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Nuove indagini sul melanoma e l’Euromelanoma Day

Cristina Mazzantini, N. 8/9 agosto/settembre 2011

Le donne affette da melanoma hanno un rischio minore di incorrere in metastasi rispetto ai maschi e questo comporta una sopravvivenza maggiore al melanoma, un minor rischio di progressione della malattia con un minor interessamento dei linfonodi e degli organi interni. E comunque c’è una sopravvivenza migliore delle donne rispetto agli uomini in caso di progressione della malattia con metastasi linfodonali.  Questi sono solo alcuni dei risultati emersi da uno studio internazionale pubblicato recentemente sul Journal of Investigative Dermatology, condotto su 11.744 pazienti affetti da melanoma e diagnosticati tra il 1987 e il 2007. Se ne è discusso a Roma, nel corso della presentazione alla stampa della seconda edizione italiana dell’EUROMELANOMA DAY, la campagna informativa organizzata da SIDeMaST (Società Italiana di Dermatologia e Malattie Sessualmente Trasmesse) che per 16 maggio ha previsto incontri informativi con dermatologi su prevenzione e diagnosi precoce del melanoma e dei tumori della pelle e screening gratuiti della pelle presso le strutture ospedaliere.
Il bisogno di una corretta informazione è venuto fuori anche dallo studio condotto dalla Clinica Dermatologica dell’Aquila sulla consapevolezza dei tumori cutanei e dei rischi legati all’esposizione solare tra 1204 studenti della scuola media superiore Licei e Istituti tecnici, allo scopo di comprenderne i fattori predittivi. Dall’ indagine è emerso che gli studenti hanno un buon livello di conoscenza dei tumori cutanei (circa il 97%) e dei rischi legati all’esposizione solare (80,6%), ma adottano comportamenti irresponsabili verso il sole (86,5%) non usando alcuna protezione solare. «È interessante notare come gli alunni che hanno ricevuto informazioni sui tumori cutanei da parte di dermatologi siano significativamente più inclini ad adottare comportamenti corretti», ha commentato la prof.ssa Ketty Peris, Direttore della Clinica Dermatologica Universitaria dell’Aquila; «lo studio, quindi, conferma la necessità di una maggior informazione da parte del dermatologo che svolge un ruolo fondamentale nell’educare a comportamenti positivi e responsabili».
Il melanoma è un tumore maligno, il più aggressivo tra tutti i tumori della pelle in termini di mortalità: secondo il Report to the Nation on Status of Cancer, ogni ora un americano muore di melanoma metastatico. Ormai è assodato che il melanoma colpisce principalmente la popolazione tra i 40 e i 60 anni con un’incidenza in continuo aumento. Si assiste, infatti, ad incrementi annui dal 3% al 7%, valori superiori a qualsiasi altro tipo di tumore, con la sola eccezione per il cancro al polmone nelle donne. Tale fenomeno è dovuto alla maggiore ed eccessiva esposizione al sole e ai raggi ultravioletti (UV), dannosi per l’epidermide.
Secondo il rapporto AIRTUM 2009 (Associazione Italiana Registro Tumori), in Italia ogni anno si registrano 14,3 nuovi casi di melanoma ogni 100.000 uomini,  13,6 casi ogni 100.000 donne e secondo i dati ISTAT del 2006, il melanoma cutaneo ha causato 943 decessi all’anno nella popolazione maschile e 635 in quella femminile. Nel mondo vengono diagnosticati annualmente 130.000 casi di melanoma e circa 37.000 individui muoiono a causa di questa patologia.
Nel corso della conferenza stampa sono stati presentati, inoltre, i risultati dei 1085 questionari realizzati tra i partecipanti alla scorsa edizione dell’Euromelanoma Day, la cui età media si è attestata sui 44 anni.
Dall’analisi delle risposte, sono emersi dati utili a capire l’atteggiamento e le abitudini delle persone verso l’esposizione solare.Solo Il 39,2% del campione si era già sottoposto in passato ad una visita di controllo dei nevi, di questi il 9,7% aveva una storia pregressa di neoplasia cutanea.Interessanti i dati sull’uso di creme con fattore protettivo solare,  utilizzate “sempre” dal 37,4% degli intervistati (per lo più donne e soggetti istruiti), “qualche volta” dal 31,4% e “mai” dal 21,8%.Per ciò che riguarda l’utilizzo delle lampade solari, il 70,7% ha dichiarato di non aver mai fatto lampade, il 19,9% di farne fino a 20 per anno e solo l’1,6% di farne più di 20 per anno; le donne ricorrono alle lampade più degli uomini.
«I principali fattori di rischio del melanoma sono di 3 tipi», ha spiegato la prof. ssa Caterina Catricalà, Direttore del Dipartimento di Dermatologia Oncologia dell’IFO Istituti Fisioterapici Ospitalieri di Roma, «ambientali (raggi UV, rifrazione della sabbia, dell’acqua e della neve, latitudini e periodo dell’anno in cui ci si espone), comportamentali (come ci si espone al sole) e costituzionali. Questi ultimi riguardano coloro che hanno un numero di nei superiore a 100 e addirittura superiori solo a 5 se i nei sono clinicamente atipici, che hanno segni di scottature dall’infanzia o dall’adolescenza, i fototipi con occhi e capelli chiari che si abbronzano con difficoltà e si scottano sempre. Il rischio genetico riguarda il 10% dei casi e viene riportato a un altro caso di melanoma in famiglia»
Tuttavia ciascuno può ridurre significativamente il rischio di sviluppare un melanoma attraverso un’adeguata prevenzione nei confronti dell’esposizione solare:  evitare di esporsi eccessivamente al sole tra le ore 11 e le ore 15 e esposizioni intermittenti, usare un filtro solare con fattore adeguato al proprio fototipo indossare indumenti adeguati per la protezione.
Nella lotta al melanoma è fondamentale anche la diagnosi precoce che prevede, per le persone a rischio, una visita di controllo dal dermatologo munito di dermatoscopio almeno una volta all’anno, un auto-controllo periodico, ogni 2-3 mesi, di tutta la superficie della propria cute, rivolgendosi ad un dermatologo quando si osserva nel nevo un cambiamento di colore, forma, dimensione oppure quando ne compare uno nuovo.
Fine vogliamo ricordare che le lampade solari, solarium e lettini abbronzanti sono off limits per i minorenni e le donne incinte. Ma anche per tutti coloro che hanno particolari patologie o che si scottano facilmente a seguito all'esposizione ai raggi solari. giro di vite arriva con il decreto interministeriale (Salute-Sviluppo economico) firmato il 11 maggio scorso dal ministro della Salute Ferruccio Fazio. Da tempo medici ed esperti mettono in guardia dai rischi della abbronzatura artificiale. Il pericolo maggiore, soprattutto per i giovani, è quello di sviluppare forme di cancro alla pelle.
Concorda con la “stretta” all'uso delle apparecchiature abbronzanti la Catricalà, «finalmente anche in Italia abbiamo una norma che regolamenta l'accesso' ai centri estetici» h affermato l'esperta: «I rischi sono notevoli: nell'infanzia e nell'adolescenza, infatti i raggi Uva possono creare il presupposto per i tumori alla pelle e l'invecchiamento precoce della cute».  Secondo un recente studio condotto dal Melanoma Institute australiano con la collaborazione delle Università di Sydney e di Melbourne, i giovani che si affidano al solarium per abbronzarsi, aumentano del 41 per cento il rischio di contrarre cancro alla pelle.

Il vademecum per prevenire il melanoma
Secondo la prof. ssa Catricalà per prevenire il melanoma è bene seguire alcune norme di igiene solare

  • Evita l'eccessiva esposizione al sole nelle ore più calde del giorno (tra le 11 e le 15).
  • In caso di esposizione al sole per molte ore, è fondamentale indossare indumenti adeguati (vestiti a trama fitta e di colore chiaro) e cappello per proteggere la testa.
  • Gli indumenti sono il miglior mezzo di protezione nei confronti delle radiazioni solari; i tessuti dovrebbero essere a trama fitta. Esistono abiti per bambini con protezione paragonabile a schermo solare con fattore di protezione superiore a 50
  • Usa sempre una crema solare protettiva a largo spettro (in grado cioè di schermare sia i raggi UVA, responsabili dell'invecchiamento della pelle, che i raggi UVB, responsabili di scottature ed ustioni) con fattore schermante alto (fattore 15 per adulti e 30 o più per bambini), anche nei giorni in cui il cielo è coperto oppure sotto l’ombrellone al mare o in piscina. Applica la crema in modo uniforme prima di esporti al sole.
  • Riapplica la crema solare ogni due ore quando ti trovi all'aperto e soprattutto se hai nuotato o sudato.
  • Indossa un cappello con visiera larga e occhiali da sole protettivi
  • Abitua la tua cute gradualmente ai raggi solari, in base al tuo tempo personale di protezione determinato dal tuo fototipo,
  • Proteggi i tuoi bambini ed insegna loro a proteggersi.

Decreto ministeriale per prevenire il melanoma
Il ministro della Salute, Ferruccio Fazio, ha firmato 11 maggio scorso il decreto interministeriale (Salute e Sviluppo economico) che aggiorna le caratteristiche, le modalità di esercizio e di applicazione e le cautele d’uso degli apparecchi elettromeccanici per uso estetico indicati dalla legge 1/1990 che disciplina le attività di estetista. 
«Con il provvedimento firmato oggi», ha sottolineato il ministro in un comunicato «un passo in avanti per la tutela del cittadino che vede così garantito in modo ancora più stringente il livello di sicurezza degli apparecchi elettromeccanici per uso estetico come le lampade abbronzanti, i depilatori elettrici, le saune e i bagni turchi. La regolamentazione dell’utilizzo delle lampade abbronzanti» ha aggiunto il prof. Fazio «è particolarmente importante per la dimostrata nocività, soprattutto nelle persone più giovani, delle radiazioni ultraviolette che espongono ad un aumento del rischio di melanoma cutaneo statisticamente significativo».

Fondazione Melanoma e Decreto Ministeriale
«Il divieto di utilizzo dei lettini solari per i minori di 18 anni è un primo passo, fondamentale, per sconfiggere il melanoma, un tumore della pelle particolarmente aggressivo». Il prof. Paolo Ascierto, presidente della Fondazione Melanoma e Direttore dell’Unità di Oncologia Medica e Terapie Innovative dell’Istituto ‘Pascale’ di Napoli, plaude al Decreto del Ministro Fazio, già in vigore in Paesi come Francia, Inghilterra e Brasile, sulle apparecchiature elettromeccaniche per uso estetico, che regolamenta l’utilizzo dei solarium. «Chiediamo», ha spiegato il prof. Ascierto, «che sulle lampade abbronzanti venga posta la scritta ‘Nuoce gravemente alla salute’, come sui pacchetti di sigarette, perché tutti siano consapevoli dei rischi a cui si espongono. Contro questa neoplasia, che ogni anno in Italia fa registrare circa 7000 nuove diagnosi e 1500 decessi, possiamo seguire la stessa strada che si è dimostrata efficace nella lotta al fumo di sigaretta. Riteniamo che l’introduzione del divieto per i minori, ponga l’Italia in prima linea nella lotta contro questo tumore. È doveroso ora passare anche a campagne di sensibilizzazione mirate, che siano rivolte in particolare ai giovani». Uno studio importante dell’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (IARC) ha evidenziato che l’uso dei lettini abbronzanti, se avviene in età inferiore ai 30 anni, aumenta il rischio di melanoma del 75%. Ciò ha fatto sì che le radiazioni UV, nell’agosto 2009, siano state inserite nella classe I dei cancerogeni, quella di massimo rischio, come il fumo di sigaretta. In base al decreto ministeriale, i raggi ultravioletti sono vietati anche alle donne in stato di gravidanza, a persone che soffrono o hanno sofferto di neoplasie acute e a coloro che non si abbronzano o che si scottano facilmente al sole.

Coldiretti e abbronzatura
«Carote, spinaci e meloni sono perfetti abbronzanti naturali che rendono in grado di “catturare” i primi raggi del sole senza dover ricorrere alle pericolose lampade». 
È quanto suggerisce la Coldiretti ai minori di 18 anni e alle donne incinta dopo che il Ministero della Salute ha loro vietato l’utilizzo delle lampade abbronzanti a raggi UVA e solarium con un decreto interministeriale firmato ieri. Insomma, «è possibile prepararsi la tintarella estiva con una dieta adeguata che si fonda sul consumo di cibi ricchi in vitamina A che»  ha sottolineato la Coldiretti in una nota, «favorisce la produzione nell'epidermide di melanina per donare il classico colore ambrato alla pelle. Un’opportunità che consente di conciliare salute e bellezza che è offerta anche da altre varietà di frutta e verdura come insalate, cicoria, lattughe, peperoni, pomodori, fragole mentre presto arriveranno anche le albicocche», ha concluso la nota.

Indirizzi utili

ISTITUTO DERMATOLOGICO SAN GALLICANO IRCCS - IFO
Via Elio Chianesi 53 - 00144 Roma
Centralino: tel. 06 52661
Prenotazioni/informazioni: tel. 06 52662727 - 800 986868
www.ifo.it
Dermatologia oncologica - Dott.ssa Caterina Catricalà
tel.06 52665221

FONDAZIONE I.R.C.C.S. ISTITUTO NAZIONALE DEI TUMORI
Via Venezian, 1 - 20133 Milano
Centralino: tel. 02 23901
Prenotazioni/informazioni: 02 23902541- 02 23904000
www.istitutotumori.mi.it

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