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Chemio e Radio a confronto
Monica Melotti, N. 12 dicembre 2013
Tutto cambia. La chemioterapia di oggi non ha nulla a che vedere con quella di cinquant’anni fa. Adesso i principi attivi permettono di mettere a punto terapie personalizzate, elaborate in base al tipo di tumore e allo stato di salute del pazienti, modulandola per limitare gli effetti collaterali. I passi avanti riguardano anche la radioterapia, l’altra tecnica utilizzata per ridurre le cellule tumorali. Oggi abbiamo a disposizione terapie all’avanguardia che hanno una minore incidenza di effetti collaterali, come infiammazione nella zona trattate e stanchezza, e dosi calibrate in base al tipo di tumore, alle sue dimensioni e alla zona del corpo colpita. Una volta le dosi erano uguali per tutti i tipi di tumore secondo rigidi protocolli di cura.
La chemioterapia
I farmaci che vengono impiegati nella radioterapia hanno un’azione citotossica, vale a dire che sono in grado di interferire con i meccanismi legati alla replicazione delle cellule oncogene, favorendone l’eliminazione. «Il suo effetto è particolarmente efficace nel caso di tumori a crescita rapida, come le leucemie infantili e il linfoma di Hodgkin, che oggi guariscono in una percentuale molto elevata», spiega il professor Stefano Cascinu, presidente Aiom (Associazione italiana oncologi medici e direttore della Clinica di Oncologia medica degli Ospedali Riuniti di Ancona. «Attualmente abbiamo a disposizione un centinaio di farmaci chemioterapici, dall’azione differenziata secondo il tipo di tumore. L’azione della chemio è però anche sulle cellule sane a rapida replicazione, come quelle dei bulbi piliferi e della mucosa dell’apparato digerente e questo causa effetti collaterali indesiderati. La ricerca sta studiando nuove strategie in grado di veicolare la terapia solo sulle cellule malate. La novità in questo campo è la nano-chemioterapia bersaglio, che al momento viene eseguita sul tumore della mammella e del pancreas. In questo caso viene utilizzato solo il principio attivo puro, in polvere finissima, che viene legato a nano particelle di albumina, molto simili alle dimensioni delle molecole di albumina presente naturalmente nel sangue. Questa sostanza potenzia il trasporto chemioterapico attraverso le cellule endoteliali. Il chemioterapico e l’albumina diventano così un unico farmaco, simile a una navicella dalle dimensioni microscopiche in grado di raggiungere in modo mirato il bersaglio e depositarsi all’interno della cellula malata».
Quando viene prescritta
Da sempre la chemio viene somministrata a cicli e non se il tumore è troppo piccolo e non ha intaccato i linfonodi. È il caso del tumore al cervello che reagisce alla radioterapia. È invece la terapia di eccellenza per preparare l’organismo a un trapianto di midollo osseo oppure di cellule staminali, come nelle leucemie. «Viene anche prescritta dopo l’intervento chirurgico di asportazione del tumore, in questo caso si chiama “adiuvante” e serve per prevenire un eventuale ritorno della neoplasia, oppure è consigliata dopo un ciclo di radioterapia», continua Cascinu. «Si definisce “neoadiuvante” quando si usa per ridurre la massa tumorale o rendere fattibile e meno demolitivo l’intervento chirurgico. È anche consigliata in caso di metastasi per rallentare la progressione della malattia. Un ciclo completo di trattamenti dura tra i tre e i sei mesi, tra una somministrazione e l’altra passano tre settimane, il tempo necessario per il risveglio delle cellule dormienti. Inoltre durante questo lasso di tempo l’organismo può rigenerarsi e prepararsi alla successiva seduta».
Gli effetti collaterali
Non esiste uno standard per la gravità degli effetti collaterali. I più importanti sono: stanchezza, nausea, vomito, caduta dei capelli, alterazioni del gusto. Tutto dipende da molte variabili, quali: il tipo di farmaci utlizzati, la dose, la durata della terapia e la reazione del singolo. «Gli effetti sono legati all’azione dei farmaci», precisa l’esperto. «Hanno infatti la capacità di distruggere le cellule che si riproducono velocemente, comprese le “buone” come quelle dei capelli e delle mucose. Queste cellule, a differenza di quelle cancerogene, quando cessa la chemioterapia riprendono a crescere con i loro ritmi naturali. Oggi comunque sono disponibili cure che aiutano a prevenire i disturbi legati alla somministrazione. Per esempio quando i farmaci della terapia sono forti, viene aggiunto un medicinale per contrastare vomito e nausea».
La radioterapia
Al posto dei farmaci nella radioterapia ci sono le radiazioni ad alta energia. L’obbiettivo rimane sempre lo stesso: quello di distruggere le cellule tumorali, ma senza danneggiare i tessuti sani. La radioterapia viene utilizzata per le forme tumorali sensibili ai raggi, come per il cancro testa-collo, cervello, prostata, ginecologico e mammella. La scelta dipende però da molte variabili, l’oncologo insieme al radioterapista, decide il tipo di terapia in base allo stadio della forma tumorale e alla localizzazione. «In alcuni casi è più utile la radioterapia perché è in grado di arrivare alla meta con più facilità», spiega Cascinu. «È possibile anche associare le due terapie come nel caso di tumori del retto, perché in questo modo è possibile ridurre la massa tumorale ed evitare un intervento aggressivo e per la stessa ragione quelli dell’ano e dell’esofago. Si usa anche per alcuni tumori cerebrali, come il glioblastoma multiforme».
Gli esami richiesti
Prima di iniziare la terapia, il paziente viene sottoposto a una visita clinica accurata e a un controllo della dentatura in caso di irradiazione della testa e del collo. Inoltre vengono richiesti degli esami del sangue completo e l’analisi delle urine. Gli stessi esami vengono ripetuto dopo il trattamento. Dopo aver eseguito tutti gli esami si passa alla centratura, che è indispensabile con le moderne radioterapie. Consiste nell’esecuzione di una Tac oppure di una Pet-Tc (tomografia computerizzata associata a una tomografia a emissione di positroni, che servono al radioterapista per calibrare l’invio delle radiazioni nella zona bersaglio, risparmiando il più possibile gli organi accanto.
Trattamenti giornalieri
A differenza della chemio, che prevede lungi intervalli tra una seduta e l’altra, nel caso della radio in genere i trattamenti sono giornalieri per una durata totale che varia da una a più settimane. Oltre a questo schema ce ne possono essere altri più specifici, come la Total body irridation, che può essere prescritta a pazienti con leucemia o linfomi prima di essere sottoposit a trapianto. L’irradiazione totale del corpo può essere seguita in un’unica seduta con dosi molto elevate oppuee con circa otto trattamenti a dosaggi più bassi. Il trattamento non è doloroso e dura nelle sedute standard al massimo una decina di minuti, compreso il tempo di posizionamento del paziente. Gli effetti collaterali variano da soggetto a soggetto. Ci sono pazienti hanno che non hanno quasi problemi, altri invece che stanno male. È comunque importante in caso di dolore dirlo subito al medico ed evitare di soffrire in silenzio. Tra i segnali più importanti c’è un’alterazione della percezione del gusto, con la sensazione di avere un gusto metallico mentre si mangia. Come strascico del trattamento può rimanere una grande stanchezza. Si tratta di un sintomo che si risolve da sé con il tempo.
Le diverse tecniche delle radioterapia
RADIOTERAPIA CONFORMAZIONALE
È una tecnica avanzata di radioterapia. Per irradiare l’organo si utilizza un collimatore multilamellare che può essere regolato in modo da conformarlo il più possibile alla forma dell’area da trattare. In questo modo, è possibile utilizzare una dose più ele¬vata di radiazioni e ridurre l’esposizione dei tessuti sani.
RADIOTERAPIA CON FASCI A INTENSITÀ MODULATA
I fasci di radiazioni vengono programmati al computer dal radioterapista in base alla forma e alla localizzazione del tumore. Così, alcuni arrivano diritti sulla zona del corpo da trattare, mentre altri colpiscono il tumore di lato. Ogni fascio inoltre viene modulato di intensità, per aggredire lo massa tumorale a ogni strato. L’irradiazione sul bersaglio può essere effettuata con dosi più elevate, dal momento che vengono risparmiati i tessuti sani, con migliori risultati.
TOMOTERAPIA EUCOIDALE
Il tumore viene colpito a 360 gradi da un’apparecchiatura ad arco che scorre sul mabto, ruotando. In più, durante la terapia vengono effettuate delle Tomografie cosiddette di centraggio, che permettono di verificare con precisione lo posizione del tumore e, se necessario, di aggiustare l’intensità e lo dose di irradiazione. Ma c’è di più. Mentre con la terapia tradizionale talvolta veniva richiesto di spostarsi leggermente, qui durante il trattamento si muove lievemente anche il lettino, per garantire una migliore distribuzione della radioterapico sul tumore senza muovere il malato.
BRACHITERAPIA
La sorgente radioattiva non arriva mediante fasci, ma è incapsulata in speciali semi o aghi che perciò diventano radioattivi. I semi rappresentano una delle terapie mirate in caso di carcinoma prostatico. L’obiettivo è quello di distruggere il cancro, senza esporre a radiazioni i tessuti e gli organi sani. Le sostanze radioattive non sono pericolose per la salute e possono essere impiantate in modo permanente se si utilizzano i semi oppure per un tempo determinato se si tratta di aghi. I semi in particolare esauriscono la loro carica nell’arco di qualche mese e rimangono inattivi all’interno della cavità, senza che ne sia necessaria l’asportazione. Nel caso degli aghi, invece, bisogna rimanere in ospedale perché vengono inseriti e poi tolti per due-quattro volte nell’arco di due giorni consecutivi. Unico problema: in tutto il periodo di radioterapia con gli aghi, i familiari possono far visita al malato ma solo dopo aver indossato gli appositi camici che proteggono dalle radiazioni. Nel caso dei semi, invece, che comportano un’emissione di radiazioni minima, l’unica avvertenza è quella di stare lontani dalle donne in gravidanza mentre sono in fase attiva.
ADROTERAPIA
È ancora una tecnica sperimentale. Si tratta di una particolare radioterapia che al posto dei fotoni come nella tecnica tradizionale, utilizza particelle pesanti chiamate adroni. Permette di utilizzare dosi molto elevate di radioterapia e di riuscire a penetrare anche in masse tumorali composte da cellule particolarmente resistenti alle radiazioni.
Chemioterapia, tante versioni di una stessa cura
Quando si pensa a una seduta di chemioterapia, l’immagine è sempre quella del malato sdraiato, con la sostanza che viene somministrata via flebo. Non è più solo così. Ora ci sono farmaci sotto forma di capsule o di compresse, che si possono assumere per bocca. «II grande vantaggio è che la persona può seguire la cura a casa e questo è molto importante ai fini della qualità della vita e dell’umore» dice il professor Cascinu. «Il paziente però va educato a questa tera-pia, perché occorre seguire uno schema rigido e infatti di solito la prima dose si assume in ospedale». Ben diverso è il caso della cura per via endovenosa. Il malato deve necessariamente recarsi in ospedale. A seconda del tipo di farmaci utilizzati, la somministrazione può essere attraverso la classica siringa, che viene preferita quando occorrono solo due o tre minuti, oppure con la flebo per infusione, se ci vuole più tempo. Per intenderci, si parla di 30 minuti, ma anche, come nel caso talvolta della leucemia, di alcune ore di seguito. Ci sono situazioni poi che richiedono trattamenti con più giorni o addirittura mesi di terapia continuativa. Qui la soluzione è la pompa per infusione, che viene inserita in anestesia locale sotto pelle, nella zona dove deve essere somministrata la chemio, goccia a goccia. Si utilizza invece un sottile catetere in caso di chemio per via intravescicale, in seguito a un tumore della vescica, e un tubicino estremamente flessibile per la somministrazione dei farmaci nel torace e nell’addome.
Indirizzi utili
AZIENDA OSPEDALIERO-UNIVERSITARIA UMBERTO I
Via Conca, 71 - 60020 Torrette di Ancona (An)
Prenotazioni/informazioni: Tel. 071.5964051 – 596.3105 – 4878
Centralino: 071.5961
www.ospedaliriuniti.marche.it/portale
Oncologia medica (clinica)
Prof. Stefano Cascinu
Tel. 071.5964169
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