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Milano cord blood bank, N. 7 luglio 1999 Dal 1993 è operativa presso il Centro Trasfusionale e di Immunologia dei Trapianti dell'Ospedale Maggiore di Milano una Banca di Sangue Placentare che dispone oggi di circa 2700 unità, diventando la seconda al mondo per numero di unità disponibili. Le unità conservate nella Milano Cord Blood Bank sono state raccolte previo consenso informato dalle donne che partoriscono presso gli ospedali lombardi. A sei mesi dal parto le mamme vengono convocate da alcuni volontari per sottoporsi a un prelievo venoso per la ricerca dei marcatori delle principali malattie infettive (HIV, HBV, HCV, ecc.) e vengono invitate al Centro Trasfusionale per effettuare un prelievo di controllo dei marcatori virali. Perché raccogliere il sangue placentare? Nel sangue placentare sono presenti le stesse cellule contenute nel midollo osseo capaci di generare globuli rossi, globuli bianchi e piastrine, che costituiscono gli elementi corpuscolati del sangue. Circa il 40% dei pazienti affetti da leucemia e da tumore per i quali è necessario il trapianto di midollo osseo non dispone di un donatore compatibile nell'ambito familiare o nei registri internazionali dei donatori volontari di midollo osseo. In questi casi invece del midollo può essere utilizzato per il trapianto il sangue placentare. Come raccogliere il sangue placentare? Si tratta di un'operazione semplice e rapida che consiste nel prelievo, attraverso il cordone ombelicale, del sangue contenuto nella placenta, sangue che verrebbe gettato. La donna non corre alcun rischio e non le è procurata sofferenza alcuna. Il prelievo avviene quando il cordone è stato reciso e il bambino allontanato per le opportune cure: non riguarda quindi il neonato. Il sangue viene raccolto in apposita sacca sterile e immediatamente trasportato alla Banca di sangue placentare per le indagini e successiva conservazione in opportuni contenitori (a -180°C). Perché serve il consenso alla donazione? Il sangue placentare può essere usato per un trapianto solo se è privo di agenti infettivi. E' quindi necessario effettuare dei controlli oltre che sul sangue placentare anche sulla donna che l'ha donato. A questo scopo si effettuano due piccoli prelievi di sangue venoso: uno al momento del parto e un secondo a distanza di sei mesi. La donna deve quindi dare il suo consenso alla donazione e la sua disponibilità a sottoporsi al controllo dopo sei mesi dal parto. Cosa sono le Banche di sangue placentare? Per conservare adeguatamente il sangue placentare sono state create negli Stati Uniti e in diversi paesi europei appositi centri ,denominati Banche di sangue placentare. Nel nostro Paese tali Banche sono presenti a Milano, Roma, Torino, Firenze, Padova, Bologna con un numero globale di oltre 3500 unità disponibili. Nel 1997 le banche di sangue placentare italiane hanno costituito un gruppo denominato |