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Gli “ingredienti” per affrontare il tumore al seno

Stefania Bortolotti, N. 12 dicembre 2011

Negli ultimi sei anni l’incidenza del tumore al seno è cresciuta del 13 per cento ma grazie alla diagnosi precoce e alle terapie innovative aumentano anche le prospettive di guarigione e sopravvivenza, che a 5 anni può arrivare fino al 98 per cento.
L’altra buona notizia è che le pazienti beneficiano di una qualità di vita sempre migliore, anche grazie alle terapie di ultima generazione come quelle che si basano su sofisticatissime piattaforme tecnologiche e sfruttano innovativi meccanismi d’azione. Una di queste è nabTM paclitaxel, la prima nano-chemioterapia target per le pazienti con carcinoma mammario avanzato, che utilizza l'albumina come carrier naturale, trasporta il principio attivo direttamente all'interno delle cellule tumorali, aumentando la sopravvivenza globale rispetto alla chemioterapia classica e diminuendo sensibilmente gli effetti collaterali.

Spiega il Prof. Paolo Marchetti, Direttore dell’Unità Operativa Complessa di Oncologia Medica presso l’Azienda Ospedaliera Sant’Andrea di Roma, “nabTM paclitaxel sfrutta un meccanismo altamente innovativo di chemioterapia target ed è in grado di migliorare significativamente sia l’efficacia sia la tollerabilità nelle pazienti che ricevono la terapia. La tecnologia che sta alla base di nabTM paclitaxel consente la veicolazione di alte concentrazioni del farmaco all'interno della massa tumorale, senza che tale aumento comprometta la qualità di vita delle pazienti. ll complesso nabTM paclitaxel, comparato a paclitaxel disciolto in solvente, ha dimostrato di essere più efficace nel prolungamento del tempo di vita, sia rispetto alla progressione della malattia sia in termini di sopravvivenza globale”.
Coniugare efficacia delle terapie e qualità della vita è la nuova sfida in questa fase della lotta al tumore al seno, specie per le donne che si trovano in una fase avanzata del tumore e alle quali le terapie puntano ad offrire non solo "anni per vivere" ma "anni da vivere". E la qualità di vita può essere ulteriormente migliorata attraverso la dieta, con la scelta di alimenti considerati veri e propri alleati delle terapie. Alcuni cibi, come frutta e verdure ricche di vitamina A, oltre a prevenire i tumori, riducono il rischio di ricadute nelle pazienti operate e limitano gli effetti collaterali delle terapie.
Su queste premesse si consolida la “buona” alleanza tra oncologia e tradizione gastronomica italiana: medici e chef hanno messo a punto un modello alimentare che applica i principi della dieta mediterranea alle esigenze delle pazienti in terapia, le cui basi saranno illustrate alle pazienti attraverso corsi di cucina promossi nell’ambito del progetto “Il gusto della Vita”, campagna itinerante che ha come obiettivo aiutare le donne colpite da tumore al seno che affrontano le terapie, invitandole a riscoprire l’importanza di prendersi cura di se stesse, anche attraverso la buona cucina.
Una star dei fornelli, lo chef Alessandro Circiello, uno dei più apprezzati cuochi italiani dell’ultima generazione, presenterà le ricette e preparerà i piatti in diretta, mentre oncologi e nutrizionisti spiegheranno i principi di una sana alimentazione, suggerendo gli alimenti raccomandati per le donne in terapia e ritenuti efficaci nella prevenzione dei tumori.

“Il gusto della Vita” è anche il titolo del ricettario messo a punto dallo chef Alessandro Circiello, uno dei più apprezzati cuochi italiani. 30 ricette pensate per aiutare le donne con tumore al seno e approvate dagli specialisti.
“Le nuove terapie antitumorali offrono una maggiore capacità di controllo della malattia, mentre lo sviluppo di terapie di supporto più evolute e la possibilità di scegliere trattamenti più o meno aggressivi a seconda delle fasi della malattia contribuiscono al miglioramento della qualità della vita”, afferma Enrico Cortesi, Professore associato di Oncologia, Direttore dell’Unità Operativa Complessa di Oncologia B dell’Azienda Policlinico Umberto I di Roma. “Ma un ausilio altrettanto importante è costituito dal supporto non farmacologico come ad esempio la dieta: la scelta degli alimenti è fondamentale per la qualità di vita delle donne che affrontano la chemioterapia. Alcuni alimenti possono contrastare gli effetti collaterali delle terapie ed evitare così l'assunzione di altri farmaci con il rischio di andare incontro a ulteriori effetti collaterali”.
Frutti rossi come ribes e more, cavoli, broccoli, verza, rucola, ravanello, sedano di rapa e pomodori sono alcuni degli alimenti maggiormente raccomandati grazie alla loro capacità di contrastare i radicali liberi.
Come spiega Maurizio Muscaritoli, Professore Associato di Medicina Interna e Direttore della Unità Operativa di Coordinamento delle Attività di Nutrizione Clinica dell’Azienda Policlinico Umberto I di Roma, “il cibo gioca un ruolo fondamentale nel recupero della salute proprio nei momenti in cui meno si desidera mangiare, come spesso succede durante le terapie oncologiche. Allo stesso tempo, però, la dieta deve essere gradevole e appetitosa, per contrastare l’avversione al cibo che si può avvertire durante le terapie. Una corretta alimentazione è necessaria anche per contrastare l’aumento di peso cui vanno incontro molte pazienti dopo le cure e che rappresenta un fattore di rischio per le recidive: durante la chemioterapia si possono guadagnare anche 10 chili. Da qui la necessità di affiancare alla dieta anche una costante attività fisica”.
“Il gusto della Vita” è partito da Roma lo scorso 8 ottobre.

Info: www.gustodellavita.info
Il cibo come alleato strategico delle terapie contro il tumore al seno

Intervista al Prof. Maurizio Muscaritoli,
Professore associato di Medicina Interna e Direttore dell'Unità Operativa di Coordinamento delle Attività di Nutrizione Clinica, Azienda Policlinico Umberto I Sapienza Università di Roma

Professore, quanto è importante una corretta alimentazione per una donna che deve affrontare un tumore al seno e perché?
Tanto la chemioterapia quanto la radioterapia sono efficaci, ma possono causare una serie di effetti collaterali che tendono ad essere più intensi nel periodo immediatamente successivo al ciclo terapeutico. Di conseguenza, spesso, durante la radio o la chemioterapia, la paziente può perdere peso. Per evitare che insieme al grasso si perda la massa muscolare, è necessario seguire una dieta energetica ed equilibrata dal punto di vista dell’apporto di calorie e proteine. Il cibo gioca dunque un ruolo fondamentale nel recupero della salute proprio nei momenti in cui meno si desidera mangiare, come spesso succede durante le terapie oncologiche. Allo stesso tempo, però, la dieta deve essere gradevole e appetitosa, per contrastare l’avversione al cibo che si può avvertire durante le terapie.

Può spiegare quali sono gli effetti collaterali più comuni cui si può andare incontro quando ci si sottopone alle terapie oncologiche?
Gli effetti più comuni che si possono verificare riguardano la cosiddetta mielodepressione, che può manifestarsi con leucopenia (abbassamento dei globuli bianchi), anemia (abbassamento dei globuli rossi) o piastrinopenia (abbassamento delle piastine); in genere tali effetti si evidenziano 8-10 giorni dopo la prima somministrazione del farmaco chemioterapico e possono essere accompagnati da nausea, alterazioni del gusto, perdita di appetito, mucosite orale, cioè bruciore alla bocca o all’esofago. Va però sottolineato che, anche con l’ausilio di una corretta e mirata alimentazione, le pazienti sono in grado di recuperare i valori ematici ottimali senza ricorrere a particolari cure.

Spesso, a differenza delle altre forme tumorali, le donne affette da neoplasia mammaria possono andare incontro a un aumento di peso: come deve essere valutata questa evenienza e come affrontarla?
Anche se può sembrare paradossale, un effetto frequentemente lamentato dalle donne che hanno seguito la terapia per il tumore al seno è l’aumento e non la perdita di peso. Questo problema ha cause diverse, ma ha delle conseguenze molto pesanti sullo stato di salute fisica e psicologica della donna. Infatti, l’aumento di peso peggiora la prognosi, aumenta il rischio che la malattia si ripresenti e altera negativamente l’immagine corporea. Mantenere il peso giusto e prevenire il sovrappeso sono dunque aspetti di enorme importanza. Nutrirsi con alimenti a basso indice glicemico (cereali integrali, legumi) contenenti zuccheri complessi per aiutare a mantenere basso il livello d’insulina nel sangue e utilizzare ingredienti, come la frutta secca, particolarmente ricchi di benefici acidi grassi polinsaturi, possono essere due strategie dietetiche sicuramente utili.

Per concludere, Professore quali sono le scelte alimentari che possono aiutare a contrastare l’insorgenza di patologie tumorali e a conviverci?
La scelta alimentare di ‘tipo mediterraneo’ è quella che continua a dimostrarsi la più ‘sana’ ed efficace per prevenire il sovrappeso ed i suoi effetti negativi sullo stato di salute. Inoltre, favorire il consumo quotidiano di verdure, in particolare le crucifere – cavolo, broccolo, cavolfiore, cima di rapa, cavoletti di Bruxelles, verza, rucola, ravanello, sedano di rapa – alle quali sono attribuiti effetti antitumorali, è senz’altro una scelta sana dal punto di vista alimentare. Senza dimenticare tutte le altre verdure “colorate”: il pomodoro, ad esempio, è un grande alleato. Crudo, ma anche e soprattutto cotto, per favorire l’apporto del licopene, un potente antiossidante. Il consumo di frutta è senz’altro da privilegiare, dando la preferenza ai frutti rossi: ribes, mirtilli, lamponi, more, ecc.

Le donne colpite da tumore a scuola di “cucina sana”
La campagna si articola in una serie di “incontri-evento” che prevedono la preparazione in diretta di ricette sotto la direzione di Alessandro Circiello, come sopra indicato. Durante gli incontri aperti al pubblico verranno illustrati i principi di una sana alimentazione per convivere meglio con il tumore al seno e le proprietà di alcuni alimenti ritenuti efficaci e raccomandati per le persone in terapia ma anche nella prevenzione dei tumori. Lo chef, insieme a nutrizionisti e oncologi, ha messo a punto un ricettario appositamente pensato per aiutare le donne con tumore al seno, basato su alimenti che migliorano la risposta alle terapie e aiutano a prevenire i tumori.

Ecco una deliziosa ricetta… Buon appetito!
Linguine con carciofi, pecorino e limone

Ingredienti per 4 persone

400 gr. di linguine
 80  gr. di olive verdi denocciolate
 50  gr. di capperi dissalati
Olio extra vergine quanto basta
2 limoni
70 gr. di pecorino fresco
4 carciofi
Basilico, 1 mazzo

Preparazione

Tritare i capperi e le olive grossolanamente, dorare in padella con olio.
Unire la scorza di limone sbianchita in acqua bollente e, alla fine, i carciofi tagliati a julienne.
Far cuocere le linguine al dente, scolare non completamente e versare sul composto, mescolare bene il tutto, aggiungendo il pecorino fuori dal fuoco e servire con le scorze di limone e basilico.

Tempo di preparazione: 25 minuti

Il consiglio dello chef: mantecare sempre i formaggi fuori dal fuoco per evitare che le proteine del latte si coagulino ad elevate temperature.

Il parere del nutrizionista
I carciofi sono ricchi di fibra (inulina) e di alcuni minerali quali sodio, potassio, fosforo, calcio e magnesio. Inoltre contengono la cinarina, una sostanza derivata dall’acido caffeico che è in grado di favorire la digestione stimolando la produzione di bile da parte del fegato (azione coloretica) e favorendo il suo deflusso nell’intestino (azione colagoga). La cinarina ha anche proprietà ipocolesterolemizzanti (abbassa i livelli di colesterolo nocivo). La cinarina viene in parte persa con la bollitura del carciofo.
I capperi contengono la maggior quantità in rapporto al peso di quercetina, un antiossidante naturale.
Alimenti particolarmente ricchi di quercetina sono: uva rossa e vino rosso, cipolla rossa, tè verde, mirtilli, mele, propoli, sedano.
Va ricordato che la fibra svolge nell’organismo una triplice funzione: consente di raggiungere più rapidamente la sensazione di sazietà, regola le funzioni intestinali e modula l’assorbimento dei nutrienti e i processi metabolici. La fibra insolubile aumenta la massa fecale e diminuisce il tempo di transito delle feci al livello intestinale; la fibra solubile ritarda lo svuotamento gastrico, rallenta l’assorbimento di glucosio e di colesterolo, contribuendo a diminuire i livelli ematici di colesterolo cattivo.

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