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Presentata a Roma la terza edizione di “Non fare Autogol”

Cristina Mazzantini, N. 1/2 gennaio/febbraio 2013

Roma: al XIV Congresso nazionale dell’Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM), seguito da oltre 3.000 specialisti, è stata presentata la terza edizione di “Non fare autogol” in cui il calciatore, insieme all’oncologo, diventa professore per un giorno, insegnando agli adolescenti come seguire stili di vita corretti. A combattere quindi i “7 vizi capitali”: fumo, alcol, sedentarietà, alimentazione sbilanciata, eccessiva esposizione al sole e alle lampade solari, sesso non protetto e doping. «È un’iniziativa unica nel suo genere, che quest’anno coinvolgerà tutte le 20 squadre della massima divisione. Si tratta di un vero e proprio tour di prevenzione oncologica per la Penisola che ci porterà in 16 città, dopo le prime due fortunate edizioni», ha commentato il prof. Stefano Cascinu, presidente nazionale dell’AIOM.
Gli esperti presenti nella Capitale hanno ricordato alla stampa nazionale che 4 tumori su 10 non dipendono esclusivamente dall’invecchiamento fisiologico. Si possono e si devono prevenire quindi fin da giovani. Come si può fare? Formando prima di tutto nelle menti dei ragazzi una forte consapevolezza sui fattori di rischio oncologici. «Per questo siamo partiti con la terza edizione di “Non fare autogol”: per portare e comunicare agli adolescenti la nostra esperienza nel campo, utilizzando il loro linguaggio, cercando di porci al loro livello», ha puntualizzato sempre il presidente AIOM aggiungendo: «Siamo certi, infatti, che un progetto del genere, così ben strutturato e organico, che gode del patrocinio delle principali Istituzioni del nostro Paese, permetta di raggiungere in maniera capillare un gran numero di persone. Qualcosa nel nostro Paese è certamente cambiato, in tema di sensibilizzazione, ma non è sicuramente sufficiente. Una parte della
responsabilità ricade sulla naturale leggerezza con cui si vive, anche giustamente, a questa età. Ma non solo. Il problema principale è che la prevenzione oncologica rimane ancora un tabù, soprattutto nelle scuole, che sono il luogo deputato a formare i giovani». Lo confermano i dati sugli stili di vita scorretti, che evidenziano come i ragazzi italiani non siano per niente consapevoli dei rischi che corrono. Il fumo rimane una piaga importante: un giovane su quattro “brucia” ogni giorno fino a 24 sigarette. Una cifra enorme. È proprio durante i primi anni delle scuole superiori che si inizia con questa pratica, soprattutto per imitare gli amici. Abbiamo poi gli adolescenti, ma anche i bambini, più “pesanti” d’Europa. È la diretta conseguenza di una vita molto meno attiva rispetto al passato: troppe ore al computer e davanti alla tv, sport ridotto ai minimi termini (due ore alla settimana a scuola non sono sicuramente sufficienti) e girovita che aumenta
a dismisura. Arriva poi il weekend e si stappano le bottiglie. Due ragazzi su 5, tra i 14 e i 17 anni, consumano regolarmente alcol fuori pasto. La fascia d’età compresa tra i 18 e i 24 anni è la più a rischio per quanto riguarda il binge drinking: le bevute compulsive del fine settimana, che interessano addirittura il 22% dei maschi e l’8% delle femmine. Ma l’abuso di alcol inizia molto prima: a 15 anni già uno su 7 si è ubriacato pesantemente, fino a star male, almeno due volte nella vita. È un dato che viene dalla Lombardia, ma si può estendere senza troppi problemi anche ad altre realtà regionali. È facile capire quindi, ad esempio, perché si stia registrando un aumento di tumori in alcune categorie che prima sembravano “protette”. Le donne ad esempio, colpite come mai prima da neoplasie dovute al fumo. È la prova più evidente di come stili di vita errati, in giovane età, si ripercuotano poi sull’organismo. Anche dopo venti o trent’anni. «”Non fare autogol” è un progetto su cui l’AIOM punta molto da tre anni: ringraziamo Bristol-Myers Squibb per averci dato l’occasione di proporlo di nuovo», ha aggiunto sempre il professor Cascinu. «Anche perché abbiamo avuto sempre una risposta entusiasta, sia dalle scuole in cui siamo intervenuti che dai calciatori, che hanno dato in tutte le occasioni il loro convinto appoggio all’iniziativa. E i risultati si sono visti. Un’ora di lezione con oncologo e sportivo ha lasciato qualcosa a 3 ragazzi su 10, che hanno dichiarato di aver capito molto di più sui rischi che corrono bevendo o fumando. E siamo stati solo in 12 scuole. Per questa terza edizione, invece, già oltre 1.000 gli Istituti ci hanno contattato. Non riusciremo ovviamente ad accontentare tutti, ma è la prova di come sia grande la richiesta e la voglia di informazione. Il 90% dei giovani, secondo un sondaggio che abbiamo condotto al termine della prima edizione, si dice molto soddisfatto dell’oncologo in classe. Se a questo si unisce anche la testimonianza di vita del campione, che per sua natura è il ritratto della salute, si ottiene il punto di forza principale di “Non fare autogol”. La collaborazione con la Rai, che riprende in diretta tutti e 20 gli incontri e che ringraziamo ancora, è un ulteriore valore aggiunto. Riusciamo così a raggiungere altre migliaia di persone, direttamente a casa. Insomma, un progetto di grande importanza e di cui siamo davvero orgogliosi. Non è un caso che le società di oncologi medici di altri Paesi, anche oltreoceano, abbiano preso come modello la nostra esperienza e si siano decise a riproporla ai loro ragazzi».
Nel 2012 sono previsti nel nostro Paese circa 364.000 nuovi casi di cancro. Si sta inoltre abbassando l’età media di neoplasie molto diffuse, come quelle al seno o il melanoma. Per questo l’AIOM, che riunisce oltre 2.000 specialisti, ha identificato nell’adolescenza un target prioritario per la sensibilizzazione. «La terza edizione di “Non fare autogol” prevede novità importanti. Oltre al coinvolgimento di tutte le società della Serie A, gli incontri vengono trasmessi per la prima volta in diretta su Rai Sport, sia sul digitale terrestre che online. L’emittente pubblica è infatti media partner dell’intero progetto. Visitando il sito ufficiale, www. nonfareautogol.it e la pagina Facebook, inoltre, si può rispondere a particolari quiz della salute: gli studenti migliori vengono premiati con un tablet durante le varie tappe. Chi non riesce a rientrare nella rosa di 20 nomi può comunque trovare sul portale web tantissimo materiale utile: gli opuscoli con le vignette dei calciatori, approfondimenti per gli insegnanti, link ad altre iniziative ecc. “Non fare autogol” è il tassello di un progetto più ampio che ha come obiettivo l’apertura della nostra professione al pubblico», è intervenuto il professor Carmine Pinto, Segretario nazionale dell’AIOM, che ha concluso sottolineando che: «L’oncologo è una delle principali figure di riferimento per il malato e per la sua famiglia, non ha senso quindi che il suo campo d’azione rimanga limitato solo alla patologia ormai conclamata. È un percorso che deve essere intrapreso molto prima. Per questo vogliamo comunicare il più possibile l’importanza della prevenzione e del controllo dei fattori di rischio. Utilizzando anche i linguaggi che più fanno presa sui giovani, come quello dello sport o di internet. Abbiamo appena lanciato il nuovo sito dell’Associazione ( www.aiom.it ), che deve diventare un punto di riferimento per i medici, ma anche per i cittadini che cercano informazioni valide e certificate sul cancro. Sono disponibili ad esempio tutti gli opuscoli che abbiamo pubblicato nel tempo, dal tumore del seno al melanoma, oltre ai link a siti internet certificati che trattano temi oncologici».

Fumo e cancro
Il fumo di tabacco è il principale fattore di rischio oncogeno per l’uomo. Sapevi che il tabacco provoca più decessi di alcol, AIDS, droghe, incidenti stradali, omicidi e suicidi messi insieme? Una sigaretta contiene non solo tabacco, ma anche un numero altissimo di elementi dannosi e nocivi per il nostro organismo. A ogni boccata, durante la combustione, si sprigionano più di 4.000 sostanze chimiche! Non cominciare a fumare è il miglior modo per tenere lontane molte forme di tumore. Anche se si è già preso il vizio, smettere prima possibile consente di ridurre notevolmente il rischio di ammalarsi! “No grazie, io solo light”. Credi che questa sia la soluzione? Le sigarette leggere contengono le stesse sostanze dannose di quelle tradizionali (catrame, nicotina e monossido di carbonio), in quantità ridotte. Questo però non significa che la persona ne risenta di meno: di solito vengono aspirate più profondamente oppure ci si sente legittimati a consumarne di più. Ricorda, infatti, che è determinante non solo quante sigarette si fumano, ma anche per quanto tempo si protrae l’abitudine. Diversi studi dimostrano, ad esempio, che per chi inizia a fumare prima dei 30 anni aumenta anche il rischio di cancro al colon retto. Tutti danni che è possibile evitare rinunciando completamente alla sigaretta. Una sfida difficile, ma non impossibile. Per chi ha già cominciato a fumare, smettere offre fin da subito benefici che con il passare degli anni diventano sempre più importanti. Quindi non perdere tempo e non cercare scuse: dì addio alle sigarette e guadagna anni di vita!

Alcol e cancro
Non servono sforzi particolari per stare alla larga dai tumori. In alcuni casi basta un pò di moderazione. Per esempio con le bevande alcoliche che, se consumate in eccesso, sono un importante fattore di rischio per l’insorgenza di neoplasie delle vie aeree e digerenti superiori (cavo orale, faringe, ipofaringe, laringe, esofago), inferiori (colon retto), del fegato e della mammella. Bene, devi sapere che bastano 50 grammi di alcol al giorno, equivalenti a poco più di tre bicchieri di una bevanda alcolica, per aumentare di due o tre volte il rischio di tumori della cavità orale, della faringe e dell’esofago rispetto ai non bevitori. L’alcol svolge la sua azione cancerogena in diversi modi: può danneggiare alcuni tessuti o organi, può interagire con altri composti dannosi come il fumo potenziandone gli effetti nocivi o può ridurre la capacità protettiva di alcuni nutrienti. Tenete conto che nessuna bevanda alcolica è sicura: anche il vino, che potrebbe svolgere una qualche funzione protettiva per il sistema cardiovascolare, quando si superano le dosi consigliate aumenta le probabilità di ammalarsi di tumori. Il fattore determinante, infatti, non è il tipo di bevanda, ma l’alcol in essa contenuta: per questa ragione è preferibile evitare i superalcolici che contengono un elevato tasso di etanolo. Bisogna fare molta attenzione alle grandi bevute del weekend: gli eccessi del fine settimana portano all’accumulo di grasso addominale, legato a diabete, cardiopatie e varie forme di tumori. L’assunzione di alcol, inoltre, è assolutamente sconsigliata prima dei 15 anni! L’organismo non è in grado di “digerirlo”.

Sedentarietà e cancro
Sei una persona pigra? A quanto pare sei in buona compagnia: sono 22 milioni gli italiani che non praticano sport. Lo sapevi che chi pratica sport ha il 30% di probabilità in meno di contrarre malattie anche gravi rispetto a chi ha uno stile di vita sedentario? Il nostro corpo è una macchina perfetta, fatta per durare a lungo, ma per funzionare al meglio deve essere tenuta in moto! Inoltre, il potere protettivo dello sport funziona a qualsiasi età. Per te, però, è ancora più importante, in quanto stai attraversando l’ultima fase del tuo sviluppo fisico: fare sport, ora ti permetterà di ottimizzare queste potenzialità, ottenendo vantaggi che ti sarà più difficile conquistare più tardi. Ogni disciplina fa bene: jogging, nuoto, bicicletta… ma è ottima anche la partita a calcetto con gli amici o una passeggiata a spasso con il cane! Per scegliere quella più adatta a te e praticarla in sicurezza meglio rivolgersi per una visita al medico di famiglia o dello sport. Ma non è finita. Lo sapevi sai che lo sport rende che migliora anche l’umore? Questo grazie alle “endorfine”, sostanze chimiche rilasciate dal nostro cervello durante l’attività fisica! Non è mai troppo tardi per avvicinarsi ad una disciplina sportiva! Il divertimento è assicurato così come il guadagno in salute. Ai fini della prevenzione la regola è la costanza: sono consigliati almeno 30 minuti di attività fisica al giorno, ad esempio una passeggiata a passo spedito o un giro in bicicletta.

Alimentazione e cancro
Qualche volta ti sarà capitato di saltare i pasti perché di fretta e di dover ripiegare su alternative più improvvisate, come ad esempio il cosiddetto junk food (o cibo spazzatura). Una cattiva educazione alimentare può portarti a commettere questi passi falsi, senza tenere conto però che se mangi male ti diventa anche più difficile restare in forma. Ingrassare significa far aumentare il rischio di diabete e di problemi al cuore, ma non solo. È stato calcolato che oltre il 30% dei tumori è direttamente collegato ad una dieta scorretta. L’obesità è uno dei principali fattori di rischio oncologico e ha uno stretto legame con lo sviluppo di alcuni tumori, soprattutto colon, rene, colecisti, prostata, utero e mammella. Tuttavia molti casi di cancro potrebbero essere evitati mangiando in modo sano ed equilibrato. Ricorda: non esistono alimenti sbagliati, ma solo quantità sbagliate. Punta ad alimenti leggeri, sani e freschi. Limita il consumo di carni rosse, insaccati e pietanze particolarmente salate. Via libera invece a frutta e verdura, che devi mangiare in abbondanza durante i pasti o come spuntino nel corso della giornata. Un errore piuttosto comune è quello di crearsi delle “diete fai da te”, che rischiano di far dimagrire in modo sbagliato, rubando energia all’organismo e ai muscoli. Se vuoi mangiare in maniera bilanciata, affidati alla dieta mediterranea, dichiarata patrimonio dell’umanità dall’UNESCO nel 2010. La sua composizione è semplicissima: verdure, frutta, pesce azzurro, carboidrati, olio di oliva, cereali e legumi.

Lampade abbronzanti e cancro
I raggi solari sono fondamentali per moltissime funzioni corporee, tra le quali una corretta formazione delle ossa. Ma non bisogna abbassare la guardia! Non proteggersi adeguatamente dal sole è un importante fattore di rischio per lo sviluppo del melanoma, un tumore cutaneo molto aggressivo. “Rosolarsi” troppo a lungo quando la pelle non è abituata, esporsi nelle ore centrali della giornata (dalle 11 alle 16), non utilizzare creme solari: questi sono gli errori peggiori che si possano commettere, magari nell’illusione di fare del bene al nostro corpo dandogli un colore bello biscottato. Ma non dovreste mai dimenticare che cos’è davvero l’abbronzatura: è un meccanismo di difesa della nostra pelle, attivato per proteggersi dalle radiazioni solari. Tuttavia da solo non basta. Quando si sta al sole bisogna sempre ricoprire la pelle scoperta con abbondante crema solare. E scordatevi l’idea di prepararvi all’abbronzatura con una lampada solare! L’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC) e l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), hanno innalzato il livello di rischio delle apparecchiature Uv nella classe di massima allerta: sono considerate “cancerogene per l’uomo”, esattamente come le sigarette! Recenti ricerche, inoltre, hanno dimostrato che usare i lettini solari al di sotto dei 35 anni aumenta il rischio di tumore alla pelle del 75%. Non non servono assolutamente per rendere la pelle più resistente al sole, ma anzi danneggiano il sistema immunitario e gli occhi. Un abitudine, tra l’altro, tanto più pericolosa se iniziata da giovanissimi!

Sesso non protetto e cancro
Sapevate che il 15-20% dei tumori deriva da infezioni che possono essere prevenute? Alcune tra queste, come l’epatite o il papilloma virus, si possono trasmettere attraverso i rapporti sessuali non protetti. Sebbene il 55% dei ragazzi tra i 15 e i 19 anni abbia già avuto rapporti sessuali, il 31% dichiara di non utilizzare metodi contraccettivi con un nuovo partner. E non è un argomento sul quale scherzare! Facendo sesso non protetto ci si espone non solo al rischio di gravidanze indesiderate, ma anche alle malattie sessualmente trasmissibili (MST). Oltre al virus dell’Hiv, ci sono moltissime altre patologie meno gravi ma molto diffuse, delle quali spesso si sa troppo poco o addirittura nulla. Ad esempio, l’uomo può essere portatore sano del Papilloma virus, il quale però, nella donna, se non trattato porta al tumore all’utero. Se la contraccezione ormonale femminile protegge dalle gravidanze indesiderate, solo il preservativo protegge anche dalle MST! Questo a patto che sia usato nel modo giusto, ovvero fin dall’inizio del rapporto e per tutta la sua durata. Il preservativo è molto resistente, ma i suoi punti deboli sono il caldo e gli oggetti taglienti: non conservatelo quindi nel portafogli, nel cruscotto della macchina, o sparso in uno zaino. Se siete uomini, fermatevi prima di iniziare e indossatelo; se siete donne e il partner non lo fa, chiedetegli espressamente di usarlo. Cosa sono 10 secondi di pausa a fronte di una vita sicura e senza pensieri?

Doping e cancro
ll doping è il cancro dello sport. L’assunzione di sostanze come anabolizzanti, stimolanti o ormoni, anche per brevi periodi, può provocare effetti sull’organismo a lungo termine, dopo mesi o anche anni. Alcune di queste sostanze possono favorire la comparsa del cancro e provocare danni gravi alla salute. In particolare: *steroidi anabolizzanti: tumore a fegato, prostata, rene, testicolo, mammella, linfomi; *GH/ IGF1 (ormone della crescita): tumore a mammella, colon, prostata,linfoma; *Eritropoietine (EPO): disordini ematolologici.Lo sport serve a educare mente e corpo al miglioramento delle prestazioni atletiche in sintonia con un sano stile di vita. Il doping non è soltanto un inganno verso gli avversari, ma soprattutto verso sé! I motivi che spingono al doping possono essere molteplici, ma in ogni caso sempre strettamente personali: la popolarità, il successo, la bellezza fisica o estetica. Questi, a volte, possono essere considerati valori prioritari di fronte ai quali si è disposti a qualsiasi compromesso per raggiungerli o mantenerli. Vale veramente la pena di rischiare la vita? Al danno diretto sulla propria salute il doping associa la perdita della vera essenza della cultura sportiva, che è la sana attività motoria, la costanza nel perseguire il proprio miglioramento fisico e mentale ed il rispetto delle regole e dell’avversario. Cercare scorciatoie significa non credere nelle proprie capacità ed equivale ad arrendersi, ammettere di essere perdenti non solo nello sport ma anche nei confronti della vita e, soprattutto, di se stessi. Possiamo magari riuscire a imbrogliare gli altri, ma non noi stessi. Se in palestra o al campetto qualcuno vi propone di utilizzare “vitamine” o altri integratori per migliorare la vostra resistenza o forza fisica, rifiutate e seguite solo i consigli dell’allenatore o del vostro medico di famiglia

Indirizzi utili

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