N. 5 maggio 2008

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Risponde Alba Brandes, Direttore dell’U.O. Complessa di Oncologia dell’Ospedale Bellaria–Maggiore di Bologna

Professoressa Brandes quali sono i vostri studi più interessanti sui tumori al cervello?
"Il tumore del cervello adesso fa meno paura. Per il glioblastoma, la più aggressiva fra le neoplasie del sistema nervoso centrale, la sopravvivenza dopo due anni dalla diagnosi negli ultimi tre anni è passata dal 10% con il solo trattamento radioterapico al 40% con i nuovi trattamenti combinati. Questi dati emergono da un nostro studio condotto su 103 pazienti ai quali veniva somministrato un chemioterapico per via orale, la temozolomide, in associazione alla radioterapia, e successivamente il solo farmaco in cicli mensili di terapia. Questo trattamento sequenziale è stato prolungato oltre i 6 mesi canonici sino ad almeno 12 mesi o, nel caso ci fosse ancora il dubbio della presenza di malattia, anche oltre i 12 mesi. Sono state, inoltre, valutate le caratteristiche genetiche dei tumori ed in particolare il gene MGMT, che produce una proteina capace di riparare i danni indotti dalla chemioterapia sulla cellula tumorale di glioblastoma. L’assenza (metilazione) di questo gene ha quindi permesso di prevedere l’efficacia della temozolomide. Grazie all’integrazione dei dati genetici e delle caratteristiche dei quadri neuroradiologici, siamo stati in grado di proseguire il trattamento anche in quei casi dubbi per cui un tempo veniva interrotto, nel sospetto di ricrescita della malattia, con notevoli risultati in termini di aumento della sopravvivenza e qualità di vita dei malati. Lo studio è di prossima pubblicazione sul Journal of Clinical Oncology, una fra le più prestigiose riviste oncologiche internazionali".

Qual è l’andamento dei tumori cerebrali?
"Secondo l’American Brain Tumor Association, l’incidenza dei tumori cerebrali primitivi, benigni e maligni, è di 12,8 casi per 100mila individui. Malgrado la possibile comparsa in qualsiasi momento della vita, due sono le fasce d’età che sembrano maggiormente colpite: tra i 3 e i 12 anni e, negli adulti, tra i 40 e i 70 anni. Il glioblastoma, in particolare, è raro prima dei 15 anni e aumenta drammaticamente dopo i 45. Negli Stati Uniti, nelle prime due decadi di vita si stimano ogni anno circa 2.200 diagnosi di tumori cerebrali. Le neoplasie del cervello rappresentano il 2 per cento di tutti i tumori, circa 1/5 dei tumori della mammella e del polmone. L’incidenza complessiva nei due sessi è simile, ma è da precisare che negli uomini è più elevata la frequenza di forme maligne (7,0 per 100mila rispetto a 4,7 per 100mila nelle donne). Negli adulti circa la metà dei tumori cerebrali è rappresentata dai gliomi (in particolare astrocitomi) e dai meningiomi (25-30 per cento dei tumori cerebrali primari sintomatici). In Europa causano il 2 per cento delle morti per neoplasia. Costituiscono la prima causa di morte ed il 10% di tutti i tumori nella fascia d’età fra i 15 e i 40 anni, in persone cioè nel pieno dell’attività lavorativa e spesso con figli a carico. Ne risulta quindi, che il peso sociale e psicologico di queste neoplasie è particolarmente rilevante".

Quali sono le novità terapeutiche?
"La maggior parte nelle neoplasie cerebrali richiede un approccio multidisciplinare: chirurgico, radioterapico e chemioterapico, con l’aggiunta di interventi di tipo riabilitativo, sia funzionali che estetici. Ogni tipo di trattamento va personalizzato sul singolo paziente, cercando di ottenere il massimo beneficio con il minimo danno. La terapia medica di questi tumori è altamente specifica in quanto vengono utilizzati farmaci diversi rispetto alle altre neoplasie, a causa del diverso spettro di chemiosensibilità delle cellule tumorali gliali e della presenza della barriera emato-encefalica, che limita la diffusione della maggior parte dei chemioterapici al tessuto nervoso.
Per quanto riguarda i nuovi farmaci, sono stati fatti notevoli passi avanti con la temozolomide, un chemioterapico a somministrazione orale. Questo farmaco è caratterizzato da un’ottima tollerabilità clinica senza nausea e perdita di capelli, problemi particolarmente sentiti da tutti i pazienti che devono fare la chemioterapia. Vari studi hanno dimostrato che temozolomide è attiva quanto i farmaci tradizionali, ma li supera in tollerabilità clinica, per cui è attualmente diventata la terapia standard per i pazienti con tumore cerebrale. Un recente studio ha confermato l’ottima tollerabilità del farmaco anche negli anziani, che fino a poco tempo fa venivano esclusi da qualsiasi tipo di trattamento. Molte persone anziane, in buone condizioni generali, hanno infatti mostrato di tollerare quanto i giovani sia la radioterapia che la chemioterapia con temozolomide. Altri promettenti farmaci sono in fase di sperimentazione, come l’irinotecan, la fotemustina, ma soprattutto una serie di nuovi prodotti, i cosiddetti farmaci antiangiogenetici, che agiscono bloccando la formazione dei vasi sanguigni e tolgono quindi l’ossigeno al tumore. O, ancora, i farmaci anti EGF, un recettore che quando è attivato stimola la crescita neoplastica. Inoltre, numerosi centri italiani si stanno attrezzando per effettuare un test genetico (MGMT) con metodica PCR per studiare la sensibilità alla chemioterapia nei pazienti con tumore cerebrale, per individuare quelle persone che possono trarre maggiore beneficio dalla chemioterapia".