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Conosciamo meglio i tumori della testa e del collo
Minnie Luongo, N. 11 novembre 2011
Così importanti e così diffusi, eppure così poco conosciuti: parliamo dei tumori della testa e del collo. Finalmente a questa ingiustificata situazione ha cominciato a “rimediare” la prima giornata dell’informazione sui tumori della testa e del collo, tenutasi lo scorso 17 settembre a Milano, Roma e in tante altre città italiane. L’iniziativa, che ha ricevuto una medaglia di rappresentanza da parte del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, è stata patrocinata dal Ministero della Salute e realizzata con il contributo della Fondazione Cesare Serono. Presso gli stand allestiti in alcune città, la popolazione ha potuto incontrare molti medici specialisti, mentre nei Centri specializzati di numerose altre città, si sono svolte mirate iniziative d’informazione, destinate a creare una maggiore consapevolezza e conoscenza di questa patologia che oggi occupa il sesto posto per diffusione al mondo tra le patologie oncologiche.
“Usa la testa”
Con questo slogan, lanciato dalla FIALPO (Federazione italiana delle Associazioni di Laringectomizzati e Pazienti Oncologici), sono stati evidenziati alcuni dati di fondamentale importanza. Primo fra questi: da un’indagine condotta dalla “European Head and Neck Cancer Society”, sono emersi livelli di conoscenza estremamente bassi sui tumori della testa e del collo circa la loro incidenza, i sintomi, i fattori di rischio e le parti del corpo colpite, a dimostrazione di come queste neoplasie siano ancora estremamente sconosciute. In Italia, ad esempio, tre persone su cinque non conoscono il termine “tumore della testa e del collo”, e l’84 percento degli intervistati considera erroneamente il cervello tra le parti del corpo che possano essere colpite da questa malattia oncologica. La maggioranza degli intervistati riconosce fumo e alcol tra i fattori di rischio (rispettivamente, l’85 percento e il 59 percento), mentre solo il 16 percento ritiene che il Papilloma Virus umano (HPV) possa dare origine ad un tumore del distretto cervico-facciale.
L’importanza della giornata
Sottolinea il professor Maurizio Magnani, direttore UO Otorinolaringoiatria dell’Azienda “Istituti Ospedalieri” di Cremona e presidente FIALPO: “L’obiettivo di questa prima Giornata è quello di far conoscere alla popolazione i fattori di rischio e i campanelli d’allarme di una patologia insidiosa, poco nota e sottostimata. Ma, anche, di ridurre la percentuale di pazienti - oggi oltre l’80 percento - che si presenta alla diagnosi ad uno stadio localmente avanzato della patologia. Mentre una maggiore attenzione ai sintomi, unita e una costante adesione ad un programma di screening, migliorerebbe di certo la prognosi di questo tipo di tumore”. «Da anni - aggiunge Gianfranco Conti, direttore generale della Fondazione Cesare Serono- lavoriamo affinché si attui il principio della centralità della persona, uno dei cardini dell’orientamento costituzionale italiano per il quale il diritto alla salute è un elemento caratterizzante. Per questo motivo sosteniamo con entusiasmo l’iniziativa della FIALPO: poiché una migliore informazione e una maggiore consapevolezza da parte di tutti i cittadini sulle cause e i campanelli d’allarme dei tumori della testa e del collo possano contribuire a migliorarne la prevenzione e a favorirne la diagnosi».
I tumori della testa e del collo
I tumori della testa e del collo contano circa 640.000 nuovi casi ogni anno nel mondo. In Europa si stima siano circa 140.000 e che ogni anno oltre 65.000 decessi siano legati a questa neoplasia. Impressionanti anche i numeri che riguardano l’Italia: nel nostro Paese ogni anno si registrano circa 10.432 nuovi casi tra gli uomini e 1.980 fra le donne, costituendo la quinta neoplasia più diffusa. Il Nord Italia è la zona in cui i tumori della testa e del collo sono maggiormente diffusi, con una incidenza tre volte più alta rispetto al Sud. È stata registrata un’incidenza superiore alla media in Trentino, Friuli Venezia Giulia, Alto Adige, Veneto e in Lombardia, Piemonte e Liguria, e più bassa della media in Emilia Romagna, Toscana, Umbria e, soprattutto, al Sud (a Ragusa l’incidenza nei maschi è poco più di 10/100.000).
Anche con l’aiuto del professor Magnani, vediamo di saperne di più su questi tumori. I tumori della testa e del collo possono insorgere nelle cellule epiteliali di bocca, lingua, gengive, faringe, laringe, naso, seni paranasali e ghiandole salivari. Si tratta, dunque, di tumori che coinvolgono gli organi del tratto cervico cranio-facciale, escludendo gli occhi, il cervello, le orecchie, la tiroide o l’esofago. Oltre il 90 percento dei tumori della testa e del collo ha origine nelle cellule squamose piatte che rivestono la superficie dell’area compresa tra testa e collo, come la bocca, il naso e la gola, e per questo vengono definiti “tumori della testa e del collo a cellule squamose”. L’organo che viene colpito più frequentemente è la laringe, seguito da cavo orale e faringe. Nell’ultimo decennio si è verificato, in tutto il mondo, un aumento significativo dell’incidenza di questo tipo di tumore, soprattutto fra le donne.
Tra i fattori di rischio più conosciuti:
- Uso di tabacco (sigarette, sigari, pipa, tabacco da masticare, tabacco da fiuto);
- assunzione frequente di elevate quantità d'alcol;
- marijuana;
- fumo passivo, polveri di asbesto, sostanze chimiche di vario genere;
- dieta povera in vitamine del gruppo A e B;
- scarsa e non corretta igiene orale;
- esposizione papilloma virus umano (HPV);
- virus di “Epstein Barr”.
Per quanto riguarda i sintomi: siccome i tumori della testa e del collo sono di lento accrescimento nelle fasi iniziali, ciò vuol dire che i sintomi iniziali possono essere lievi e aspecifici. Questo può causare ritardo nella diagnosi.
Sintomi comuni della malattia, ma che non devono allarmare in quanto riscontrabili anche in patologie più frequenti e meno gravi, sono ad esempio:
- ulcera in bocca;
- debolezza, anoressia e dimagrimento da malnutrizione dovuta alla difficoltà a deglutire;
- emissione di sangue dalla bocca o dalle vie respiratorie;
- mal d’orecchie;
- deglutizione dolorosa;
- comparsa di gonfiore nella regione del collo.
Le terapie
Attualmente, per affrontare questo tipo di tumori, si può ricorrere alla chirurgia, alla radioterapia, alla chemioterapia in combinazione con un anticorpo monoclonale, la cui introduzione, diretta a colpire il recettore del fattore di crescita epidermico (recettore coinvolto nella crescita e nella proliferazione del tumore), ha migliorato il trattamento di queste patologie, aumentando l’attesa di vita e apportando notevoli vantaggi alla qualità di vita dei pazienti.
Sono diversi i fattori che incidono sulla scelta della terapia più appropriata. Tra questi:
- la sede in cui è situato il tumore;
- l’estensione;
- la rapidità con cui è diffuso;
- le condizioni di salute generale;
- i risultati estetici e funzionali;
- la preferenza del paziente.
Spesso i pazienti ricevono una combinazione di modalità differenti di trattamenti: per questo è fondamentale un approccio di tipo multidisciplinare che coinvolga più specialisti come il chirurgo, il medico oncologo e il radioterapista, che collaborano per il raggiungimento del miglior risultato terapeutico. Nei tumori della testa e del collo rientrano in questo gruppo di specialisti anche il riabilitatore (logopedista), il terapista del dolore, il dentista, lo psicologo e l’assistente sociale.
Anche l’alimentazione può essere importante. Infatti, alcune recenti ricerche hanno dimostrato come il consumo di verdure non amidacee (spinaci, cardi, cavolo, barbabietole, rape, broccoli, asparagi, fagiolini, cavolini di Bruxelles, zucca, cipolle, sedano, lattuga, cetrioli, ravanelli, crescione, prezzemolo, indivia, scarola, cime di rapa e zucchine) e di frutta - in particolare quelle ricche di carotenoidi - probabilmente riduca il rischio di ammalarsi di tumori della bocca, faringe e laringe. Infine, anche studi del World Cancer Research Fund (WCRF) mostrano una riduzione del 28 percento per ogni 50 grammi di verdura, e del 18 percento per ogni 100 grammi di frutta in più al giorno.
Buono a sapersi
La sintomatologia può assumere caratteristiche legate alla sede d’origine:
- nei tumori della laringe inizialmente si possono verificare alterazioni della voce; in seguito, la deglutizione diventa difficile e/o dolorosa;
- nei tumori della faringe si può avere una sensazione di corpo estraneo o dolore alla gola, difficoltà di deglutire, alitosi, voce nasale ed eccessiva produzione di saliva. Molti possono sentire dei noduli sul collo (linfonodi ingranditi). Se il tumore è localizzato alla base del naso, altri sintomi possono essere disturbi uditivi come calo dell'udito, ronzii, fischi, sensazione di orecchio tappato, episodi ripetuti e recidivanti di otite, abbondanti secrezioni nasali, emorragia dal naso. Nelle forme avanzate, si possono presentare mal di testa, perdita dell'olfatto, ridotta visione e visione sdoppiata;
- nei tumori della bocca i sintomi iniziali sono lievi come piccole vesciche dolorose, ulcere o ferite che non guariscono, difficoltà nei movimenti della lingua fino all’impossibilità ad aprire la bocca nelle forme più avanzate;
- nei tumori dei seni paranasali compare spesso l'ostruzione nasale, abbondanti secrezioni nasali ed emorragia dal naso. Dolore, alterazioni della sensibilità del volto, disturbi visivi e deviazione della lingua sono tutti sintomi di malattia avanzata.
La diagnosi
Fondamentale è una diagnosi il più possibile precoce. Infatti, riconoscere i sintomi e diagnosticare i tumori della testa e del collo in fase precoce offre ai pazienti una speranza di guarigione che supera il 90 percento. Quando possibile, questi tumori vengono trattati con la chirurgia, ma spesso vi è il pericolo di interventi demolitivi e invasivi, poiché la malattia è diagnosticata in fase avanzata in nove casi su dieci. L’intervento precoce, che offre maggiori possibilità di ricorso alla chirurgia meno invasiva, consente di preservare la funzionalità della parte colpita dal tumore.
La diagnosi precoce di queste malattie si basa sul riconoscimento dei sintomi iniziali e su un'approfondita visita medica, come ad esempio l’esplorazione del cavo orale. Successivamente, per poter eseguire una diagnosi esatta, è necessario effettuare una biopsia e utilizzare indagini strumentali come la fibroscopia, un esame endoscopico nel corso del quale è spesso possibile visualizzare il tumore e la sua estensione.
Opzioni di trattamento
- La chirurgia. I pazienti con una patologia localizzata che non si è diffusa possono essere sottoposti ad un intervento chirurgico del tumore, che può essere seguito dalla radioterapia.
- La radioterapia. I pazienti con tumori localmente avanzati, e che non possono essere operati, possono ricevere radioterapia da sola, radioterapia in combinazione con un anticorpo monoclonale o radioterapia in combinazione con chemioterapia. La combinazione di radioterapia in combinazione con anticorpo monoclonale è efficace quanto la combinazione di radio e chemioterapia, ma è associata ad una minore tossicità.
- La chemioterapia. Può essere usata nei pazienti sottoposti a chirurgia sia prima della procedura chirurgica - quando il tumore è vasto o per ridurne la dimensione o il numero di metastasi - sia dopo la chirurgia per impedire le recidive. Negli stadi avanzati (metastatici), la chemioterapia è usata in combinazione con un anticorpo monoclonale per ridurre la massa tumorale, alleviare i sintomi e il dolore, e per allungare la sopravvivenza.
- La terapia mirata. Negli ultimi anni un anticorpo monoclonale, indirizzato a colpire il recettore del fattore di crescita epidermico, ha contribuito a migliorare il trattamento di queste patologie. Questo anticorpo monoclonale si attacca specificamente alle cellule tumorali e agisce interferendo con quelle particolari molecole che sono necessarie alla crescita del tumore e alla sua proliferazione.
FIALPO
La Federazione Italiana delle Associazioni di Laringectomizzati e Pazienti Oncologici della testa e del collo promuove l’adesione di associazioni con carattere volontario di cura e prevenzione di questa patologia. FIALPO (www.fialpo.it) conta 10mila associati e circa 200 scuole di riabilitazione; la Federazione rappresenta le associazioni che si occupano dell'assistenza ai malati ed ai loro familiari nel periodo pre-operatorio, peri-operatorio e, soprattutto, post-operatorio, compreso il delicato momento del ritorno a casa.
Tra i suoi compiti istituzionali:
- promuovere la ricerca scientifica con spirito collaborativo con la classe medica e con l’industria farmaceutica;
- promuovere campagne di prevenzione anche in collaborazione con altri organismi operativi a livello nazionale;
- garantire un’assistenza ospedaliera e domiciliare;
- organizzare convegni scientifico-informativi su temi di interesse pratico;
- istituire e gestire scuole per le disabilità comunicative e senso-motorie collegate alla patologia ORL;
- prendersi cura della formazione continua dei propri volontari;
- realizzare un’alleanza complice con il SSN su temi come l’assistenza, il miglioramento della qualità di vita, la sperimentazione di nuove terapie ed una corretta comunicazione;
- raccogliere informazioni per una corretta elaborazione statistica.
Fondazione Cesare Serono
La Fondazione Cesare Serono (FCS) nasce nel 1973, ma è nel 1999, con l’attuale nome, che entra nella piena operatività. Ente privato senza fini di lucro, sin dalla sua nascita, la FCS ha avuto nella persona (cittadino, paziente, famiglia) il suo focus principale. La persona deve essere posta al centro del sistema, sia esso sociale che sanitario: sistema che, nella sua accezione più ampia, non deve solo intervenire sulle patologie una volta insorte, ma deve avere come obiettivo primario quello di prolungare sin dove possibile lo stato di salute. Da questa sua visione nascono i capisaldi della sua azione:
- priorità della prevenzione;
- attenzione agli stili di vita;
- integrazione e sinergia degli interventi sul territorio.
in pratica, la Fondazione intende favorire la diffusione del pensiero scientifico fra tutti coloro che giocano un ruolo nel processo della gestione della salute (cittadini, pazienti, medici, caregivers, Istituzioni ecc.); sostenere tutti gli aspetti sanitari e socio-sanitari legati alla salute e alle patologie; collaborare con le Istituzioni affinché la persona e i suoi reali bisogni siano costantemente il cardine delle loro scelte.
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