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L’ A B C del melanoma

Stefania Bortolotti, N. 10 ottobre 2011

Dottore, può spiegare che cos’è il melanoma?
Il melanoma rappresenta la forma più aggressiva di tumore cutaneo, caratterizzato da una crescita incontrollata di melanociti, le cellule che producono il pigmento della pelle. Il melanoma è un tumore trattabile se diagnosticato in stadio precoce, ma attualmente la prognosi è infausta una volta che la malattia si è diffusa ad altre parti dell’organismo (metastasi).

Quante persone colpisce in Italia?
Con circa 10mila nuovi casi all’anno; l’incidenza del melanoma è in continuo aumento. In particolare è da riscontrare un crescente abbassamento dell’età alla diagnosi.

Quali sono i principali fattori di rischio?
L’esposizione ai raggi solari costituisce uno dei fattori principali di sviluppo del melanoma, soprattutto per le fasce di età più giovani. Infatti, nei primi 15/20 anni di vita il rischio risulta aumentato a causa dell’elevata esposizione al sole senza le dovute protezioni (ombrelloni nelle ore più calde della giornata, uso costante di creme solari ecc.).
L’uso di lettini solari (con raggi UVA che penetrano in profondità) se utilizzati con eccessiva frequenza, è stato correlato allo sviluppo di tumori cutanei maligni come il melanoma.
Le persone con la pelle molto chiara o con molti nei irregolari o di grandi dimensioni, presentano un rischio maggiore di sviluppare il melanoma. L’ereditarietà contribuisce solamente un 5% dei casi di melanoma.

Quali i sintomi? E come viene diagnosticata questa malattia?
Il melanoma in stadio precoce è generalmente asintomatico ma, talvolta, è possibile avvertire un prurito. Una variazione di dimensioni, forma, colore o sensazione al tatto di un neo esistente può essere un segno importante di cui tenere conto per richiedere una visita dermatologica specialistica. Inoltre, il melanoma può apparire anche sotto forma di un nuovo neo. Come in molti altri casi di tumore la diagnosi precoce risulta essere fondamentale. Una visita dermatologica annuale coadiuvata da un esame in epiluminescenza è il sistema migliore per poter intervenire precocemente in caso di sospetto melanoma. Infatti, se diagnosticato precocemente, nell’80/85% dei casi, il melanoma ha una prognosi favorevole mentre in caso di diagnosi tardiva, quando la malattia è già in fase avanzata, la prognosi peggiora in modo importante.

Ci sono dei sistemi di autovalutazione che posso aiutare a tenere sotto controllo i propri nei?
Certamente. Anche se comunque non basta per avere una corretta diagnosi che solo la visita dermatologica può dare, ci sono dei sistemi che permettono alle persone a rischio di controllare lo stato dei propri nei. Uno molto semplice consiste nel fotografarseli a distanza di 3/4 mesi e di confrontare eventuali cambiamenti dell’aspetto e del colore. Per questa valutazione può essere usato il cosiddetto sistema ABCDE:

  • Asimmetria: una metà del neo è diversa dall’altra.
  • Bordo: i bordi del neo sono scarsamente definiti e spesso delineati in maniera irregolare, indentata o offuscata.
  • Colore: il colore non è uniforme e possono essere presenti ombre di nero, marrone e marrone chiaro. Si possono osservare anche aree di bianco, grigio, rosso, rosa o blu.
  • Diametro: si ha una variazione delle dimensioni, generalmente un aumento. I melanomi sono solitamente più grandi della gomma di una matita (5 millimetri).
  • Elevazione: con la progressione del melanoma, si ha un’elevazione di quest’ultimo, in parte o in toto.

Dottore, dopo la diagnosi , in che cosa consiste l’approccio chirurgico al melanoma?
L’intervento chirurgico può rappresentare un’opzione terapeutica curativa per i pazienti il cui melanoma sia stato diagnosticato in stadio precoce. Inoltre, la chirurgia può costituire un’opzione anche per i pazienti il cui cancro si sia diffuso ad altre parti dell’organismo aiutando ad alleviare i sintomi. L’approccio chirurgico può variare in base allo stadio e sviluppo del tumore: asportazione del melanoma, valutazione del linfonodo sentinella, svuotamento linfonodale e, in alcuni casi, intervento sulle metastasi.

Quanto è importante la creazione di un gruppo multidisciplinare per poter far fronte alla patologia?
La multidisciplinarietà è fondamentale per la gestione del paziente con melanoma. La collaborazione fra dermatologo, chirurgo, oncologo permette di creare un percorso ideale per il paziente. Oggi, la figura dell’oncologo è diventata sempre più rilevante nei casi di melanoma avanzato dove, grazie alle nuove terapie, si è in grado di intervenire con maggiori successi. All’Istituto Europeo di Oncologia abbiamo team composti da dermatologi, chirurghi, oncologi e ricercatori.

Quanto è importante fare dei test molecolari per una migliore gestione della patologia?
Molto importante. Negli ultimi anni sono stati identificati importanti biomarcatori nel melanoma: è quindi importante identificarli tramite test molecolari. L’esecuzione di questi test è strategica e fondamentale per poter fornire al paziente informazioni più complete, in modo che possa affrontare al meglio e consapevolmente la sua malattia.

Come riconoscere il melanoma
Il melanoma tende a svilupparsi principalmente in due modi:

  1. Può cominciare con una modifica della pelle apparentemente normale, che porta alla formazione di una macchia scura o di un neo.
  2. Può svilupparsi da un neo o una lentiggine pre-esistente.

Può essere difficile distinguere un neo normale da un melanoma. Per questo, è stato messo a punto un acronimo detto “l’ABCDE del melanoma” che fornisce indicazioni utili. L’acronimo incoraggia a controllare cinque caratteristiche fondamentali dei nei:

  • Asimmetria: una metà del neo è diversa dall’altra.
  • Bordo: i bordi del neo sono scarsamente definiti e spesso delineati in maniera irregolare, indentata o offuscata.
  • Colore: il colore non è uniforme e possono essere presenti ombre di nero, marrone e marrone  chiaro. Si possono osservare anche aree di bianco, grigio, rosso, rosa o blu.
  • Diametro: si ha una variazione delle dimensioni, generalmente un aumento. I melanomi sono solitamente più grandi della gomma di una matita (5 millimetri).
  • Evoluzione: modificazioni evidenti nell’arco di poco tempo

Il melanoma metastasico
Il melanoma metastatico, rappresenta la forma di tumore cutaneo più aggressiva e mortale. I dati indicano che circa una persona su quattro con diagnosi di melanoma metastatico ha probabilità di essere viva un anno dopo la diagnosi. Al crescere del melanoma, le cellule tumorali avanzano sempre più in profondità nella pelle, fino a raggiungere i vasi sanguigni o i canali linfatici che ne consentono una rapida diffusione nell’organismo e negli organi principali. 
Esistono poche opzioni terapeutiche per i pazienti con melanoma metastatico; tra queste la dacarbazina, la più utilizzata tra le chemioterapie e l’interleuchina-2, una terapia modulante il sistema immunitario. La dacarbazina ha un risultato limitato ed effetti collaterali potenzialmente gravi che molti pazienti non riescono a tollerare. Negli USA, la FDA ha approvato recentemente ipilimumab (Bristol-Myers Squibb) per pazienti con melanoma metastatico o non resecabile, appena diagnosticato e trattato precedentemente.
Date queste premesse, si sente fortemente la necessità di avere a disposizione nuovi trattamenti efficaci e tollerati per il melanoma metastatico.

Chi è a rischio?
Chiunque può essere a rischio di sviluppare il melanoma, ma alcune persone corrono un rischio maggiore di altre. Avere una storia familiare di melanoma accresce il rischio: il 5–10% dei pazienti con diagnosi di melanoma ha un parente che ha avuto la stessa malattia. Una persona che abbia un parente di primo grado (per es. madre, padre, fratello o sorella) a cui è stato diagnosticato il melanoma, presenta più del doppio delle probabilità di sviluppare la malattia rispetto a coloro che non hanno una storia familiare di melanoma.
Anche i soggetti con pelle chiara, sensibile ai raggi solari e tendente a scottature e/o con un numero di nei sulla pelle al di sopra della media, corrono un rischio maggiore di sviluppare il melanoma, specialmente le persone che si espongono frequentemente ai raggi solari e/o UV (includendo l’uso dei lettini solari).5-7, 14-16 Per contro, le persone con pelle scura molto pigmentata presentano meno probabilità di sviluppare il melanoma.17
Sebbene il melanoma metastatico sia relativamente raro, può avere un effetto devastante sui pazienti e sulle loro famiglie, specialmente perchè le persone colpite sono spesso in giovane età.
L’età media dei pazienti con diagnosi di melanoma è di soli 50 anni.7  Il 20% dei casi viene riscontrata in pazienti di età compresa tra 15 e 39 anni.7
Sebbene il melanoma possa presentarsi in qualsiasi parte del corpo, gli uomini sembrano avere maggiori probabilità di svilupparlo sul tronco (ovvero, petto o schiena), mentre le donne tendono a svilupparlo maggiormente sulle gambe.

Tipi di melanoma
Esistono quattro tipi fondamentali di melanoma:

Il melanoma a diffusione superficiale:

  • È la causa principale di mortalità per cancro nei giovani adulti.
  • È la forma più comune di melanoma, rappresentando circa il 70% di tutti i casi diagnosticati.
  • Tende a crescere verso l’esterno piuttosto che verso l’interno.
  • Non è generalmente a rischio di metastasi fino a quando non inizia a crescere verso l’interno.

Melanoma nodulare:

  • È la forma più aggressiva di melanoma e può essere fatale entro pochi mesi dalla diagnosi.
  • Rappresenta la seconda forma più comune di melanoma con circa il 15% di tutti i casi diagnosticati.
  • È la forma a più rapida crescita e, se non trattata, comincia a svilupparsi verso l’interno.
  • È una forma di tumore invasivo, poiché può penetrare nella cute e diffondersi ad altre aree dell’organismo. Si presenta spesso su testa, collo, schiena o petto.

Melanoma lentigo maligna:

  • Generalmente ha un ritmo di crescita lento (anni) e raramente si diffonde ad altre parti dell’organismo. Tuttavia, se si diffonde, può essere letale.
  • È la terza forma più comune di melanoma, rappresentando circa il 10% di tutti i casi diagnosticati.
  • Generalmente, si presenta su viso o altre aree ad alta esposizione solare. E’ più frequente negli anziani.
  • Può avere inizialmente l’aspetto di una macchia sulla pelle
Melanoma acrale:
  • È la forma più rara di melanoma rappresentando circa il 5% di tutti i casi diagnosticati.
  • Questa forma di melanoma può passare inosservata fino a quando non si è diffusa nell’organismo, in quanto inizialmente è simile ad un ematoma. Una volta che si è diffuso, può essere fatale.
  • Si presenta generalmente sotto le unghie delle mani o dei piedi, o sul palmo della mano o sotto la pianta del piede.
  • Viene diagnosticata più frequentemente nelle persone con colore della pelle più scuro; a differenza di altre forme di melanoma, non sembra essere legato all’esposizione ai raggi UV.

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