N. 8/9 agosto/settembre 2010

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Risponde il professor Alessandro Testori,
Direttore Divisione melanoma e sarcomi muscolo-cutanei all’Istituto Europeo di Oncologia di Milano
tel. 02.57489459-493
alessandro.testori@ieo.it

Professor Testori al recente 46esimo Congresso Asco American Society of Clinical Oncology), il più importante congresso mondiale di oncologia, è stato dato ampio spazione al nuovo farmaco Ipilimumab? Potà effettivamente rappresentare una svolta nella cura del melanoma?
Ipilimumab, un anticorpo monoclonale di nuova generazione che ha dimostrato in uno studio di Fase III di migliorare la sopravvivenza del 34% in pazienti colpiti dalla malattia in fase metastatica rispetto a quelli trattati con un’altra terapia sperimentale, la vaccinazione peptidica. Il melanoma, che fa registrare in Italia 7000 nuovi casi e 1500 decessi ogni anno, è un tumore estremamente aggressivo per il quale finora vi sono state scarse opzioni di trattamento: progredisce in stadio metastatico nel 20% dei pazienti, con una prognosi infausta, caratterizzata da una sopravvivenza mediana di soli 6-9 mesi (dopo un anno la sopravvivenza è del 25-35%). Lo studio, pubblicato sulla prestigiosa rivista scientifica New England Journal of medecine, ha coinvolto 676 persone con melanoma metastatico provenienti da 125 centri di tutto il mondo. A  un anno il 46% dei pazienti trattati con ipilimumab era vivo (rispetto al 25% di quelli che hanno ricevuto l’altra terapia sperimentale), e a due anni la percentuale di sopravvivenza è risultata del 24% (rispetto al 14% del braccio di controllo). Il nuovo anticorpo umano blocca il recettore CTLA-4, questo blocco riduce il processo di attivazione dei linfociti T. In pratica il nuovo farmaco rimuove il meccanismo di soppressione del blocco della proliferazione dei linfociti T. Il risultato è un’attivazione della risposta immunitaria guidata dai linfociti T e attivata dagli antigeni tumorali
In poche parole, il sistema immunitario è regolato da fattori che ne mantengono l’equilibrio. Come se avesse i freni e l’acceleratore, l’Ipilimumab agisce “allentando il freno”…  in questo modo la risposta immunitaria che quasi tutti i tumori generano, ma che spesso non è sufficiente a controllare la malattia, ha più possibilità di essere efficace.

Quali sono le migliori strategie di prevenzione. Sappiamo che i giovani giovani sono più a rischioe  tra loro si sta diffondendo la tanoressia, come intervenire?
La Tanoressia, ovvero la dipendenza dalla abbronzatura è un fenomeno che ha radici culturali piuttosto recenti. Fino agli anni ‘50 l’abbronzatura non era così alla moda, le persone abbronzate erano quelle che facevano lavori umili all’aria aperta, oggi come dicono i nostri figli è “cool”. E’ vero che gli adolescenti e i giovani sono la fascia d’età con cui è più difficile comunicare. Il problema principale è come sempre la mancanza di vie di mezzo, non è di per se sbagliato esporsi al sole, è pericoloso farlo senza criterio. Basta avere poche informazioni in merito per sapersi comportare in modo”sano”. E’ scientificamente dimostrato che le ustioni solari in età pediatrica e giovanile sono associate ad un aumentato rischio di tumori della pelle e di melanoma, purtroppo però le conseguenze le si pagano qualche decennio dopo. Le esposizioni brevi ed intense sono le più pericolose. E’ fondamentale calibrare la protezione e la durata dell’esposizione sulle caratteristiche individuali (il fototipo è indicativo della capacità di abbronzarsi e della facilità a sviluppare l’eritema solare). Da ciò si desume che esporsi in modo graduale, con la protezione,non per molte ore, proteggendo in particolare i bambini e gli adolescenti fino ai 15anni è buona norma. Con queste poche informazioni si può fare una buona prevenzione “primaria”, ovvero prevenire l’insorgenza di tumori cutanei. Poiché esistono soggetti a rischio e non tutti i tumori cutanei ed i melanomi dipendono dall’esposizione solare, è altrettanto importante la diagnosi precoce (prevenzione secondaria). Tutti, ed in particolare i soggetti che hanno una storia familiare o personale di tumori della pelle, una storia personale di ustioni solari, specie in età pediatrica, i soggetti con molti nevi, dovrebbero fare dei controlli periodici della cute. Un esame clinico associato ad un esame dermatoscopico eseguito da medici con adeguata esperienza in questo campo permette di diagnosticare tumori della pelle e melanomi in fase precoce, quando ancora hanno un tasso di curabilità elevatissimo.

Quali altre terapie sono disponibili per i tumori della pelle?
Purtroppo il melanoma è un tumore in constante crescita. Secondo le stime dell’Organizzazione mondiale della sanità nel mondo vi sono ogni anno 132.000 nuove diagnosi. La sua incidenza è cresciuta ad un ritmo superiore a qualsiasi altro tipo di cancro, ad eccezione delle neoplasie maligne del polmone nelle donne, con un aumento di 10 volte negli ultimi cinquant’anni, e un incremento annuo del 6% dagli anni Settanta. E cala anche l’età dei malati: colpisce persone giovani, infatti in più del 50% dei casi la diagnosi avviene entro i 59 anni.Premesso che ad oggi la terapia che garantisce i migliori risultati è ancora la chirurgia, nei casi in cui l’approccio chirurgico non fosse ipotizzabile esistono diverse strategie mediche per combattere la malattia.Buona parte delle ricerche sono state orientate negli ultimi anni alla terapia immunologica. L’Ipilimumab è un farmaco che nasce da questo genere di ricerca, verrà approvato per il melanoma metastatico nell’arco dei prossimi mesi,ma già oggi si può utilizzare a scopo compassionevole.
Al di fuori di questo trattamento vi sono numerosi studi clinici in corso sia di prima che di seconda linea che ritengo nei prossimi anni ci daranno dei risultati impensabili oggi sul piano terapeutico: ogni paziente con melanoma metastatico dovrebbe rivolgersi ad un centro di alta specializzazione su questa patologia per ricevere le proposte terapeutiche più avanzate ad oggi in sperimentazione.