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Un test del sangue per la diagnosi del tumore al polmone
Vera Lanza, N. 4 aprile 2014
Il tumore al polmone è uno dei più difficili da sconfiggere. Questo perché spesso la diagnosi è tardiva, ci si accorge di averlo quando non si riesce più a intervenire. La prevenzione, in questo caso più che mai, è fondamentale. A cominciare dallo smettere di fumare e a fare uno screening periodico. In questa direzione, sulla strada della diagnosi precoce, si colloca un test poco invasivo messo a punto dall’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano (Int). Si tratta di un semplice prelievo del sangue che permetterà di scoprire un tumore al polmone fino a due anni prima della diagnosi precoce che si ottiene con la Tac spirale. In pratica un’arma in più che si va ad aggiungere all’indagine radiologica suggerita per la prevenzione per il tumore al polmone nei forti fumatori. Lo studio condotto dall’Int e pubblicato sul Journal of Clinical Oncology (JCO) ha dimostrato che un test basato su un prelievo di sangue è in grado di ridurre in maniera significativa la percentuale di falsi positivi ottenuti con la Tac spirale. Effettuato sull’analisi di microRNA circolanti nel sangue (sono piccole molecole che, fra le altre cose, regolano la produzione delle proteine e ne controllano i meccanismi di crescita) può essere considerato senza dubbio uno strumento per migliorare l’identificazione precoce del tumore al polmone. I ricercatori dopo aver analizzato circa 400 di queste molecole, ne hanno identificate una ventina specifiche per il tumore polmonare, una specie di firma molecolare. I risultati dello studio sono stati presentati recentemente a San Diego, in California, alla conferenza dell’Associazione Americana per la Ricerca sul Cancro (AACR) e dell’Associazione Internazionale per lo Studio del Tumore al Polmone (IALSC) intitolato “Origini Molecolari del Tumore al Polmone” da Gabriella Sozzi, Direttore dell’Unità di Genetica Tumorale dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano. Inizialmente, il test dei microRNA sarà lanciato per la prima volta negli Stati Uniti, entro il 2014, dalla società londinese privata Gensignia (che ha preso in licenza il brevetto del test sanguigno sui microRNA). La società, che ha sedi a San Diego, negli Usa e a Milano, si occupa dello sviluppo e commercializzazione di test diagnostici molecolari innovativi basati sull’analisi del sangue e ideati per l’identificazione accurata dei tumori.
Lo studio
Campioni di sangue raccolti durante un ampio studio retrospettivo su 939 forti fumatori, arruolati nello studio randomizzato Multicentric Italian Lung Detection (MILD), sono stati utilizzati per determinare l’utilità predittiva, diagnostica e prognostica del test molecolare dei microRNA circolanti nel sangue. Il test molecolare valuta i livelli di 24 microRNA nel plasma sanguigno. I forti fumatori analizzati nello studio correlativo non presentavano la malattia (870 individui) oppure avevano già un tumore al polmone (69 individui). Il test dei microRNA ha dimostrato una sensibilità dell’ 87% nell’identificare il tumore al polmone. Considerando tutti gli individui analizzati, il test dei microRNA ha riportato un valore predittivo negativo del 99% per l’identificazione della malattia e del 99.86% per la predizione delle morti per cancro polmonare, sottolineando l’elevata specificità del test nella corretta identificazione degli individui che non erano malati di cancro. L’alta specificità del test dei microRNA ha ridotto dell’ 80% il numero dei falsi positivi individuati dalla Tac spirale che aveva identificato noduli sospetti in forti fumatori non malati di cancro polmonare. Come ha spiegato Ugo Pastorino, Direttore dell’Unità Operativa di Chirurgica Toracica dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano, «la riduzione dell’ 80% dei falsi positivi ottenuta combinando i risultati del test dei microRNA e della TAC spirale è rilevante da un punto di vista clinico per diminuire il numero dei pazienti risultati positivi all’indagine radiologica ma non malati di cancro polmonare. Questo porterebbe alla riduzione dei conseguenti costi e rischi associati con le ripetute indagini radiologiche o con l’uso di altre metodologie diagnostiche invasive per il paziente». In definitiva, gli esiti dello studio indicano che il test ha un valore predittivo, diagnostico e prognostico e riduce la frequenza dei soggetti falsi positivi. Perché se è vero che la Tac spirale di ultima generazione, dai 16 ai 128 strati, è uno strumento estremamente sensibile, che individua lesioni e noduli polmonari anche molto piccoli, è anche vero che aumentano, e molto, i falsi positivi. La maggioranza dei fumatori con più di 50 anni ha più di una lesione polmonare potenzialmente sospetta, ma solo una su cento potrebbe davvero essere un cancro. Molto più spesso si tratta di lesioni che non si sarebbero mai evolute, i cosiddetti tumori “indolenti”. La Tac spirale però non differenzia tra le forme indolenti e quelle aggressive. Per questo il test dei microRna è così importante. La combinazione della TAC spirale e del test dei microRNA produce una sostanziale riduzione nella percentuale dei falsi positivi che si traduce in una significativa riduzione dei costi per il sistema sanitario eliminando la necessità di indagini diagnostiche addizionali per la conferma del cancro polmonare.
Quello che è certo è che questo studio comparativo è il primo nel suo genere a validare clinicamente un biomarcatore utilizzando campioni di sangue raccolti in maniera prospettica nel contesto di un ampio studio randomizzato per l’identificazione precoce del cancro polmonare. Oltre alla riduzione dei falsi positivi, il test dei microRNA ha mostrato di essere indipendente dallo stadio del cancro polmonare. «Questo studio, ancora una volta, dimostra quanto sia necessario sostenere la ricerca investendo sempre maggiori risorse» ha dichiarato Giuseppe De Leo, Presidente dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano. «Il successo di questo lavoro è stato reso possibile anche grazie al prezioso supporto dell’AIRC». Il lavoro infatti è frutto di un lavoro di squadra, di una proficua collaborazione tra l’Unità di Genomica Tumorale, l’Unità di Chirurgia Toracica e di Radiologia dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano, dell’Unità di Radiologia dell’Università di Parma e il gruppo di Carlo la Vecchia dell’IRCCSIstituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri di Milano. Lo studio è stato finanziato dall’Associazione Italiana Ricerca Cancro (AIRC) nell’ambito sia di Investigator Grants assegnati a Gabriella Sozzi, Ugo Pastorino e Carlo La Vecchia che del progetto Speciale “Innovative tools for cancer risk assessment and early diagnosis” 5X1000 AIRC, dal Ministero Italiano della Salute e da Gensignia.
Lo studio americano NLST
Circa 1,1 miliardi di persone nel mondo sono fumatori e negli Stati Uniti ci sono circa 19 milioni di forti fumatori, cioè di coloro che fumano almeno un pacchetto di sigarette al giorno e che sono fumatori da decine di anni. La TAC spirale è attualmente il metodo consigliato per lo screening del tumore al polmone negli individui a elevato rischio per la malattia, principalmente forti fumatori. Lo studio pubblicato nel 2011 sul New England Journal of Medicine ha riportato i risultati dello studio Americano NLST, che ha dimostrato una riduzione del 20% della mortalità per cancro polmonare nei forti fumatori sottoposti all’indagine radiologica con la TAC spirale in confronto all’uso della radiografia al torace. Nello studio NLST il 24,2% dei soggetti testati erano risultati positivi per il cancro polmonare e la maggior parte di questi era stata sottoposta ad indagini cliniche aggiuntive per confermare la diagnosi. Le ulteriori analisi avevano indicato che il 96,4% dei casi positivi alla TAC spirale erano falsi positivi. È stato quindi auspicato lo sviluppo e l’utilizzo di test molecolari per la riduzione dei costi e dei rischi associati con ripetute analisi radiologiche, e con altri trattamenti invasivi e non necessari, quali biopsie e interventi chirurgici. Lo screening dei forti fumatori usando la TAC spirale ha sì il potenziale di salvare molte vite umane ma è stato messo in discussione a causa dell’alta percentuale di falsi positivi. Le conclusioni dello studio sono comunque estremamente incoraggianti, ma non sufficienti ancora per raccomandare la TAC spirale come procedura di screening di routine nei forti fumatori. Dagli studi ancora in corso, in particolare in Europa, si attendono risposte su varie questioni aperte come la valutazione dei costi e benefici dell’esame, il tasso di falsi positivi e il peso della sovradiagnosi e degli effetti collaterali dello screening.
La fondazione IRCCS, Istituto Nazionale dei Tumori di Milano
Fondata nel 1928 e diventata, negli anni, un Centro nazionale di eccellenza per la ricerca accademica e la cura dei tumori, la struttura è stata classificata come Comprehensive Cancer Center dall’Organizzazione degli Istituti del Cancro Europei (OECI). INT fornisce assistenza sanitaria di alto livello attraverso l’uso di tecnologie, ricerca scientifica all’avanguardia, attività di formazione e qualificazione permanente delle risorse umane.
Tumore al polmone nel mondo
Il tumore al polmone è il big killer, la più comune forma di cancro a livello mondiale e si stima che circa un miliardo di persone nel mondo morirà a causa del fumo in questo secolo. Secondo la Società Americana sul Cancro, il tumore al polmone è di gran lunga il più letale sebbene non sia il più comune tipo di cancro. La mortalità per il tumore del polmone supera quella cumulativa causata dai tumori al colon-retto, al seno e alla prostata. L’elevata mortalità del cancro polmonare può essere attribuita alla comparsa di sintomi clinici solo negli stadi avanzati della malattia quando le possibilità di cura sono molto ridotte. Spesso i sintomi del cancro polmone sono erroneamente associati ad altre cause tra cui le infezioni le conseguenze di anni di fumo, portando a un ritardo nella diagnosi del tumore.
Terapia specifica efficace contro il cancro ai polmoni
Un gruppo di ricercatori della University of Cincinnati ha scoperto che usare terapie aventi come target specifico il profilo molecolare del cancro ai polmoni non a piccole cellule con la proteina mutata KRas, è la migliore strategia contro questa patologia. Lo studio è stato presentato durante la Lung Cancer Joint Conference on the Molecular Origins of Lung Cancer tenutasi a San Diego. Il cancro ai polmoni non a piccole cellule con mutazione KRas attualmente non ammette farmaci e non esiste terapia che possa aiutare questi pazienti. Gli scienziati, nello studio, hanno purificato gli Rna provenienti dalle banche dei tessuti tumorali e normali di polmoni, ottenuti da 20 pazienti con un tipo di cancro al polmone e 17 altri malati con mutazione KRas e cancro non a piccole cellule. I risultati dello studio, a detta dei ricercatori, gettano luce su nuove strategie di trattamento per pazienti con vari tipi di cancro ai polmoni non a piccole cellule collegato alla mutazione KRas.
In Italia 38mila casi di cancro al polmone nel 2013, in aumento nelle donne
In Italia, come nel resto del mondo, il cancro al polmone è la prima causa di morte per cancro. Nel nostro Paese si stima che nel 2013 saranno 38mila i casi di tumore al polmone diagnosticati. Di questi, quasi il 30% sono donne. Esse rappresenteranno l’11% di tutte le nuove diagnosi di tumore nella popolazione generale e, più in particolare, il 15% di queste nei maschi e il 6% nelle femmine. Si calcola che attualmente 1 uomo su 9 e una donna su 36 possa sviluppare un tumore del polmone nel corso della vita. Nel nostro Paese le neoplasie del polmone nei maschi, nel periodo 2006-2009, sono state marginalmente più incidenti nelle regioni settentrionali (73,0 casi/100.000 abitanti) rispetto a quelle centrali (64,7 casi/100.000 abitanti) e a quelle meridionali (65,7/100.000 abitanti). Nelle donne, invece, il divario d’incidenza fra le regioni settentrionali e quelle meridionali è molto più marcato con un tasso di 22,0 casi/100.000 abitanti al Nord, di 18,4/100.000 abitanti al Centro e di 13,8/100.000 abitanti al Sud. I decessi dovuti a tumori maligni saranno circa 173.000 nell’anno 2013 (98.000 fra gli uomini e 75.000 fra le donne). La frequenza dei decessi causati dai tumori è in media ogni anno di circa 4 decessi ogni 1.000 residenti uomini e circa 3 ogni 1.000 donne. In media, un uomo ogni 3 e una donna ogni 6 muoiono a causa di un tumore nel corso della loro vita. (dati Aiom)
Fattori di rischio, non solo le sigarette. Adesso anche lo smog
A causare il tumore ai polmoni sono soprattutto le sigarette. Ma non solo, come dimostra una ricerca pubblicata da Lancet Oncology che dimostra il ruolo dell’inquinamento nell’insorgenza del tumore. Degli oltre 30mila casi all’anno, il 90% interessa persone che sono o sono state fumatrici. Il fumo di sigarette è indubitabilmente riconosciuto come il più consistente fattore rischio per l’insorgenza di un carcinoma del polmone. Il rischio s’incrementa con la quantità delle sigarette fumate e con la durata dell’abitudine al fumo. Il rischio relativo dei fumatori rispetto ai non fumatori è aumentato di circa 14 volte e sale fino a 20 volte nei forti fumatori (oltre 20 sigarette al giorno). La sospensione del fumo di sigarette produce una forte riduzione del rischio. Come spiega il professor Filippo de Marinis, direttore dell’oncologia toracica dell’Istituto europeo di oncologia di Milano, «i ragazzi, se vogliono evitare di ammalarsi, devono dimenticare le sigarette entro i 30 anni. La malattia, infatti, non si presenta immediatamente, ma molti anni dopo». In Italia i malati di tumore ai polmoni hanno un’età media di 63 anni. La prevenzione della malattia resta un problema. I sintomi per riconoscerla sono molto generici: tosse, affanno o raucedine. A causa di questi segnali d’allarme poco riconoscibili la diagnosi medica arriva, nell’ 80% dei casi, quando il tumore è già in fase avanzata. Una ricerca europea condotta su residenti in nove Paesi europei, fra cui l’Italia, che ha le città con l’aria più inquinata in assoluto, ha dimostrato che a causare il cancro al polmone è anche lo smog. Nel mese di luglio del 2013 la rivista Lancet Oncology ha pubblicato uno studio molto ampio, condotto in 36 diversi centri europei, che ha coinvolto 300.000 persone tra i 43 e i 73 anni in nove diversi Paesi. Per l’Italia ha partecipato il gruppo di epidemiologi dell’Istituto Nazionale Tumori di Milano diretto da Vittorio Krogh. I dati ottenuti, che fanno parte del progetto ESCAPE (European Study of Cohortes for Air Pollution Effects), riguardano persone tenute in osservazione per ben 13 anni. Sono stati registrati le abitudini di vita e i cambi di residenza di ogni persona, per mettere in relazione l’eventuale comparsa di un tumore polmonare con il grado di inquinamento delle aree in cui hanno abitato. Nel corso del periodo di osservazione si sono ammalate di cancro al polmone 2.095 persone. Di ognuna di esse è stata studiata l’esposizione alle cosiddette polveri sottili (PM 10 e PM 2,5), legate soprattutto all’inquinamento da traffico, ma anche ad altre sostanze prodotte dai riscaldamenti o dalle industrie. Il risultato non lascia dubbi: per ogni incremento di 5 μg/m3 di PM 2,5, il rischio relativo di ammalarsi di tumore al polmone aumenta del 18%, mentre cresce del 22% a ogni aumento di 10 μg/m3 di PM 10. Sono quindi le polveri sottili le principali responsabili dell’effetto cancerogeno. Lo studio dice anche non esistono limiti al di sotto dei quali l’effetto nocivo svanisce: si sono infatti registrati incrementi dei casi di cancro al polmone anche in gruppi esposti a un livello di inquinamento inferiore ai limiti massimi di norma secondo l’attuale legislazione europea (pari a 40 μg/m3 di PM 10 e a 25 μg/m3 di PM 2,5), limiti che peraltro vengono facilmente superati per molti giorni di seguito anche nelle grandi città italiane. Lo studio è talmente convincente che l’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (IARC) di Lione ha annunciato il 17 ottobre 2013 di avere incluso l’inquinamento atmosferico e le polveri sottili, il cosiddetto particolato, fra i carcinogeni umani di tipo 1.
Indirizzi utili
FONDAZIONE IRCCS ISTITUTO NAZIONALE DEI TUMORI
Via Venezian, 1
Centralino: Tel. 02.2390 1
Informazioni: Tel. 02.2390 2541
Ufficio relazioni con il pubblico URP: tel. 02.2390 2772
da lunedì a venerdì dalle 9.00 alle 12.00 dalle 14.00 alle 16.00
Centro unico prenotazioni CUP: Tel. 02.2390 1
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