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Progetto E.R.Me.S.

Minnie Luongo, N. 1/2 gennaio/febbraio 2007

A Milano, lo scorso ottobre, è stato presentato il Progetto Nazionale E.R.Me.S.. L’occasione? Il convegno “I Carcinoidi e la Pratica Clinica”, che ha rappresentato il primo di una serie di incontri itineranti condotti su tutto il territorio nazionale e che, per l’appunto, fanno parte di “ERMES”, acronimo che sta per Educational Regional Meetings on Somatostatin Analogues in Oncology. Un’iniziativa realizzata anche grazie alla collaborazione con l’azienda Ipsen (Società appartenente al Gruppo Ipsen), un Gruppo Farmaceutico Europeo le cui attività di Ricerca relativamente a nuove ed innovative molecole per il trattamento del paziente si focalizzano in particolare in Oncologia, in Endocrinologia e nel trattamento delle patologie neuromuscolari.

Un importante studio
In anteprima sono stati anche illustrati i risultati di uno Studio multicentrico randomizzato condotto nei Tumori Neuroendocrini ben differenziati. A questo studio clinico, coordinato dal team del Professor Emilio Bajetta della Fondazione IRCCS - Istituto Nazionale dei Tumori, hanno partecipato 26 centri distribuiti su tutto il territorio nazionale.
"Ci proponiamo - dice il Professor Emilio Bajetta, Direttore della S.C. Oncologia 2 della Fondazione IRCCS - Istituto Nazionale dei Tumori - di utilizzare uno strumento formativo ed informativo per divulgare e condividere le più recenti acquisizioni relative alla diagnosi, al trattamento ed alla gestione complessiva dei pazienti affetti da tumori neuroendocrini, neoplasie troppo spesso sottodiagnosticate".
"Si tratta di un’occasione nazionale di confronto - aggiunge Bajetta - tra anatomo-patologi, endocrinologi, medici nucleari e chirurghi, che prevede la presentazione anche di diversi casi clinici. E, inoltre, quest’occasione è stata scelta per presentare i risultati di uno studio coordinato dalla dottoressa Laura Catena, che fa parte del mio gruppo di ricercatori. Si tratta dei risultati ottenuti con lanreotide e in particolare con la sua innovativa formulazione autogel, sulla qualità di vita dei pazienti, sulla progressione della malattia, sulla sopravvivenza e sulla tollerabilità del trattamento".
Spiega in dettaglio la stessa Catena: "Abbiamo valutato gli effetti di due diverse formulazioni di lanreotide sulla qualità della vita dei pazienti, sulla progressione della malattia, sulla sopravvivenza, e sulla tollerabilità del trattamento. I pazienti, con diagnosi istologica confermata di tumore neuroendocrino a basso grado di malignità, hanno ricevuto il farmaco lanreotide, nella formulazione a rilascio prolungato lanreotide 60 mg PR per via intramuscolare ogni 3 settimane oppure la nuova formulazione di lanreotide, Autogel 120 mg soluzione iniettabile, somministrato per via sottocutanea profonda ogni 6 settimane. Per ciascun paziente la durata complessiva totale dello studio era di sei mesi o sino a progressione della malattia. Lo studio randomizzato, di fase III, fornisce un quadro completo di confronto tra la formulazione in microsfere lanreotide PR 60 e la nuova formulazione di lanreotide, Autogel 120 mg, nel trattamento dei NET".

Conoscere i NET
I NET sono i tumori neuroendocrini (neuroendocrine tumours, “nets” nella dizione inglese) e rappresentano un eterogeneo gruppo di neoplasie derivanti da cellule neuroendocrine che possono originare a livello di tutti i distretti corporei. La storia naturale dei Net a basso grado di malignità è frequentemente caratterizzata da lunghi periodi di quiescenza o di lenta crescita correlati ad un comportamento biologico poco aggressivo. Di contro, alcuni istotipi (poco differenziati dal punto di vista istologico, oppure totalmente differenziati), si contraddistinguono per gli elevati indici di proliferazione cellulare e per l’aggressività biologica.
"In effetti - riconosce il Professor Emilio Bajetta - i net rappresentano una patologia rara, poco conosciuta, di difficile approccio diagnostico e terapeutico. Nella nostra struttura funziona il Ce.Ri.Ca - nuovo Centro di Riferimento Nazionale per lo Studio e la Cura del Carcinoide e dei Tumori Neuroendocrini poiché si deve coniugare conoscenza, esperienza e tecnologie, allo scopo di migliorare l’approccio a questa patologia che richiede strategie terapeutiche innovative, attuate con criteri multidisciplinari. Ed è necessario fare cultura sui tumori neuroendocrini poiché sul territorio nazionale un oncologo, in media, vedrà soltanto un paziente all’anno affetto da tale patologia ed occorre che endocrinologi, chirurghi, oncologi, medici clinici e specialisti possano effettuare una diagnosi corretta affinché i tumori neuroendocrini non siano più falsamente identificati o erroneamente classificati".
Il Progetto E.R.Me.S., pertanto, che proseguirà per tutto questo 2007, nasce come strumento di informazione, formazione e confronto e si propone come mezzo divulgativo capillare sul territorio nazionale relativamente ad una patologia oncologica ancora poco conosciuta, e sottodiagnosticata, come i tumori neuroendocrini.
Il progetto vuole valorizzare le realtà locali che si occupano di tumori neuroendocrini, fare cultura e dare supporto alla diffusione delle informazioni. Si rivolge a medici di base, specialisti anatomo-patologi, chirurghi, medici di medicina nucleare, endocrinologi, gastroenterologi, oncologi ma anche ai semplici cittadini. Si propone di condividere le più recenti acquisizioni relative alla diagnosi, al trattamento e alla gestione multisciplinare dei pazienti affetti da Net. Sono previsti incontri presso le aree di eccellenza oncologica italiane anche nel Centro e nel Sud Italia.

I NET e il nuovo Centro di riferimento Nazionale
"Da oltre 10 anni abbiamo approfondito lo studio di questa patologia", spiega sempre il Professor Bajetta. "I Net sono tumori talvolta caratterizzati dalla produzione autonoma di sostanze biologicamente attive che possono rendersi responsabili di manifestazioni sintomatiche di severa entità e che possono mettere a rischio la sopravvivenza del paziente. La differenza del tipo istologico, la sede di origine della malattia, la biologia e l'indice di proliferazione cellulare sono responsabili dell'eterogeneità di comportamento dei Net e condizionano in modo importante la prognosi e l'approccio terapeutico da seguire. Proprio per questo è doveroso fare cultura e formazione, divulgando capillarmente le informazioni e le più recenti acquisizioni su tutto il territorio nazionale".
Nel luglio 2006 è stato inaugurato in via Venezian, a Milano, presso la Fondazione IRCCS-Istituto Nazionale dei Tumori, il nuovo Centro di Riferimento Nazionale per lo Studio e la Cura del Carcinoide e dei tumori neuroendocrini. Il Centro è il risultato di oltre 36 anni di lavoro e, relativamente ai Net, si avvale di un’esperienza più che decennale, fatta di approfondimenti, studi, attività cliniche ed innovative nel trattamento di questa patologia. Il Centro convoglia gli sforzi orientati alla multidisciplinarietà e ad un approccio integrato polispecialistico e polifunzionale. Le risorse a disposizione dell'oncologo, in questa sede di Milano, relativamente alla diagnosi, alla caratterizzazione clinico-biologica dei NET, alla sorveglianza del paziente ed al trattamento delle neoplasie neuroendocrine, sono le più avanzate a livello internazionale. Il Centro è al servizio del cittadino e consente al paziente di evitare disagi, ritardi e di essere assistito a 360 gradi perché attorno alla persona assistita ruotano esperti, medici e ricercatori per offrire un’assistenza ed una cura personalizzata.
L'Unità Operativa di Oncologia Medica 2 è la struttura coordinatrice del Centro, ed è impegnata nell'elaborazione e nella conduzione di studi clinici controllati, disegnati per valutare l'efficacia terapeutica e biologica di bioterapici e di schemi di polichemioterapia innovativi.
Obiettivi primari del Centro di Riferimento sono, oltre al trattamento del paziente: il miglioramento delle conoscenze scientifiche relative ai NET e la progettazione di strategie terapeutiche innovative che adottano criteri multidisciplinari. Tali finalità possono essere raggiunte attraverso il coordinamento di progetti di ricerca finalizzati ad una migliore conoscenza della storia naturale e delle caratteristiche clinico-biologiche di queste rare neoplasie, nonchè attraverso la redazione di pubblicazioni e l'organizzazione di seminari, congressi e corsi di aggiornamento.
Un altro obiettivo del Centro è l'attivazione di percorsi diagnostici e terapeutici aggiornati in modo tale da offrire al paziente, in ogni momento della malattia, un trattamento allo stato dell'arte e a tale scopo sono coinvolti nelle attività del Centro il Dipartimento di Immagini per Diagnosi e Terapia, il Dipartimento di Patologia, il Dipartimento di Chirurgia Intracavitaria, il Dipartimento di Medicina Oncologica e l'Unità Operativa di Medicina Nucleare.
Il Centro di Riferimento ha disegnato e attivato dei programmi di ricerca multidisciplinari, in collaborazione con i dipartimenti di chirurgia e di diagnostica (sia di laboratorio che strumentale), volti ad ampliare le conoscenze di base di questa complessa patologia.
"Ci avvaliamo, per la nostra attività", conclude il professor Emilio Bajetta, "del supporto e della collaborazione di Istituzioni ed Enti sia pubblici sia privati, frutto di partnership con il Ministero o con società farmaceutiche multinazionali relativamente a specifici progetti di ricerca. Seguiamo inoltre progetti mirati ad una corretta divulgazione ed informazione non solo specialistica e medico-scientifica, ma anche diretta al pubblico".

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