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Ammalarsi all’estero
Monica Melotti, N. 11 novembre 2013
La vacanza è sempre sinonimo di gioia e di serenità, ma purtroppo può succedere di ammalarsi. Per evitare che una vacanza sia completamente rovinata da questo evento è meglio sapere alcune cose, soprattutto anche per non vedersi costretti a saldare conti esorbitanti. Ecco qualche consiglio, con la consulenza della dottoressa Ines Linardi, responsabile dell’Ufficio coordinamento Servizio alla persona e Assistenza all’estero dell’Asl di Milano, per proteggersi da spiacevoli inconvenienti.
Portate sempre con voi la tessera sanitaria
Prima di partire per sapere se avete diritto ad assistenza gratuita ed eventualmente a quali cure e condizioni, potete rivolgervi alla Asl della vostra città. Un’altra possibilità è quella di consultare la semplice guida interattiva del ministero della salute sul suo sito www.salute.gov. it nella sezione “Assistenza, ospedale e territorio”. Qui basterà digitare il Paese di destinazione e motivo del viaggio, seguiti dalla categoria di appartenenza, dipendenti pubblici o privati, liberi professionisti, disoccupati, pensionati, per ottenere velocemente le informazioni necessarie. È fondamentale infatti sapere, prima della partenza, quali diritti far valere per poi chiedere il rimborso appena rientrati, oppure se sono previste convenzioni con lo Stato Italiano. Ricordatevi di portare sempre con voi la tessera sanitaria sul retro della quale si trova la Team, indispensabile per ottenere le cure.
Come funziona la TEAM
Costituisce il retro della tessera sanitaria nazionale (Tis) o della carta regionale dei servizi per le regioni Lombardia, Friuli Venezia Giulia e Sicilia e permette di usufruire delle cure mediche (e quindi non solo quelle urgenti), coperte prima dei modelli E110, E111, E 119 ed E 128. Dura sei anni, eccetto diversa indicazione da parte della Regione/Asl di appartenenza, e in prossimità della scadenza l’Agenzia delle Entrate provvede automaticamente a inviarne una nuova. Nei Paesi aderenti basta recarsi da un medico o in una struttura sanitaria pubblica o convenzionata ed esibire la tessera per avere diritto a ricevere le cure, alle stesse condizioni degli assistiti del Paese in cui ci si trova.
In Europa si paga solo il ticket
Se ci si sposta per turismo nell’Unione Europea, oltre che in Islanda, Liechtenstein, Norvegia e Svizzera, mostrando la Team si ha diritto all’assistenza alle condizioni e prezzo previste per i cittadini del Paese ospitante. L’assistenza è in forma diretta e pertanto nulla è dovuto, eccetto il pagamento di un eventuale ticket che è a carico dell’assistito e quindi non rimborsabile. Solo in Francia e in Svizzera, dove vige un sistema di assistenza in forma indiretta, il più delle volte viene richiesto il pagamento della prestazione. Il rimborso poi potrà essere richiesto al rientro in Italia, ma anche sul posto all’istituzione competente: la Lamal per la Svizzera e la Cpam per la Francia. Una garanzia importante che però non deve indurre a dare per scontato che il sistema sanitario locale funzioni come il nostro. Per esempio se andate a sciare in Austria, tenete conto del fatto che nel caso un infortunio renda necessario il trasporto di urgenza in elicottero, sarà il medico locale a decretarlo, questo sarà a vostre spese, al contrario di quanto avviene nel nostro Paese.
Nel resto del mondo spesso si paga tutto
Al di fuori dell’Unione Europea i diritti di assistenza sono ridotti. Nella maggior parte del mondo eventuali cure saranno interamente a vostro carico, a meno che non vi soggiorniate a lungo termine per studio o per lavoro. Solo alcuni Paesi hanno infatti stipulato una convenzione con il nostro in questo settore – Argentina, Brasile, Australia, Capoverde, Croazia, Ex Jugoslavia, Tunisia, Principato di Monaco, San Marino e Città del Vaticano – ma le condizioni dell’accordo variano molto di Stato in Stato e sono spesso restrittive, applicandosi esclusivamente ad alcune categorie protette.
ARGENTINA
In questo Paese solo i pensionati e i familiari a loro carico hanno diritto alle cure urgenti in ospedali pubblici o convenzionati. Le prestazioni sono gratuite, salvo il pagamento dell’eventuale ticket di cui non è previsto il rimborso al rientro. Prima di partire è necessario chiedere alla propria Asl il modello I/RAI e portarlo con sé. Per tutte le altre persone è esclusa anche la copertura delle prestazioni del Pronto Soccorso.
BRASILE
Oltre ai pensionati, anche i lavoratori subordinati del settore privato e quelli autonomi a essi assimilati (e i familiari a carico di tutte queste categorie) hanno diritto alle cure urgenti, comprese quelle inerenti alla maternità. La copertura è sempre diretta, il modulo da richiedere alla Asl prima della partenza è l’IB/2. Nessuna tutela per i dipendenti pubblici e i liberi professionisti.
CAPOVERDE
Benché sia stata stipulata una convenzione, non è però ancora stata concordata tra i due Stati la modulistica che la rende operativa. Al momento si può quindi considerare attiva la tutela dei lavoratori italiani distaccati nel Paese, ma non quella inerente i soggiorni temporanei.
TUNISIA
In questo Stato i lavoratori dipendenti e autonomi, e i familiari a carico, in caso di soggiorno temporaneo hanno diritto alle cure urgenti presentando il modello ITN/11 rilasciato prima dalla propria Asl. Anche qui sono esclusi i dipendenti pubblici e i rimborsi a seguito del rientro in Italia.
PRINCIPATO DI MONACO
I lavoratori italiani subordinati del settore privato e autonomi assimilati, così come i pensionati e i familiari a carico hanno diritto alle cure urgenti gratuite con eventuale pagamento del ticket.
SAN MARINO
Ampia protezione nella Repubblica, dove tutti gli iscritti al Ssn, a prescindere dalla loro cittadinanza, hanno diritto alle cure urgenti. Sarà solo necessario chiedere alla Asl, prima di partire, il modello I/SMAR8. Inoltre se per qualsiasi ragione avete pagato le prestazioni basterà conservare le fatture e l’eventuale documentazione sanitaria per chiedere, al rientro in Italia, il rimborso alla Asl sulla base delle tariffe di San Marino (modello I/SMAR13).
CROAZIA
Tutti gli iscritti al Ssn hanno diritto all’assistenza urgente. Basta avere con sé il modulo 111HR rilasciato dalla Asl. Chi è in dialisi o segue l’ossigenoterapia, ha diritto a proseguire le cure, deve però richiedere il modello 111HR speciale. L’assistenza, salvo il solito ticket, è gratuita. Ma se per qualsiasi motivo avete dovuto pagare le prestazioni conservate fatture e documentazione sanitaria, potrete chiedere il rimborso alla Asl sulla base delle tariffe croate.
BOSNIA ERZEGOVINA, MONTENEGRO E SERBIA
I liberi professionisti non beneficiano della convenzione di cui possono invece usufruire per le cure urgenti i lavoratori del settore privato (o autonomi assimilati), i pensionati di tali categorie e i familiari a carico. Il modulo da richiedere e portare è il 70BR. Attenzione a pagare ciò che vi è dovuto gratuitamente perché al ritorno non sarà possibile chiedere il rimborso.
AUSTRALIA
Prima di partire bisogna chiedere alla Asl un’attestazione di iscrizione al Servizio sanitario, così in caso di bisogno, lo si potrà presentare in un ospedale pubblico per avere diritto a tutte le cure urgenti.
STATI UNITI D’AMERICA
Non è prevista alcuna forma di tutela da parte del Servizio Sanitario Nazionale. È esclusa anche la copertura delle prestazioni di pronto soccorso, quindi ti consigliamo di provvedere, prima della partenza, alla stipula di un’assicurazione sanitaria privata.
Se si viaggia per lavoro
Se per motivi di lavoro vi recate nei Paesi extra Europei con i quali non vigono accordi bilaterali in maniera di assistenza sanitaria, potete comunque usufruire della garanzia dell’assistenza in forma indiretta, ossia anticipare le spese e successivamente chiedere il rimborso al ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali (Direzione generale per i rapporti con la UE e per i rapporti internazionali, presso il Ministero degli Affari Esteri) tramite l’ambasciata o il consolato territorialmente competente. Per inoltrare la richiesta ci sono tre mesi di tempo dall’ultima spesa per una determinata malattia o infortunio. L’importante è che prima di partire richiediate alla vostra Asl il relativo attestato, altrimenti perderete il diritto a qualsiasi rimborso delle spese sanitarie. Il periodo di validità dell’attestato sarà pari alla durata del soggiorno all’estero per motivi di lavoro.
Come chiedere il rimborso
Quando è prevista l’opzione della copertura indiretta o comunque è contemplata la possibilità di un rimborso una volta rientrati in Italia si hanno 60 giorni di tempo per fare domanda allo specifico sportello della Asl di appartenenza. Sarà necessario presentare tutta la documentazione medica oltre alle ricevute attestanti le spese. In caso di eventuali dubbi in merito alla scelta della struttura o all’opportunità di esami e cure, tutte le decisioni demandate al medico intervenuto al momento dell’emergenza, sarà la stessa Asl italiana a contattare l’ente competente dello stato estero per i dovuti chiarimenti. Tenete conto che il valore del rimborso sarà corrispondente al costo di quella prestazione nel nostro Paese (potrebbe quindi non corrispondere appieno a quanto pagato) e non comprenderà i ticket.
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