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Gli occhiali per la diagnosi precoce dei tumori della mucosa orale
Paola Sarno, N. 8/9 agosto/settembre 2011
Si chiama Goccles (Glasses for Oral Cancer – Curing Light Exposed – Screening), ha la forma di un comune paio di occhiali tutti “made in Cattolica”, ma la sua specialità risiede bel fatto che questo strumento diagnostico consente di identificare lesioni tumorali precoci della mucosa orale e di indicarne con precisione i margini, permettendo di fare diagnosi più precoci ad accurate. Gli occhiali Goccles sono stati progettati, realizzati e brevettati dall’équipe dell’Unità Operativa di Chirurgia Maxillo-facciale del Complesso Integrato Columbus – Università Cattolica di Roma, diretta dal prof. Sandro Pelo.
Il progetto di ricerca della “cattolica”
Lo studio per arrivare alla realizzazione di Goccles è durato due anni ed è inserito nell’ambito di un più ampio progetto di ricerca, coordinato da Alessandro Moro e Francesco Di Nardo, sulla prevenzione del carcinoma del cavo orale, un tumore che ogni anno in Italia causa circa 3 mila decessi. Questa patologia neoplastica è infatti troppo spesso trascurata anche dagli stessi pazienti i quali, in oltre il 60% dei casi, vengono osservati dal personale medico solo quando la malattia è già negli stadi più avanzati e le possibilità di sopravvivenza a cinque anni sono purtroppo inferiori al 30%. Oggi, invece, con Goccles, uno strumento di facile impiego, leggero e poco ingombrante, è più semplice arrivare in tempo utile per somministrare quanto prima possibile cure adeguate ai pazienti affetti da queste neoplasie.
Goccles: come funziona?
Come ha spiegato, infatti il chirurgo maxillo-facciale dell’Università Cattolica di Roma, Sandro Pelo, “mentre la visualizzazione del cavo orale a occhio nudo può far emergere solo una piccola frazione delle caratteristiche spettrali che differenziano il tessuto sano da quello malato, le metodiche ottiche basate sull’autofluorescenza dei tessuti hanno migliorato la nostra capacità di individuare lesioni cancerose in stadio precoce nel cavo orale. Il dispositivo, infatti”, ha aggiunto il professor Pelo, “funziona sfruttando la luce delle lampade fotopolimerizzanti presenti in ogni studio dentistico, emettendo una luce compresa in un intervallo di lunghezze d’onda da circa 400 a 500 nanometri (nm), provocando il fenomeno dell’autofluorescenza sulla mucosa del cavo orale”.
Indossando gli occhiali Goccles, è quindi possibile osservare la riduzione di autofluorescenza provocata dalle cellule tumorali o displasiche, quelle cioè che presentano delle alterazioni sospette nel processo di proliferazione, grazie a un filtro ottico molto selettivo, che permette di evidenziare i tessuti malati o in procinto di ammalarsi.
La sperimentazione in atto
“Attualmente lo strumento è stato impiegato nell’arco di 12 mesi su 32 pazienti appartenenti a gruppi ‘a rischio’, cioè su soggetti affetti da displasie e lesioni croniche o precedentemente trattati per carcinoma del cavo orale, forti fumatori e bevitori, pazienti in età avanzata”, ha aggiunto Francesco Di Nardo, autore di una tesi sperimentale sulla prevenzione del cancro orale all’origine del brevetto. “Ogni paziente è stato sottoposto a ispezione tradizionale del cavo orale, seguita da esame dell’autofluorescenza effettuato mediante il nostro dispositivo. Dei 13 risultati positivi 12 erano veri positivi, come è stato poi confermato dalla biopsia. Dei 12 veri positivi 3 avevano lesioni completamente invisibili a occhio nudo e 9 avevano lesioni che a occhio nudo apparivano più piccole della loro reale estensione”.
I pazienti risultati positivi all’autofluorescenza vengono poi seguiti nel tempo e indirizzati verso l’esame bioptico. Infatti, ogni lesione del cavo orale che non regredisce spontaneamente entro tre settimane è considerata potenzialmente maligna e richiede la biopsia per escludere o confermare la presenza di displasia o carcinoma. “In fase di anamnesi”, ha proseguito Di Nardo, “devono essere individuati eventuali fattori di rischio; all’esame obiettivo devono essere rilevati colore, aspetto, margini e consistenza della lesione, presenza di dolore o parestesie. Ogni lesione positiva va poi confermata da biopsia incisionale o escissionale a seconda dei casi, che fornisce informazioni sulla natura della lesione e sulla presenza di displasia”.
Uno strumento utile ed economico
A dispetto delle sue potenzialità in ambito diagnostico e di prevenzione, Goccles è anche uno strumento economico. “La tecnologia e i principi fisici alla base del dispositivo medico da noi brevettato erano noti da diversi anni” ha spiegato ancora il dottor Alessandro Moro, “ma i nostri occhiali, grazie a una innovazione brevettata con il supporto del Servizio Ricerca dell’Università Cattolica di Roma, abbattono enormemente i costi della prevenzione, rendendo l’esame della mucosa orale più accessibile ai professionisti del settore a beneficio dei pazienti”. Si stima, infatti, che il costo di un paio di occhiali Goccles dovrebbe aggirarsi intorno ai 1000 euro. Strumenti simili presenti sul mercato, che sfruttano lo stesso principio, ma dotati di fonte di illuminazione propria e da diverso filtro ottico, hanno, invece, costi cinque volte maggiori.
Patch Adams a milano per insegnare a curare con gioia
“La salute dovrebbe essere costituita da un’interazione d’amore con l’essere umano”. Questo il motto di Patch Adams - il medico statunitense ideatore della terapia del sorriso e diventato famoso grazie al film interpretato da Robin Williams - che ha condotto a Milano il seminario “Curare con gioia”, promosso ed organizzato da OmeoArt e Associazione Culturale Boiron, con il supporto della Scuola Italiana di Senologia di Veronesi. "Il mio modo di curare le persone è semplicemente un messaggio d'amore, che non vale solo per le malattie, ma per ogni problema e ogni forma di violenza. Se a queste rispondiamo con un sorriso e un abbraccio, potremo dire basta al male, a tutti i livelli”. Il seminario, dedicato ai medici, ha permesso ai partecipanti, attraverso laboratori esperienziali sull’umorismo e la salute, l’etica e la logica della cura, la gioia, di esprimersi e di confrontarsi sul proprio lavoro con un nuovo approccio alla salute. Il metodo sperimentato da Patch Adams che aiuta medici e malati a trovare un senso nella malattia e a vincere le paure grazie a un sorriso può essere applicato a tutti gli ambiti della medicina, dall'oncologia alla pediatria, rendendo più umane e quindi più efficaci le cure. Considerato il medico dell’etica e dell’autenticità, Patch Adams, “clown- medico”, come lui stesso ama definirsi, dopo i grandi successi fra le corsie d'ospedale sparse qua e là nel mondo, ha fondato e diretto il Gesundheit Institute, una comunità medica olistica promotrice di una medicina che tiene conto di tutti gli aspetti dell'essere umano. Oggi sta costruendo l’ospedale dei suoi sogni in West Virginia (USA).
Il lavoro sedentario raddoppierebbe il rischio di tumore al colon
Fare un lavoro sedentario per più di dieci anni raddoppierebbe il rischio di sviluppare un tumore al colon. Ad affermarlo sono i risultati di una ricerca pubblicata dall'American Journal of Epidemiology, secondo i quali il problema affliggerebbe anche chi fa esercizio regolare lontano dalle ore di lavoro. La ricerca australiana ha confrontato 918 persone con un tumore particolare dell'intestino, quello del colon distale, con 1.021 soggetti sani. A tutti è stato chiesto di compilare questionari sull'attività lavorativa e sull'esercizio fisico praticato. Ne è emerso che per coloro che facevano un lavoro sedentario il rischio del cancro al colon distale aumentava del 94 per cento, mentre quello di tumore al retto del 44. "Anche una frequente attività fisica ricreazionale non modifica gli effetti del lavoro sedentario, in quanto lo stare seduti per molte ore provoca un aumento degli zuccheri nel sangue e danneggia la produzione di insulina”, hanno affermato gli autori dello studio, “poiché entrambi i fattori possono favorire l’insorgere del tumore al colon".
Al Bambino Gesù un nuovo reparto per il trapianto di cellule staminali emopoietiche
E’ stato inaugurato presso l'Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma un nuovo reparto per il trapianto di cellule staminali emopoietiche. La struttura si inserisce nel complesso del raddoppio delle aree dedicate alle cure avanzate delle patologie più gravi, in particolare oncoematologiche.
Il trapianto di cellule emopoietiche rappresenta, infatti, una delle terapie più sofisticate e di elevata complessità assistenziale, in grado di poter guarire malattie altrimenti gravate da prognosi infausta (come leucemie e linfomi) o da significativo impatto negativo sulla qualità di vita dei pazienti. Questo impegno troverà a breve ulteriore impulso nella costruzione di una grande Cell Factory (all'interno del Centro di ricerche pediatriche di San Paolo fuori le mura, che sarà attivo entro il 2012), nei cui laboratori certificati verranno preparati prodotti di terapia cellulare somatica e di terapia genica, che oggi rappresentano l'orizzonte, in termini di ricerca traslazionale, verso il quale è proiettato l'Irccs Ospedale Pediatrico Bambino Gesù. Inoltre, per rendere più accogliente il nuovo reparto rivolto ai bimbi ammalati, l'Associazione Davide Ciavattini ha realizzato delicati pannelli colorati con spunti fiabeschi, già presenti anche nel reparto di degenza convenzionale.
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