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Dolore: no grazie!
Lara Bettinzoli, N. 6/7 giugno/luglio 2003

Da sempre esistono farmaci in grado di sedare il dolore, ma più recentemente si sono aggiunti anche particolari interventi che hanno lo scopo di cancellare, agendo direttamente sui collegamenti nervosi, gli stimoli dolorosi. Ne parla il dottor Cesare Bonezzi anestesista, neurochirurgo e direttore dell’Unità di terapia del dolore presso la Fondazione Maugeri di Pavia.

Carcinoma mammario: diversa chirurgia, stesso risultato
Mariagrazia Villa, N. 6/7 giugno/luglio 2003

È la forma più frequente di tumore nelle donne, la sua insorgenza è legata anche a fattori di ereditarietà. Quattro le opzioni terapeutiche e altrettanti gli interventi chirurgici attuabili. Parliamo del carcinoma mammario, per aiutare le donne a riconoscerlo e a non temerlo.

Conosciamo il linguaggio delle proteine
Minnie Luongo, N. 6/7 giugno/luglio 2003

Non tutti i nostri migliori cervelli hanno scelto l’estero, per fortuna. Il professor Pier Paolo Di Fiore, direttore del Dipartimento di Oncologia Sperimentale II allo IEO (Istituto europeo di oncologia) di Milano, dopo 12 anni trascorsi in America è tornato in Italia “perché gli hanno permesso di lavorare meglio che negli Usa”. Abbiamo incontrato lo scopritore del “linguaggio delle proteine”, che ci ha illustrato il rapporto tra “ubiquitinazione” e insorgenza dei tumori.

È guerra al cancro
Cristina Mazzantini, N. 6/7 luglio/agosto 2003

Per vincere l’unica “guerra giusta”, quella contro il cancro, si è discusso di farmaci intelligenti nella VI Conferenza Nazionale dell’Associazione Italiana di Oncologia Medica di Alghero, dedicata a “Bersagli molecolari e nuove terapie biologiche in oncologia”. Nell’incontro, presieduto dai professori Francesco Cognetti di Roma e Antonio Contu di Sassari, i massimi esperti italiani del settore si sono confrontati su come raggiungere un obiettivo preciso: cronicizzare la malattia neoplastica.

Testiamo il papilloma virus
Monica Melotti, N. 6/7 giugno/luglio 2003

Il tumore del collo dell'utero è la seconda forma tumorale, dopo il cancro del seno, più diffusa in Italia. Ogni anno colpisce 3.700 donne e ne uccide 1.800. Oggi però è possibile attuare una prevenzione grazie al test Hpv che in combinanzione con il Pap-test garantisce una diagnosi tempestiva. Il tumore della cervice uterina è l'unico tipo di cancro curabile al 100 per cento se identificato precocemente.

Misuriamo il livello dell’acqua
Cristina Sampiero, N. 5 maggio 2003

Attenzione alle diete “fai da te”. All’avvicinarsi della bella stagione, è difficile resistere alla tentazione di sottoporsi alle diete facili e veloci, magari consigliate dalle amiche più “in forma”. Meglio affidarsi alle cure degli esperti: da oggi un nuovo indice corporeo misura la quantità d’acqua presente nel nostro organismo, magari anche in eccesso.

È di scena l’urologia
Dario Vascellaro, N. 5 maggio 2003

Tumore della prostata, tumore della vescica, tumore del rene. Sono le più frequenti neoplasie a carico dell’apparato urinario e tra le più diffuse soprattutto tra gli uomini. Per saperne di più abbiamo intervistato il professor Bruno Rovereto, primario della Divisione di Urologia del Policlinico San Matteo di Pavia, che ci ha tracciato un quadro generale della situazione attuale in materia e ci ha illustrato le terapie oggi utilizzate per la cura.

Prevenzione, ovvero educazione alla salute
Cristina Mazzantini, N. 5 maggio 2003

Centinaia di migliaia sono le persone che ogni anno muoiono a causa del cancro. Ciononostante, si è stimato che si potrebbe salvare quasi la metà delle vite se si rispettassero alcune regole semplici, ma importanti, di prevenzione. Ecco cosa ci ha detto in merito il professor Fausto Orecchio, direttore per un quinquennio della Struttura Complessa di Igiene Ospedaliera presso il Dipartimento per la Sicurezza e Tecnologie in Sanità e la Farmacoutilizzazione, all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma.

Incontro da "Nobel"
Minnie Luongo, N. 5 maggio 2003

A Stoccolma i tre Nobel per la Medicina, premiati congiuntamente per il lavoro nel campo della “regolazione genetica dello sviluppo degli organi e della morte cellulare programmata”, rispondono sulle implicazioni delle loro scoperte nell’ambito della ricerca medica. E in oncologia saranno possibili nuove indagini per indurre la morte delle cellule tumorali.

Prevenire i tumori e la sindrome di Down
Mariagrazia Villa, N. 5 maggio 2003

Secondo una ricerca condotta da studiosi americani è emerso che l’incidenza di varie forme tumorali nelle persone affette da sindrome di Down sia minore rispetto a coloro non soggetti alla sindrome. Diverse le ragioni che giustificherebbero questi risultati, anche alla luce delle caratteristiche della malattia stessa. La prevenzione resta come sempre la migliore arma di difesa.


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