diagnosi precoce, infatti, garantisce nella maggior parte dei casi, così come ha sottolineato il Ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, durante la presentazione della piattaforma, la riuscita dei trattamenti di cura e la diminuzione delle complicanze. Grazie al sito si potrà diffondere in maniera semplice e interattiva la conoscenza dei principali fattori di rischio, le corrette misure di prevenzione attraverso l’elenco dei comportamenti giusti per grandi e piccini, soprattutto per non esporsi male al sole e ad altre fonti di raggi UV, come le lampade solari. Sul sito, infine, si può svolgere anche un test che permette di sapere a quale fototipo si appartiene per di regolare di conseguenza l’esposizione al sole.

Apre a Monza un centro per studio e cura delle leucemie infantili
Il “ Centro Maria Letizia Verga per lo Studio e la Cura della Leucemia del Bambino ” di Monza è una nuova struttura ospedaliera finanziata con fondi privati e realizzata dai genitori e sostenitori del Comitato Maria Letizia Verga. Sarà gestito dalla Fondazione Monza e Brianza per il Bambino e la sua Mamma (MBBM) ma, grazie a un accordo con la Regione Lombardia, sarà un ospedale pubblico per tutti, con accesso attraverso il Ssn.Il Centro, pensato come una struttura ideale ai più piccoli si sviluppa su 4 piani e 7.700 mq. Ospita il Day Hospital, il Centro Ricerche Tettamanti (di circa 1300 mq); i reparti di degenza (25 stanze singole), il Centro per i Trapianti di Midollo Osseo, le aree riservate ai medici, gli spazi per l’accoglienza e i servizi per bambini e famiglie, sale giochi e ricreative, un giardino d’inverno e un terrazzo. Moltissime le iniziative di raccolta fondi che hanno consentito la realizzazione del Centro, costato circa 13 milioni di euro, che hanno visto come testimonial anche il campione di calcio Riccardo Montolivo e la sciatrice Deborah Compagnoni, ma anche la partecipazione di tanti cittadini..Molto resta però ancora da fare per raggiungere pienamente l’obiettivo e rendere la “ macchina ” funzionante. Con un unico scopo: “ riuscire a salvare anche un solo bambino in più ”, come hanno sottolineato i vertici del Centro, che conferma Monza si come uno dei più importanti centri di eccellenza in Europa per le malattie oncoematologiche dei bambini.

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