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Alimentazione: il vademecum della saluteVera Lanza, N. 12 dicembre 2012 Si parla tanto di alimenti e nutrienti in grado di proteggerci dal rischio di tumori, eppure c’è sempre qualche novità ancora da scoprire. Di certo, si è diffusa negli anni, grazie al tam-tam degli esperti, una consapevolezza maggiore sul ruolo dei cibi che portiamo sulla nostra tavola. E anche, più in generale, delle nostre scelte di vita. Basti pensare che possiamo prevenire due terzi di tutti i tumori curando l’alimentazione, non fumando, mantenendo un giusto peso corporeo e un buon regime di attività fisica. Attraverso semplici accorgimenti spesso si possono evitare problemi anche importanti; basti pensare alla ipertensione, al diabete, alla obesità, ad alcune forme di tumore ecc. Il principio base da cui partire è che un’alimentazione equilibrata – che includa sempre una grossa quantità di frutta e verdura di stagione, tanto pesce e poca carne, preferibilmente bianca, un limitato consumo di alcolici – aiuta a rafforzare il nostro sistema immunitario. Questo solo per semplificare: vediamo poi nel dettaglio cosa preferire nel nostro carrello della spesa. A questo proposito riportiamo alcuni consigli contenuti nel “vademecum della salute” ideato da IncontraDonna e distribuito sui treni e nelle principali stazioni del nostro Paese, in occasione di un’iniziativa sulla prevenzione, organizzata insieme a Trenitalia, realizzata con il patrocinio del Ministero della salute. Raccomandazione n. 1: arricchisci la tua dieta di alimenti vegetali. I vegetali contengono innumerevoli sostanze antitumorali: vitamine, minerali, oligoelementi, fibra, enzimi, fitomolecole, antiossidanti, le quali lavorano insieme per supportare il sistema immunitario, per difenderci dalle tossine e per mantenerci in salute. La dieta dovrebbe includere una varietà di verdure, erbe, spezie, frutta, cereali integri e legumi. Preferiamo frutta e ortaggi di stagione, meglio se coltivati a breve distanza da dove vengono consumati, quelli cioè a chilometro 0. Contaminanti quali fitofarmaci e additivi possono avere azione pro-cancerogena ed è, pertanto, importante prestare particolare attenzione all’alimentazione dei bambini, più vulnerabili all’azione di queste sostanze. Semi e frutta oleosa (non salati, né tostati) sono ricchi in sostanze protettive e in buoni oli, inducono sazietà e abbassano la risposta insulinemica. Noci, nocciole, mandorle, pinoli, pistacchi, semi possono essere consumati come snack o a fine pasto: sono calorici ma non ingrassano, se assunti in piccole quantità. Consuma ogni giorno almeno 3 porzioni di frutta fresca e 2 di verdura. Consuma quotidianamente i cereali, inserendo quelli integrali quali farro, orzo, riso, miglio, quinoa, e preferisci pane prodotto con farine integrali. Incrementa il consumo di legumi (almeno 3 volte a settimana). Riduci il consumo di sale e usa erbe e spezie per arricchire il piatto di gusto e nutrienti. Riduci il consumo di dolci e di bevande caloriche nel corso della giornata. Un frutto o occasionalmente un poco di cioccolato fondente, possono sostituire il dolce. Raccomandazione n. 2: limita il consumo di carne. Va bene mangiarla due-tre volte a settimana, non di più. Preferisci quella bianca (pollo, tacchino, coniglio). Anche la quantità di carne che consumiamo è importante: una porzione appropriata potrebbe essere quella corrispondente al palmo della mano. Quando mangi la carne, associa nel pasto cibi vegetali quali verdura e frutta ricchi in fibra e sostanze protettive. Riduci al minimo l’uso di carni trasformate e conservate quali gli insaccati, i wurstel ecc. Raccomandazione n. 3: i grassi che fanno bene. Alcuni grassi sono assolutamente essenziali per la salute, mentre altri sono nocivi. Alcuni promuovono la salute, altri la malattia. I grassi poli-insaturi combattono l’infiammazione e sono anti-tumorali, svolgono un ruolo strutturale e metabolico. Importanti fonti di poli-insaturi sono i semi (quelli di lino devono essere macinati al momento), l’avocado, la frutta oleosa, e i pesci quali lo sgombro, le alici, le sardine, la trota e il salmone. Mangia il pesce (fresco o surgelato) almeno tre volte nella settimana. Gli acidi grassi trans e gli oli idrogenati (creati aggiungendo idrogeno a un olio liquido per renderlo solido e meno deperibile), che puoi trovare nelle margarine, negli oli vegetali raffinati e in tutti i prodotti che li contengono, aumentano significativamente il rischio di malattie cardiovascolari e tumori. Impara a leggere l’etichetta nutrizionale per ridurne l’assunzione. Modera, comunque, la quantità di grassi ed oli che usi per condire e cucinare, preferendo cotture al cartoccio o al vapore. Limita il consumo di grassi di origine animale (burro, lardo, strutto, panna ecc.) e preferisci i grassi di origine vegetale: soprattutto olio extravergine d’oliva. Raccomandazione n. 4: riduci il consumo di zucchero, additivi e cibi preconfezionati. Riduci o evita il consumo di dolci e di bibite zuccherate e gassate. Riduci lo zucchero e i cibi preconfezionati. Cerca di evitare il più possibile i cibi contenenti additivi quali i conservanti, gli esaltatori di sapidità, i coloranti artificiali, i dolcificanti artificiali. Raccomandazione n. 5: Mantieni buoni livelli di vitamina D. La vitamina D è un ormone che regola l’espressione di molti geni. Elevati livelli di vitamina D sembrano proteggere nei riguardi di diverse neoplasie. La vitamina D si produce con l’esposizione della pelle alla radiazione ultravioletta B. In caso di assente o ridotta esposizione a luce solare andrebbe integrata, in quanto i cibi non contengono significative concentrazioni di questo importante ormone. Raccomandazione n. 6: non dimenticare l’acqua. Bevi acqua in quantità sufficiente alle esigenze del tuo organismo. In generale si consiglia di berne almeno due litri al giorno. Alle raccomandazioni contenute nel vademecum, dobbiamo aggiungere alcuni "ovvi" suggerimenti, e cioè che respirare aria buona, cercare il contatto con la natura, svolgere attività fisica, apportano al nostra corpo sostanze vitali che facilitano l’eliminazione di tossine, rafforzano il sistema immune, sostengono la nostra fisiologia. L’incidenza di molte patologie croniche come l’ipertensione, le malattie cardiovascolari, il diabete, l’obesità, il tumore, è correlata con ridotti livelli di attività fisica. Un’attività fisica regolare: previene l’osteoporosi e l’obesità; controlla i livelli di colesterolo; abbassa la pressione arteriosa; controlla la glicemia; migliora lo stato dell’umore; aumenta le funzioni cerebrali; ha effetti positivi su cuore e polmoni; migliora l’efficienza fisica consentendo una migliore qualità di vita. Al contrario la sedentarietà rappresenta una vera e propria malattia sociale che predispone anche al rischio di cancro. Influenzando positivamente alcuni ormoni, l’attività fisica diminuisce il rischio per il tumore dell’utero e della mammella. Questo vale soprattutto per le donne nella post menopausa. Inoltre fare movimento migliora l’efficienza dell’apparato digerente proteggendo dal tumore del colon. Anche i più indaffarati dovrebbero trovare una mezzora di tempo per se stessi. Infatti, gli esperti spiegano che sono sufficienti 30 minuti di attività fisica al giorno (certo questo è il minimo da cui partire). Fare tutti i giorni, una lunga camminata a passo veloce, senza andare in affanno, va benissimo. Per capire se l’andatura è quella giusta basta provare a parlare durante l’esercizio. Se ci riusciamo senza avere il "fiatone" vuol dire che stiamo lavorando a un’intensità moderata. Parlando di stile di vita non si può tralasciare un accenno al fumo. E fornire un dato: chi fuma a 15 anni rischia tre volte di più. Un quindicenne ha una probabilità di morire di cancro tre volte maggiore rispetto a chi inizia dieci anni più tardi e circa l’ 87% dei fumatori comincia entro i 20 anni. Inoltre, nella fascia d’età tra i 15 e i 24 anni, fuma il 15,9% dei maschi e il 21,8% delle femmine, ovvero circa un milione e mezzo di ragazzi. Sono alcuni dei dati, annunciati in Senato nel corso della presentazione dello studio curato dall’Associazione i-Think. Secondo gli autori, la vita di un fumatore abituale è di circa 10 anni inferiore rispetto a quella di un non fumatore e il consumo di sigarette giornaliero medio di un ragazzo non si discosta significativamente da quello di un adulto. L’estratto di tè verde cura il cancro della pelle: primi test Il grasso favorisce il cancro alla prostata Una dieta ricca di fibre e vitamina C contro i composti cancerogeni nell’intestino |