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Combattere il cancro “insieme”Stefania Bortolotti, N. 8/9 agosto/settembre 2014 Confrontarsi sugli aspetti della cura per affrontare i problemi degli effetti collaterali della chemioterapia. I progetti per la qualità della vita e la ricostruzione del seno dopo un intervento di mastectomia. L’Azienda Ospedaliera Sant’Antonio Abate di Gallarate al fianco dei pazienti con tumore, per sostenerli durante il loro percorso di cura: insieme a C.A.O.S., il Centro Ascolto Operate al Seno onlus, ha promosso ONCOstories, un ciclo nazionale di incontri tra esperti, pazienti con tumore e familiari, dedicato alla qualità di vita durante la chemioterapia. Prossima l’inaugurazione, presso l’A.O. di Gallarate, dell’Unità di supporto dedicata ai pazienti oncologici, per ascoltarli ed aiutarli ad affrontare tutte le difficoltà legate agli effetti collaterali delle terapie. «Con queste due iniziative – afferma Salvatore Artale, Direttore della Divisione di Oncologia dell’A.O. Sant’Antonio Abate di Gallarate – la nostra Divisione di Oncologia vuole offrire un supporto reale sia dal punto di vista del miglioramento della comunicazione tra medico e paziente, che dal punto di vista dei servizi a disposizione dei pazienti in terapia e dei loro familiari. Uno dei principali obiettivi è offrire ai pazienti strumenti adeguati per aiutarli a gestire gli effetti collaterali della chemioterapia, che impattano gravemente sulla quotidianità, sulla qualità di vita e che possono addirittura compromettere la continuità del trattamento». Nausea e vomito sono ancora tra gli effetti collaterali più temuti. Oggi, grazie a specifiche terapie di supporto, il loro devastante impatto può essere correttamente gestito dall’oncologo, come suggerito da tutte le Linee Guida nazionali e internazionali. Obiettivo del progetto ONCOstories, promosso da Salute Donna onlus e SIPO (Società Italiana di Psico-Oncologia), e realizzato grazie al supporto non condizionato di MSD Oncology, è quello di promuovere il valore curativo del dialogo tra medici e pazienti durante la malattia oncologica. Gli incontri di ONCOstories vengono introdotti dalla proiezione di “Insieme” un cortometraggio liberamente ispirato ad una storia vera che, con la forza del linguaggio cinematografico, racconta frammenti di vita quotidiana di una giovane donna che affronta la battaglia contro il cancro. «Ricevere una diagnosi di tumore è devastante, il racconto della propria storia è uno strumento di cura» sostiene Giovanni Rosti, Direttore di Oncologia nel Dipartimento oncologico dell’Ospedale regionale Ca’ Foncello di Treviso; «il linguaggio cinematografico, poi, ha un valore educativo, fa bene a tutti perché offre un’idea molto umana della persona più che del malato, ci eleva, per così dire, a un livello superiore, più vero e visibile». “Insieme”, applaudito alla 70ª edizione del Festival del Cinema di Venezia e al Festival Internazionale del Cortometraggio di Roma, sottolinea l’importanza di parlare della malattia per affrontare i passaggi più difficili del percorso di cura. «Il progetto ONCOstories vuole contribuire ad abbattere il muro dei silenzi che spesso s’instaura tra medico e paziente; – afferma Annamaria Mancuso, Presidente di Salute Donna onlus – reticenze reciproche dall’una e dall’altra parte a volte impediscono di affrontare aspetti importanti della malattia, come i problemi legati agli effetti collaterali dei trattamenti chemioterapici, che possono avere un impatto drammatico sulla qualità di vita delle persone affette da tumore». Un supporto determinante viene offerto oggi dalle Associazioni. «La nostra missione è ascoltare quello che il paziente ha da dire e da raccontare; ciò rappresenta un prezioso alleato terapeutico della medicina», afferma Adele Patrini, Presidente C.A.O.S.; «il nostro punto di forza è proprio la voce del malato attraverso la quale si porta fuori il dramma, la paura, si alleggeriscono i sensi di colpa e si allenta la tensione. Supporto psicologico e percorsi di umanizzazione integrati col medico aiutano ad affrontare la malattia». Ma quali sono le ragioni profonde che ostacolano il dialogo tra medici e pazienti? « Medico e paziente, a volte, parlano due lingue diverse: il primo tende a esprimersi con un linguaggio che può risultare molto tecnico; il secondo ha bisogno, invece, di comunicare emozioni e sentimenti», sottolinea Luigi Valera, Psiconcologo-psicoterapeuta, Consigliere Lombardia e Nazionale SIPO. «I due si parlano, ma possono rischiare di non capirsi innescando così il pericoloso circolo vizioso legato a ciò che il paziente non dice e che il medico non chiede». Cosa dicono i numeri Ricostruzione del seno: l’autotrapianto di tessuto adiposo “made in Italy” Dialoghi sulla qualità di vita durante il percorso di cura Fondazione IRCCS Istituto Nazionale dei Tumori. I progetti per la qualità della vita dei pazienti oncologici PROGETTO ULISSE, conferenze a carattere divulgativo-informativo, con obiettivo l’empowerment del paziente. Gli incontri – uno al mese in gruppi di 10-20 persone – tra sanitari, pazienti, familiari e amici si svolgono in un clima paritario e dialogico in diverse strutture della Fondazione. “Ulisse” non dà risposte al singolo, ma cerca di spiegare quello che c’è da sapere in merito alla malattia, alla ricerca, alla diagnosi e alle cure, con semplicità, chiarezza e lasciando le porte sempre aperte alla speranza. ITACA, è un percorso interiore per valorizzare le risorse psicologiche delle persone colpite da tumore e di chi le accompagna in questo itinerario di recupero e valorizzazione della salute, organizzato in 6 incontri di 2 ore ciascuno di psicoterapia di gruppo accessibile attraverso una semplice prescrizione medica. Una psicoterapeuta e un gruppo di volontarie guidano i pazienti alla riscoperta delle risorse personali, si parla poco di malattia molto delle risorse che hanno aiutato il paziente a riscoprire e dare valore alla sua vita dopo la diagnosi di tumore. GIOCO-PAROLA, è un ambulatorio per le mamme e i papà malati che desiderano trovare le parole giuste per parlare ai propri figli. Parte dal presupposto che la malattia non deve essere nascosta e che i ragazzi sono e hanno risorse eccezionali a condizione che li si aiuti a capire con amore e fiducia. PROGETTO GIOVANI, accoglienza con cure e assistenza specializzata per gli adolescenti, mirata a una maggiore attenzione specifica per i loro bisogni, molto diversi rispetto alla fascia pediatrica. Social. LABORATORIO ARTISTICO E INTERVENTI NELLE SALE D’ATTESA, si lavora e si progetta sulle sensazioni, sull’emotività evocata dalla forza dell’arte e della creazione artistica. Laboratorio a disposizione dei pazienti, interventi di ristrutturazione delle sale d’attesa basati sull’uso attento del colore e di opere artistiche, in collaborazione con le associazioni dei pazienti e la consulenza di professori e studenti del Politecnico di Milano. CAMPUS CASCINA ROSA, ricercatori e medici lavorano sull’epidemiologia e sull’alimentazione. Dotata di un orto sinergico e di una cucina dove i pazienti imparano a prendersi cura di sé attraverso la conoscenza dei nutrienti, dei singoli alimenti e la preparazione dei pasti che raccolgono le indicazioni provenienti dagli studi e dalle ricerche più serie ed avanzate su cancro e alimentazione e le trasformano in ricette e “stili di vita”. Indirizzi utili AZIENDA OSPEDALIERA SANT’ANTONIO ABATE Prenotazione Ambulatoriale Oncologia – Direttore Dott. Salvatore Artale |