N. 6/7 giugno/luglio 2006

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Risponde il professor Patrizia Olmi, Direttrice della Radioterapia 1 dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano.
Tel 02-23901

All’Istituto Regina Elena di Roma si è recentemente tenuto il Convegno Nazionale sui tumori della testa e del collo. In tale occasione sono stati presentati i risultati, pubblicati dal New England Journal of Medicine, di uno studio europeo sull’impiego, in caso di malattia avanzata, della chemioterapia di nuova generazione con un anticorpo monoclonale, il cetuximab. Si tratta di una molecola già utilizzata nel cancro del colon. Grazie a tali risultati, l’EMEA (l’Agenzia europea del farmaco) ha concesso l’autorizzazione di somministrare il cetuximab anche per i tumori della testa e del collo. Alla professoressa Patrizia Olmi, uno dei relatori del convegno romano, chiediamo:

Che cosa s’intende per cancro della testa e del collo? E chi ne è maggiormente colpito?
"Quando si parla di tumori maligni della testa e del collo ci si riferisce a un gruppo di neoplasie che prendono origine da varie sedi, come il cavo orale; la faringe, suddivisa in rinofaringe, orofaringe, ipofaringe); la laringe; le fosse nasali e seni paranasali, ovvero mascellare, frontale, etmoide. E infine le ghiandole salivari. Queste neoplasie hanno alcune caratteristiche in comune, ma sono diverse per storia naturale, comportamento clinico e conseguentemente per approccio terapeutico. Esse rappresentano complessivamente il 3% di tutti i tumori maligni. Gli uomini si ammalano molto più delle donne, in un rapporto di circa 6 a 1. Tale rapporto è destinato a ridursi poiché l’insorgenza di questi tumori è legata all’uso di tabacco e al consumo smoderato di alcol, soprattutto superalcolici. Oggi, infatti, tali abitudini, specialmente il fumo, sono in forte aumento nel sesso femminile. L’età più colpita è compresa fra i 50 e i 70 anni. Il tipo istologico è, nel 90% dei casi, rappresentato dal carcinoma squamocellulare".

Come si curano?
"La chirurgia, la radioterapia e la chemioterapia vengono utilizzate per il loro trattamento. In linea generale, poi, possiamo affermare che la cura degli stadi limitati di malattia, cioè quando il tumore viene diagnosticato precocemente, può essere fatta con la chirurgia non demolitiva o con la radioterapia. I due approcci terapeutici offrono in molti casi lo stesso risultato. Pertanto devono essere prospettati entrambi al paziente, come alternative terapeutiche.
Quando i tumori della testa e del collo sono avanzati, pur rimanendo confinati al distretto, la chirurgia diviene molto più mutilante, anche se oggi le possibilità di ricostruzione dell’organo tolto sopperiscono alla perdita di alcune funzioni. Purtroppo non sempre è possibile ricostruire l’organo asportato, come nel caso in cui venga fatta una laringectomia totale. L’oncologia moderna pertanto si è prefissata, attraverso studi clinici, l’obiettivo di curare il tumore anche avanzato senza ricorrere alla chirurgia. Alla radioterapia che permette, per il suo stesso modo d’interagire con l’organismo, la preservazione dell’organo si è affiancata la chemioterapia, in collaborazione temporale e spaziale. Per cui le due cure possono agire in modo sinergico e ottenere risultati migliori rispetto a una singola modalità. Dopo il loro eventuale fallimento, in molti casi è possibile effettuare una chirurgia detta di salvataggio.
Per effettuare cure con la moderna radioterapia occorrono ovviamente macchine predisposte a tale scopo. Ma serve soprattutto personale specializzato, in grado di scegliere la migliore tecnica da adottare per una determinata estensione tumorale e valutare attentamente le condizioni cliniche del paziente, condividendone la scelta terapeutica. Ancora oggi, purtroppo, risorse e competenze non sono equamente distribuite sul territorio italiano e ogni sforzo deve essere fatto per far sì che questo avvenga nel più breve tempo possibile".

Quali possibilità di guarigione ci sono per i tumori della testa e del collo?
"Intanto occorre dire che la guarigione a cinque anni può essere considerata pressoché definitiva, visto che le riprese di malattia dopo tale periodo sono molto rare. La guarigione di tali forme tumorali è legata alla sua estensione e alla sua sede di origine: si può affermare che al primo e secondo stadio di malattia è prevedibile ottenere una guarigione che oscilla fra l’80 e il 95%. Completamente diversa è la situazione dei tumori in stadio terzo e quarto, per i quali le possibilità di cura anche con la chirurgia demolitiva, integrata spesso da radio e chemioterapia, oscillano fra il 20 e il 60%.
Perciò suggeriamo al paziente di ricorrere al proprio medico non appena si accorga di sintomi nuovi e persistenti per un certo periodo, come:

  • voce più bassa
  • gonfiore nel collo
  • difficoltà a ingoiare
  • difficoltà a respirare
  • piccole e anomale lesioni alla bocca, che sono evidenti guardandosi allo specchio.

Ai giovani invece si raccomanda di non intraprendere cattive abitudini come fumare o abusare degli alcolici".