N. 8/9 agosto/settembre 2007

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Risponde la dottoressa Maria Concetta Tufi, responsabile del servizio di screening della Asl RmG di Guidonia.
Tel. 06.9532-2714.

Dopo il vaccino, la ricerca scientifica ha compiuto un ulteriore passo in avanti per sconfiggere il tumore del collo dell'utero, grazie alla realizzazione di un nuovo esame molecolare: Hpv Test (o hc2). Si tratta di un'analisi sul Dna approvata dalla Food and Drug Administration (l'Ente americano per il controllo di farmaci e tecnologie). Questo Test, ben presto, affiancherà il Pap-Test. Per saperne di più, abbiamo intervistato la dottoressa Maria Concetta Tufi.

Dottoressa Tufi, cosa si intende per Hpv Test (hc2)?
"Si tratta di un'analisi sul Dna, realizzata dalla multinazionale Digene, che a differenza del Pap-Test consente di rilevare direttamente la presenza di papilloma virus ad alto e basso rischio oncogeno. O, più precisamente, dei virus responsabili di quelle alterazioni delle cellule che vengono identificate dal Pap-Test. Grazie a questo esame innovativo è possibile identificare le donne che, in assenza dei virus neoplastici, possono essere rassicurate e possono eseguire i controlli della cervice meno frequentemente. Gli specialisti sono arrivati alla conclusione che il test è in grado di rilevare la presenza di lesioni precancerose con una sicurezza del 96-97 per cento. L'arrivo dell'Hpv Test, però, non mette "in soffitta" il Pap-Test che comunque continua a rappresentare una pietra miliare della prevenzione oncologica. Un Pap-Test negativo insieme a un Hpv Test (hc2) negativo garantiscono, infatti, al 99 per cento di non avere né la presenza né la predisposizione allo sviluppo di un carcinoma della cervice uterina, oppure una lesione pre-neoplastica grave.
In questo modo è possibile allungare l'intervallo, tra un controllo e l'altro, che potrebbe passare dai tre a cinque anni. E ancora. L'abbinamento delle due procedure potrebbe anche ridurre di circa il 50 per cento i falsi positivi del Pap-Test e quindi evitare ad alcune donne di sottoporsi a esami diagnostici invasivi, inutili e costosi".

Come si esegue il nuovo tipo di Test?
"Per effettuare il Test si preleva un campione di cellule dal collo dell'utero con uno spazzolino, esattamente come accade per il Pap-Test. Lo spazzolino viene poi immerso in un liquido di conservazione, per essere trasportato al laboratorio dove sarà analizzato. Attualmente il Hpv Test (hc2) viene eseguito nei principali laboratori ospedalieri e in alcuni centri privati. Il ginecologo può prescrivere l'esame molecolare anche attraverso il Servizio Sanitario Nazionale. L'elenco completo dei centri dove eseguire il Test è suddiviso per Regione ed è disponibile sul sito www.hpvtest.it".

A Roma, alla presenza del professor Ignazio Marino, presidente della Commissione Igiene e Sanità del Senato, è stata presentata la nuova Campagna di screening per prevenire il cancro del collo dell'utero, iniziata il 20 giugno scorso. Dottoressa Tufi, lei è la responsabile dell'iniziativa: può darci maggiori ragguagli?
"Sono state contattate 26mila donne italiane e straniere, residenti nel comune di Guidonia (Roma), a cui è stato chiesto di sottoporsi all'Hpv Test come screening citologico di I livello. La proposta è partita su indicazione dell'Agenzia di Sanità Pubblica del Lazio che ha individuato nella nostra Asl RmG il centro pilota, anche perché è la Asl più grande del Paese (composta da ben 70 comuni). Si tratta di un'iniziativa unica non solo in Italia ma nel mondo. Un'innovazione destinata a cambiare per sempre l'approccio verso il carcinoma della cervice uterina e che si pone l'ambizioso obiettivo di debellare una malattia che, ancor oggi, uccide milioni di donne nel mondo. E quasi 2mila l'anno solo in Italia. Il progetto è la punta di diamante di una struttura che vanta ottimi numeri in generale: per lo screening mammografico sono operativi medici radiologi, impegnati nel secondo livello diagnostico, e 14 tecnici sanitari di radiologia medica impegnati su unità mobile. Per lo screening citologico, invece, ci sono 2 medici ginecologi impegnati nel II livello diagnostico, 18 persone che compongono il personale ostetrico dei centri prelievo sul territorio e 2 infermieri professionali. Per avere informazioni si può scrivere all'indirizzo mail screening-asl-rmg@email.it o telefonare ai Numeri Verdi 800.08.49.86 (per lo screening del cancro della mammella) e 800.04.33.55 (per lo screening del carcinoma della cervice uterina)".