N. 1/2 gennaio/febbraio 2009

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Risponde il professor Sandro Barni, primario dell’Oncologia Medica presso l'Azienda Ospedaliera di Treviglio-Caravaggio (Bergamo) – tel. 0363-424223

Professor Barni, sono molte le iniziative a favore delle donne colpite dal tumore al seno. L’ultima è il programma “Punto d’Incontro”, può spiegarci meglio di cosa si tratta?
«Il tumore al seno è una delle malattie più diffuse nei Paesi industrializzati e, tra le forme di tumore, è la più frequente nella donna. In Italia, ha un’incidenza tra le più alte al mondo: ogni anno i nuovi casi diagnosticati sono, infatti, poco meno di 40.000, con un’incidenza che nel Centro-Nord, con oltre 24.000 casi all’anno, è di quasi il 38% inferiore a quella che si rileva al Centro-Sud. Per fortuna, specialmente nelle sue forme sensibili all'ormono-terapia (che costituiscono circa l’80% dei casi), il carcinoma della mammella è forse il tumore meglio curabile e con crescenti speranze di sopravvivenza.
Quello che può coinvolgere le donne colpite da tumore al seno è però un lungo percorso, costellato di interrogativi, ansie e, a volte, solitudine, ed è difficile per il medico gestire le emozioni, lo sconforto e i dubbi delle pazienti nel breve spazio di una visita. Da queste considerazioni e per cercare di rispondere al bisogno di informazione è nato il programma "Punto d'Incontro", realizzato da un'équipe di oncologi italiani coordinati dal sottoscritto, per iniziativa di AstraZeneca e con il patrocinio della Fondazione AIOM - Associazione Italiana di Oncologia Medica - presieduta dal Prof. Emilio Bajetta. Il programma è stato studiato per aiutare la donna a gestire meglio le emozioni e i cambiamenti avvenuti nel suo corpo».

In cosa consiste l’aiuto che viene dato alle donne che hanno subito l’intervento di cancro alla mammella?
«Prima di tutto viene offerto un supporto psicologico, emotivo e pratico per ognuna delle tre fasi del percorso terapeutico: diagnosi e intervento chirurgico, terapia adiuvante ed in particolare terapia ormonale.
Per ogni fase è previsto un opuscolo scritto in un linguaggio semplice e chiaro, alla portata di tutti, con consigli pratici, approfondimenti sulla terapia e testimonianze di altre donne che hanno avuto lo stesso problema, corredati da un glossario e riferimenti autorevoli per chi vuole saperne di più. Le donne che hanno subito un primo intervento chirurgico per tumore alla mammella sono spaventate, perché non conoscono il proprio destino, non hanno ben compreso a che punto del loro percorso di malattia si trovano e che cosa le attende nel futuro, breve e a lungo termine. Quando giungono da noi, dopo l'intervento, è come se fossero entrate in un tunnel di cui non vedono la fine. Sono disorientate, frastornate.
In tali situazioni, il dialogo e, soprattutto, l'ascolto e l'empatia hanno un significato che supera il semplice conforto o sostegno alle pazienti, perché contribuiscono a migliorare l'adesione alle terapie. È fuori dubbio che il rapporto con le pazienti richieda non di rado più tempo di quanto è possibile riservarne, più occasioni di ascolto e di dialogo. Le pazienti hanno bisogno di un medico che possa rassicurarle. Da questo punto di vista a volte la donna medico ha un'arma in più. Un medico donna è in grado il più delle volte, di comunicare meglio con una paziente donna, con maggiore empatia, con una sensibilità che si fonda su una sorta di sintonia di sentimenti. Il Progetto 'Punto d'Incontro' si inserisce in questa linea ed è un'iniziativa che fa bene alla donna, al medico e alla lotta contro la malattia. Del resto la Fondazione Aiom, ha sempre dedicato molta attenzione al paziente e non solo alla malattia, con l'obiettivo di colmare il divario di conoscenza tra il medico e il paziente. Quando si riesce ad aumentare la consapevolezza della donna, cresce anche la sua capacità di collaborare con il medico e la voglia di lottare per il successo terapeutico».

Quali sono i comportamenti errati da parte delle donne operate di tumore al seno?
«Oggi la chemioterapia è sempre meglio tollerabile e comunque non dura più di qualche mese, ma la terapia ormonale vede impegnata la donna per molti anni, come minimo cinque. Quindi, a fronte di studi americani che mostrano come una percentuale non piccolissima di pazienti non assume con regolarità i farmaci, è importante spiegare perché la terapia è indispensabile e quanto sia in grado di ridurre il rischio di recidiva. Ciò contribuisce ad aumentare la convinzione della donna a curarsi con determinazione.
I tre opuscoli del programma “Punto d’Incontro” rispondono a una serie di interrogativi che spesso molte donne non saprebbero neppure formulare con precisione, ma che contribuiscono ad accrescere la loro inquietudine. Siamo convinti che le risposte che abbiamo cercato di dare in questi tre libretti contribuiranno a stimolare ed incrementare il contatto della donna con il proprio medico curante. Tra i risultati che ci aspettiamo c’è anche quello che torni al medico una paziente con una migliore capacità di gestirsi.
Anche perché il successo, nelle numerose tappe di cui è costellato il percorso della donna colpita da un tumore alla mammella, può dipendere anche dall'iniziativa e dalla disponibilità della donna stessa. E’ nostro compito chiarire ogni dubbio, specie nella prima visita, ma le pazienti sono spesso così disorientate e confuse che difficilmente riescono a recepire i messaggi anche tranquillizzanti che ci sforziamo di trasmettere. Poter dare loro un testo sul quale possano ritrovare i concetti che abbiamo espresso nel colloquio rende più facile le visite successive. I problemi non sono solo di natura clinica. La guarigione non risolve tutti i problemi, anzi ne nascono di nuovi. In Italia, per fortuna, vi sono 1.600.000 persone che sono guarite dal tumore e che, devono confrontarsi con problemi sociali come il rientro al lavoro, l'adozione, l'assicurazione, oppure per le donne operate di tumore al seno il far fronte agli effetti collaterali provocati dalla terapia ormonale. Il programma "Punto d'Incontro" offre un aiuto anche per questo, con un linguaggio diretto e semplice. Negli opuscoli, infatti, si dà in più punti la parola ad altre donne che hanno vissuto la stessa esperienza. È una sorta di passa parola, per una maggiore consapevolezza di tutte».

I tre opuscoli del programma “Punto d’Incontro”
Come affontrare la diagnosi e gestire la prima parte della cura, La terapia adiuvante come affrontarla e gestirla, La terapia ormonale, un lungo cammino e un nuovo inizio. Con i tre volumetti c’è anche un diario, destinato ad accogliere sensazioni, sconforti, sentimenti e speranze della paziente.

Per ulteriori informazioni su “Punto d’incontro”, ci si deve rivolgere al proprio medico curante oppure sul sito www.astrazeneca.it.