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As.Pre.Ma.Re Fondazione Buccianti

Minnie Luongo, N. 1/2 gennaio/febbraio 2014

L’arma vincente per debellare i tumori renali resta la prevenzione. Detto (e mai ripetuto abbastanza) ciò, la notizia è che As.Pre.Ma.Re, la Onlus nata nel 1979, è appena diventata una Fondazione. Per la precisione: Aspremare, Fondazione Buccianti per la ricerca e la prevenzione delle malattie renali e cardiovascolari. Ce ne parla in dettaglio, con la professionalità di sempre, il suo fondatore professor Gherardo Buccianti.

Professore, quale lo stato dell’arte della nefrologia?
«Stiamo notando come, negli ultimi anni, le malattie renali si sono di gran lunga ridotte, grazie alla prevenzione e alle cure (questo per quanto riguarda le patologie cosiddette primitive, come le nefriti o le patologie ereditarie, anche minori). Di contro, anche in considerazione dell’età media della popolazione sempre più avanzata, sono aumentati i pazienti con patologie proprie dell’anziano. Ecco perché vengono da noi sempre più persone in là con gli anni ipertese, con uno o più bypass, diabetiche (in Italia i diabetici costituiscono ben il 10% della popolazione)».

Quindi?
«Uno degli obiettivi che ci prefiggiamo con la neonata Fondazione è proprio quello di informare correttamente i cardiochirurghi circa l’importanza della prevenzione precoce, così che i pazienti arrivino dal nefrologo quanto prima possibile. Purtroppo, non è raro constatare quanto spropositato sia il livello di creatinina dei pazienti che si sottopongono a una visita specialistica. Ed è superfluo sottolineare come la creatinina (che deriva dalla creatina, una proteina contenuta nei muscoli, ndr) si formi durante un intenso lavoro dei muscoli, entrando perciò in maggiore quantità nel sangue. Essa raggiunge i reni e viene espulsa dal corpo tramite le urine: l’aumento delle concentrazioni ematiche di creatinina e la sua diminuzione nell’urina sono una spia di grave compromissione della funzionalità renale».

Non tutti conoscono bene la funzione dei reni…
«Essi sono, assieme al polmone e al fegato, i principali filtri che depurano l’organismo; in questi organi si accumulano prodotti di degradazione che in alcune particolari situazioni possono raggiungere livelli tossici, innestando lo sviluppo di una patologia neoplastica. Si ritiene che il fumo sia il principale fattore di rischio del tumore al polmone; purtroppo, anche nel tumore renale il fumo – sia attivo sia passivo – costituisce il principale fattore di rischio, che aumenta con l’età d’inizio dell’abitudine, e con il numero delle sigarette fumate.
Probabilmente sono gli stessi motivi che portano a un maggior sviluppo in ambiente urbano rispetto a quello rurale, e che vengono amplificati dall’obesità, dalle diete ricche di grassi animali, dalla malattia policistica dell’adulto, dalle cisti renali acquisite e dall’uso eccessivo di prodotti analgesici contenenti fenacetina. Mentre nei tumori benigni si possono includere tutte le cisti renali semplici che sono di riscontro frequente in entrambi i sessi dopo i 50 anni (e che raramente degenerano in forme maligne) e l’angiomiolipoma (anch’esso a decorso generalmente benigno), i tumori renali maligni sono circa il 3% di tutte le forme tumorali dell’uomo, il 9 0% dei quali è costituito dall’adenocarcinoma. Con frequenza doppia negli uomini rispetto alle donne».

Indirizzi Utili
Ospedale Niguarda Cà Granda – S.C. di Nefrologia e Dialisi
Piazza Ospedale Maggiore, 3 – 20162 Milano
Tel. 02.6123644

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