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Storie di VIP che hanno superato il cancro

Monica Melotti, N. 1/2 gennaio/febbraio 2014

Il cancro si dovrebbe prevenire. Se questo non accade, fortunatamente, si può anche guarire e ciò accade sempre con maggiore frequenza. L’importante è riconoscerne i sintomi, i segnali d’allarme. La prevenzione è l’unica arma sicura che abbiamo nelle nostre mani e ci permette di poter fare una diagnosi precoce, con conseguente prognosi. Troppe volte le persone minimizzano i sintomi e pensando che siano passeggeri li attribuiscono ad attività quotidiane, a momenti di stress e di stanchezza, vi si abituano e convivono con essi credendo che siano parte dell’avanzare dell’età. Troppe volte i sintomi parlano senza essere ascoltati in corpi di persone – vip compresi distratti dagli impegni lavorativi e dal dover essere sempre al top – che sperano in una risoluzione naturale del disturbo; ma a volte questo non accade ed è questo il momento di sottoporsi a esami più approfonditi.

Le donne colpite
È il 2011 quando la cantante Emma Marrone si appresta a iniziare un minitour ma sta male: è sempre stanca, non mangia, arriva a pesare 40 chili. I medici scoprono che nell’utero ha una grande massa tumorale maligna. Inizialmente le danno due mesi di vita, ma operandola d’urgenza riescono a salvarle la vita e l’utero. La storia di Emma, stellina di Amici prima e stella di Sanremo nel 2012, è una delle tante che testimonia come di tumore si possa guarire.

Come Alba Parietti, colpita dallo stesso male e poi guarita. Nel 2002 è Lorella Cuccarini ad accorgersi di dimagrire ogni giorno di più; i controlli rivelano una neoplasia che costringe ad asportarle la tiroide. E ancora, le cantanti Kylie Minogue, Anastasia, Olivia Newton John, hanno sconfitto il cancro al seno e sono tornate a esibirsi dal vivo, più belle e in forma che mai. Stessa sorte per Cynthia Nixon, meglio nota come Miranda, l’attrice dai capelli rossi, di “Sex and the City”, la quale ha dichiarato pubblicamente di aver sconfitto un cancro al seno diagnosticatole nel 2008. «Sono stati mesi duri e non volevo che i paparazzi mi seguissero nei numerosi viaggi fuori e dentro gli ospedali, ma poi ho deciso di raccontare la mia storia per essere di aiuto alle altre donne colpite dallo stesso male».

Ve la ricordate Francesca del telefilm La Tata? La protagonista, Fran Drescher, è sopravvissuta a un cancro dell’utero, come la nostra Nancy Brilli, alla quale a soli 30 anni hanno asportato un’ovaia e mezza. Da allora il suo atteggiamento verso la salute è cambiato: «Ho sbagliato a sottovalutare quei dolori che mi assillavano da tempo – racconta l’attrice – quando, camminando per strada, all’improvviso avvertivo fitte terribili, da piegarsi in due dal dolore. Poi tornavo a casa, prendevo un antidolorifico e la cosa finiva. I medici mi curavano un po’ per tutto, tranne per il male che avevo davvero. Poi ho fatto esami più approfonditi scoprendo così la presenza di un tumore. Sono stata fortunata, poiché era ancora in uno stadio iniziale, ma ho rischiato molto e se potessi tornare indietro starei molto più attenta».

Uomini che hanno sofferto
Michael Douglas deve dire grazie alle radiazioni e alla chemioterapia che gli hanno permesso di sconfiggere il tumore alla gola, ma anche al supporto della moglie Catherine Zeta Jones, che gli è stata vicina durante la malattia. Anche il protagonista di Dexter, l’attore Michael C. Hall, si è ammalato. Il suo era un tumore al sistema linfatico, il linfoma di Hodgkin, fortunatamente preso in tempo. Questa estate il pluripremiato attore Dustin Hoffman è stato colpito da un tumore (la natura non è stata rivelata) che lo ha costretto a un intervento chirurgico. Il male, però, è stato scoperto in una fase iniziale e curato in tempo. Ora l’attore settantacinquenne sta bene ed è in apparente ottima forma. L’ultima notizia riguarda l’attore australiano Hugh Jackman, il Wolverine cinematografico, colpito da un tumore maligno alla pelle. Ha dato la notizia via Instagram facendosi fotografare con un cerotto sul naso. È stata proprio la moglie, insospettita da una strana macchia sul naso a insistere che il marito si facesse controllare, in questo modo ha scoperto di avere un carcioma basocellulare. La lista però si allunga: Antonio Banderas due anni fa ha avuto un tumore alla schiena.

Come l’ha scoperto?
«Ero appena uscito dalla doccia – racconta l’attore – e ho avvertito con le dita uno strano bozzo sulla schiena, mi sono subito allarmato e ho chiamato il medico. Due giorni dopo la visita ero già in sala operatoria per l’estrazione della neoplasia. La biopsia ha rivelato, con grande sollievo, che si trattava di un tumore benigno. Ma era piuttosto grosso, come mi ha detto in seguito il chirurgo, avevo una specie di pugno. Sono stato fortunato ad accorgermene in tempo». Il regista e attore Nanni Moretti del suo tumore, il linfoma di Hodgkin, ne ha fatto addirittura un film. Caro Diario racconta la sua storia e i dialoghi sono ripresi da incontri veri con medici e specialisti. Tutti questi vip però hanno affermato che dopo la sconfitta del tumore sono rinati, diventando più forti di prima. Come hanno rivelato anche altri fortunati: Monica Guerritore, che ha sconfitto un cancro al seno; Lea Pericoli, tumore al collo dell’utero; Sean Connery, tumore al rene; Ewan McGregor, operato per un melanoma e tanti altri.

Intervista ad Alba Parietti
Sempre bella anche a 52 anni, una donna in fermento con ancora tanti progetti da realizzare. Attrice, cantante, scrittrice, opinionista, conduttrice televisiva, fu la prima a condurre una trasmissione sportiva (ricordate il famoso sgabello dove mostrava le sue splendide gambe?). Nel 1997 ha avuto un tumore alla cervice, fortunatamente risolto senza conseguenze. Prevenzione Tumori l’ha incontrata per farsi raccontare la sua storia e il suo percorso di guarigione.

Quali sono stati i campanelli d’allarme?
«Avevo da tempo perdite mostruose, mi ero fatta visitare da ginecologi, evidentemente incompetenti che hanno sottovalutato il problema. Mi dicevano che le perdite irregolari dipendevano da uno squilibrio ormonale della mia età, allora avevo 36 anni e cosi la diagnosi fu ritardata di sei mesi».

Come hai scoperto di avere il tumore?
«Ho trovato un ginecologo che mi ha ascoltato veramente. Mi visitò e mi fece pap-test e colposcopia. Gli esami rivelarono un papilloma virus; dopo una biopsia mi fu diagnosticato un cancro maligno al collo dell’utero. Il sangue mi si raggelò. Volevo uscire dal mio corpo, essere da un’altra parte, non avere mai sentito quelle parole e continuavo a ripetermi “perché proprio a me?” ».

Che cosa accadde dopo?
«Il medico mi disse che era una patologia risolvibile, che si poteva operare in maniera risolutiva. Bisognava solo programmare l’intervento. Nel giro di pochi giorni fui ricoverata e ho un ricordo sereno di quella mattinata; mi avevano accompagnato due mie amiche che cercarono di distrarmi in tutti i modi possibili. Sono entrata in sala operatoria di ottimo umore, quasi euforica. Il risveglio però è stato un incubo: un dolore fortissimo e da lì ho capito che non era stata proprio una passeggiata».

Che tipo di intervento hai subito?
«Il professore mi spiegò che aveva effettuato una “conizzazione”, un nuovo intervento, ideato proprio per questa patologia, che consiste nell’asportazione di una parte, appunto conica, del collo dell’utero e che non lascia conseguenze di nessun genere, nemmeno nei rapporti sessuali e si possono avere addirittura delle gravidanze. Per giunta con quell’intervento ero guarita, non avrei dovuto fare né chemio né altre terapie oncologiche».

Da allora però ti fai controllare con regolarità…
«Certo faccio controlli ogni sei mesi e per fortuna nel corso degli anni non ho avuto recidive. Oggi sono una fanatica della prevenzione, la predico e racconto la mia esperienza. A riprova di quello che si dice della genetica, ho saputo che mia nonna era morta dello stesso male, è stata divorata dalla malattia, quindi esisteva una familiarità».

Quali consigli puoi dare alla nostre lettrici?
«Per anni ho sentito molta ignoranza sull’argomento e mi sono arrabbiata moltissimo perché troppa gente ancora non sa che l’Hpv si può contrarre in età giovanile e che rischia di uccidere anche delle ragazzine. Bisogna diffondere la cultura della prevenzione, le donne devono sapere che esiste un vaccino a cui possono essere sottoposte le ragazzine a partire dai dodici anni d’età, preserva per sempre dalla patologia e penso che dovrebbe essere somministrato a tutte le giovani donne. E poi è fondamentale fare il pap test e la mammografia, non ci sono scuse per rimandare questi esami».

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