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La Banca della Salute
Monica Melotti, N. 3 marzo 1998
La Milano Cord Blood Bank è una preziosa banca del sangue cordonale che serve a trapiantare le cellule staminali ai malati di leucemia. A dirigerla è Girolamo Sirchia, primario dal 1972 del Centro Trasfusionale e di Immunologia dei Trapianti presso l'ospedale Maggiore Policlinico di Milano. La Milano Cord Blood Bank, attiva dal 1993, è la più importante banca del sangue europea insieme a quella di Düsseldorf in Germania. Dispone di 2200 unità di sangue pronte per l'uso immediato. Il Centro Trasfusionale ha ottenuto, primo in Italia, la più importante certificazione di qualità ed efficienza (Iso 9002). Per raggiungere questi importanti traguardi sono serviti notevoli sforzi, un impegno continuo, un gioco di squadra ben orchestrato e soprattutto un grande maestro capace di incoraggiare e formare la propria équipe Girolamo Sirchia. Prevenzione Tumori ha intervistato il professor Sirchia per farsi raccontare il segreto del suo successo. Professor Sirchia, partiamo da una considerazione di carattere generale. Qual è la situazione italiana per i trapianti? In lieve miglioramento da quando sta crescendo il reperimento di organi. Purtroppo questa crescita non avviene in modo uniforme ma con un forte divario tra le diverse regioni, in particolare fra Nord e Sud. Inoltre, è una crescita lenta rispetto ai bisogni. Qualche dato: in Italia ci sono 6000 persone in lista d'attesa per il trapianto di rene, 500 per il trapianto di cuore e altrettanti per quello di fegato. Finora siamo riusciti a eseguire 1150 trapianti di rene, 400 di cuore e 400 di fegato. Purtroppo la media italiana di donatori è fra le più basse d'Europa: 12 donatori ogni milione di abitanti, vera mente pochi rispetto ai 29 di Spagna e Austria. Anche la normativa italiana non viene in soccorso. Attualmente è in vigore una legge obsoleta, che noi abbiamo cercato di rinnovare con una proposta tesa a rimediare alle carenze di tipo etico-pratico. Il trapianto è una questione molto delicata, soprattutto per quanto conoscere la manifestazione del consenso nei donatori. A questo riguardo giace in Parlamento una proposta di legge che divide l'opinione pubblica alcuni, nel tentativo di aumentare il numero di donatori disponibili, vogliono che chi non dichiara espressamente di esser contrario alla donazione dei propri organi sia ipso facto arruolato fra i potenziali donatori. Altri ritengono che una tale impostazione sia una forzatura controproducente, che possa addirittura danneggiare il programma di reperimento organi. Inoltre la proposta di legge prevede un'organizzazione dei trapianti a livello regionale anziché multi regionale in questo modo ogni regione avrebbe un proprio programma di trapianto e una propria lista d'attesa, che aumenterebbero i costi e disagi per i pazienti costretti ad iscriversi un più d'una lista regionale. Mi auguro che si riesca a trovare una soluzione per quest'annoso problema. Saranno le Regioni a organizzarsi e impegnarsi per il reperire gli organi per i trapianti, solo così si potranno colmare gli enormi divari e squilibri di oggi, che vedono Emilia Romagna e Friuli al primo posto con 21 donatori ogni milione di abitanti, di contro a Campania e Calabria con le percentuali più basse. A che punto siamo con la Milano Cord Blood Bank? Oltre ad avere oltre 2200 campioni conservati nella nostra banca, vogliamo ancora ampliare il nostro progetto e far decollare il prelievo di sangue placentare in altre aree lombarde. Attualmente c'è un programma comune denominato Grace (Gruppo Raccolta e Amplificazione Cellule Emopoietiche), partito nel 1995, che è la prima rete italiana di banche di sangue placentare (vedi box). Nel luglio 1997 le banche aderenti a Grace si sono costituite in un'associazione. Per aderire a questo network il Consiglio Direttivo dell'associazione ha stabilito alcuni requisiti, fra i quali: la disponibilità di 400 unità di sangue placentare, la condivisione di linee-guide e procedure comuni e la realizzazione di un sistema certificato a controllo della qualità. Siamo sicuri che altre banche tra breve potranno raggiungere i livelli qualitativi della Banca di Milano; noi intanto per il 1998 ci siamo posti l'obbiettivo di arrivare a disporre di 3000 unita di sangue placentare. La sua struttura ha ottenuto la certificazione ISO 9002 che ne attesta l'alto livello dei servizi e dei prodotti. Quali sono le strategie per raggiungere un tale traguardo? Prima di tutto bisogna comprendere cos'è un sistema di qualità. In pratica esiste una struttura all'interno dell'azienda che cura la qualità per conto del cliente o, nel nostro caso, del paziente, i quali devono avere la garanzia che il servizio prodotto rispetti determinati requisiti. Certo questo in Italia è un concetto nuovo, ma il futuro si muove in questa ottica e già molti Centri Trasfusionali europei si stanno orientando verso il sistema di qualità. La svolta è che l'organizzazione opera effettuando controlli non solo sul prodotto finito, ma agisce prevenendo gli errori generati dal processo di produzione. In questo modo si assicura la qualità e si previene l'insorgenza di eventuali difetti ed errori. É chiaro che tutto questo ha un costo e che l'azienda deve impostare determinate strategie. Per esempio deve nominare il responsabile della qualità, che agisce in piena autonomia curando in particolare la definizione degli standard di prodotti e servizi, il controllo delle procedure generali e operative e la verifica della loro applicazione. In sostanza il processo deve svolgersi sempre in modo codificato, perché ogni variazione diventa una possibile fonte d'errore. Nel nostro caso abbiamo studiato il modo più corretto di prelevare il sangue, di separarlo in emo-componenti, di sottoporlo a esami, di controllarlo e di assegnarlo al paziente. Qual è il ruolo della ricerca scientifica italiana? La nostra ricerca dà contributi significativi alla ricerca internazionale, chiaramente tutto è proporzionato alle dimensioni del paese. Ma è soprattutto la ricerca clinica che attraversa un momento difficile perché c'è un impianto burocratico molto pesante e non si riesce ad ottenere in tempi brevi le autorizzazioni ministeriali per avviare gli studi. Spero che la Comunità Europea intervenga per sanare questa situazione. Inoltre bisognerebbe mantenere divise la ricerca "universitaria" da quella sanitaria applicata. In Italia ci sono 6000 persone in lista d'attesa per il trapianto di rene, 500 per il trapianto di cuore e altrettanti per quello di fegato. Finora siamo riusciti a eseguire 1150 trapianti di rene, 400 di cuore e 400 di fegato. Purtroppo la media italiana di donatori è fra le più basse d'Europa: 12 donatori ogni milione di abitanti, veramente pochi rispetto ai 29 di Spagna e Austria. Fra le regioni italiane Emilia Romagna e Friuli sono al primo posto, con 21 donatori ogni milione di abitanti: le percentuali più basse si registrano in Campania e Calabria. Prima di donare... sappiate che bisogna: Avere un'età tra i 18 e 60 anni (65 anni nei donatori periodici) Peso uguale o superiore a 50 Kg Non avere effettuato donazioni di sangue negli ultimi 3 mesi Non essere a digiuno per più di 15 ore Non aver consumato pasti abbondanti nelle ultime 6 ore. Non aver avuto malattie gravi in passato. Essere in buona salute: Non aver avuto malattie negli ultimi 15 giorni Non aver assunto antibiotici negli ultimi 15 giorni Non essere stati sottoposti ad estrazioni dentarie negli ultimi 15 giorni Non essere stati sottoposti ad interventi chirurgici nei 6 mesi precedenti Non essere in stato di gravidanza o non avere abortito nei 12 mesi precedenti. L'Adisco L'Adisco (Associazione donatrici italiana sangue del cordone ombelicale) nata nel 1995 come associazione di donne disposte a donare, dopo il parto, il sangue del cordone ombelicale, altrimenti inutilizzato. Sono ancora troppo poche le strutture in grado di effettuare il prelievo e occorre sensibilizzare le donne sul valore di questa donazione. Chi fosse interessato a partecipare o sostenere questo progetto può telefonare a: Milano tel. 02/55034102 Roma tel. 06/4402955
Centri FONOP - Forza Operativa Nazionale di Oncologia Pediatrica Coordinatori Commissioni Scientifiche Protocolli (http://fonop.cineca.it/it/index.htm).
Leucemia Acute Linfoblastica prof. Giuseppe Masera Clinica Pediatrica - Ospedale S. Gerardo via Donizetti, 106 - 20052 Monza (MI) tel. 039.233513 fax. 039.2301646 e-m.:uj2miqII@vm.cineca.it
Leucemia Acuta non Linfoblastica Prof. Franco Mandelli Cattedra di Ematologia - Università La Sapienza via Benevento, 6 - 00161 Roma tel. 06.857951 fax. 06.44241984 e-m.:tf5rmqcl@vm.cineca.it.
Linfoma non Hodgkin Prof. Luigi Zanesco Centro Leucemie - Clinica Pediatrica via Giustiniani, 3 - 35128 Padova tel. 049.8213536 fax. 049.8213510 e-m.:tf5pdqcl@vm.cineca.it.
Linfoma di Hodgkin Dott. Roberta Burnelli Clinica Pediatrica III-Ospedale S. Orsola via Massarenti, II - 40138 Bologna tel. 051.347694 fax. 051.307162 e-m.:tf5a@vm.cineca.it.
Tumori del Sistema Nervoso Centrale Prof. Luca Cordero di Montezemolo Divisione di Pediatria Oncologica Clinica Pediatrica II Ospedale Regina Margherita Piazza Polonia, 94-10126 Torino tel. 011.69271 fax. 011.6963234 e-m:tf5toqcI@vm.cineca.it.
Neuroblastoma Dott. Bruno De Bernardi Medicina IV - Istituto G. Gaslini via 5 Maggio, 39 - 16148 Genova Quarto tel. 010.56361 fax. 010.3776590 e-m.:tf5geqcl@vm.cineca.it.
Sarcomi dei Tessuti Molli Prof. Modesto Carli Centro Leucemie-Clinica Pediatrica via Giustiniani, 3-35128 Padova tel. 049.8213536 fax. 049.8213510 e-m.:tf5pdqcI@vm.cineca.it.
Tumore di Wilms Dott. Franca Fossati Bellani Divisione di Oncologia Pediatrica Istituto Nazionale per lo Studio e la Cura dei Tumori via G. Venezian, I - 20133 Milano tel. 02.2390588 fax. 02.2665642
Sarcoma di Ewing prof. Pasquale Rosito Clinica Pediatrica III - Ospedale S. Orsola via Massarenti, II - 40138 Bologna tel. 051.347694 fax. 051.307162 e-m.:tf5a@vm.cineca.it.
Tumori Epatici dott. Giorgio Perilongo Centro Leucemie - Clinica Pediatrica via Giustiniani, 3 - 35138 Padova tel. 049.8213536 fax. 049.8213510 e-m.:g4tpdq41@vm.cineca.it.
Retinoblastoma Dott. Antonio Acquaviva Reparto di Onco-ematologia Istituto di Clinica Pediatrica Ospedale Civica via A. Mattioli, 10 - 53100 Siena tel. 0577.290111 fax. 0577.299570 e-m.:tf5siqcI@vm.cineca.it.
Tumori Rari Prof. Margherita Lo Curto Clinica Pediatrica I Via Benedettini, I - 90100 Palermo tel. 091.6666130 fax. 091.421630
Istioicitosi Prof. Adriana Ceci Clinica Pediatrica II - Policlinico Piazza Giulio Cesare, 11 - 70124 Bari tel. 080.271589 fax. 080.278911
La prevenzione per gli Amici del Policlinico Presso l'ospedale Maggiore di Milano è attiva l'Associazione Amici del Policlinico, il cui scopo è reperire i donatori di sangue per soddisfare le esigenze del Policlinico e degli altri dieci ospedali affiliati. Attorno al centro gravitano 17000 donatori con un turn-over di 2000 nuovi donatori ogni anno. L'associazione, per tenersi vicino i propri donatori e garantire loro un buon stato di salute, ha deciso di investire sui programmi di prevenzione. "Il nostro programma di prevenzione mirato sui tumori della prostata è partito nel 1997, e adesso ci accingiamo ad iniziare quello della mammella e della cervice uterina" dice la dottoressa Carla Silvani del Centro Trasfusionale Ci siamo mossi secondo due presupposti: identificare patologie di gravita accertata tenendo conto dei fattori di rischio e dei pochi accertamenti la cui utilità sia dimostrata su una vasta scala. Abbiamo sottoposto i donatori maschi al test di dosaggio del Psa (Prostate Specific Antigen) per prevenire il tumore della prostata. Il Psa è un antigene prodotto dalle cellule epiteliali della ghiandola prostatica, che aumenta quando c'è una patologia tumorale in corso. un test non invasivo (si fa con semplice esame del sangue), da eseguire una volta all'anno dopo i 50 anni. Vi ha aderito il 92% dei donatori, per un totale di 124 persone. Vorrei precisare che un incremento del Psa, i cui valori normalmente sono compresi tra 0 e 4 ng/mL, può verificarsi anche in seguito a episodi infiammatori o di ipertrofia prostatica benigna, quindi in caso di positività, anziché allarmarsi e meglio approfondire con successivi controlli: esplorazione rettale, ecografia prostastica transrettale e, se occorre, biopsia. Con questo programma siamo riusciti a identificare tre donatori affetti da tumore della prostata in fase iniziale che abbiamo indirizzato verso un trattamento precoce". Non poteva mancare un occhio di riguardo per le donatrici con una campagna di prevenzione dei tumori alla mammella e della cervice uterina. Nell'ambito dei tumori femminili ce unanime consenso nel ritenere che la prevenzione primaria gioca un ruolo fondamentale per il tumore della cervice uterina sensibile all adozione di norme igieniche e comportamentali in continua Silvani: u Attraverso la compilazione di un questionario ci proponiamo di sapere dalle nostre donatrici con quale assiduità si sottopongono ai testi di screening (pap-test e mammografia). Poi se lo desiderano le invitiamo a sottoporsi a un esame mammografico e a una visita senologica. Con queste iniziative cerchiamo di migliorare la conoscenza sul problema delle neoplasie femminili e di indirizzare le donne a un uso corretto dei vari test". Se desiderate avere informazioni sulla donazione di sangue telefonate allo: 02/55188962 (Segreteria settore donatori).
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