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Tumore della prostata: la prevenzione inizia a tavola

Lara Bettinzoli, N. 5 maggio 2011

Il tumore della prostata è la patologia più temuta dagli uomini, in quanto rappresenta la prima causa di mortalità maschile davanti al cancro del polmone e a quello del colon.
«In Italia il tumore della prostata – spiega il Professor Mauro Dimitri, chirurgo urologo e Presidente della World Foundation of Urology - provoca 9mila decessi l’anno e circa 33mila nuovi casi vengono registrati ogni anno. Il tumore della prostata rappresenta il 12% dei tumori maschili, superando il tumore del polmone (poco più del 10%), che era sino a poco tempo prima, il primo per incidenza negli uomini. Ulteriore dato su cui è importante riflettere è che tra quanti vengono colpiti dal tumore della prostata il 20% circa dei pazienti è alla diagnosi già allo stadio di metastasi. Ad essere maggiormente colpiti sono gli over 50, una fascia d’età che in Italia comprende circa 9.300.000 uomini, tutti potenzialmente a rischio».
L’aumento del rischio di contrarre la patologia – il tumore alla prostata cresce al ritmo di 33mila casi all'anno, il 25% in più rispetto a solo quattro anni fa - è dovuto anche al profondo mutamento dello stile di vita e delle cattive abitudini a tavola, ma come ci insegna il professor Dimitri, nel suo libro "La prevenzione del tumore della prostata: alimentazione e diagnosi precoce", un’alimentazione corretta può, in molti casi, prevenire l’insorgenza della patologia oncologica.
Per il Professor Dimitri l'alimentazione è il principale fattore ambientale in grado di influenzare lo sviluppo e la progressione del tumore: «Non è un caso se nei Paesi asiatici, dove la dieta è ricca di verdure, ortaggi e proteine della soia, ma povera di proteine e grassi di origine animale, si registra una bassa incidenza di tumori della prostata».

Professor Dimitri, quali sono le principali armi per combattere il tumore alla prostata?
«Per combattere il tumore della prostata è essenziale la diagnosi precoce. L’urologo chiede al paziente i suoi sintomi ed effettua l’esplorazione digito-rettale. Durante l’esame il medico inserisce nel retto un dito protetto da un guanto per esaminare la ghiandola prostatica, cercando al tatto eventuali zone dure, che alterano la superficie o anormali. Questo esame dura soltanto pochi secondi. Completata la visita, il medico richiede le analisi del sangue per controllare i livelli di PSA (una proteina prodotta dalla prostata). Fino ad oggi, solo il valore di PSA superiore rispetto al valore di riferimento specifico per l’età (2.5 - 6.5 ng/mL) può indicare un sospetto di tumore. Se il livello di PSA del paziente è elevato e la ghiandola prostatica si presenta irregolare al tatto, possono rendersi necessari altri esami, tra i quali l’Ecografia Prostatica Trans-rettale.
Il PCA3 è un nuovo test basato sui geni effettuato su un campione di urina. Il PCA3 è altamente specifico per il tumore della prostata e, contrariamente al PSA, non aumenta in presenza di condizioni quali l’Ipertrofia Prostatica o la Prostatite. Il test PCA3 viene eseguito dopo una esplorazione digito-rettale (DRE) e consiste in tre palpazioni con il dito di entrambi i lobi della prostata. Dopo questa procedura al paziente viene chiesto di urinare. Si raccomanda di raccogliere il primo getto di urina (20-30 mL).
La Biopsia Prostatica, è il prelievo di piccoli frammenti della ghiandola prostatica mediante un ago inserito durante l’Ecografia Prostatica Trans-rettale, per eseguire l’esame istologico, quando l’urologo sospetta la presenza di un tumore della prostata, in base alla valutazioni fornite dall’esplorazione digito-rettale, dal test PSA, e dal test PCA3.
Dai 45 anni in su tutti gli uomini dovrebbero sottoporsi alla Visita Urologica ed eseguire il test del PSA, annualmente; mentre l’ecografia prostatica trans-rettale, e l’ecografia renale, possono essere eseguite ogni 2-3 anni a giudizio dell’urologo. Va anche ricordato che i pazienti che hanno familiarità con il tumore della prostata incorrono in un aumentato rischio di sviluppare lo stesso tumore su base genetica. Per queste persone l’indicazione è di iniziare a controllarsi dai 40 anni, annualmente».

Quali soggetti sono più a rischio?
«Il rischio cresce con l’età. Ogni uomo di età superiore ai 50 anni è esposto a un maggior rischio di tumore; incide molto anche la familiarità o storia familiare; se un parente prossimo ha avuto un tumore della prostata, il rischio può essere più elevato. Non meno importate è il gruppo etnico al quale si appartiene, infatti, il tumore della prostata è più comune fra gli afro-americani e meno per gli asiatici o caucasici.
Un ruolo fondamentale lo riveste la dieta: una dieta ricca di proteine e grassi di origine animale, e povera di frutta, verdura e pesce può aumentare il rischio.
Infine, anche i pazienti sottoposti precedentemente ad interventi per ipertrofia prostatica benigna (Turp, Adenomectomia trans-vescicale) devono controllarsi perchè dalla prostata vera che rimane potrebbe insorgere un tumore».

Che cos’è la prevenzione primaria?
«L’alimentazione, al di là della genetica, rimane importantissima per prevenire questo tipo di tumore che è in costante aumento. Si consiglia fortemente una dieta a base vegetale, abbondanza di frutta e verdura, alto contenuto di fibre-cereali integrali e legumi.
Nel contempo la dieta deve essere povera di proteine e grassi di origine animale dando la massima importanza ai grassi “buoni”. Limitare cereali, farine e zuccheri e bere molti liquidi. L’attività fisica necessaria è quella che contribuisce al raggiungimento e al mantenimento di un peso ideale. Uno studio americano riferisce che l’attività fisica riduce del 50% il rischio di sviluppare un tumore della prostata.
Inoltre è possibile aggiungere alla dieta degli integratori naturali che hanno una provata efficacia per il loro potente effetto antiossidante, nel proteggere le cellule contro l’azione ed il danno dei radicali liberi, e ridurre il rischio di tumori: licopene; soia; thé verde (dalle riconosciute proprietà antiossidanti e antitumorali); melograno (il cui succo fermentato ha la capacità di bloccare il rifornimento di ossigeno delle cellule tumorali); aglio (chi ne consuma almeno 10 grammi al giorno presenta un rischio di tumore della prostata inferiore del 50)».
Che cosa è necessario fare quando viene diagnosticato un tumore della prostata?
«Una volta confermata la diagnosi di tumore della prostata, la terapia al di sotto dei 70 anni è quella chirurgica della prostatectomia radicale (chirurgica o laparoscopica) con la quale si rimuove completamente il tumore se ben confinato nella prostata. La tecnica operatoria è migliorata al punto che si riesce a mantenere l’erezione per un gran numero di pazienti, più facilmente nei giovani. I pazienti più anziani possono, invece, avere già alterazioni dell’erezione per problemi vascolari preesistenti. Comunque, oggi, la riabilitazione vascolare dopo l’intervento viene iniziata precocemente».

Tra le conseguenze dell’intervento l’incontinenza può rappresentare una problematica reale?
«Per quanto riguarda l’incontinenza – psicologicamente molto temuta dai pazienti, sia se si debbano operare di ipertrofia prostatica benigna, che per tumore della prostata – possiamo dire che in mani esperte è rara, e può peraltro essere risolta con trattamento endoscopico minimamente invasivo».

Se il paziente è un ultrasettantenne?
«Oltre i 70 anni è stato osservato che la terapia medica di tipo ormonale è capace di mantenere la stessa sopravvivenza rispetto all’intervento chirurgico, con le stesse garanzie senza dover affrontare un intervento chirurgico».

Si parla anche della radioterapia come scelta terapeutica…
«La radioterapia come scelta terapeutica è riservata ai pazienti che rifiutano l’intervento chirurgico nonostante una corretta informazione ed ai pazienti che non possono essere sottoposti all’intervento chirurgico, ma bisogna ricordare che la radioterapia non garantisce le stesse sopravvivenze della prostatectomia radicale: se a 4-5 anni possono essere in parte comparabili, ma sempre con un vantaggio a favore della prostatectomia radicale, successivamente si è osservato che c’è una riduzione della sopravvivenza molto importante a 10 anni per chi esegue la radioterapia come prima scelta terapeutica».

Recentemente avete anche organizzato una Settimana di Prevenzione…
Siamo orgogliosamente alla quinta edizione della “Settimana di Prevenzione del Tumore della Prostata 2010” (12-19) Marzo (www.prevenzionetumoreprostata.it) organizzata dalla World Foundation of Urology-ONG, La campagna 2011 di prevenzione del tumore della prostata, è la prima in Italia a svilupparsi esclusivamente attraverso Internet (Google, Facebook, Twitter). La World Foundation of Urology-ONG ha deciso di abbandonare la comunicazione tradizionale e di abbracciare un modo nuovo, più utile e più diretto per comunicare con il pubblico. In questo genere di campagne, l'obiettivo principale è quello di sensibilizzare le persone su determinate tematiche, senza però spaventarle».

Prof. Mauro Dimitri, Chirurgo Urologo, Presidente World Foundation of Urology-ONG
È autore del libro “La prevenzione del tumore della prostata: alimentazione e diagnosi precoce” (Cic Edizioni Internazionali).
Il professor Mauro Dimitri ha conseguito nel corso degli anni numerosi premi e onorificenze per il suo lavoro al servizio della scienza e della salute, tra i quali Premio "Città di Los Angeles" per la Ricerca e la Scienza, Premio “D'Aquino Family Foundation" per la Medicina, Premio Neo-Kidney Project, Nomina a "Commendatore della Repubblica Italiana" (2005), Menzione (Biografia) su "'Who's Who in the World -2007" per il settore della Scienza.

I benefici dell’attività sportiva
Praticare attività sportiva intensa può rallentare la progressione del cancro alla prostata nelle persone anziane. È quanto afferma uno studio condotto dai ricercatori dell’Harvard School of Public Health, coordinati dal Dott. Edward Giovannucci, e pubblicata sulla rivista Archives of Internal Medicine. Nello studio è stata messa sotto osservazione l’attività fisica e la relativa durata settimanale di 47.620 uomini. Tra i più anziani, ultra sessantacinquenni, si è riscontrato un rallentamento della diffusione del cancro di circa il 70% tra coloro che effettuavano una attività fisica di un certo rilievo, almeno tre volte a settimana. Lo stesso effetto ritardante non è stato riscontrato nelle altre fasce di età, nelle quali il procedere della malattia non era collegato alla più o meno intensa attività fisica.

La prostata
La prostata è una ghiandola presente solo negli uomini che, in condizioni normali, ha le dimensioni di una noce. È situata dietro l'intestino e avvolge il canale deputato al trasporto di urina (l'uretra). Tra i suoi compiti c'è quello di produrre e immagazzinare il liquido seminale rilasciato durante l'eiaculazione. Le patologie che colpiscono la ghiandola possono essere suddivise in tre grandi famiglie:

  • le prostatiti (croniche o acute, batteriche o non batteriche);
  • l'ipertrofia prostatica benigna;
  • il tumore (neoplasia, adenocarcinoma) della prostata.

Il tumore della prostata è provocato dalla crescita incontrollata di alcune cellule all'interno della ghiandola stessa.

L'associazione Europa Uomo
Europa Uomo è una libera associazione di cittadini, in grandissima parte pazienti colpiti da tumore alla prostata, dedicata al raggiungimento degli obiettivi statutari. Europa Uomo si rivolge sia a coloro che hanno sperimentato o stanno sperimentando quanto una diagnosi di cancro alla prostata possa segnare l’esistenza, sia a tutti gli uomini che, raggiunta una certa età, desiderano essere informati su questa patologia. Obiettivo dell’Associazione è sensibilizzare l’uomo sulle problematiche relative al tumore alla prostata e soprattutto insegnare come sia importante intervenire tempestivamente.

Numero verde 800.869.960
da lunedì a venerdì dalle 9.30 alle 16.00
www.europauomo.it

Stop al cibo spazzatura
Lo sviluppo di patologie tumorali, inclusa quella della prostata, dipendono da molteplici fattori, incluso uno stile di vita non proprio “sano”. Oggigiorno, in particolare, viene dato sempre più spazio al junk food, il cibo-spazzatura: le proteine e i grassi di origine animale, il fast food!!!
Questo cambiamento nel nostro stile di vita alimentare ha portato conseguenze negative quali, l'abbassamento delle difese naturali, predisponendoci al sovrappeso, all’ipertensione, al diabete fino alle patologie cardiovascolari più serie, come il tumore del colon, ma soprattutto al tumore della prostata. Per questo motivo, sarebbe opportuno cambiare abitudini a tavola.
Ad esempio: mangiare ogni giorno 2-3 porzioni di frutta, una tazza (o più) di verdura, a pranzo e a cena. E poi, assumere ogni giorno 30-35 grammi di fibre vegetali consumando quanta più frutta e verdura possibile, più una porzione di legumi o almeno 2 porzioni di cereali integrali.
Ricordiamo che il pomodoro sembra abbia grandi proprietà anti-tumorali per la prostata e quindi gli uomini dovrebbero farne largo uso: tre quarti di tazza di salsa, 350 ml di succo, 4 cucchiai e mezzo di concentrato.
Mentre i cibi da evitare sono i cereali, le farine e gli zuccheri raffinati. Limitare i cibi “bianchi” (pane, pasta, riso, salse di crema e torte). Moderare drasticamente anche il consumo di carne, latte e prodotti lattiero-caseari in genere.
Per quanto riguarda i grassi, invece, il segreto è includere ogni giorno fonti di grassi “buoni” come il pesce azzurro, la soia, l’avocado e l’olio extravergine di oliva.
Ricordarsi, inoltre, di bere molto, il più possibile tè verde: diversi studi scientifici hanno dimostrato la sua efficacia preventiva contro il tumore della prostata. Ma bisogna consumarne tantissimo, almeno 3 tazze al giorno.

World Foundation of Urology
La World Foundation of Urology è stata costituita nel 2001 ed è presente in Italia come Organizzazione non lucrativa di utilità sociale (Onlus). La Fondazione, presieduta dal Professor Mauro Dimitri e composta da 1.286 urologi presenti in Europa, Stati Uniti, America del Sud e Giappone, interviene in tre settori fondamentali: la formazione, la ricerca e l’informazione per il pubblico.
Le Commissioni Scientifiche della Fondazione sono 10: oncologia urologica, chirurgia urologica ricostruttiva, endourologia, laparoscopia, andrologia (impotenza, infertilità), urologia ginecologica, incontinenza, urologia pediatrica, urodinamica-neurologia, nuove tecnologie, realtà virtuale, robotica e videourologia.
Attraverso la realizzazione di programmi educativi altamente qualificati in Italia e all’estero per gli urologi, la Fondazione promuove l’aggiornamento e l’applicazione di nuove tecnologie e di nuove procedure chirurgiche anticipando i cambiamenti e realizzando così il miglior approccio terapeutico nei riguardi dei pazienti.
Per sostenere le attività della World Foundation of Urology ONG, clicca su questo link: www.prevenzionetumoreprostata.it/pag.php?section=donazioni

I siti della World Foundation of Urology:
www.prevenzionetumoreprostata.it/
www.wfurology.net/
www.prostatecancerprevention.net/

La salute vien mangiando
Per scongiurare problemi alla prostata, basta seguire alcune semplici regole: ecco un riassunto dei principali consigli alimentari del Professor Mauro Dimitri, ricavati dal suo libro La prevenzione del tumore della prostata: alimentazione e diagnosi precoce (Cic Edizioni Internazionali).

  • Mangiare ogni giorno 2-3 porzioni di frutta, una tazza (o più) di verdura, a pranzo e a cena, 350 ml di succo di pomodoro. Assumere ogni giorno 30-35 grammi di fibre vegetali. Come? Consumando quanta più frutta e verdura possibile, più una porzione di legumi o almeno due porzioni di cereali integrali.
  • Evitare cereali, farine e zuccheri raffinati. Limitare, insomma, i cibi bianchi (pane, pasta, riso, salse di crema e torte). Moderare drasticamente anche il consumo di carne, latte e prodotti lattiero-caseari in genere.
  • Includere ogni giorno fonti digrassi buoni come il pesce azzurro, la soia, l'avocado e l'olio extravergine d'oliva.
  • Abbondare con il pomodoro: tre quarti di tazza di salsa, 350 ml di succo, 4 cucchiai e mezzo di concentrato.
  • Bere il più possibile thè verde: studi scientifici hanno dimostrato la sua efficacia consumandone tre tazze al giorno.
  • Ma nessuna dieta può essere davvero efficace senza una giusta dose di movimento (indispensabile per mantenere il peso sotto controllo: chi si mantiene in forma diminuisce del 50% il pericolo di malattia rispetto a chi è obeso) e senza bere ogni giorno almeno un litro e mezzo di acqua o altre bevande, rigorosamente prive di caffeina.

Links utili
AIMaC (www.aimac.it) - Associazione Italiana Malati di Cancro, parenti ed amici;
AIRC (www.airc.it) - Associazione Italiana per la ricerca sul cancro;
FINCO (www.finco.org) - Federazione Italiana Incontinenti;
IEO (www.ieo.it) - Istituto Europeo di Oncologia;
LILT (www.legatumori.it) - Lega Italiana per la Lotta contro i tumori;
Partecipa Salute (www.partecipasalute.it/cms_2) Portale sulla salute per partecipare e decidere consapevolmente;
Progetto Oncologia del CNR (www.progettooncologia.cnr.it);
SIU (www.siu.it) - Società Italiana di Urologia;
SIURO (www.siuro.it) - Società Italiana di Urologia Oncologica;
Sportello Cancro (www.corriere.it/sportello-cancro/db/mdc/tutte/2008/mdc12.shtml Gli ospedali con reparti di eccellenza per la cura dei tumori dell’apparato riproduttivo maschile;
"Prostate Cancer Coalition" (www.cancerworld.org/Home.html) - Europa Uomo Europa.

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