N. 5 maggio 2006

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Risponde il professor Roberto Orecchia, direttore della divisione di Radioterapia all’Istituto Europeo di Oncologia a Milano (tel. 02.57489.1)

Professor Orecchia, può spiegarci la nuova radioterapia “Fast”?
All’Istituto Europeo di Oncologia le ultime tecniche di radioterapia 4-D sono da oggi una realtà per tutti i pazienti. Questa tecnologia si serve di particolari apparecchiature che permettono schemi di cura innovativi. La Radioterapia Fast (Frazionamento accelerato dello schema terapeutico) arriva a ridurre fino al 50% la durata complessiva del trattamento tradizionale, con minori effetti collaterali. Permette, inoltre, di ampliare l’applicazione alle metodiche di precisione che già hanno rivoluzionato la cura di alcuni tumori, come quello della prostata: su 1.800 pazienti con tumore prostatico iniziale, trattati allo Ieo con la radioterapia conformazionale, l’85% vive in buone condizioni di salute. L’ultima frontiera della radioterapia è il trattamento a quattro dimensioni, che tiene conto, oltre che del volume, anche del movimento. In pratica oggi è possibile identificare esattamente il “bersaglio” e inseguirlo nel suo movimento, come quello generato ad esempio dal respiro o dalla frequenza cardiaca. I raggi vengono orientati in tempo reale e con precisione millimetrica, perché sono le immagini reali a guidare direttamente il fascio radiante. A questo fine sono stati installati tre strumenti: l’ectomografo BAT, che confronta l’immagine a ultrasuoni ottenuta dal paziente nella sala di trattamento con quella della Tac di simulazione del piano di cura; il sistema Exactrac 6D, che ottiene lo stesso risultato con sistemi ottici e raggi X e infine l’On Board Imager, che è una Tac inserita nell’acceleratore lineare, che consente in tempo reale di avere le immagini del paziente, elaborare il piano di cura e procedere al trattamento.

Quali sono i tumori che si avvantaggiano di questa metodica?
La neoplasia che abbiamo maggiormente trattato è quella della mammella, seguita dal tumore della prostata, di fegato, polmone e testa-collo. Per il tumore al seno abbiamo trattato sinora 300 pazienti con un ciclo di radioterapia della durata di quattro settimane (anziché sei), la prossima meta è quella di raggiungere le tre settimane. Per il tumore alla prostata, destinato a diventare nel 2010 il primo big killer per il genere maschile, siamo passati da otto settimane di trattamento a sei, con l’obiettivo di arrivare a quattro. Per il tumore al fegato e al polmone sono sufficienti tre sedute. La terapia non è invasiva e nella maggior parte dei casi non richiede né ricovero ospedaliero né anestesia. Le tecnologie avanzate sono una vera risorsa per la medicina, poiché permettono di rendere i trattamenti sempre meno invasivi. L’obiettivo perseguito dallo Ieo da diversi anni è quello di diminuire l’aggressività terapeutica, mantenendo il massimo dell’efficienza.

Come funzionano esattamente questi nuovi macchinari? I vantaggi sono trasferibili a tutti i pazienti?
Grazie alla maggior precisione che otteniamo con queste macchine possiamo ridurre il numero di sedute della radioterapia. Le dosi sono più intense e meglio concentrate sul bersaglio da trattare, risparmiando i tessuti sani. Inoltre riusciamo a convogliare in tempi più rapidi la quantità di raggi necessaria per il controllo definitivo della malattia. La tecnologia 4-D offre molti vantaggi al paziente, tanto che vogliamo proporla come nuovo schema di trattamento in tutti i casi che lo permettono. Gli schemi attuati comportano oggi, per ciascun paziente, un elevato numero di sedute di trattamento, a volte fino a 40 e più. Questo crea diversi problemi di ordine clinico: accuratezza delle sedute di terapia, problemi di integrazione con le altre terapie, o di ordine logistico, difficoltà a raggiungere il centro di radioterapia, costi di trasferimento. Senza dimenticare i problemi di ordine socio-economico: allontanamento dal posto di lavoro e dall’ambiente familiare, incremento delle liste di attesa. La Radioterapia Fast risolve questi disagi, a partire dalle liste di attesa. Un esempio: ogni anno, sul numero complessivo delle pazienti con tumore della mammella, trattate con radioterapia (sono circa 30 mila in Italia), se solamente il 30% riducesse di dieci sedute la durata del trattamento, questo comporterebbe il risparmio di circa 80.000 sedute, che corrispondono alla possibilità di curare, a parità di risorse, circa 5.000 pazienti in più.

Quale sarà il passo successivo della Radioterapia Fast?
La filosofia dello Ieo è stata fin dalla nascita quella di mirare al massimo i trattamenti, per limitare al minimo la tossicità delle cure. Nella radioterapia, in particolare, la tecnologia ci ha dato una mano e i risultati sono davvero straordinari. Il passo successivo è quello di tenere in considerazione anche i parametri biologici della lesione tumorale, vale a dire l’attività della cellula malata, come la capacità di proliferare, di metabolizzare o di sintetizzare il DNA. Questo consente di modulare la dose - gli americani definiscono la metodica “dose painting”- in modo da adattarla a seconda delle caratteristiche specifiche del tumore.