Esegui una ricerca

Informativa privacy

L'alimentazione come prevenzione delle malattie tumorali

Lara Bettinzoli, N. 1/2 gennaio/febbraio 2012

Durante un recente convegno tenutosi a Bari il Professor Pietro A. Migliaccio, Medico Nutrizionista e Presidente della Società Italiana di Scienza dell’Alimentazione, ha spiegato il ruolo dell’alimentazione nello sviluppo di patologie neoplastiche.
“Alcuni studi – spiega il Prof. Pietro A. Migliaccio - dimostrano che il 30% dei tumori è dovuto al fumo di sigaretta, il 35% all’alimentazione, il 35% all’inquinamento atmosferico, ad agenti tossici, alle radiazioni, etc. Inoltre risulta che il 4% dei tumori è dovuto all’obesità e il 10% all’obesità associata al fumo. Tra i fattori predisponesti l’insorgenza dei tumori ricordiamo le citochine infiammatorie, i fattori di crescita cellulare, l’aumento dell’angiogenesi, i radicali liberi, il sovrappeso e lo stile di vita”.

Professor Migliaccio, esiste un rapporto tra alimentazione e sviluppo dei tumori?
Tra i primi, se non i primi ad effettuare degli studi sui rapporti tra alimentazione e cancro sono stati Richard Doll e Richard Peto nel 1981. Secondo i loro studi il 30% dei tumori è dovuto al fumo di sigaretta, il 35% all’alimentazione, il 35% all’inquinamento atmosferico, ad agenti tossici, alle radiazioni, etc. Da questi studi risulterebbe anche che il 4% dei tumori è dovuto all’obesità e il 10% all’obesità associata al fumo.
Che siano reali o approssimativi è certo il rapporto tra l’alimentazione e i tumori. In questo contesto ci sono dei fattori sicuramente modificabili quali la dieta, l’obesità e il sovrappeso, il consumo di alcool, il fumo, la mancanza di attività fisica. Ci sono poi altri fattori come l’infiammazione cronica, l’aumentata angiogenesi, la diminuzione dell’apoptosi.

Che ruolo hanno i fitoestrogeni?
Sono sostanze presenti negli alimenti ad azione antiossidante ed estrogenica. Nelle popolazioni la cui alimentazione è ricca di fitoestrogeni (soia e derivati) si è osservato un rischio cardiovascolare osteoporotico e neoplastico ridotto.

Quali sono le sostanze contenute negli alimenti che potrebbero essere cancerogene?
Altre sostanze che si trovano negli alimenti e che possono essere cancerogene sono gli additivi. Molti di questi sono stati posti sotto processo in quanto alcuni hanno provocato tumori negli animali da esperimento. Le categorie principali degli additivi sono:

  • I conservanti, sostanze che ritardano il deterioramento dei prodotti alimentari e tra questi ricordiamo i nitriti e i nitrati. Tali sostanze si trasformano in acido nitroso che, legandosi alle ammine, formano le nitrosammine, dimostratesi cancerogene.
  • Gli antiossidanti, sostanze naturali o artificiali che impediscono le alterazioni degli alimenti e i più usati sono il butildrossianisolo e il butilidrossitoluene.
  • I coloranti, usati nell’industria alimentare per rendere più allettanti i cibi; sospetti cancerogeni si sono dimostrati il rosso amaranto, l’eritrosina, che in cavie da laboratorio ha evidenziato un possibile aumento delle neoplasie della tiroide, il rosso 2G, il cui uso è stato sospeso nel 2007 dall’EFSA (autorità europea per la sicurezza alimentare), il blu patent V, bandito dall’Australia e negli Stati Uniti.
  • Gli addensanti, sostanze che aumentano la viscosità degli alimenti; si segnala la carragenina che può dare gonfiore intestinale e favorire la formazione di ulcere intestinali con possibile evoluzione in cancro.
  • Gli edulcoranti, conferiscono un sapore dolce agli alimenti; tra quelli che sembrano potenzialmente cancerogeni, sia pure in relazione alla quantità introdotta, segnaliamo l’aspartame, il ciclamato, la saccarina.

Quali altri potenziali agenti cancerogeni?
Altri potenziali agenti cancerogeni sono i metalli pesanti, e tra quelli a maggior rischio l’arsenico, il piombo e il cadmio; i pesticidi, tra i quali ricordiamo il captano, il lordano, il DDT, il Dieldrin, il toxafene (da non confondere con il tamoxifene).
Tra gli ormoni, il dietilstilbestrolo, l’estradiolo 17 beta, la somatotropina bovina.
Non dimentichiamo l’acrilammide, il benzopirene, le aflatossine.
Come si vede, una serie di sostanze presenti negli alimenti o ad essi aggiunti possono favorire l’insorgere del cancro. Come possiamo orientarci in questo universo di alimenti e sostanze presenti nell’ambiente, tra alimenti che favoriscono l’obesità e farmaci che inducono al sovrappeso e all’obesità? E’ importante mantenere il peso ideale, che è quello dove è minore il rischio di qualsiasi malattia metabolico-degenerativa. Il nostro è un richiamo ai concetti della dieta mediterranea che prevede un largo consumo di alimenti di origine vegetale (pane, pasta, legumi, verdura e frutta fresca), un modico utilizzo di alimenti di origine animale (preferendo carni bianche e privilegiando il consumo di pesce) e di derivati del latte, un limitato consumo di alcolici (solo vino e birra), l’utilizzo di piatti unici  ed olio extravergine di oliva come unico condimento. Ricordiamoci di variare sempre gli alimenti, perché spesso è la somma delle sostanze cancerogene che è nociva più che i piccolissimi apporti delle varie sostanze potenzialmente cancerogene.

Fattori predisponesti l’insorgenza di tumori

  • Citochine infiammatorie, che sono una classe eterogenea di proteine prodotte da diversi tipi di cellule, solitamente in risposta ad uno stimolo.
  • Fattori di crescita cellulari, quindi l’IGF-1 cioè insulin like growth factor-1.
  • Aumento dell’angiogenesi, ovvero l’aumento della formazione di nuovi vasi mediata dai fattori di crescita vascolare (VEGF, vascular endothelial growth factor). Il processo può anche essere stimolato da un eccesso di insulina provocato da un aumento di glicemia in relazione all’eccesso di carboidrati e nel caso del diabete di tipo 2. Il livello di VEGF è collegato alla glicemia basale e all’emoglobina glicata. L’iperinsulinemia favorisce anche la sintesi di altri fattori di crescita cellulare come l’IGF-1. Aumenterebbe così il rischio di insorgenza di tumori all’ intestino, pancreas, seno, endometrio.
  • Radicali liberi, che si formano nelle cellule nei processi di ossidazione per produrre energia. Un radicale libero è costituito da un atomo o da una molecola con atomi particolarmente reattivi in quanto manca un elettrone in una delle orbite esterne; pertanto tendono a tornare in equilibrio prendendo l’elettrone mancante da qualsiasi molecola con la quale vengono a contatto. Quest’ultima diventa instabile e si crea così una reazione a catena che tuttavia può essere limitata o arrestata dalla presenza di antiossidanti. Il processo ora descritto danneggia le membrane cellulari e le altre strutture della cellula. L’acido arachidonico, un omega 6 che viene prodotto dal nostro organismo, favorisce i processi infiammatori e la formazione dei radicali liberi; il 90% proviene dalla nostra alimentazione. Il suo introito dovrebbe essere di 1 g al giorno.
  • Alimentazione: cereali integrali, frutta, legumi, pesce, olio extravergine d’oliva, aumentano la produzione cellulare di poliammine, ma sia ben chiaro, non sono cancerogene; sono molecole indispensabili per la crescita e il normale sviluppo cellulare. In presenza di un tumore, al di là della produzione endogena di poliammine, è necessario ridurre le principali fonti alimentare di queste molecole, ovvero salumi, formaggi stagionati, le carni, i molluschi ed i frutti di mare.
  • Altro pericolo, legato all’alimentazione è il sovrappeso. Questo è legato ad un aumento del rischio per molti tipi di tumore, quali quello al seno, al colon all’esofago, all’utero e alle ovaie, ai reni, al pancreas, alla tiroide, alla prostata, linfoma di Hodgkin, il mieloma multiplo, il tumore alla cistifellea. Con la sindrome metabolica, vi è un aumento dei trigliceridi, un aumento dell’insulina e quindi un aumento del rischio in quanto viene favorita la sintesi di fattori di crescita cellulare quali l’IGF-1 e il VEGF.
  • Certo quello che conta è lo stile di vita, e per evitare l’insorgere dei tumori è necessario seguire una dieta sana ed equilibrata, mantenere o raggiungere il peso forma, ridurre il consumo di bevande alcoliche, preferendo quelle a bassa gradazione, aumentare il dispendio energetico, ridurre il consumo dei grassi saturi e quelli trans.

Le cause più frequenti in relazione ai vari tipi di tumore

  1. Tumore del colon
    Fattori di rischio:
    • dieta scorretta, troppe carni rosse e insaccati. Metodi di cottura: fritture, alla brace, alla griglia, allo spiedo, etc. (residui chimici);
    • abuso di alcool;
    • obesità e sovrappeso;
    • fumo;
    • diabete e scarso movimento.
    • minor rischio: molta frutta e verdura;
  2. Tumore dello stomaco
    Fattori di rischio:
    • aumenta il rischio la presenza dell’ Helicobacter. pilori;
    • nitriti;
    • nitrati;
    • obesità e sovrappeso
    • minor rischio: 5 porzioni di frutta e verdura, ridurre il consumo di insaccati, mantenere il peso forma;
    • il the verde sembra avere un’azione protettiva per il carcinoma del cardias
  3. Tumore al seno
    E’ il primo tumore femminile per numero di casi, rappresenta il 27% dei tumori femminili. Il tasso di mortalità è del 18%, la percentuale di guarigione è del 70-80%. Sembra anche  che ci sia una relazione diretta con il consumo di grassi polinsaturi, ed un rapporto inverso con i monoinsaturi.
    Fattori di rischio:
    • obesità, alimentazione scorretta, scarsa attività fisica;
    • età;
    • predisposizione genetica ed ereditarietà;
    • precocità del menarca e menopausa in età avanzata;
    • mancata gravidanza o gravidanza tardiva;
    • ridotto o mancato allattamento al seno;
    • aumento degli estrogeni.
  4. Tumore al pancreas
    Fattori di rischio:
    • dieta ricca di grassi, obesità e mancanza di attività fisica, diabete, problemi di stomaco, consumo di caffè;
    • fumo di sigaretta;
    • consumo di alcool.
  5. Tumore alla laringe e alla faringe
    Fattori di rischio:
    • cibi troppo caldi, reflusso gastroesofageo;
    • fumo e abuso di alcool;
    • flogosi cronica.
  6. Tumore all’esofago
    Fattori di rischio:
    • cibi troppo caldi, dieta povera di frutta e verdura;
    • sovrappeso e obesità, alcool, fumo, reflusso gastroesofageo.
  7. Tumore alla prostata
    Fattori di rischio:
    • eccesso di carni rosse e latticini, eccesso di cibi fritti o troppo piccanti, insaccati
    • obesità e scarsa attività fisica:
    • Minor rischio: si consiglia il consumo di 5 porzioni tra frutta e verdura al giorno e di mantenere o raggiungere il peso forma.

I fitoestrogeni
I fitoestrogeni sono sostanze naturali non steroidee contenute nelle piante, hanno azioni e strutture simili a quella degli ormoni femminili, seppure con una potenza 1000-10000 volte minore. Se introdotti in quantità adeguate, anche questi deboli estrogeni possono esercitare un interessante effetto biologico - protettivo sul nostro corpo. Molto importanti per la nostra salute sono alcuni olii di cui la soia è particolarmente ricca, come i grassi poliinsaturi (l'acido oleico e l'acido linoleico che svolgono un’importante azione antiaterogena, ipocolesterolemizzante e antiossidante). La constatazione che fra i cinesi e giapponesi si riscontrano anche una minore incidenza di malattie come l'osteoporosi e l'aterosclerosi, ha stimolato la ricerca scientifica nel cercare di individuare attraverso quale meccanismo d'azione i derivati della soia possano agire in tal senso. Dal punto di vista scientifico si ritiene che tali azioni siano mediate proprio dai fitoestrogeni, in particolare la genisteina e la daidzeina, che hanno una conformazione chimica simile a quella dell'estradiolo. Si ritiene che queste sostanze agiscano attraverso un effetto di modulazione selettiva sui recettori estrogenaci (RE).

Sostanze ricche in fitoestrogeni
Sono molte le piante: alfa-alfa, ruta, scutellaria, trifoglio rosso, menta piperita, sassofrasso, palma nana, millefoglie, gingko, cimicifuga racemosa. Ma anche tanti vegetali e frutta: soia, rabarbaro verde, dulcamara, salvia, carota, patata dolce, liquirizia, semi di lino, semi di segale, aneto, ginseng, the, caffè, orzo, avena, cumino nero, tubero, dragoncello, finocchio, pomodoro, grano saraceno, riso, sesamo, cavolini di Bruxelles, mela, ciliegia, mirtillo, mora, lampone, aglio, piselli, cipolla, semi di girasole, uva, cocco, limone, arancio.

Alimenti funzionali: probiotici e preiotici
Le moderne tecnologie hanno permesso di realizzare nuovi prodotti alimentari il cui ruolo si differenzia e si integra con quello strettamente nutrizionale dei cibi appartenenti ai cinque gruppi di alimenti (tabella A). Ultimamente hanno assunto una grande rilevanza nel campo medico e nutrizionale gli alimenti funzionali e tra questi i  principali sono i probiotici e i prebiotici.
I probiotici sono microrganismi viventi quali “lactobacilli” e “bifidobatteri” che hanno la capacità di modulare l’equilibrio della flora batterica intestinale e di potenziare le difese immunitarie.
I prebiotici sono carboidrati non digeribili come l’inulina, alcuni oligosaccaridi, il lattulosio ed altri composti che sono in grado di stimolare selettivamente la proliferazione  o  l’attivazione di specifici batteri del colon e di modulare la lipogenesi epatica (sintesi dei grassi a livello del fegato).
L’azione esercitata dai probiotici e prebiotici consente di avere degli effetti benefici sulla salute dell’uomo; quelli sinora accertati sono il miglioramento dell’alvo intestinale, la maggiore tolleranza al lattosio, il miglioramento dei sintomi legati al colon irritabile e l’aumento della sintesi e dell’assorbimento delle vitamine del gruppo B. Sono pertanto indicati in caso di stipsi, sindrome del colon irritabile, alvo diarroico e/o gonfiori addominali dovuti a ridotta intolleranza al lattosio, sindromi da carenza di vitamina B.
Vi sono poi alcuni effetti che i probiotici e prebiotici potrebbero avere sull’organismo umano che, tuttavia, non sono stati ancora accertati. Tra questi menzioniamo la riduzione del rischio per tumori intestinali, la diminuzione del colesterolo ematico, il miglioramento dei sintomi legati a malattie infiammatorie intestinali, (Morbo di Chron e colite ulcerosa) e il rafforzamento delle barriere immunitarie locali.
Altri alimenti di particolare interesse medico-nutrizionale sono quelli arricchiti con i fitosteroli. Si tratta di composti di natura vegetale in grado di ridurre i valori della colesterolemia. E’ stato provato che 2 grammi di fitosteroli al giorno consentono di ridurre la colesterolemia totale del 10-15% e pertanto sono indicati per il trattamento delle dislipidemie, eventualmente anche come coadiuvanti della terapia farmacologia.

I cinque gruppi e gli alimenti che li costituiscono

GRUPPO 1
Comprende tutti i tipi di carne, frattaglie, insaccati; tutti i tipi di pesce, molluschi e crostacei; uova; legumi secchi (fagioli, ceci, piselli, fave, lenticchie, soia etc.). Fornisce soprattutto proteine di alta qualità, alcune vitamine del gruppo B, ferro.

GRUPPO 2
Comprende ogni tipo di latte, ogni genere di formaggio, yogurt, derivati del latte di qualsiasi tipo compresi i formaggi light. Fornisce soprattutto proteine di alta qualità, alcune vitamine del gruppo B e calcio.

GRUPPO 3
Comprende ogni tipo di pane e di pasta, farina, semolino, riso, gnocchi, cereali in genere, biscotti, crackers, grissini, patate, mais, polenta etc. Fornisce soprattutto carboidrati, proteine di media qualità, alcune vitamine del gruppo B.

GRUPPO 4
Comprende ogni tipo di grassi da condimento, ogni tipo di olio, lardo, strutto, pancetta, burro, panna, margarina, maionese.
Fornisce soprattutto lipidi e acido linoleico.

GRUPPO 5
Comprende legumi freschi (ceci, fagioli, fagiolini, fave, piselli, etc.); frutta e ortaggi colorati in giallo-arancione o verde scuro: carote, peperoni, spinaci, bieta, broccoli, albicocche, meloni, caki, etc.; ortaggi a gemma e frutta acidula: cavolfiore, lattuga, radicchio, arance, limoni, mandarini, pompelmi, fragole, etc. Fornisce pro-vitamina A (carotene), vitamina C, sali minerali, fibra e proteine di buon valore biologico per quanto riguarda i legumi freschi.

Prevenire con l’alimentazione: Linee guida dietetiche
Il National Cancer Institute - NCI - e l'American Cancer Society - ACS - hanno stabilito alcune linee guida dietetiche prudenziali per la selezione dei cibi:

  • Raggiungere e mantenere un peso corporeo normale. Un'eccessiva introduzione calorica e l'obesità sono state poste in relazione con un'aumentata mortalità per alcune neoplasie, tra le quali il tumore della mammella, dell'utero, del colon, della colecisti e della prostata. La prevalenza di questi tumori aumenta con il grado di obesità.
  • Variare la dieta. Una dieta varia, con quantità moderate, offre la miglior speranza per abbassare il rischio di cancro.
  • Includere frutta e verdure varie nella dieta giornaliera. Il consumo di verdura e frutta è associato a un minor rischio di cancro del polmone, della prostata, della vescica, dell'esofago e dello stomaco. Questi cibi contengono vitamine, minerali, fibre e componenti non nutritivi che da soli o insieme possono essere responsabili della riduzione del rischio di cancro.
  • Mangiare più alimenti ricchi in fibre come cereali integrali, farina integrale, legumi, vegetali e frutta. L'incidenza del cancro del colon è bassa in popolazioni che utilizzano diete ricche di fibre. Si ipotizza che potrebbero esercitare i loro effetti diluendo la concentrazione dei carcinogeni nel colon e migliorando la composizione della flora batterica intestinale.
  • Riduzione totale dell'assunzione di grassi. Tra tutti i fattori dietetici con possibili effetti sulla malattia neoplastica i grassi sono stati i più studiati. Sostanziali evidenze hanno suggerito che un'eccessiva introduzione di grassi aumenta il rischio di sviluppo di cancro della mammella, del colon e della prostata
  • Limitare l'assunzione di bevande alcoliche. I forti bevitori hanno un elevato rischio di sviluppare diversi tumori del cavo orale, della laringe e dell'esofago. Questi rischi sono inoltre aumentati nei fumatori.
  • Consumare con moderazione cibi conservati sotto sale, affumicati e con nitriti come conservanti. Le indagini relative al fatto che i cibi conservati sotto sale, o con nitriti, possano aumentare il rischio di cancro dell'esofago e dello stomaco in quei paesi dove vi è un alto consumo di questi cibi nella dieta sono però ancora limitate e parziali.

Consigli bibliografici

“MANUALE DI NUTRIZIONE UMANA TRA PRESENTE E FUTURO” a cura di Prof. Pietro Antonio Migliaccio  - XII Edizione - Studio Migliaccio– Fefè Editore, 2010
In questo manuale di nutrizione umana troverete tabelle semplici con le calorie di tutti gli alimenti e di tantissimi prodotti dell'industria suddivisi nei cinque gruppi, secondo i principi della dieta mediterranea.
Altri paragrafi riportano i consigli per la gravidanza, l'allattamento, l'accrescimento e per molte patologie che si giovano di una dieta equilibrata. Chi vuole avvicinarsi all'esotico potrà conoscere pregi e caratteristiche della cucina Cinese, Giapponese, Messicana e non solo.
Tutto ciò è esposto in modo chiaro e comprensibile. Viene inoltre presentato un regime alimentare che si può seguire facilmente e può adattarsi a ciascuno ottenendo ottimi risultati come fino ad oggi i fatti hanno dimostrato.
Insomma un libro tutto da leggere, ma anche da consultare secondo i particolari interessi del lettore in quanto è suddiviso in paragrafi tematici facilmente individuabili.

“L'ALIMENTAZIONE E IL BAMBINO CON PATOLOGIA ONCOLOGICA”  a cura di Prof. Pietro Antonio Migliaccio - RAI ERI 2007
Nutrizionisti, oncologi e pediatri, tra i migliori d'Italia, insieme al Segretariato Sociale della Rai, per concertare l'alimentazione del bambino con patologia oncologica lungo tutto il decorso della sua malattia. Un confronto che ha coinvolto anche altre problematiche come la riabilitazione, la nutrigenomica, l'etica. Sono riportati i decaloghi, sintetici e chiari per quanto possibile, tutte le relazioni di riferimento, l'elenco delle associazioni e i centri ai quali ci si può rivolgere. A completamento del libro è riportata un'ampia bibliografia.

“DIMAGRIRE CON FANTASIA” a cura di Dott.ssa Maria Teresa Strumendo Migliaccio, Fefè Editore, 2010
In questo manuale di alto profilo medico, nutrizionale, troverete ricette gustose ipocaloriche adatte anche a soggetti che presentano patologie collegate all’alimentazione.

Link di approfondimento

(S.I.S.A.) Società Italiana di Scienza dell’Alimentazione
www.sisalimentazione.it
La S.I.S.A. non ha scopo di lucro e le proprie finalità sono: favorire gli incontri e gli scambi fra cultori di scienza dell’alimentazione e della nutrizione. Realizzare e diffondere documenti e pubblicazioni rilevanti nel campo di attività della Società. Mantenere stretto legame fra ricerca scientifica e industria agroalimentare. Coordinare attività di ricerca e di studio aventi per scopo la conoscenza degli alimenti nell’alimentazione, nutrizione e tecnologia. Partecipare ad iniziative e programmi di educazione alimentare..

ADI - Associazione italiana di dietetica e nutrizione clinica
www.adiitalia.com
L'ADI è una società scientifica senza fini di lucro che raggruppa i soci esperti della nutrizione (medici e dietisti) che operano nelle strutture sanitarie ospedaliere e territoriali e ha lo scopo di promuovere e sostenere tutte le iniziative scientifiche, culturali e didattiche che possono interessare, sotto ogni aspetto, la Scienza della Alimentazione.

AIDAP - Associazione Italiana Disturbi dell'Alimentazione e del Peso
www.positivepress.net/positive/aida.nsf 
AIDAP è un'associazione indipendente ed autonoma, senza fini di lucro. Ha lo scopo di diffondere una conoscenza scientifica dei disturbi dell'alimentazione e del peso.

Dieta e salute
www.tumori.net/dieta_e_salute/chisiamo.php
Il sito prende vita all’interno di un progetto chiamato "La Comunità dei Promotori" (CdP), un collettivo organizzato di ricercatori, studiosi e cittadini che nel campo della prevenzione alimentare e della sedentarietà si propone di attivare la diffusione di informazione su base scientifica; appoggiare le azioni di sanità pubblica connettendole con il mondo della ricerca; favorire la formazione di una cultura per la prevenzione.
Nella sezione "Informazione" sono disponibili informazioni scientifiche sulle malattie croniche e le relative condizioni di rischio.

Epicentro.iss / alimentazione e salute
www.epicentro.iss.it/temi/alimentazione/alimentazione.asp
Sezione del sito Epicentro, sito messo a punto dal Centro nazionale di epidemiologia, sorveglianza e promozione della salute dell’Istituto superiore di sanità, nell'ambito del progetto per un osservatorio epidemiologico nazionale. Nella sezione "Alimentazione e Salute" sono disponibili informazioni su sicurezza alimentare e nutrizione. 

INRAN - Istituto Nazionale di Ricerca per gli alimenti e la Nutrizione
www.inran.it 
L'Inran è un ente pubblico di ricerca sottoposto alla vigilanza del Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali. L’Istituto coniuga l’attività di ricerca nel campo degli alimenti e della nutrizione con l’attività di informazione ed educazione del consumatore.
Nel sito sono disponibili le Linee Guida Inran per una sana alimentazione, i "consigli per la spesa", e una sezione "Per il Cittadino" che riportano informazioni educative allo scopo di creare una cultura alimentare che aiuti ad incidere realmente sui comportamenti più a rischio.

Unione Vegetariana Internazionale
www.ivu.org/italian
Il sito presenta vari aspetti del vegetarismo, dai vegetariani famosi alle ricette, dall'etica alle varie associazioni internazionali.

Dica33
www.dica33.it/servizi/salute/alimenti/linee.asp
Federazione Italiana Associazioni di Volontariato in Oncologia F.A.V.O.

www.favo.it
Governo Italiano

Presidenza del Consiglio dei Ministri è possibile scaricare le linee guida per una sana alimentazione consultando la pagina :
http://www.governo.it/GovernoInforma/Dossier/Alimentazione_linee/LG2003ridotta.pdf

Istituto Nazionale della Nutrizione
http://inn.ingrm.it

Società Italiana di Nutrizione Parenterale ed Enterale
www.sinpe.it

Prof. Pietro Migliaccio
www.migliaccionutrizione.it
Il sito è utile per tutti coloro che desiderano avere informazioni sul mondo della nutrizione. Si trovano consigli alimentari, articoli ed interventi televisivi su tematiche nutrizionali, suggerimenti letterari ed una sezione dedicata ai più piccoli.

Torna ai risultati della ricerca