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Caffè & salute

Stefania Bortolotti, N. 12 dicembre 2013

Bere caffè può ridurre il rischio di tumore dell’endometrio (il tumore dell’epitelio di rivestimento dell’utero) che rappresenta il 3,9% di tutti i tumori nel mondo. Tra i tumori ginecologici ha un’alta incidenza, ma una bassa mortalità.
Il Progetto di Aggiornamento Continuo (Continuous Update Project – CUP – dell’International World Cancer Research Fund – WCRF) ha identificato 8 studi prospettici che, basandosi su più di 3.500 casi di tumore dell’endometrio, mostrano una protezione del 7% per ogni tazza di caffè bevuta. Risultati analoghi si avevano per il caffè decaffeinato, basati su circa 2.500 casi di tumore. Questi risultati confermano quelli di meta-analisi precedenti, basate, oltre che sugli studi di coorte anche sugli studi caso-controllo, che trovavano la stessa protezione del 7%.
Per spiegare l’associazione inversa sono stati proposti diversi meccanismi biologici. Il caffè, infatti, contiene molti composti bioattivi tra cui molti antiossidanti, che hanno un effetto anticancerogeno, e l’acido clorogenico che potrebbe ridurre l’iperinsulinemia, soprattutto nelle donne obese che sono quelle a maggior rischio di tumore dell’endometrio. La presenza di una curva esposizione-rischio, la coerenza di risultati tra diversi disegni sperimentali e la plausibilità di potenziali meccanismi di azione biologica suggeriscono che l’effetto benefico del caffè possa essere realmente causale. Ma il caffè non sembra limitarsi a ridurre il rischio di tumore dell’endometrio. Uno studio recente italiano mostra che questa bevanda riduce anche il rischio di melanoma di quasi il 50%, se bevuto giornalmente. L’effetto protettivo è più forte nei soggetti con alcune caratteristiche metaboliche legate agli enzimi della glutatione S-tansferasi (GST). Almeno due studi precedenti sul melanoma avevano mostrato una protezione del caffè, mentre almeno altri due nessuna associazione. Varie ipotesi biologiche sono plausibili, ma non ancora dimostrate.
Infine, in passato si riteneva che la caffeina contenuta nel caffè potesse causare una perdita di massa ossea. Gli studi sull’assunzione di caffè in relazione al rischio di fratture ossee avevano mostrato risultati discordanti. Un grande nuovo studio prospettico svedese, che si basa su più di 3.800 fratture dell’anca in donne in menopausa, ha mostrato un’assenza di relazione con il rischio di fratture e con il rischio di osteoporosi, pur in presenza di una riduzione di massa ossea del 2-4%.

«Tutti i dati recenti sul consumo di caffè e rischio di tumori, ma anche su rischio di molte altre malattie, sono rassicuranti» afferma Alessandra Tavani, Capo del Laboratorio di Epidemiologia delle Malattie Croniche presso l’IRCCS – Istituto di Ricerche Farmacologiche “Mario Negri” di Milano. «Certo, non si può raccomandare di bere caffè allo scopo di proteggersi contro le malattie, ma si può affermare che in persone sane un consumo di tre tazzine al giorno non costituisce un rischio per la salute, ma può addirittura migliorarla» aggiunge Tavani. «L’alimentazione, l’attività fisica e lo stile di vita sono i fattori che maggiormente influenzano la nostra salute», sostiene Amleto D’Amicis nutrizionista e membro del Comitato Scientifico sul Caffè della Fo.S.A.N. (Fondazione per lo Studio degli Alimenti e della Nutrizione). «Con questi nuovi risultati del WCRF e degli altri ultimi studi è stato posto un altro importante punto a sostegno della prevenzione di tumori e altre patologie, coinvolgendo l’attività fisica, il controllo del peso corporeo e il consumo moderato di caffè, quali fattori protettivi», puntualizza D’Amicis.

Rapporto tra corpo e caffè
Dopo il tè, il caffè è la bevanda più consumata al mondo. In passato, bere caffè era considerata una cattiva abitudine paragonata all’eccedere nel bere alcool o a fumare. Tuttavia, a differenza di alcool e fumo che sono davvero nocivi per la salute, nel tempo si sono accumulate sempre più evidenze scientifiche a dimostrare che non solo il caffè non fa male (tranne in soggetti con alcune patologie) ma, se consumato in dosi moderate, può addirittura far bene. Poiché la sostanza più nota contenuta nel caffè, la caffeina, è quella che può avere maggiori controindicazioni, qualche cautela è d’obbligo per coloro che metabolizzano lentamente la caffeina o che hanno controindicazioni mediche. Queste persone tuttavia possono sostituire il caffè con il caffè decaffeinato, ricco delle medesime sostanze del caffè originale, ma privo della caffeina.

Caffè e tumori
La quasi totalità degli studi che hanno analizzato la relazione tra consumo di caffè e rischio di tumore, senza distinguere la sede anatomica, ha trovato un’assenza di associazione. Tuttavia, le varie neoplasie sono malattie con fattori di rischio diversi ed è necessaria un’analisi suddivisa per sito anatomico.

Cavo orale/faringe
La relazione tra consumo di caffè e rischio di tumore del cavo orale/faringe è stata considerata in una pooled-analysis di 9 studi caso-controllo, che ha stimato un odds ratio (OR) cumulativo di 0.61 ( 95% CI 0.47-0.80) per un consumo di più di 4 tazzine al giorno rispetto ai non consumatori. L’OR era di 0.96 ( 95% CI 0.94-0.98) per un aumento di una tazzina al giorno. La protezione del caffè su questi tumori è stata confermata in una metaanalisi basata su uno studio di coorte e 8 studi caso-controllo, che ha calcolato un rischio relativo (RR) complessivo di 0.64 ( 95% CI 0.51-0.80) per il consumo più alto rispetto al più basso.

Colon-retto
Sulla relazione tra caffè e rischio di tumore del colon-retto i dati non sono conclusivi a causa della discrepanza tra i risultati degli studi di coorte, che non trovano associazione, e gli studi caso-controllo, che trovano una relazione inversa.
La relazione inversa potrebbe essere spiegata, oltre che dalla presenza nel caffè di antiossidanti e sostanze antimutagene, anche dal fatto che nel colon il caffè riduce la secrezione di colesterolo e acidi biliari, stimola la secrezione di steroli neutri e aumenta la motilità.

Fegato
Per il tumore del fegato i risultati di 4 studi di coorte e 6 studi caso-controllo sono stati considerati in due meta-analisi che hanno stimato lo stesso RR complessivo di 0.59 (95% CI 0.490.72) per i bevitori di caffè rispetto ai non bevitori (RR 0.45 per i forti bevitori). Avvalora l’ipotesi della causalità dell’associazione, il fatto che il consumo di caffè è inversamente associato anche al rischio di cirrosi epatica, un importante fattore di rischio del tumore del fegato e ha un riscontro negli studi che hanno mostrato una relazione inversa tra consumo di caffè ed elevati livelli di transaminasi, enzimi epatici biomarcatori di danno e infiammazione delle cellule epatiche.

Pancreas
La relazione tra consumo di caffè e rischio di tumore del pancreas è stata molto studiata dopo che nel 1981 era stato pubblicato uno studio che aveva suggerito una forte associazione positiva. Una meta-analisi degli studi pubblicati fino al 2011 non ha trovato alcuna associazione. La discrepanza tra gli studi più recenti e quelli precedenti può dipendere dai metodi più accurati utilizzati negli studi più recenti nel tenere conto dei fattori confondenti, soprattutto del fumo.

Endometrio
Una meta-analisi di 2 studi prospettici e 7 studi caso-controllo sulla relazione tra consumo di caffè e rischio di tumore dell’endometrio ha calcolato un RR di 0.64 (CI 9%, 0.48-0.86) per le forti consumatrici di caffè rispetto alle non consumatrici. Il RR per l’aumento di consumo di una tazzina al giorno era 0.93 ( 95% CI 0.89-0.97). Elevati livelli di estrogeni e diabete sono fattori di rischio riconosciuti per il tumore dell’endometrio e il caffè ha effetti favorevoli sul metabolismo degli estrogeni, sui livelli di insulina e sui fattori di crescita a essa legati (IGF). Infatti, la frequenza di diabete è ridotta nei consumatori di caffè. Pertanto, oltre agli antiossidanti, questi potrebbero essere tra i meccanismi responsabili della protezione del caffè sul rischio di tumore dell’endometrio.

Vescica
La relazione tra consumo di caffè e rischio di tumore della vescica è stata molto studiata da quando la Monografia della IARC pubblicata nel 1991 ha concluso che vi erano evidenze limitate che il caffè potesse essere cancerogeno per la vescica. I risultati di queste numerose ricerche sono stati contraddittori e ancora oggi non si può dare una risposta chiara e conclusiva. Una pooled-analysis, pubblicata nel 2000 e che ha incluso 10 studi caso-controllo europei per un totale di 564 casi, non ha trovato alcuna relazione tra consumo di caffè e rischio di tumore della vescica; un lieve eccesso di rischio è stato osservato solo nei bevitori di 10 o più tazzine al giorno (RR 1.8, 95% IC 1.0-3.3). Una meta-analisi pubblicata l’anno successivo, basata su 3 studi di coorte e 34 studi caso-controllo, ha stimato un RR complessivo di 1.26 ( 95% CI 1.09-1.46) per gli studi che includevano solo gli uomini, 1.08 (non significativo) per quelli che includevano solo le donne e 1.18 ( 95% IC 1.011.38) per entrambi i sessi. Tuttavia, alcuni studi hanno trovato rischi aumentati solo nei non fumatori, suggerendo che questa ipotesi è improbabile. Di conseguenza, sulla base dei dati epidemiologici, si possono escludere forti aumenti di rischio di tumore della vescica nei bevitori di caffè, ma non un piccolo aumento di rischio.

Altri tumori
Per i tumori cosiddetti “big killer”, cioè il tumore del polmone, della mammella e della prostata (oltre a quello del colon-retto di cui si è già detto), gli studi sono numerosi e concordi nel mostrare un’assenza di relazione.
Per tutte le altre neoplasie di: esofago, stomaco, colecisti, dotti biliari, laringe, sarcomi, melanomi, ovaio, cervice, vulva, rene, bacinetto renale, uretere, cervello, tiroide e tessuto linfoide e connettivo, gli studi epidemiologici sono rassicuranti, anche se per alcune neoplasie i dati sono scarsi. In particolare per il tumore dell’ovaio, per il quale in passato era stata ipotizzata una relazione diretta, una meta analisi di 7 studi prospettici ha trovato un RR di 1.13 ( 95% CI 0.89-1.43) e un’altra precedente meta-analisi di tutti gli studi non hanno trovato associazione.

Il caffè fa bene?
Gli effetti benefici del caffè sulla salute sono molteplici, dipendono talvolta dalla caffeina, ma per la maggior parte probabilmente dalle altre sostanze contenute nel caffè. Dipendono dal contenuto di caffeina gli effetti del caffè sulla diminuzione del senso della fatica e del tempo di reazione; sull’aumento della capacità lavorativa e del senso di vigilanza; sull’aumento della digestione e della motilità intestinale; gli effetti termogenetici, ergogenici e anti-infiammatori; il potenziamento degli effetti antidolorifici attraverso l’aumentata biodisponibilità e quindi la potenza a parità di dose di alcuni analgesici. Molto probabilmente dipendono dalle altre sostanze contenute nel caffè i molti effetti benefici alla dose moderata di 3-4 tazzine al giorno. Il caffè sembra prevenire l’infarto miocardico, l’ictus, il diabete di tipo 2 e le malattie cardiovascolari nei diabetici, il tumore del cavo orale/faringe, il tumore del fegato (oltre alla cirrosi), il tumore dell’endometrio e forse del colon-retto. Inoltre sembra prevenire la malattia di Alzheimer e di Parkinson. Ed infine il caffè sembra associato a una diminuzione di mortalità totale, anche se questo risultato va confermato.

Conclusioni: la relazione tra caffè e tumori
Si può affermare che, nelle persone sane, un consumo moderato di caffè, cioè 3-4 tazzine al giorno, non presenta rischi per le neoplasie, anzi può avere un effetto protettivo sul rischio di tumore del cavo orale/faringe, fegato (inclusa la cirrosi), endometrio e forse del colon. L’unico tumore per il quale potrebbe esserci un leggero aumento di rischio bevendo il caffè è il tumore della vescica, anche se i risultati non sono ancora chiarissimi e si tratta comunque di effetti moderati. Quindi, sebbene bere caffè non possa essere considerato una “chemoprevenzione”, il caffè non aumenta il rischio di tumore, anzi, può addirittura prevenirne alcuni.

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