N. 11 novembre 2014

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Giorgia Mangili

Risponde la professoressa Giorgia Mangili, ginecologa e oncologa dell’Unità di Genecologia ed Ostetrica dell’Ospedale San Raffaele di Milano.

Dottoressa Mangili, nel percorso di cura delle pazienti oncologiche, avete messo a punto un progetto “Salute allo Specchio”, può spiegarci di cosa si tratta?

«Erano anni che volevamo fare un progetto di questo tipo che non riguardasse solo l’estetica, ma che aiutasse le donne colpite dai tumori ginecologici e al seno a ritrovare se stesse, a prendersi cura della propria immagine. “Salute allo Specchio” è stata una sfida, ha appena compiuto un anno, il primo gruppo è partito nel giugno 2013. Questo progetto, unico in Italia, è stato possibile grazie all’entusiasmo e alla disponibilità di tanti volontari, tra cui: professionisti della moda, della bellezza estetica, dei volontari ospedalieri dell’Avo. La patologia oncologica cambia l’aspetto fisico, diventa difficile riconoscere la propria immagine e talvolta le donne hanno difficoltà ad affrontare questi cambiamenti. Ecco il nostro progetto vuole supportare e tutelare la loro salute psicofisica. Il percorso si divide in quattro momenti: il primo è un colloquio individuale che le pazienti hanno con la psicologa, in seguito ci sono due incontri con esperti dell’estetica e della moda, che insegnano alle donne come migliorare la loro immagine e averne coscienza. Il tutto avviene in un’atmosfera di pieno relax e come se avessimo allestito una SPA all’interno dell’ospedale. Alle donne viene insegnato come indossare una parrucca, come truccarsi, come abbinare i colori, come mettere un cappellino o un foulard. Nella seconda giornata vengono proposti dei massaggi al viso e al corpo, viene eseguita una manicure o pedicure, con la possiiblità di testare delle creme cosmetiche. Le pazienti si rilassano, addirittura alcune si addormentano durante i trattamenti. È un momento ludico che dà molta gioia alle donne. L’ultima giornata è un lavoro di gruppo psicologico dove si valutano le emozioni che hanno percepito le pazienti e come si sono sentite durante il percorso ».

Immagino che le pazienti abbiano apprezzato molto questo progetto, può dirci i maggiori benefici che ne hanno tratto?

«I tumori ginecologici e alla mammella sono quelli che maggiormente colpiscono la femminilità di una donna. L’asportazione dell’apparato genitale causa la menopausa e l’infertilità. Alcune pazienti mi confidano che non si guardano più allo specchio, che si sentono deturpate perché stanno ingrassando, stanno perdendo i capelli e che il colorito della pelle diventa spento. Avvertono delle difficoltà anche nei rapporti interpersonali, con i propri compagni e figli. Non essere più sicure del proprio aspetto fisico incide molto sulla salute psicologica. Le donne che partecipano a questo progetto rinascono, si sentono meglio, ce ne accorgiamo dell’espressone dei loro occhi, prima sono cupi e tristi, poi ridenti, acquistano luce. Questi risultati sono tutti documentati, abbiamo un fotografo che immortala il prima e il dopo; c’è un’osservazione clinica da parte di psicologi sul loro miglioramento psicologico. Non solo rifiorisce l’aspetto fisico, ma a livello psicologico avviene una diminuzione dell’ansia, un ritrovato senso dell’autostima e un miglioramento della qualità di vita».

Quante pazienti avete trattato finora?

«Fino adesso abbiamo trattato oltre 50 pazienti, l’età media è sui 50 anni, ma il range è tra i 24 e i 70 anni. Ogni donna ha avuto un riscontro positivo, alcuni mariti mi fermano nei corridoi per ringraziarmi, ricevo mail spedite dalle pazienti che vogliono rendermi partecipe del loro benessere. “Salute allo specchio” aiuta a superare la tristezza della malattia. Il progetto è completamente gratuito ed è riservato alle pazienti in chemioterapia. Tutta l’organizzazione è su base volontaria e siamo riusciti a realizzare questa importante iniziativa grazie alle donazioni. Non è facile reperire i cosmetici per il make up e i massaggi, le parrucche sono costose e noi finora le abbiamo sempre regalate alla nostre pazienti ».

Questo progetto è stato importato anche da altri ospedali?

«Abbiamo preso contatti con altri ospedali, aspettiamo sviluppi futuri. L’area dell’estetica oncologica del progetto è curata da Angela Noviello, direttore Italia Oncology Esthetics, con un metodo sicuro per il trattamento estetico della paziente oncologica, ideato da Morag Currin e importato per la prima volta dagli Usa in Europa. Visto il grande successo di “ Salute allo Specchio” stiamo organizzando dei corsi di formazione per la certificazione Oncology Estethtics. Tutti gli esperti che entrano in contatto con le nostre pazienti devono avere una preparazione specifica, infermiere comprese ».

“Salute allo Specchio” è un progetto nato dalla collaborazione tra IRCCS Ospedale San Raffaele e Università Vita-Salute San Raffaele, da un’idea di Valentina Di Mattei, psicologa e ricercatore universitario e da Giorgia Mangili, responsabile ginecologia oncologica.

Ecco le coordinate per chi volesse supportare il progetto con una donazione:

IBAN: IT79 J034 4001 6000 0000 3408 100
Intestato a: SALUTE ALLO SPECCHIO ONLUS
Banco di Desio e della Brianza spa
Filiale di Milano 13 – affari
Via della posta 8-10 – 20123, Milano

Se sei un’azienda o un professionista che vuole contribuire in modo attivo al progetto, contattaci direttamente qui: saluteallospecchio@gmail.com