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Alimentazione & neoplasie dell'apparato genitale femminileLara Bettinzoli, N. 4 aprile 2012 Salute e alimentazione sono temi di grande attualità e di fondamentale importanza proprio in Italia, dove si registra, secondo le statistiche ISTAT, ben il 43% della popolazione in sovrappeso (con un indice di massa corporea superiore a 25 BMI). Questi sono dati estremamente allarmanti poiché è risaputo che secondo il WCRF (Fondo Mondiale per la Ricerca sul Cancro) di tutti i fattori che si sono dimostrati associati ad un maggior rischio di cancro, quello più solidamente dimostrato è il sovrappeso. La donna, nello specifico, necessita di attenzioni particolari sia per la sua tendenza innata ad accumulare tessuto adiposo, sia perché tende a sviluppare osteoporosi in età più giovane rispetto all’uomo. Il tessuto adiposo nella donna produce significative quantità di ormoni femminili (estrogeni) che possono stimolare, se in quantità eccessive, organi come l’utero, la mammella, l’ovaio, il colon; attualmente l’unica possibilità di prevenire neoplasie in grado di colpire questi organi è diminuire la massa grassa a favore del muscolo. Le cause del cancro della mammella non sono note con precisione. Si sa però che le donne con più alti livelli nel sangue di insulina e di ormoni sessuali si ammalano più frequentemente. Anche le donne in sovrappeso si ammalano di più (dopo la menopausa), cosi come le donne diabetiche o con squilibri metabolici come glicemia alta, trigliceridi alti, pressione alta, e bassi livelli di colesterolo "buono", condizioni che definiscono la cosiddetta sindrome metabolica. Ecco allora che uno stile di vita che prevede una dieta adeguata e un esercizio fisico costante e regolare, risulta il metodo migliore per mantenersi in forma, snelli e conservare uno stato di salute e benessere ottimale e duraturo nel tempo. «Una corretta alimentazione, basata prevalentemente sul consumo di frutta, verdura, legumi, cereali, olio di oliva, pesce – ci spiega il Dottor Antonio Canino, Medico Chirurgo, specialista in Ostetricia e Ginecologia, dirigente medico presso l'Azienda Ospedaliera Niguarda Cà Granda di Milano – è in grado di prevenire almeno il 30% delle neoplasie nell’uomo e circa il 40% nella donna. In particolare la prevenzione agisce sulle neoplasie che presentano caratteristiche di maggiore responsività ormonale come la mammella, l’endometrio, l’ovaio (circa il 30% delle neoplasie totali nella donna), cui bisogna aggiungere la neoplasia della cervice uterina, influenzata in maniera significativa da diete scarse in alimenti antiossidanti. Anche il tumore del colon-retto è prevenibile (più del 50% dei casi), con un’alimentazione corretta. Questa neoplasia, pur non facendo parte dei tumori della sfera genitale femminile, è però strettamente collegata al tumore mammario, ovarico ed endometriale, probabilmente da influenze di tipo ormonale». Dottor Canino, cosa si intende per corretta alimentazione? Quali sono i principali alimenti in grado di prevenire l’insorgenza di neoplasie? Quale è il loro meccanismo d’azione? Come sensibilizzare ed informare le donne riguardo al ruolo attivo dell’alimentazione nella formazione di neoplasie? Può dare qualche consiglio, suggerimento alle nostre lettrici? Parola d’ordine: prevenzione! Indirizzi utili L’ASSOCIAZIONE L’ORDINE DELL’UNIVERSO, ASSOCIAZIONE MACROBIOTICA ITALIANA AZIENDA OSPEDALIERA OSPEDALE NIGUARDA Cà GRANDA Dottor Antonio Canino Riceve a Milano, in Via Padova 178 Cell.: 337.295972 Alimenti con azione antineoplastica evidenziata Associazione "L'ordine dell'universo" Tumore del seno: una delle forme tumorali più diffuse e frequenti è il tumore del seno, infatti, colpisce 1 donna su 10 (anche gli uomini ne possono essere colpiti, ma con un’incidenza notevolmente più bassa). Ogni anno in Italia vengono diagnosticati 37.000 nuovi casi, ma nonostante il continuo aumento dell’incidenza, di questa forma tumorale, oggi si muore meno che in passato, grazie anche ai continui progressi della medicina e agli screening per diagnosi precoce tramite mammografia. Sono stati identificati numerosi fattori di rischio, alcuni modificabili, come gli stili di vita, altri invece no, come per esempio l’età (la maggior parte di tumori del seno colpisce donne oltre i 40 anni) e fattori genetico-costituzionali. Tra gli stili di vita dannosi si possono citare, per esempio, un’alimentazione ricca di grassi animali e povera di frutta e verdura, il vizio del fumo e una vita particolarmente sedentaria. Ci sono poi alcuni fattori legati alla vita riproduttiva che possono influenzare il rischio di tumore del seno: un periodo fertile breve (prima mestruazione tardiva e menopausa precoce) e una gravidanza in giovanissima età sono protettive, così come l’allattamento per oltre un anno. Il 10% circa dei tumori del seno è ereditario ovvero è legato alla presenza nel DNA di alcune mutazioni nei geni BRCA1 e BRCA2. La prevenzione del tumore del seno deve cominciare presto con l’autopalpazione eseguita con regolarità ogni mese già a partire dai 20 anni e proseguire con controlli del seno annuali eseguiti dal ginecologo o da uno specialista senologo affiancati alla mammografia annuale dopo i 50 anni o all’ecografia, ma solo in caso di necessità, in donne giovani. Tumore dell’endometrio: è al sesto posto tra i tumori più frequentemente diagnosticati alle donne ( 4% del totale delle diagnosi di tumore) e in Italia si parla di oltre 7.700 nuovi casi ogni anno. Questa forma neoplastica colpisce soprattutto le donne anziane, con un picco di incidenza dopo i 60 anni (l’età è sicuramente il principale fattore di rischio per questo tumore, piuttosto raro prima dei 50 anni) e presenta tassi d’incidenza in aumento nel mondo occidentale a causa dell’allungamento della vita media e di una alimentazione troppo abbondante. Altri importanti fattori di rischio, oltre all’età, sono il sovrappeso e l’obesità, per questo motivo è importante limitare il numero di calorie assunte giornalmente e prediligere una dieta povera di grassi e ricca di frutta e verdura. L’endometrio è molto sensibile all’azione degli ormoni sessuali che in fasi specifiche del ciclo riproduttivo stimolano la crescita e l’inspessimento della parete dell’utero per accogliere l’eventuale ovulo fecondato. Un breve periodo fertile (prima mestruazione tardiva e menopausa precoce), con meno stimoli di crescita della parete dell’organo, è dunque un fattore protettivo, così come l’uso della pillola anticoncezionale, mentre la terapia ormonale sostitutiva a base di soli estrogeni potrebbe aumentare il rischio (che viene però azzerato se si aggiunge progesterone, come è il caso della maggior parte delle cosiddette pillole bifasiche). Le visite ginecologiche rappresentano il momento più importante sulla strada della prevenzione del tumore dell’endometrio, anche se non esistono al momento test particolarmente efficaci per una diagnosi precoce. Il tumore ovarico: è al nono posto tra i tumori più frequentemente diagnosticati alle donne e rappresenta quasi il 3% di tutte le diagnosi di cancro con stime che parlano di poco meno di 5.000 nuovi casi diagnosticati ogni anno nel nostro Paese. È una patologia che colpisce le ovaie, ovvero gli organi responsabili nella donna della produzione degli ormoni sessuali e delle cellule riproduttive (ovociti) e riguarda circa 1 donna ogni 100. Anche questo tipo di tumore è legato all’età, infatti, colpisce soprattutto dopo i 60 anni, mentre è piuttosto raro nelle donne giovani al di sotto dei 30 anni. I principali fattori di rischio per il tumore ovarico sono, l’età avanzata, una vita fertile lunga (prima mestruazione precoce e menopausa tardiva) e l’assenza di figli; mentre l’aver avuto molti figli, l’utilizzo della pillola anticoncezionale e una alimentazione ricca di frutta e verdura rappresentano fattori di protezione. Infine, una piccola percentuale dei tumori ovarici, meno del 10%, ha una componente genetica spesso rappresentata da una mutazione nei geni BRCA1 e BRCA2, coinvolti anche nel tumore del seno: le donne che hanno più parenti strette (madre, sorelle) malate di cancro ovarico o di un altro tumore associato alla stessa mutazione (per esempio al seno) sono più a rischio di sviluppare questa forma tumorale e dovranno sottoporsi ai controlli (visita ginecologica ed ecografia) con maggiore frequenza. Il tumore del collo dell’utero: (o tumore della cervice uterina) è stato per molto tempo il più frequente nel sesso femminile, associato a un’alta mortalità. La situazione è ancora molto preoccupante nei Paesi in via di sviluppo, dove questo tumore rappresenta la seconda causa di morte per cancro. Nel mondo occidentale, invece, si assiste a una continua diminuzione di incidenza e di mortalità grazie soprattutto all’introduzione di uno strumento estremamente efficace di diagnosi precoce, il Pap-test. Ogni anno in Italia vengono diagnosticati 3.500 nuovi tumori della cervice, con una media di un caso ogni 10.000 donne: una donna su 163 si ammala di questo tumore nel corso della vita, ma meno dell’uno per mille ne muore. La diagnosi sempre più precoce consente infatti di utilizzare una terapia efficace e spesso risolutiva. Il cancro della cervice dell’utero è legato, nella maggior parte dei casi, all’infezione del virus del papilloma (HPV) che si contrae per via sessuale: comportamenti che tendono a limitare le possibilità di infezioni (per esempio l’uso del preservativo e la vaccinazione contro l’HPV per le giovanissime) sono dunque protettivi. È bene comunque ricordare che la maggior parte delle donne che contrae un’infezione da HPV non sviluppa il tumore della cervice a dimostrazione del fatto che il virus può essere eliminato dal sistema immunitario, anche se non sono disponibili terapie in grado di assicurare la sua scomparsa. A differenza dei tumori di seno e ovaio, per il tumore della cervice uterina non ci sono prove certe dell’esistenza di una predisposizione genetica, legata a mutazioni in particolari geni. Il Pap-test rimane lo strumento più efficace per la diagnosi precoce del tumore del collo dell’utero e può essere affiancato, se il medico lo ritiene opportuno e se vi sono dubbi al Pap-test, anche all’HPV test per la ricerca del DNA del virus del papilloma. Prevenire le neoplasie dell’apparato genitale femminile: la prevenzione si basa principalmente sugli esami di controllo periodico ma anche su un corretto stile di vita che può contribuire a ridurre drasticamente il rischio di ammalarsi. In particolare si calcola che adottare sane abitudini possa evitare la comparsa di un cancro su tre. Le regole da adottare per raggiungere questo importante traguardo di prevenzione sono molto semplici e riguardano in modo particolare l’alimentazione, l’esercizio fisico e le abitudini legate al fumo o al consumo eccessivo di alcol. Un buon metodo per ridurre il rischio di tumore consiste nel seguire la tradizionale dieta mediterranea. E non bisogna dimenticare che un’alimentazione corretta è anche la base della prevenzione per le malattie cardiovascolari e di una vecchiaia in piena forma. Oltre alla qualità di cibo che ingeriamo è importante anche la quantità: non bisogna eccedere con le calorie introdotte che devono essere calcolate in base all’età, al tipo di attività svolta e a diversi altri parametri personali. Per quanto riguarda l’attività fisica, si consiglia di svolgere un’attività moderata per almeno 30 minuti al giorno e per almeno cinque giorni alla settimana. Questo tipo di attività può includere, per esempio, una passeggiata nel parco o la scelta di muoversi in bici e non in macchina. Bisogna inoltre porre attenzione ad alcuni comportamenti apparentemente innocui, ma in realtà pericolosi come l’eccessiva esposizione al sole che, oltre ad accelerare l’invecchiamento della pelle, può causare tumori maligni della pelle. Infine, nel caso di fumo e alcol, i dati parlano chiaro per quanto riguarda i tumori: chi fuma aumenta il proprio rischio di tumore del polmone, della bocca e della vescica, oltre a influenzare tutte le patologie oncologiche; mentre il consumo eccessivo di alcol risulta cancerogeno per bocca, esofago e stomaco. |