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Le ultime sul microcitoma

Minnie Luongo, N. 8/9 agosto/settembre 2006

Aumentano le armi per combattere il microcitoma, la forma più maligna di tumore polmonare, che rappresenta poco meno del 15% dei 35-40.000 casi di carcinoma ai polmoni diagnosticati ogni anno in Italia.
Cominciamo con alcuni dati di fatto. Attualmente si può dire che il microcitoma (“tumore della sigaretta”) risulta meno diffuso, più pericoloso, meno maschile, e più trattabile rispetto a qualche tempo fa. I motivi sono stati spiegati durante un recente convegno, che ha riunito a Verona i massimi esperti italiani su questa patologia.
Questo tumore è direttamente legato al fumo, e, pur se l’incidenza globale è in diminuzione per il progressivo abbandono della sigaretta da parte della popolazione maschile, si registra una tendenza alla crescita tra le donne. Nel nostro Paese è oggi disponibile per il trattamento di seconda linea di questo tumore topotecan, antitumorale sviluppato dalla ricerca di GlaxoSmithKline.

Prevenzione e diagnosi precoce
Repetita iuvant, e forse mai come in questo caso: prevenzione e diagnosi precoce sono le armi più efficaci per migliorare la prognosi del tumore al polmone. Ma crescono le terapie per curare i pazienti migliorando la loro qualità di vita anche quando la malattia non è più guaribile, come purtroppo accade nella maggioranza dei pazienti colpiti dal microcitoma, la neoplasia più temibile dell’albero respiratorio. Oggi solo pochi pazienti riescono a sopravvivere a cinque anni dalla diagnosi, ma la chemioterapia di seconda linea con topotecan, unico farmaco approvato per questa indicazione, può influire positivamente sulla qualità della vita e sulla sopravvivenza dei malati.
Indubbiamente questa neoplasia presenta caratteristiche che la rendono molto pericolosa, a partire dalla tendenza a disseminarsi rapidamente anche in presenza di una lesione primitiva di dimensioni estremamente ridotte. "È una malattia estremamente aggressiva, pur nel panorama dei tumori polmonari già di per sé gravati da una prognosi infausta - è il parere del professor Filippo De Marinis, Direttore di Oncologia Polmonare al San Camillo di Roma. Dal punto di vista biologico, è un tumore in cui le cellule hanno un tempo di raddoppiamento molto rapido, e tendono a disseminarsi rapidamente. Al momento della diagnosi la quasi totalità dei pazienti presenta malattia diffusa per cui possiamo parlare di malattia sistemica già alla diagnosi. Nei pazienti (30-40%) che presentano alla diagnosi una malattia limitata l’approccio terapeutico prevede una combinazione di radioterapia e chemioterapia, con risultati abbastanza soddisfacenti (nel 2003 la sopravvivenza a 5 anni era del 40% rispetto al 15-20% dei primi anni ’80), mentre nei pazienti che già alla diagnosi presentano una malattia estesa (60-70%) gli ultimi vent’anni di ricerca sembrano aver portato un beneficio limitato a 2 mesi di aumento della sopravvivenza media. In questo quadro generale, tuttavia, la disponibilità di nuovi farmaci rappresenta un segnale importante per i molti pazienti nei quali la malattia si ripresenta dopo un’iniziale risposta".

Dati epidemiologici e fattori di rischio
Attualmente, in tutto il mondo, il polmone rappresenta uno degli organi più frequentemente sede di neoplasia, preceduto unicamente dal carcinoma prostatico nell’uomo e da quello della mammella nella donna. Conferma il professor Giorgio Scagliotti, docente di Malattie dell’Apparato Respiratorio all’Università di Torino - Dipartimento Di Scienze cliniche & Biologiche e Direttore Unità di Oncologia Toracica “ASO S.Luigi” di Orbassano (Torino): "Il carcinoma polmonare è la prima causa di morte negli individui di sesso maschile in ogni parte d’Europa, nell’ex Unione Sovietica, nell’America del Nord, nei Caraibi, in Australia, in Nuova Zelanda, nell’Ovest e Sud Est asiatico, e in Micronesia-Polinesia. Nell’ambito della Comunità Europea il carcinoma polmonare costituisce il 21% di tutti i casi di tumore negli uomini ed è responsabile del 29% di tutte le morti per tumore. Il picco d’incidenza della neoplasia si registra durante la 5™-6™ decade di vita, ed oltre un terzo dei nuovi casi è diagnosticato in soggetti d’età superiore ai 70 anni".
Il fumo di tabacco rappresenta il più importante fattore di rischio, così come la possibilità di sviluppare il carcinoma polmonare è in stretta correlazione con il numero di sigarette fumate mediamente ogni giorno, con la durata in anni dell’abitudine, con la profondità con cui il fumo viene inalato, con il contenuto in catrame e di nicotina del tipo di sigarette fumate. Il rischio relativo dei fumatori (considerati globalmente) di ammalarsi di carcinoma polmonare è 14 volte superiore rispetto ai non fumatori, mentre per i forti fumatori (consumatori di oltre 25 sigarette al giorno) il rischio sale a 20 volte.

Identikit del microcitoma
(Fonte: National Cancer Institute)
Questa neoplasia polmonare deve il suo nome alla sua caratteristica istologia e rappresenta la forma più aggressiva di tumore in questa sede. Viene anche chiamato “a chicco d’avena” per la particolare conformazione microscopica delle cellule che lo determinano.
Caratteristiche generali
Il carcinoma polmonare a piccole cellule è estremamente temibile, sia perché si propaga più velocemente rispetto alle altre forme (squamocellulare, adenocarcinoma e carcinoma a grandi cellule, le forme più diffuse, responsabili di oltre l’80% dei casi di tumore), sia perché cresce molto rapidamente. Per questo, al momento della diagnosi, la malattia ha già generato metastasi propagandosi oltre il sito d’insorgenza primaria.
I fattori di rischio
Il fumo di sigaretta è il principale fattore di rischio per lo sviluppo di questa forma tumorale. L’infiammazione indotta dal fumo e la presenza di elementi tossici (cancerogeni e cocancerogeni) facilita infatti la trasformazione di cellule sane in cellule tumorali. Anche il fumo passivo e l’esposizione ad asbesto (cioè alle particelle di amianto) e radon aumentano i rischi.
Come si manifesta
Spesso il microcitoma viene individuato per caso, senza che abbia dato sintomi ritenuti significativi dal fumatore. Vanno tuttavia tenuti in considerazione alcuni sintomi come una tosse che non si risolve, la presenza di sangue nell’espettorato, la perdita di appetito, l’eccessiva stanchezza e un calo di peso inspiegabile.
Come si fa la diagnosi
La diagnosi precoce di microcitoma è molto difficile. Spesso, infatti, le comuni radiografie non identificano noduli polmonari che possono essere inizialmente anche molto piccoli. Molto più utili per definire le caratteristiche del tumore sono la ricerca di cellule alterate nell’espettorato e la broncoscopia, test invasivo che, sfruttando un tubicino flessibile dotato di una telecamera, permette di visualizzare direttamente la lesione tumorale nell’albero bronchiale.

Le opzioni terapeutiche
Si può curare il carcinoma polmonare? E se sì, in quale maniera? Lo chiediamo a uno specialista, il professor Andrea Ardizzoni, Direttore Oncologia Medica dell’Azienda Ospedaliera Universitaria di Parma. "Nel corso degli ultimi 10 anni il trattamento medico del carcinoma polmonare al momento della recidiva dopo chemioterapia di prima linea è stato oggetto di considerevole ricerca clinica, sia per quel che riguarda il carcinoma polmonare non a piccole cellule, sia per quello a piccole cellule. Sino a circa due anni fa il solo farmaco approvato per la terapia di II linea del carcinoma polmonare non a piccole cellule era il docetaxel. Attualmente le possibilità terapeutiche si sono ampliate grazie al riconoscimento di efficacia, ottenuto tramite sperimentazioni cliniche controllate, di pemetrexed e di erlotinib (quest’ultimo prevalentemente in alcuni sottogruppi di pazienti)".
Nuovi farmaci sono in fase di sperimentazione clinica in questo specifico segmento di trattamento e, con buona probabilità, altre possibilità terapeutiche si renderanno disponibili allo specialista in un prossimo futuro. Inoltre, la possibilità di ampliare la scelta terapeutica permette di per sé di “personalizzare” la scelta terapeutica sulla base di svariati parametri (clinici, patologici, ecc.).
"Lo stesso scenario può essere tracciato per il carcinoma polmonare a piccole cellule, per il quale esistono scarse alternative terapeutiche a quelle già note circa 10 anni fa. In tal senso - sottolinea il professor Ardizzoni - la disponibilità di un nuovo farmaco quale il topotecan, che si è dimostrato in grado di modificare la storia naturale del carcinoma polmonare a piccole cellule in fase di recidiva, come attestato da uno studio randomizzato verso la terapia di supporto - rappresenta un ulteriore passo avanti verso la strategia terapeutica ottimale. Occorre ricordare come già in precedenza il topotecan avesse dimostrato nel trattamento di seconda linea un’efficacia terapeutica comparabile a quella della combinazione ciclofosfamide, adriblastina e vincristina, combinazione tradizionalmente utilizzata in seconda linea. Benché clinicamente valida, tale informazione non eliminava completamente la possibilità, particolarmente importante per gli organismi regolatori, che il trattamento con topotecan fosse realmente in grado di modificare l’aspettativa di vita dei pazienti trattati.
La tollerabilità del farmaco consente di ipotizzare un suo impiego anche in quelle categorie di pazienti (anziani e/o con performance status 2) per i quali talora si pongono difficili decisioni terapeutiche. L’azione radiosensibilizzante del topotecan e la buona penetrazione tissutale cerebrale aprono prospettive terapeutiche nei pazienti con metastasi cerebrali, particolarmente frequenti nel corso della storia naturale del carcinoma polmonare a piccole cellule.
Lo sviluppo di topotecan, derivato semisintetico della camptotecina, ha messo a disposizione un agente citostatico moderno con proprietà antineoplastiche simili alla camptotecina, ma con un miglior profilo di tollerabilità. La camptotecina è stata scoperta negli anni ’60 in estratti vegetali tratti da alcune specie come la Camptotheca acuminata e la Nothapodytes foetida. Subito dopo, la sua attività antineoplastica è stata dimostrata su un certo numero di tumori sperimentali. Il potenziale citotossico della camptotecina è stato confermato in studi clinici precoci. All’inizio degli anni ’70, l’ulteriore sviluppo clinico è stato inizialmente interrotto a causa degli effetti collaterali imprevisti. Il principale problema era la natura idrofobica di camptotecina, e da allora è iniziata la ricerca di sostanze più facilmente idrosolubili e quindi meglio tollerate. Alla fine degli anni ’80, è stato sintetizzato il derivato semisintetico della camptotecina topotecan, molecola idrosolubile che possiede un’attività citotossica simile al farmaco di partenza. Attualmente topotecan è autorizzato per il trattamento del tumore metastatico dell’ovaio dopo fallimento di una terapia di prima o seconda linea, e per il trattamento di pazienti con microcitoma recidivante per cui un successivo trattamento con uno schema chemioterapico di prima linea non venga considerato appropriato".

Un nuovo potenziale strumento per una diagnosi precoce
La tomografia computerizzata (TC) del torace rappresenta la metodica attualmente più accurata nella diagnosi delle lesioni polmonari iniziali. Gli ostacoli all’utilizzo della TC convenzionale per lo screening del cancro polmonare sono principalmente l’alta esposizione alle radiazioni, i lunghi tempi d’esecuzione, la frequenza dei falsi positivi e l’elevato costo dell’esame. L’evoluzione della tecnologia radiologica ha portato all’introduzione e alla diffusione, negli ultimi 5 anni, della TC spirale (o volumetrica). Questa metodica offre la possibilità di ricostruire le immagini delle scansioni a intervalli desiderati e permette uno studio del parenchima polmonare ad alta definizione, senza mezzo di contrasto endovenoso, con livelli d’esposizione per il paziente nettamente ridotti rispetto alla TC convenzionale, costi limitati e rapido tempo d’esecuzione (10 minuti circa).

Indirizzi utili

San Camillo Forlanini
Via Portuense 332 - 00149 Roma
Prenotazioni/informazioni: 06.5595055
Pneumologia oncologica V - Dott. Filippo De Marinis – 06.55551
www.scamilloforlanini.rm.it

Azienda Ospedaliero-Universitaria Careggi
Viale Pieraccini 17 - 50139 Firenze
Centralino: 055.794111
Prenotazioni/informazioni: 840 003003
Pneumologia - Dott. Andrea Lopes Pegna - 055 7946348
www.ao-careggi.toscana.it

Azienda Ospedaliera di Padova
Via Giustiniani 1 - 35100 Padova
Centralino: 049.8211111
Prenotazioni/informazioni: 840 000664
www.sanita.padova.it

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