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Un test genomico per la cura del cancro al seno e al colonCristina Mazzantini, N. 1/2 gennaio/febbraio 2013 A Roma in occasione del XIV Congresso Nazionale dell’Associazione Italiana di Oncologia Medica è stato presentato un test genomico: l’Oncotype DX®. Si tratta di un test rivoluzionario che permette di identificare i tumori a bassa probabilità di dare recidive e di trattarli con la sola terapia ormonale, evitando la chemioterapia e i correlati effetti collaterali. È una scelta altrettanto rivoluzionaria per la paziente, che può ricevere una cura veramente “su misura”. Il test è previsto dalle linee guida come complemento dei criteri decisionali tradizionali sia da St. Gallen® sia dalle maggiori società internazionali, quali American Society of Clinical Oncology (ASCO), National Comprehensive Cancer Network (NCCN) e European Society of Medical Oncology (ESMO), e nella pratica clinica americana, dove è già di uso corrente, ha ridotto l’utilizzo della chemioterapia dal 63% nel 2006 al 45% nel 2009. Disponibile anche per il colon, con un beneficio nel 70-75% dei casi, attraverso l’analisi di 12 geni specifici in forme tumorali allo stadio II e III di nuova diagnosi (O’Connell, ASCO 2012), è in grado di stimare le probabilità di recidive nell’arco di 10 anni. «Efficace nel tumore della mammella e del colon» dichiara il prof. Stefano Cascinu, Presidente Nazionale dell’AIOM, «il test è in grado di fornire preziose informazioni per selezionare in maniera più accurata quei pazienti che potranno trarre reale beneficio da trattamenti chemioterapici, sempre più efficaci perché mirati alla specifica natura di “quel” tumore. Indiscusse e positive, dunque, le ricadute anche in termini di risparmio di tossicità ed economico e di una migliore qualità di vita». «Il tumore del seno costituisce il 30% di tutte le neoplasie femminili – spiega il prof. Paolo Pronzato, direttore della Divisone di Oncologia Medica A dell’Istituto Nazionale Tumori di Genova – rappresentando la neoplasia più frequentemente diagnosticata tra le donne sia nella fascia d’età 0-49 anni (41%), sia nella classe d’età 50-69 anni (35%), sia in quella più anziana di oltre 70 anni (21%), con 40mila nuovi casi ogni anno. Tuttavia il numero di tumori diagnosticati in fase iniziale, grazie agli strumenti di diagnosi precoce, oggi è ormai piuttosto elevato. Condizione, questa, che consente un approccio chirurgico conservativo, seguito da una terapia complementare postoperatoria (cosiddetta terapia adiuvante) per allontanare il rischio di recidive che – a seconda dei casi – può essere di tipo ormonale o chemioterapico. Risulta dimostrato che, nel contesto della popolazione di donne candidate all’esecuzione di questo test (ovvero con tumore allo stadio iniziale, positivo ai recettori ormonali estrogenici e/o progestinici, senza interessamento dei linfonodi ascellari) – all’incirca il 10% – e a un trattamento chemioterapico, l’Oncotype DX permette di selezionare in maniera accurata coloro che potrebbero trarre un reale beneficio da una chemioterapia, evitandone il ricorso nei casi in cui essa rappresenterebbe soltanto un danno in termini di peggioramento di qualità di vita o, al contrario, di trascurarne l’impiego laddove sarebbe necessaria». «Il tumore del colon retto – aggiunge il prof. Alberto Zaniboni, Responsabile dell’Unità Operativa di Oncologia Medica della Fondazione Poliambulanza di Brescia – è una patologia a larga diffusione di Italia, accresciutasi nell’ultimo decennio. Si stima che ogni anno si ammalino all’incirca 50mila persone fra donne e uomini, con una leggera prevalenza di questi ultimi. La terapia standard per il tumore del colon è costituita oggi dalla chirurgia, seguita da un trattamento chemioterapico di norma rivolto a tutti i pazienti in stadio III. Attraverso l’utilizzo dell’Oncotype DX test, si può arrivare a identificare all’interno della popolazione di pazienti operati radicalmente e con linfonodi negativi, il così detto Stadio II, quelli a prognosi peggiore. Questo significa valutare con accuratezza ed efficacia i casi in cui sia più o meno opportuno aggiungere una chemioterapia adiuvante per ridurre le probabilità di recidiva, specie fra la popolazione con stabilità microsatellitare e stadio T3N0M0 – circa l’85% dei casi -, ossia una particolare situazione molecolare in cui i benefici di un trattamento chemioterapico non sono sempre certi. L’utilizzo dell’Oncotype DX, anche in funzione dell’introduzione futura, in fase di validazione e studio di nuovi determinanti molecolari aggiuntivi, potrà essere di aiuto nel rendere il trattamento sempre più “personalizzato” per il singolo paziente». In relazione alla capacità prognostica dell’Oncotype Dx punto focale è l’esecuzione del test prima dell’inizio di qualsiasi trattamento chemioterapico che potrà essere finalizzato nell’arco di 10-14 giorni (tempo massimo per conoscerne i risultati dell’esame) e realizzato su misura all’attività biologica (comportamento e natura) di “quel” tumore, in quanto fornisce indicazioni terapeutiche strategiche quando i criteri abituali (età, dimensione del tumore, performance status, interessamento linfonodale, recettori) non indicano una sicura condotta da adottare. In un terzo delle pazienti sottoposte al test, l’oncologo ha potuto modificare il piano terapeutico evitando la chemioterapia in un quarto e aggiungendola nel 5-10% delle pazienti stesse. A garanzia dell’accuratezza diagnostica, vi è una misurazione (effettuata separatamente 3 volte) sui 21 geni in ogni campione tissutale e trials clinici effettuati su oltre 4mila donne. Valore aggiunto dell’Oncotype DX è anche la capacità predittiva che consente di stimare le probabilità di recidiva nell’arco dei successivi dieci anni. Aumenta il rischio di cancro in chi ha un elevato peso corporeo L’attività fisica riduce la fatigue La riflessologia potrebbe alleviare i sintomi del cancro Indirizzi utili ISTITUTO NAZIONALE PER LA RICERCA SUL CANCRO Oncologia medica A Prof. Paolo Pronzato Tel. 010.5600669 AZIENDA OSPEDALIERO UNIVERSITARIA UMBERTO I Oncologia medica (clinica) Prof. Stefano Cascinu Tel. 071.5964169 FONDAZIONE POLIAMBULANZA ISTITUTO OSPEDALIERO Dipartimento Oncologia Dottor Alberto Zaniboni Tel. 030.3515309 |