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Tumori renali & dintorni
Minnie Luongo, N. 12 dicembre 2011
Per il nuovo anno l’Associazione Urologi Italiani ci regala le nuove, definitive, linee guida sui tumori renali, come anticipato ad ottobre a Sorrento (Na) durante il XVIII Congresso Nazionale dell’AURO. Reperibili sul sito www.auro.it, hanno richiesto, per la loro stesura, un anno e mezzo di lavoro. Per saperne di più ne parliamo con il dottor Giuseppe Simone, urologo al Regina Elena di Roma, e ne approfittiamo per allargare il discorso sui temi attinenti al carcinoma renale.
L’importanza delle nuove linee guida
Redigere linee guida, in qualsiasi ambito, richiede sempre e comunque un lavoro complesso oltre che costoso. Questa la premessa necessaria per apprezzare il risultato finale, la sintesi e la chiarezza di indicazioni così delicate. A questo proposito precisa il dottor Giuseppe Simone: “ Fin dalla sua nascita, AURO ha prodotto con frequenza pressoché annuale ben 13 linee guida, divenute pietre miliari per l’urologia italiana, tutte realizzate con rigorosa metodologia scientifica, allo scopo di fornire al medico suggerimenti o raccomandazioni di comportamento clinico adeguati nelle diverse situazioni di diagnosi/terapia/follow-up che egli si trova ad affrontare. Ora la nostra Associazione presenta una linea guida sui tumori parenchimali renali, in considerazione dell’esplosione di nuove conoscenze, metodologie, tecniche chirurgiche, terapie che hanno rivoluzionato l’approccio al tumore del parenchima renale nell’adulto, fino a qualche tempo fa soggetto di sola pertinenza chirurgica altamente demolitiva. Infatti, se fino a poco tempo fa la chirurgia pareva l’unica via per risolvere il problema, attualmente abbiamo a disposizione almeno sette farmaci a bersaglio molecolare, da usare in sequenza. Tutte queste novità si sono sviluppate in singoli “rivoli” nel corso degli anni, rimanendo per molti versi appannaggio di singoli gruppi di cultori dei singoli argomenti. Pertanto, si è reso necessario affrontare in modo organico una materia che oggigiorno è multidisciplinare, come del resto la maggior parte delle materie oncologiche, e il modo migliore ci è sembrato quello di affrontarlo con una linea guida”.
La metodica
Ma perché ricorrere ad una linea guida e non ad un libro di testo o, perché no, a un vero e proprio trattato? Come ci spiega il dottor Giario Conti, primario Divisione di Urologia all’Ospedale Sant’Anna di Como e presidente di AURO: “Perché una linea guida permette di evincere dalla letteratura ciò che scientificamente è provato, scartando le opinioni personali o i report episodici e, tra queste evidenze scientifiche distinguere le evidenze forti (supportate dal rigore metodologico) da quelle deboli. Inoltre, in una materia così sfaccettata e complessa come il tumore del parenchima renale nell’adulto, ci è sembrato fondamentale usare il metodo “GRADE”, che in Europa e nel mondo intero ha sostituito il precedente sistema di valutazione basato sulle regole delle “Evidence Based Guidelines” dell’Università di York. Il sistema Grade permette di coniugare meglio la rigorosità metodologica con cui si evincono le evidenze con la flessibilità di giudizio critico e di rilevanza clinica: una metodologia che ha permesso, dunque, di affrontare un argomento di difficile inquadramento e ancora troppo episodicamente trattato”.
La commissione che ha affrontato il lavoro di costruzione della linea guida è multidisciplinare, e comprende: urologi, radioterapisti, oncologi medici, radiologi, medici di medicina generale e patologi, che hanno intrapreso il rigoroso percorso metodologico, conclusosi con la preparazione di un testo descrittivo e con una serie di sintesi (delle evidenze e di raccomandazione).
L’evidenza scientifica
Aggiunge Simone: “Nella scelta della composizione della commissione sono stati seguiti i principi che hanno regolato le precedenti Auroline e quelli enunciati dal Programma Nazionale per le Linee Guida – PNLG: un gruppo composto da membri che rappresentano tutte le figure professionali coinvolte nella gestione della patologia in oggetto e che includono anche un esperto degli aspetti organizzativo-gestionali, capace di comprendere le implicazioni organizzative delle raccomandazioni, e un esperto nella valutazione della qualità metodologica dei lavori recensiti. Questa Linea Guida è basata sull’evidenza scientifica (Evidence Based Clinical Guideline - EBCG). Essa è quindi fondata sui dettami del Centre for Reviews and Dissemination dell’Università di York per quanto riguarda le modalità di ricerca bibliografica, sul sistema GRADE per quanto riguarda la forza delle evidenze e il grado di raccomandazione e della Conference on Guidelines Standardization per quanto concerne il report. Sono stati seguiti, inoltre, i tradizionali passaggi per la produzione delle precedenti Auroline, linee guida AURO.it, derivati dalle indicazioni della FISM, che vedevano nell’organizzazione di una Consensus Conference un momento qualificante del processo metodologico, che puntualmente è stata realizzata”.
In sintesi, perciò, si può concludere che le nuove linee guida sui tumori del parenchima renale nell’adulto rispondano alla necessità degli urologi italiani di avere un punto di riferimento che da un lato li rappresenti, e dall’altro offra loro strumenti formativi e informativi costantemente aggiornati e allineati al più alto livello scientifico internazionale: un’arma indispensabile nella quotidiana battaglia contro la malattia.
Incidenza dei tumori renali
I tumori del rene sono al 15° posto tra i tumori più frequenti negli uomini e al 17° posto nelle donne. L’incidenza dei tumori del rene varia sostanzialmente nel mondo con tassi di incidenza elevati in Europa ed in nord-America, e bassi in Asia e in sud-America. L’analisi dei trend di mortalità in Europa nell’ultimo ventennio ha mostrato tra gli uomini una diminuzione del tasso standardizzato, espressiva nei Paesi del nord Europa. Tutti gli altri Paesi hanno mostrato un aumento significativo della mortalità con gli incrementi più elevati nei Paesi dell’Est e del sud Europa. Allo stesso modo, i trend di mortalità nelle donne hanno rilevato una diminuzione significativa di mortalità nel Nord Europa (-1,4% in Danimarca e -1,05% in Svezia); viceversa, incrementi di mortalità seppur deboli erano osservati nei Paesi dell’Est e nel sud Europa.
In Italia, nel periodo 2003-2005, i tumori del rene hanno rappresentato il 3,8% dell’incidenza di tutti i tumori nella popolazione maschile e il 2,5% nella popolazione femminile. In termini di mortalità, hanno rappresentato- rispettivamente- il 2,8% e il 1,9% di tutti i decessi per tumore tra gli uomini e le donne. I tassi di incidenza stimati nell’area coperta dai “Registri tumori” sono stati di 26,4 casi per 100.000 uomini e 13,4 casi per 100.000 donne. Inoltre: i tassi d’incidenza e mortalità sono abbastanza omogenei nelle aree del nord e del centro Italia, mostrando invece tassi più bassi nell’Italia meridionale e insulare.
Fattori di rischio
- FUMO. Proprio dal 18° Congresso Nazionale AURO gli specialisti hanno lanciato un allarme: il fumo è prima causa del cancro non solo alla vescica, ma anche ai reni. Di più: il fumo di sigaretta è responsabile di circa il 50% dei carcinomi del rene negli uomini e di circa il 20% nelle donne.
I lavori più recenti della letteratura scientifica hanno evidenziato come i fumatori hanno un rischio tra 1,2 e 2,0 di avere un carcinoma renale, in confronto ai non fumatori. L’effetto positivo della cessazione dell’abitudine al fumo è stato rilevato più tra gli uomini che tra le donne. La riduzione del rischio di carcinoma renale è significativamente più elevata nei maschi che hanno smesso di fumare da più di 10 anni, rispetto a quelli che hanno smesso da ≤10 anni.
- OBESITA’. I lavori più recenti della letteratura scientifica hanno evidenziato un aumento di rischio relativo all’aumento dell’indice di massa corporea con un rischio, nelle persone obese, fino a 3 volte maggiore rispetto alle persone normo-peso. E’ stato stimato che soprappeso/obesità sia responsabile di circa il 10% dei carcinomi del rene negli uomini e di circa il 17% nelle donne. Mentre è stata riscontrata una diminuzione del 20%-35% del rischio in soggetti con un’attività fisica moderata-forte rispetto ad un’attività fisica nulla-lieve (anzi, l’attività fisica sembra possa prevenire circa 15%-20% di tali tumori).
- L’aumento di rischio di carcinoma renale, infine, è più alto in persone con ipertensione, soprattutto se sono anche obese, e in pazienti che hanno una storia di carcinoma renale in un familiare di primo grado.
AURO.IT
E’ un’associazione non profit fondata nel 1993 a Genova da 10 specialisti urologi, per migliorare la cura di persone con malattie urologiche, attraverso la ricerca costante nel campo dell'urologia, e difendere gli interessi morali, culturali e normativi della professione urologica. In particolare, si vuole valorizzare l'attività scientifica dei propri soci e della specialità urologica nei confronti delle istituzioni e di terzi, assistendo i rapporti con le altre Associazioni scientifiche e gli organi professionali.
Una delle caratteristiche peculiari che hanno, fin dall'inizio, contraddistinto AURO.it è la promozione di attività che supportino il lavoro quotidiano dell'urologo: fornire strumenti capaci di fornire un buon livello di pratica clinica in sicurezza professionale. AURO.it ha agito anticipatamente, offrendo ai propri soci opportunità di formazione, informazione e supporto, prima che ne venisse decretata l’obbligatorietà. Alcuni esempi: scuola di formazione alla dirigenza presso la SDA dell'Università Bocconi di Milano; corsi e incontri formativi sul significato, uso e gestione delle classificazioni che portano alla formazione dei DRG (Diagnosis-related group); corsi e protocolli sull'integrazione specialista-medico di medicina generale per il miglioramento dell'inquadramento diagnostico delle malattie urologiche; certificazione dell'Associazione.
Ma ciò che più ha contraddistinto AURO.it fino ad oggi è stata l’ideazione nel 1996 di un progetto complesso: quello delle Linee Guida basato sulla qualità della ricerca e sul rigore della metodologia.
Indirizzi utili
Istituto Nazionale Tumori Regina Elena Irccs
Via Elio Chianesi, 53 - 00144 Roma
Prenotazioni/informazioni: 06 52662727 - 800 986868
Centralino: 06 52661
www.ifo.it
Urologia - Dott. Giuseppe Simone
Tel. 06 52662727
Azienda Ospedaliero-universitaria Careggi
Largo Brambilla, 3 - 50135 Firenze
Prenotazioni/informazioni: 055 794 8227 - 7000 - 7605
Centralino: 055 794111
www.aou-careggi.toscana.it
Urologia - Prof. Marco Carini
Prof. Giulio Nicita
Tel. 055 7947978
Istituto Scientifico Universitario San Raffaele
Via Olgettina, 60 - 20132 Milano
Dott. Roberts Mazzuconi
Prenotazioni/informazioni: 02 2643.2643 - 2020 - 3838
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www.sanraffaele.org
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