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Come alimentarsi e cucinare durante la chemioterapia
Monica Melotti, N. 12 dicembre 2014
Un’alimentazione non corretta è responsabile del 30% dei tumori. Alimentarsi in modo sano è una delle armi più importanti di cui disponiamo per la prevenzione del cancro. La prevenzione “a tavola” è una degli strumenti più semplici da utilizzare perché dipende solamente da noi. Un valido aiuto sull’argomento viene dal libro “In cucina contro il cancro: 100 ricette per aiutare a contrastarlo” (Il pensiero Scientifico Editore), top seller in diverse librerie, scritto dall’oncologo Cesare Gridelli. Da poco il dottor Gridelli ha pubblicato un altro libro importante, dedicato questa volta direttamente ai pazienti oncologici dal titolo “Alimentazione e cucina durante le terapie antitumorali”. Essendo rivolto ai pazienti, per volontà dell’autore, il libro non è stato messo in vendita ma grazie ad un progetto dell’azienda farmaceutica Novartis verrà distribuito gratuitamente nei reparti di Oncologia di tutta Italia.
Gli effetti collaterali dei trattamenti antitumorali
I trattamenti oncologici, siano essi la chirurgia, la radioterapia, la chemioterapia, l’ormonoterapia o i trattamenti biologici, possono causare effetti collaterali che hanno una ricaduta sulla corretta capacità di nutrirsi e impattare in modo negativo sulla qualità di vita. Come ad esempio la perdita di appetito, secchezza della bocca, problemi ai denti o alle gengive, nausea, vomito, diarrea, stitichezza, infiammazione della mucosa della bocca sono alcuni di questi problemi legati alle terapie. Inoltre molti pazienti hanno necessità durante le cure di continuare a svolgere anche il loro ruolo di madri e mogli e di continuare ad occuparsi della cucina. «Occuparsi del cibo e cucinare è particolarmente difficile quando si ha una nausea persistente», spiega Gridelli. «Molti di questi effetti possono essere controllati, ma l’importante è sapere come comportarsi prima, durante e dopo le terapie, cosa mangiare e quali cibi evitare e anche come cucinarli. Tutto questo è riportato nel libro con anche una serie di gustose ricette da utilizzare in relazione al tipo di disturbo accusato».
Nutrirsi in maniera sana
L’alimentazione riveste un ruolo fondamentale quando si è sottoposti ad un trattamento oncologico. Un adeguato regime alimentare è particolarmente importante perché sia la malattia sia le terapie possono portare a un cambiamento nelle abitudini della dieta, così come la tolleranza di alcuni cibi. «Nutrirsi in maniera equilibrata aiuterà il paziente a sentirsi meglio, a mantenersi in forza, a non perdere peso e a conservare le riserve nutrienti, ma anche a tollerare meglio gli effetti nocivi che possono presentarsi durante il trattamento», continua l’esperto. «Molti di questi effetti collaterali possono essere controllati e la maggioranza di essi scompare al termine del trattamento. È importante, tuttavia, comunicare al proprio medico la presenza di tali disturbi. Voglio precisare che le informazioni raccolte in questo libro non vogliono sostituire il consiglio del proprio medico, ma solo dare dei consigli e suggerimenti su come cucinare determinati alimenti».
Nausea e vomito
La nausea, che può comparire da sola o associata al vomito, è uno dei più frequenti e temuti effetti secondari delle terapie antitumorali. Anche la radioterapia può indurre nausea e vomito, soprattutto quando il trattamento coinvolge la parte superiore dell’addome, mentre il disturbo è meno frequente quando la radioterapia riguarda altre zone del corpo. Attualmente esistono terapie che aiutano a ridurre nausea e vomito. «Quando i farmaci antitumorali colpiscono le cellule malate, dai tessuti danneggiati viene liberata una sostanza che agisce principalmente sul tratto gastrointestinale e cerebrale scatenando i disturbi», spiega Gridelli. «A seconda del tipo di farmaco che viene somministrato e delle caratteristiche della persona che si sottopone alle terapie antitumorali, la nausea e il vomito possono comparire già nel giorno della somministrazione, oppure manifestarsi nei giorni immediatamente successivi. Proprio perché esistono farmaci in grado di alleviare questi disturbi, è molto importante non rassegnarsi e segnalare la presenza di nausea o vomito all’oncologo che saprà impostare la terapia più adatta per ridurre il fastidio. Questo potrà evitare fastidiose conseguenze: una nutrizione non adeguata, infatti, oltre a causare perdita di peso e disidratazione, indebolisce l’organismo e potrebbe ritardare o interrompere il trattamento antitumorale».
Consigli pratici
In generale, sarebbe utile annotare tutti i giorni non solo gli episodi di nausea e vomito, ma tutti i principali sintomi avuti nel corso della terapia, in modo da poterli poi riferire con precisione al proprio medico.
Durante e dopo la terapia
- Cercare di distrarsi durante la somministrazione dei farmaci (leggere, conversare, ascoltare musica, ecc), evitando di farsi prendere dall’ansia e dallo stress;
- Alleviare la sensazione di nausea annusando un limone;
- Sciogliere lentamente in bocca una caramella di menta;
- Nel momento in cui si è sul punto di vomitare, fare respiri lenti e profondi o prendere una boccata d’aria fresca
- Dopo la chemioterapia, è preferibile evitare di esporsi a odore di cibo, profumi e fumo
Quando e come mangiare
- La sera precedente la terapia è preferibile mangiare presto consumando un pasto leggero
- Si consiglia di praticare la terapia a digiuno
- Dopo la terapia si suggerisce di:
- aspettare almeno un’ora prima di bere
- seguire le indicazioni dell’Oncologo: rispettare i tempi di digiuno consigliati (solitamente 2 ore, anche in assenza di nausea o vomito, ma in alcuni casi potrebbero essere necessari tempi più lunghi)
- In caso di vomito acuto è consigliabile:
- evitare di mangiare e cercare di assumere dei liquidi appena possibile, preferendo bevande fredde (acqua o succo di mela trasparente) a piccoli sorsi (uno o due ogni 10 minuti)
- Si consiglia di fare pasti piccoli e frequenti (5-6 al giorno invece dei classici 3), masticando bene e lentamente (mangiare rapidamente favorisce la nausea)
Rimedi anti-nausea
Un aiuto a migliorare la sensazione di nausea e il vomito può arrivare anche dall’impiego di alimenti o condimenti non particolarmente noti nel mondo occidentale, ma che sono di uso comune nei Paesi orientali. Eccone alcuni:
ZENZERO – Chiamato anche ginger, ha proprietà antinfiammatorie e antinausea, in particolare quando è fresco. È una pianta originaria dell’estremo Oriente ed è arrivata in Europa all’epoca degli antichi romani. In cucina se ne utilizzano le radici fresche o essiccate (in polvere), soprattutto in ricette orientali. Il suo impiego si sta estendendo anche in Europa.
UMEBOSHI – Sono prugne utilizzate in Oriente: vengono raccolte ancora acerbe, salate e fatte fermentare. Un pezzetto di frutto in bocca può dare un rapido sollievo dalla nausea. Si possono acquistare nei negozi per prodotti biologici e si consumano direttamente come frutto o crema. La crema può essere spalmata su pane o fette biscottate.
COME CUCINARE – L’ideale sarebbe farsi aiutare da parenti o amici e, possibilmente, farsi preparare altrove i cibi da consumare. Se questo non fosse possibile, cercare di preparare i pasti in orari lontani da quelli in cui si dovranno consumare. È preferibile la cottura al forno, al vapore o al cartoccio. Nel cucinare, si suggerisce di utilizzare sempre la ventola aspirante e tenere la finestra aperta in cucina. Può aiutare ridurre al minimo il consumo di cibi che producono odori intensi, perché stimolano la nausea e il vomito. Per esempio, evitare di soffriggere i cibi in generale e, particolarmente, aglio o cipolla. Dopo aver cucinato, è consigliabile tenere i cibi in pentole o contenitori coperti ed evitare, per quanto possibile, di riscaldarli per non sprigionare ulteriori odori. Un altro accorgimento potrebbe essere pranzare in una stanza diversa da quella in cui il cibo è stato cotto.
Chi è Cesare Gridelli
Cesare Gridelli è nato a Napoli il 24 marzo 1961. Oncologo medico, attualmente è Direttore del Dipartimento di Onco-Ematologia e dell’Unità Operativa Complessa di Oncologia Medica dell’Azienda Ospedaliera “San Giuseppe Moscati” di Avellino. È sempre coinvolto nella sperimentazione clinica di nuovi farmaci a bersaglio molecolare in particolare nei tumori del polmone. È autore di numerose pubblicazioni scientifiche su riviste internazionali e di libri in Italia e all’estero. Svolge da anni attività di relatore a congressi nazionali e internazionali e attività educazionali per l’European Society of Medical Oncology (ESMO) e l’American Society of Clinical Oncology (ASCO). Ha da sempre l’hobby della cucina ed è un appassionato cultore gastronomico. Nella presente pubblicazione ha unito la passione e la cultura gastronomica alle conoscenze scientifiche della sua professione di Oncologo.
| CONTRO LA NAUSEA E IL VOMITO |
| Cibi da preferire |
Cibi da evitare |
| Cibi asciutti come gallette o crackers |
Cibi grassi e fritti |
| Riso o pasta in bianco, conditi con formaggio a pasta dura (tipo parmigiano), o semolino |
Minestre in generale |
| Pollo e formaggio |
Carni rosse |
| Patate (bollite, purè, al forno) Frutta fresca (mele e banane) |
Verdure, ortaggi a foglia |
| Aceto balsamico |
Cibi dolci (aumentano la nausea) |
| Coca cola (qualche sorso può avere un effetto antinausea) |
Spezie e cibi piccanti |
| Menta (ha un effetto antinausea) |
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| CONTRO LA DIARREA |
| Cibi da preferire |
Cibi da evitare |
| Tè e limone |
Latte e derivati (latticini, formaggi) |
| Pesce ricco in omega 3 |
Carne e uova |
| Miele in piccole quantità per dolcificare |
Cioccolato, caffè, alcool |
| Riso, crema di riso integrale |
Pane e cereali integrali |
| Patate, carote, zucchine e cetrioli, preferibilmente lessati, legumi sotto forma di crema |
Vegetali ricchi di fibre (per esempio legumi con la buccia) |
| Banane, mele sbucciate e grattugiate, mirtilli |
Bevande gassate e molto zuccherate |
| CONTRO ACIDITÀ E BRUCIORI DI STOMACO |
| Cibi da preferire |
Cibi da evitare |
| Pasta, riso bianco, pane ben cotto o crackers e grissini |
Pane fresco con mollica e poco cotto, alimenti con farine integrali o di segale |
| Pollo, tacchino, coniglio, pesce magro (merluzzo, sogliola) |
Insaccati, brodo di carne |
| Latte scremato, yogurt bianco magro, ricotta non salata |
Formaggi fermentati o piccanti |
| Verdure cotte (finocchi, carote, cuori di carciofo, zucchine, cavolo, patate) |
Verdure crude in generale, ma soprattutto i pomodori, aglio, cipolla, aceto, sottaceti, spezie (in particolare pepe e peperoncino) |
| Banane, mele |
Agrumi, frutta secca, menta |
| Infusi di camomilla, acqua non gassata, tisane |
Succhi di frutta, tè, caffè, bevande gassate (in particolare coca cola) e alcolici |
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