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Conoscere meglio i tumori femminili

Monica Melotti, N. 3 marzo 2015

Nell’era della comunicazione, delle informazioni in tempo reale, della vicinanza delle distanze, un libro che fa luce sul rapporto fra donne e tumori rappresenta una preziosa risorsa, un momento di riflessione e un’importante occasione di divulgazione scientifica. Il libro “Donne e tumori. Aspetti clinici, psicopatologici e terapeutico-assistenziali”, curato da O.N.Da (Osservatorio Nazionale sulla salute della donna) con il contributo di specialisti esperti in ciascun ambito, analizza i diversi aspetti che la neoplosia comporta.
In Italia ci sono circa 87.000 nuove diagnosi annue di tumori femminili maligni. Inoltre è in costante aumento l’incidenza e la mortalità del cancro al polmone, una volta ritenuta quasi esclusivamente maschile. È superfluo dire che una neoplasia abbia una notevole ripercussione sulla femminilità, sessualità, fertilità e sfera emotiva della donna.

Una medicina di genere
Lo diciamo ancora una volta, la medicina rivolta alle donne richiede un diverso approccio. Il mondo è fatto di uomini e di donne, con corpi e menti differenti e che reagiscono in modo diverso alle malattie, alle terapie, ai farmaci, alle depressioni che sopraggiungono ai momenti drammatici dell’esistenza. «Nel 2007 ONDa promuove il Programma Bollini Rosa che individua e premia le strutture ospedaliere che hanno particolare attenzione verso la salute femminile, offrendo servizi dedicati di prevenzione, diagnosi e cura per l’accoglienza delle pazienti», spiega Francesca Merzagora, Presidente di ONDa. «Questo libro conferma l’importanza dell’alleanza fra scienza e umanizzazione della medicina, non più solo delle pazienti, ma persone che ogni giorno combattono contro il tumore e che sanno che si può anche guarire. Il tema dei tumori femminili è stato trattato attraverso il coinvolgimento multidisciplinare di più specialisti. La prima parte del volume, dedicata agli aspetti clinici e diagnostico-terapeutici, ha analizzato le 3 principali neoplasie dell’universo donna (mammella, collo dell’utero e ovaio) e il carcinoma polmonare, evidenziando il preoccupante trend di crescita di quest’ultimo e di quello al seno. La seconda ha, invece, messo a fuoco i riflessi del cancro e delle sue terapie su femminilità, fertilità e sessualità; argomenti particolarmente delicati, dato l’aumento del numero di tumori che colpiscono giovani donne in età fertile e il progressivo innalzamento dell’età alla prima gravidanza. Nella terza parte viene affrontato il tema cruciale dell’accesso ai farmaci oncologici e del ruolo del Servizio Sanitario Nazionale nel supporto alle pazienti e alle loro famiglie, accanto all’importante contributo delle Associazioni».

Coinvolgere sempre più le istituzioni
«L’oncologia, considerando l’impatto clinico-epidemiologico e socio-economico dei tumori femminili, rappresenta senza dubbio una delle aree tematiche su cui l’Osservatorio è maggiormente impegnato», continua Francesca Merzagora. «In tale ambito i nostri sforzi si concentrano su quelli che riteniamo gli obiettivi fondamentali da raggiungere: coinvolgere le Istituzioni per la definizione d’interventi di programmazione sanitaria mirati a offrire omogeneamente sul territorio nazionale servizi clinico-diagnostici e terapeutico-assistenziali sicuri e di qualità; informare la popolazione, sensibilizzarla e aumentarne la consapevolezza, in particolare sugli aspetti che riguardano la prevenzione (quale unica ed efficace arma di difesa contro i tumori); migliorare la qualità e l’accessibilità dei servizi del sistema sanitario. Il nostro desidero è che il volume rappresenti uno strumento di sensibilizzazione e aggiornamento per gli operatori – clinici e non – coinvolti nella gestione della malattia oncologica, in modo che possano offrire servizi di prevenzione, diagnosi e cura sempre più a misura di donna».
È infatti molto importante accompagnare le pazienti durante tutto il loro percorso terapeutico, sia a livello territoriale che ospedaliero, salvaguardandone sempre la dignità. Da qui l’esigenza e l’importanza di creare una valida e solida rete di supporto sanitario-assistenziale, che accompagni i malati e le loro famiglie nell’affrontare e, possibilmente risolvere, le innumerevoli difficoltà fisiche, psichiche ed organizzative che ogni giorno si trovano ad affrontare. L’obbiettivo è quello di ridurre quel senso di smarrimento e sconforto che inevitabilmente si prova quando viene formulata una diagnosi, soprattutto se a esito infausto. Tutti sappiamo che quando la diagnosi prende il nome di cancro, le connotazioni negative legate al tipo di patologia generano l’impressione di essere completamente invasi e sopraffatti dal male, con conseguente senso di smarrimento, confusione e paura.

Migliorare la qualità di vita
Sconfiggere le malattie e migliorare la qualità della vita, offrendo soluzioni sempre più efficaci, dovrebbe essere la mission delle azienda farmaceutiche. «Finora, grazie anche alle imprese del farmaco, sono stati ottenuti risultati incoraggianti pure nel campo delle patologie tumorali femminili», afferma Massimo Scaccabarozzi, Presidente Farmindustria «Sappiamo che la strada è ancora lunga e difficile, ma attualmente è cresciuta l’aspettativa di vita di tanti pazienti. Ad aumentarla possono contribuire anche i nuovi medicinali immuno-oncologici, ormai in fase avanzata di sperimentazione clinica, che una volta autorizzati ed entrati in commercio potrebbero aprire innovativi scenari di cura. Per raggiungere ulteriori traguardi occorre ampliare il network pubblico-privato nella ricerca, favorendo gli investimenti delle aziende, attraverso la stabilità del quadro normativo e soprattutto la semplificazione burocratica».
Purtroppo la burocrazia italiana ha le catene pesanti e non permette ai farmaci un accesso rapido e uniforme come invece dovrebbe essere. L’industria farmaceutica è pronta ad affrontare le nuove sfide della ricerca, promuovendo la medicina di genere. Per dimostrare l’importanza che le donne hanno per questo settore basta citare un dato: esse costituiscono il 44% degli addetti e il 53% dei ricercatori. Per il futuro sarà importante offrire cure all’avanguardia, che ormai sono sempre più a misura di paziente.

Il libro “Donne e Tumori”
Dopo le malattie cardiovascolari, le neoplasie rappresentano la principale causa di morte femminile, responsabili ogni anno del decesso di 486 donne ogni 100.000 sopra i 75 anni e di 150 dai 55 ai 74 anni. In Italia si stimano circa 87.000 casi annui di tumori maligni su tutta la popolazione femminile in età 0-84 anni ( www. tumori.net, Banca dati 2013 ). Il libro “Donne e tumori, aspetti clinici, psicopatologici e terapeutico essenziali” (Ed. FrancoAngeli), ha coinvolto più specialisti esperti in ciascun ambito. Il libro è dedicato a due persone scomparse Ada Burrone e Mario Sideri, che hanno dato un importante contributo, in ambiti professionali diversi, al mondo dell’oncologia e delle pazienti. Il volume è articolato in tre parti.

La prima parte riguarda i tumori delle donne (seno, collo dell’utero e ovaio)
Dove si trattano gli aspetti epidemiologici e diagnostico-terapeutici, declinandoli per questi specifici tumori, ai quali è stato affiancato quello polmonare. Il tumore del polmone è diventato, in alcuni Paesi del mondo, la principale causa di morte per cancro nella donna, superando il tumore della mammella. Questo è da correlarsi principalmente all’incremento, fra la popolazione femminile, dell’abitudine al fumo. Nel nostro Paese si sono stimate, per il 2013, 38.460 nuove diagnosi, di cui 27.440 fra gli uomini e 11.020 fra le donne; i decessi, invece, sono stati rispettivamente 22.830 e 8.320. Va sottolineato come nelle donne la mortalità, anche se molto inferiore rispetto ai maschi, sia in costante crescita.

La seconda parte riguarda l’impatto dei tumori sull’essere donna.
È divisa in due contributi. Il primo è dedicato ai riflessi delle malattie tumorali e delle terapie anticancro sulla femminilità, sessualità e fertilità. Aspetti molto complessi che meritano considerazione, in ragione dell’incremento di nuove diagnosi di tumore in giovani donne e del progressivo avanzamento dall’età materna alla prima gravidanza.
Il secondo contributo verte sulla comorbidità dei tumori con i disturbi emotivo-affettivi, con specifico riferimento alla sofferenza psichica delle donne affette da tumore al seno. Il persistere di una sintomatologia depressiva si associa non solo a una peggiore qualità di vita della paziente ma anche a un peggioramento del decorso della patologia tumorale, oltre al rischio di una non-compliance ai trattamenti. La terza parte, invece è prettamente di servizio e riguarda l’accesso ai farmaci oncologici e ai servizi clinico-assistenziali. Viene affrontato il tema dell’accessibilità ai farmaci oncologici, analizzando il ruolo delle Agenzie regolatorie, impegnate nella sfida di trovare un giusto equilibrio tra il bisogno di un accesso rapido ai nuovi farmaci e la necessità di assicurare la disponibilità di dati esaustivi sul loro profilo di beneficio e di rischio, garantendo, inoltre, la sostenibilità del sistema. Viene anche analizzato il ruolo del Servizio Sanitario Nazionale, che deve offrire percorsi di presa in carico globale del malato fin dall’esordio della malattia, mediante un approccio multidisciplinare e la collaborazione fra operatori socio-sanitari, paziente stesso e familiari. Fondamentale, al momento della dimissione ospedaliera, è la continuità assistenziale sul territorio. Infine il contributo delle Associazioni, che rappresentano un punto di riferimento importantissimo per i malati e i loro familiari.

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