N. 12 dicembre 2009

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Risponde il dottor Daniele Calistri, responsabile Laboratorio di Biologia Molecolare IRST, Istituto per la Ricerca Scientifica e Tecnologia a Meldola (Forlì)
Tel. 0543/739251 - 739267

Dottor Calistri, può spiegarci come funziona il vostro Laboratorio di ricerca?
L’IRST di Meldola ha una lunga e rinomata tradizione scientifica nella lotta contro i tumori. I nostri studi si concentrano sulla biotecnologia è un settore in decisa espansione, nonostante il periodo di incertezza economica globale. La farmacogenetica è la scienza che studia cure su misura partendo dalla mappatura del DNA di ognuno di noi. In un futuro prossimo arriveremo a farmaci totalmente personalizzati, che recheranno il massimo beneficio eliminando le pericolose, a volte letali, reazioni avverse. Per priorità siamo partiti dal settore oncologico, dove maggiore è la necessità di indirizzare i farmaci verso le sole cellule malate. Per questo abbiamo presentato un innovativo kit che riesce a diagnosticare in maniera inequivocabile l’insorgenza del tumore del colon-retto.

Come funziona questo kit innovativo?
Questo test nasce da una stretta collaborazione tra il nostro Centro per la Ricerca Scientifica e Tecnologica e un’azienda privata, Diatech. L’IRST l’ha pensato, la Diatech ha sviluppato. Il kit è stato opportunamente testato e validato su un’ampia casistica di campioni. Questo sistema di analisi, denominato Fluorescence Long DNA (FL-DNA), è in grado di quantificare dal DNA genomico estratto da piccole quantità di feci la sua integrità e quantità attraverso tecniche di biologia molecolare: parametri correlati alla presenza o meno di una neoplasia del colon-retto.
Dai primi risultati sta emergendo come questo test potrebbe essere un valido marcatore non invasivo di diagnosi precoce. Nei due precedenti studi caso-controllo, condotti dal laboratorio di Bioscienze del’IRST e pubblicati su importanti riviste scientifiche internazionali, è stato dimostrato come questa metodica sia in grado di identificare circa l’80% dei pazienti con neoplasia evitando allo stesso tempo risultati falsamente positivi (meno del 10%).
Grazie alla collaborazione con Diatech, si è deciso di sviluppare un kit commerciale basato su questa metodica, che standardizzerà e semplificherà la procedura, ottimizzando i tempi e i costi dell’analisi, per un impiego su larga scala. L’effettuazione del test molecolare non prevede aggravi o problemi per i pazienti poiché l’analisi verrà effettuata utilizzando lo stesso materiale biologico normalmente raccolto per effettuare il test FOBT (test di ricerca del sangue occulte nelle feci).

Qual è la situazione attuale?
Come sappiano il tumore del colon retto è una delle principali cause di mortalità neoplastica in tutti i paesi ad alto sviluppo tecnologico (circa 20.000 morti all’anno e 40.000 nuovi casi, in Italia). E’ la seconda neoplasia per mortalità ed incidenza (12-14% di incidenza e 10-15% di mortalità dei tumori colorettali in uomini e donne sul totale dei tumori).
La sopravvivenza a questo tumore è direttamente correlata con lo stadio al momento della diagnosi. E’ quindi evidente come una diagnosi precoce sia fondamentale per ridurre la mortalità. Le neoplasie intestinali sappiamo che tendono a sanguinare nel lume intestinale. Non vi sono delle chiare evidenze scientifiche sull’entità del sanguinamento, è comunque accertato che non è un fenomeno continuo e sembra essere correlato alle dimensioni della lesione neoplastica. Questo sanguinamento, anche se di lieve entità e spesso non notato dal paziente, può essere rilevato attraverso il test di ricerca FOBT. I vantaggi principali di questo tipo di test sono la scarsa o nulla invasività e i costi non elevati di esecuzione. I problemi nascono per i pazienti in cui il FOBT risulta falsamente positivo, poiché vengono sottoposti a una colonscopia che altrimenti non sarebbe stata eseguita, e per i pazienti che risultano erroneamente diagnosticati come sani.

Cosa ci riserverà il prossimo futuro per la diagnosi del tumore del colon retto?
Un interessante approccio alternativo al FOBT è la rilevazione di alterazioni molecolari a partire da cellule di esfoliazione presenti nelle feci. L’alto numero di cellule di esfoliazione del colon nelle feci, in quantità pari a circa 1010 cellule al giorno, suggerisce che è possibile lo sviluppo di test molecolari in grado di individuare i pazienti con neoplasia attraverso l’identificazione di alterazioni genetiche presenti nel DNA estratto. Tali metodiche sono molto sensibili e specifiche e quindi potrebbero funzionare da valida alternativa al test del sangue occulto, anche in considerazione del fatto che l’esfoliazione cellulare, contrariamente al sanguinamento, non è intermittente e quindi meno soggetto all’errore diagnostico dovuto al momento del prelievo del campione biologico. Il primo prototipo del kit è stato sviluppato e attende la sua validazione su un’ampia casistica di campioni oggetto del programma di screening del colon-retto, in affiancamento ai test di routine usualmente impiegati. Il Kit, denominato “Fluorescente Long DNA” (FL-DNA), ora verrà testato e validato su un’ampia casistica di campioni da donatori, in collaborazione con le Unità Operative di Prevenzione Oncologica di Forlì e Ravenna.