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Cancro & giovani: un tabù!

Minnie Luongo, N. 3 marzo 2012

Da giovani non è raro credere di essere immortali. Mentre quasi sempre, il pensiero delle malattie sembra dover riguardare solo gli "anziani". Figuriamoci poi il cancro… Ecco perché merita particolare attenzione il progetto denominato "Non fare autogol", condotto su 3.000 studenti italiani: davvero interessanti i risultati, presentati a Bologna lo scorso novembre dai medici dell’AIOM (Associazione Italiana di Oncologia medica), che intelligentemente hanno conquistato l’attenzione dei ragazzi con l’aiuto di alcuni loro idoli, appartenenti al mondo del calcio.

Per i giovani il cancro è un tabù
7 su 10 ragazzi non hanno alcuna informazione sull’argomento "tumori", anche se il solo termine fa loro paura. Ben la metà della popolazione giovanile, inoltre, ritiene che il cancro sia sempre incurabile, ma un ragazzo su tre, solo per fare un esempio, sottovaluta i rischi del fumo. Nonostante il cancro si prevenga da giovani, nessuno spiega ai ragazzi come fare: il 71% non ha mai ricevuto informazioni in proposito, solo il 17% ne ha parlato in famiglia, appena il 12% a scuola. Le conseguenze sono una forte ignoranza sui fattori di rischio, da fumo e alcol (un terzo non crede abbiano legami con i tumori) fino alla sedentarietà (il 43% la sottovaluta). Proprio per sopperire a questa ignoranza i medici dell’Associazione Italiana di Oncologia Medica hanno lanciato nel 2011 il progetto "Non fare autogol" : un tour per l’Italia, in compagnia dei calciatori della serie A, per insegnare agli studenti come proteggersi. In 7 tappe hanno incontrato circa 2.000 alunni e decine di migliaia di giovani hanno seguito la campagna su Internet. I risultati, presentati durante l’ultimo Congresso nazionale dell’Associazione, danno ragione agli oncologi: «Il 94% dei ragazzi ha apprezzato il nostro intervento e di questi la metà si augura possa diventare un appuntamento fisso in classe commenta il neopresidente AIOM, professor Carmelo Iacono -. Siamo convinti che queste iniziative non possano rimanere isolate e che l’educazione alla salute debba entrare a far parte dei programmi di studi. Per questo la nostra campagna proseguirà, sul web e in altre città e scuole, dove è stata accolta con grande entusiasmo da insegnanti e presidi. L’obiettivo è creare la "squadra" dell’AIOM, rendendo gli stessi adolescenti protagonisti ed ambasciatori dei valori della prevenzione». Molto del successo del progetto si deve al coinvolgimento degli idoli sportivi come testimonial: Pato, Gilardino, Miccoli, De Sanctis, Legrottaglie, Palombo, Chiellini e Perrotta. Campioni che si sono messi in gioco per spiegare come difendersi dai 7 "autogol" più pericolosi: fumo, alcol, dieta scorretta, sedentarietà, sesso non protetto, droga e doping. Per sensibilizzare i giovani AIOM ha inoltre realizzato un opuscolo a vignette con le caricature dei calciatori ( "Non fare autogol gioca d’attacco contro il cancro" ) e le "regole d’oro" dell’allenatore. Distribuita in più di 50.000 copie in decine di Istituti secondari, la guida rappresenta uno strumento concreto di approfondimento che i ragazzi hanno utilizzato anche per continuare la discussione in classe. Anche il CT della nazionale Cesare Prandelli ha aderito al progetto (oltre 2.500 amici hanno seguito "Non fare autogol" su Facebook, dove è stato attivato un concorso che ha messo in palio, settimana dopo settimana, le t-shirt autografate dei campioni). Per gli insegnanti, AIOM ha invece predisposto un’area dedicata del sito, con studi, ricerche e suggerimenti concreti su come promuovere l’educazione alla salute. Ma per cercare di dissuadere gli studenti dai comportamenti scorretti AIOM ha anche proposto misure concrete: «La decisione di innalzare l’età legale per la vendita di sigarette non è risolutiva. Dal sondaggio emerge che il 63% dei teenager è contrario anche perché è un divieto facilmente aggirabile spiega il professor Iacono -. Noi abbiamo invece chiesto che venga aumentato di un euro il prezzo di ogni pacchetto: un gesto che avrebbe come conseguenza immediata quella di ridurre il consumo (soprattutto per chi non ha molti soldi a disposizione, come gli studenti) e rendere disponibile una somma da destinare al potenziamento degli organici delle Oncologie italiane e alla riduzione delle liste d’attesa. Solo con ciò si potrebbero ricavare 4,5 miliardi l’anno». Una "tassa" promossa dall’ 80% dei giovani, che ha ottenuto grandi consensi anche su Youtube.

Il progetto “non fare autogol”
Concepito come una campagna itinerante di prevenzione oncologica ed educazione a corretti stili di vita, ideato dall’Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM) e rivolto alla formazione e sensibilizzazione degli adolescenti (focus 14 -16 anni) rispetto ai principali fattori di rischio oncologico, il progetto "Non fare autogol" ha ottenuto il patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri, del CONI, della Federazione Italiana Giuoco Calcio (FIGC) e della Federazione Italiana di Medicina dello Sport (FMSI). Il filo conduttore del progetto (reso possibile grazie ad un educational grant di Boehringer-Ingelheim) che ha utilizzato il linguaggio universale dello sport per veicolare alcuni valori e messaggi di salute è diventato l’occasione per mettere in guardia da alcuni fra i più diffusi e pericolosi comportamenti a rischio in età giovanile. Per rendere più incisivo il messaggio sono stati coinvolti grandi campioni di serie A che, a fianco degli oncologi, hanno incontrato direttamente gli adolescenti negli Istituti di formazione secondaria: 7 temi, per 7 città, con calciatori top che si sono messi in gioco in prima persona, portando le loro esperienze (anche in maniera autocritica), commentate e argomentate dagli oncologi.

Come si è articolato il progetto
Il progetto si è avvalso di un versante virtuale, con un sito internet aggiornato quotidianamente ( www.nonfareautogol.it ), dove è prevista anche un’area dedicata alle scuole, oltre ad una pagina facebook (https://www.facebook.com/NonfareAutogol ) con picchi mensili di oltre 13.000 utenti attivi, 60.000 visualizzazioni dei post e con un risultato, a oggi, di quasi 2.500 "Mi piace". È stato, inoltre, attivato un canale dedicato su Youtube ( http://www.youtube.com/user/ NonFareAutogol?ob=5 ), dove sono stati caricati i video realizzati in occasione dei sette interventi nazionali. È stato realizzato, inoltre, l’opuscolo informativo, "Non fare autogol gioca d’attacco contro il cancro", in cui accanto alle caricature dei testimonial trova spazio una breve spiegazione dei 7 autogol da evitare e delle conseguenze per la salute dei ragazzi. In occasione di ogni incontro è stato consegnato ai partecipanti un sondaggio per valutare il loro grado di sensibilizzazione e conoscenza sul tema affrontato, materiali che sono diventati poi oggetto di una valorizzazione mediatica in occasione della conclusione del progetto.

Le principali norme di prevenzione oncologica
In realtà, circa il 40% dei tumori è potenzialmente prevenibile. Queste le principali misure da adottare consigliate dagli esperti:

No al fumo
Il 25-30% di tutti i tumori è correlato al consumo di tabacco.
Autorevoli ricerche confermano la pericolosità anche del fumo passivo, corresponsabile di un aumentato rischio di neoplasie broncopolmonari.

Moderare il consumo di alcol
Il consumo di bevande alcoliche aumenta il rischio di cancro di: cavo orale, faringe, esofago e laringe. È correlato anche all’insorgenza di tumore del fegato e dell’intestino (in entrambi i sessi) e della mammella nelle donne.
L’assunzione è assolutamente sconsigliata prima dei 15 anni, poiché l'organismo non è in grado di digerirle in maniera efficace.

Seguire la dieta mediterranea
Il maggior apporto di frutta e verdura ha un forte effetto protettivo sul rischio di numerose forme tumorali, in particolare a carico degli apparati digerente e respiratorio.

Controllare il peso
L’obesità e l’elevata assunzione di grassi costituiscono importanti fattori di rischio da evitare: persone con un sovrappeso uguale o superiore al 40% presentano tassi più elevati di mortalità per cancro del colon-retto, della prostata, dell’utero, della cistifellea e della mammella.

Praticare attività fisica
Lo sport riduce in modo notevole le possibilità di sviluppare un cancro. Infatti, i sedentari hanno una probabilità del 20-40% superiore di ammalarsi.

No alle lampade solari
La pericolosità delle lampade abbronzanti è ormai dimostrata oltre ogni dubbio, tanto da essere considerate cancerogene al pari delle sigarette. Un’esposizione precoce, in particolare prima dei 35 anni, incrementa del 75% il rischio di sviluppare melanoma.

Proteggersi dalle malattie sessualmente trasmissibili
Il 15-20% dei tumori deriva da infezioni che possono essere prevenute; fra queste alcune, come l’epatite o il papilloma virus, possono venire trasmesse attraverso i rapporti sessuali.

Evitare l’uso di sostanze dopanti
Gli steroidi anabolizzanti comportano un aumento del rischio di tumori, in particolare a fegato, prostata e reni. Le probabilità di ammalarsi aumentano con gli anni, soprattutto in chi li ha assunti per molto tempo.

Epidemiologia dei 4 big killer in Italia*

Tumore del colon-retto
È diventata la neoplasia più frequente tra gli uomini e la seconda nelle donne. In Italia si registrano quasi 49.000 nuovi casi l’anno.

Tumore della prostata
Come in altri Paesi occidentali, anche in Italia il tumore della prostata mostra una crescita imponente: nel 2010 si sono registrati oltre 23.500 nuovi casi (stima) * e circa 7.000 decessi. Il rischio di malattia cresce in maniera esponenziale con l’avanzare dell’età.

Tumore del seno
Quella alla mammella è la neoplasia di gran lunga più importante nel sesso femminile: nel nostro Paese 7 donne su 100 la sviluppano nel corso della vita. L’incidenza è in crescita dalla fine degli anni ‘80: oggi in Italia si ammalano ogni anno di tumore del seno più di 38.000 donne (38.286 nel 2010 * ). La mortalità invece è in netta riduzione: se preso in tempo, quando le dimensioni sono inferiori a 1 cm e il tumore non ha invaso altri tessuti, le speranze di superare il tumore con le attuali terapie sono molto elevate (oltre 95% ).

Tumore del polmone
Il fumo di sigaretta è responsabile dell’87% dei casi di cancro del polmone. Un uomo che fuma ha 23 volte più probabilità di ammalarsi, mentre per le donne il pericolo è 13 volte maggiore. Questa neoplasia si manifesta sempre più frequentemente nel sesso femminile, sia per un aumento del consumo di tabacco, sia per una possibile maggior predisposizione al suo effetto cancerogeno.

*Fonte: i dati sono stimati dal Reparto Epidemiologia dei Tumori del Centro Nazionale di Epidemiologia Sorveglianza e Promozione della Salute dell’Istituto Superiore di Sanità (www.tumori.net)

Tumori in Italia
Sono 2 milioni e 250mila gli italiani che vivono con una diagnosi di tumore (il 4% dell’intera popolazione). La maggior parte sono donne (il 56%, 1 milione e 256mila). La diagnosi più frequente tra il sesso femminile ( 42% ) è il tumore della mammella. Tra gli uomini, il 22% dei casi (quasi 220mila persone) è formato da pazienti con tumore della prostata. Se si considera l’intera popolazione, la neoplasia in assoluto più frequente è quella del colon retto. Quasi 1 milione e 300mila persone ( 2,2% ) vengono definite lungo-sopravviventi (hanno cioè avuto una diagnosi di tumore da più di 5 anni) e circa 800mila (l’ 1,5% ) sono vive dopo oltre 10 anni dalla diagnosi. Importanti le differenze geografiche per la percentuale di persone viventi con tumore: si passa da oltre il 5% in alcune aree del settentrione al 2% e 3% del meridione. Riguardo all'incidenza, le aree del Nord presentano ancora livelli di circa il 30% più elevati che nel Sud, ma le differenze si stanno riducendo. Si sta perdendo, infatti, lo storico "vantaggio", dovuto a una maggiore presenza di elementi protettivi nei confronti dei tumori (dieta mediterranea) e a una minore diffusione di fattori cancerogeni (tabagismo, inquinamento ambientale).

AIOM
L’Associazione Italiana di Oncologia Medica (www.aiom.it) è la società clinico-scientifica degli oncologi medici italiani. Fondata nel novembre 1973, conta oggi circa 2.000 iscritti, è amministrata da un Consiglio Direttivo di 12 membri ed è presieduta dal professor Stefano Cascinu, dopo la recente scomparsa del professor Marco Venturini. Raggruppa tutte le componenti dell’Oncologia Medica italiana: dalle strutture di ricovero e cura del Servizio Sanitario Nazionale alle facoltà di Medicina, agli Istituti di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico (IRCCS), dai medici specialisti a tutto il personale assistenziale dell’area oncologica, pubblica e privata.

Principali scopi:

  • riunire i cultori di quell’Oncologia Clinica la cui attività principale consiste nello studio degli aspetti medici delle neoplasie e della terapia dei tumori mediante trattamenti medici;
  • promuovere la ricerca clinica e sperimentale, la prevenzione primaria e quella secondaria (screening e diagnosi precoce e tempestiva), oltre a riabilitazione, terapie palliative e cure domiciliari;
  • incentivare ogni campagna di educazione alla prevenzione.

Altre finalità dell’AIOM sono la collaborazione con Istituzioni sanitarie estere, nazionali, regionali e locali, la promozione della qualità delle cure oncologiche, la continuità terapeutica del paziente tramite linee guida per la terapia medica antitumorale, l’interdisciplinarietà e la partecipazione a progetti e studi clinici su particolari neoplasie.

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