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Tumore al pancreas

Cristina Mazzantini, N. 3 marzo 2014

Le sigarette aumentano del 70% la probabilità di sviluppare un tumore fatale al pancreas e sono il principale fattore di rischio evitabile per questa neoplasia. Si tratta di una malattia aggressiva, difficile da individuare in fase iniziale e in costante aumento. Infatti nel 2013 ha colpito 12.200 persone. «La nostra attenzione è altissima: per la prima volta in Italia abbiamo deciso di mobilitare gli specialisti, i medici di famiglia, le associazioni di pazienti e le Istituzioni per creare una vera e propria alleanza contro questa neoplasia», sottolinea il prof. Stefano Cascinu, presidente dell’Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM) puntualizzando: «Abbiamo lanciato la campagna “PanCrea: creiamo informazione”, per sensibilizzare i cittadini e spingerli ad adottare stili di vita sani. Ma non solo: ci rivolgiamo anche al nostro interno. Se vogliamo aumentare le diagnosi precoci e provare a cambiare la storia di questo tumore, dobbiamo rafforzare la collaborazione con altri specialisti, soprattutto con i medici del territorio: solo loro conoscono perfettamente la storia dell’assistito e possono individuare le situazioni a rischio, attuando strategie di prevenzione». A gennaio 2014 è partito il tour nazionale di “PanCrea”, con sette appuntamenti in altrettante Regioni, incontri pubblici con oncologi, medici di famiglia e associazioni di pazienti. «Durante la campagna abbiamo già realizzato due opuscoli, uno sui corretti stili di vita e l’altro per i malati, oltre a un questionario tra i soci AIOM», è intervenuto il prof. Francesco Cognetti, presidente della Fondazione “Insieme contro il cancro” che ha dichiarato: «Sta per partire il primo sondaggio nazionale rivolto agli italiani, per capire quanto ne sanno e quanto ignorano su questo tipo di tumore e sulle neoplasie più in generale. I risultati verranno presentanti agli eventi locali». Creare informazione e dibattito sul territorio è fondamentale per rafforzare il collegamento tra specialista e “camice bianco”. Ha poi commentato il dott. Claudio Cricelli, presidente della Società Italiana di Medicina Generale (SIMG): «Per intervenire nei disturbi di minore entità relativi alle terapie e per eventuali trattamenti palliativi dobbiamo riuscire a cogliere i primi segnali di malattia, così da indirizzare precocemente il paziente al Centro di riferimento, distribuendo allo stesso tempo sul territorio il management delle persone in carico. Con “PanCrea” torniamo finalmente a occuparci di una patologia praticamente misconosciuta, di cui è invece importante parlare con forza». Il testimonial del progetto è Valentina Vezzali, nel doppio ruolo di onorevole e di campionessa. «È per me un grande onore partecipare a questa importante iniziativa», ha spiegato la plurimedagliata olimpica. «Sono consapevole dell’enorme valore della prevenzione nel contrasto ai tumori: porterò questa battaglia nel cuore delle Istituzioni per rilanciare il messaggio di salute veicolato dallo sport. La politica deve giustamente conferire il massimo impegno nella lotta al cancro».

Prevenzione, cura, aspetti riabilitativi, miglioramento della qualità della vita e ritorno a un’esistenza normale: sono gli aspetti toccati durante il recente Convegno di lancio della campagna “PanCrea” a Roma, resa possibile da un educational grant di Celgene. «FAVO, AIMaC e Insieme contro il cancro affrontano questi temi a 360°», ha sottolineato l’avv. Elisabetta Iannelli, Segretario FAVO. «Vogliamo occuparci sempre più di neoplasie gravi come quella al pancreas, che purtroppo trovano poco spazio nei media, perché rappresentano un’emergenza sanitaria, sociale ed economica da affrontare globalmente. L’informazione e il sostegno al malato e alla sua famiglia è un impegno concreto del volontariato oncologico e della società scientifica di oncologia medica per affrontare il cancro e gestire al meglio anche le ricadute sociali e lavorative della malattia. Deve essere una vera e propria chiamata alle armi, in stretta collaborazione con le Istituzioni e il mondo medico affinché in Italia siano garantite a tutti i malati, nel più breve tempo possibile, cure appropriate ed efficaci. Monitoreremo che la disponibilità delle terapie innovative approvate a livello europeo sia immediata su tutto il territorio nazionale».

Si cominciano intanto a registrare significativi passi in avanti nella ricerca scientifica grazie alla messa a disposizione dei clinici del nab-paclitaxel (paclitaxel legato all’albumina in nanoparticelle): un trattamento già impiegato nel campo del tumore della mammella metastatico che sfrutta le più recenti scoperte in ambito di nanotecnologia. La molecola rappresenta un punto di svolta contro il tumore del pancreas, in quanto determina un aumento significativo nella sopravvivenza a un anno e potrebbe essere resa disponibile in Italia nel corso del 2014. Il paclitaxel è formulato in nanoparticelle e legato all’albumina, una proteina del plasma che funziona da veicolo di trasporto del principio attivo. Nab-paclitaxel “viaggia” attraverso le cellule endoteliali, oltrepassa le pareti dei vasi sanguigni più rapidamente rispetto ai farmaci chemioterapici tradizionali e giunge in quantità maggiori nella sede colpita. «Come risulta dal sondaggio condotto tra i soci AIOM a ottobre, all’interno della campagna “PanCrea” – ha commentato il presidente Cascinu – la conoscenza di questa nuova possibilità terapeutica è molto alta (il 78% di loro sa dell’approvazione di nuove armi contro il tumore del pancreas). Ed è sottolineata con forza l’importanza dell’approccio multidisciplinare nella scelta del trattamento. Una strada da percorrere, così come avviene attualmente anche per altre neoplasie».

Nuovo metodo per diagnosticare il cancro al pancreas
Un gruppo di ricercatori della University of Missouri ha trovato un metodo di laboratorio più accurato per diagnosticare il cancro al pancreas, una malattia che uccide il 94% delle persone che ne sono affette entro cinque anni dalla comparsa. «Il cancro al pancreas è diagnosticabile con difficoltà perché sono molto sottili le differenze fra tessuti cancerosi, sani e atipici o sospetti», ha spiegato il prof. Lester Layfield, autore della ricerca. Gli scienziati, studiando record da 57 pazienti sottoposti a esame per cancro pancreatico, hanno valutato 16 caratteristiche di biopsie pancreatiche che potrebbero essere esaminate al microscopio e hanno svolto un’indagine statistica alla ricerca di quelle che, con maggiore probabilità, potevano essere associate al cancro al pancreas. «Abbiamo individuato un gruppo di quattro caratteristiche che potrebbero permettere a un patologo di diagnosticare cancro al pancreas con il 93% di accuratezza, un sostanziale miglioramento rispetto ai metodi tradizionali», ha concluso Layfield.

Chemioterapia e cancro al pancreas
La prognosi dei pazienti con cancro del pancreas non è favorevole, anche se è stato possibile effettuare una resezione chirurgica del pancreas con intenti curativi. La chemioterapia con gemcitabina è attualmente il trattamento standard per il cancro del pancreas avanzato e diversi studi hanno dimostrato un effetto sulla sopravvivenza libera da malattia. Fino ad oggi, però, non era stato ancora valutato il suo effetto sulla sopravvivenza complessiva sempre considerando il suo impiego come terapia adiuvante, cioè dopo intervento chirurgico. Proprio per rispondere a questa importante questione è stato condotto lo studio Conko-001, acronimo Tedesco per Charité Onkologie 001, uno studio multicentrico di fase 3 pubblicato sulla rivista Jama. Infatti, lo studio aveva lo scopo di valutare efficacia e tossicità di gemcitabina in pazienti con cancro pancreatico dopo resezione completa del tumore. I risultati hanno mostrato che i pazienti con cancro al pancreas operati per rimuovere il tumore, e poi trattati per 6 mesi con gemcitabina, hanno aumentato la sopravvivenza globale e quella libera da malattia rispetto alla sola osservazione clinica. «Il tumore al pancreas è una malattia a prognosi sfavorevole, specie per l’attuale incapacità di individuare il tumore in fase precoce, ma anche per la sua elevata tendenza alla diffusione rapida e la sua relativamente scarsa sensibilità alla chemioterapia e alla radioterapia» spiega Helmut Oettle, ricercatore del Dipartimento di oncologia medica ed ematologia della Charité Universitätsmedizin di Berlino e coautore dell’articolo. Anche dopo la rimozione completa del tumore, la stragrande maggioranza dei pazienti recidiva entro 2 anni, con un tasso di sopravvivenza a 5 anni inferiore al 25%. «La chemioterapia con gemcitabina è il trattamento standard per il cancro del pancreas avanzato, ma il suo effetto sulla sopravvivenza dopo l’intervento chirurgico non era stato finora dimostrato» riprende l’oncologo. Hanno preso parte allo studio 368 pazienti con cancro al pancreas completamente rimosso nelle sue parti visibili tra luglio 1998 e dicembre 2004 dai chirurghi di 88 ospedali distribuiti tra Germania e Austria. Seguiti fino a settembre 2012, i pazienti sono stati assegnati in modo casuale al trattamento postoperatorio con gemcitabina per 6 mesi o alla sola osservazione clinica. Al termine del follow up la sopravvivenza media libera da malattia è stata di 13,4 mesi nel gruppo gemcitabina rispetto ai semplici controlli. A favore della chemioterapia postoperatoria anche il tasso di sopravvivenza globale a 5 anni: 20,7% contro 10,4% e quello a 10 anni: 12,2% contro 7,7%. «Questi risultati supportano l’uso adiuvante di gemcitabina dopo resezione completa macroscopica di cancro del pancreas» conclude Oettle.

La frutta secca e il tumore al pancreas
Contro il cancro al pancreas occorre mangiare più frutta secca. Infatti secondo un’importante ricerca condotta dal Brigham and Women’s Hospital, in collaborazione con l’Harvard Medical School di Boston e pubblicata sul British Journal of Cancer, su un campione di oltre 75mila donne si è riscontrato che quelle che consumavano circa 28 grammi di noci, almeno due volte la settimana, mostravano un minore livello di rischio.

Indirizzi utili

AZIENDA OSPEDALIERO-UNIVERSITARIA SAN GIOVANNI BATTISTA LE MOLINETTE
Corso Bramante, 88/90 10126 Torino
Prenotazioni/informazioni: 011.6332220
Centralino: 011.6331633
www.sangiovannibattista.gov.it

Oncologia medica 1 – Dott. Libero Ciuffreda
Tel. 011.6335189
Oncologia medica 2 – Dott. Mario Airoldi
Tel. 011.6333669

ISTITUTO NAZIONALE PER LO STUDIO E LA CURA DEI TUMORI “FONDAZIONE PASCALE”
Via Mariano Semmola 80131 Napoli
Prenotazioni/informazioni: 081.5462833
Centralino: 081.5903111
www.istitutotumori.na.it

Oncologia medica addominale Prof. Rosario V. Iaffaioli
Tel. 081.5903.360 / 359

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