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Fumo passivo 8 italiani su 10 ignorano che provoca il cancro
Paola Sarno, N. 5 maggio 2015
Roma, 3 marzo 2015 – Nel Lazio il tumore al polmone colpisce ogni anno circa 4.350 persone (40.000 in tutta Italia). È la terza neoplasia più frequente ma i cittadini non sembrano essere ben informati sulle cause. 8 italiani su 10 non sanno che il fumo passivo provoca la malattia.
E infatti il 71% fuma regolarmente in luoghi chiusi, mentre per il 43% smettere con le sigarette non riduce il rischio di sviluppare questa patologia. Una diffusa ignoranza che preoccupa, visto che il 49% dichiara di fumare in presenza di bambini. Sono alcuni dei dati emersi dal sondaggio condotto dall’Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM) su oltre 3.000 cittadini. L’indagine è presentata oggi all’Istituto Nazionale Tumori Regina Elena di Roma e fa parte della campagna nazionale di sensibilizzazione sul tumore del polmone. L’iniziativa, promossa dall’AIOM con il patrocinio della Fondazione “ Insieme contro il Cancro ” e dell’associazione di pazienti “ WALCE ” (Women Against Lung Cancer in Europe), prevede un tour in otto regioni ed è realizzata con il supporto di Boehringer Ingelheim. « Il cancro al polmone si caratterizza da un forte stigma sociale – afferma il prof. Francesco Cognetti presidente della Fondazione “ Insieme contro il Cancro ” e Direttore Dipartimento Oncologia Medica Istituto Nazionale Regina Elena di Roma -. Il 59% degli intervistati ritiene che chi è colpito dalla malattia, soprattutto se si tratta di un tabagista, sia “colpevole” della sua condizione. Nel Lazio oltre il 23% della popolazione fuma regolarmente. Ricordiamo che respirare sigarette, proprie e altrui, determina il 90% del totale dei decessi per tumore del polmone. E il fumo passivo è un importante fattore di rischio, che aumenta fino al 30% le probabilità di sviluppare la malattia. Ma, come risulta dal sondaggio, troppi ignorano le regole fondamentali della prevenzione. Per questo abbiamo deciso di promuovere un progetto nazionale rivolto a cittadini, oncologi e Istituzioni». L’AIOM ha realizzato anche un’indagine fra i propri soci e in tutti i Centri di oncologia della penisola dove sono stati diffusi due opuscoli informativi: uno sui danni del fumo passivo (e attivo), da distribuire anche negli ambulatori dei medici di medicina generale, l’altro su come affrontare al meglio questa neoplasia, destinato ai pazienti e ai familiari. Il bisogno di informazione è molto alto: l’ 89% degli intervistati vorrebbe, infatti, ricevere maggiori notizie sulla malattia e per il 72% servono più campagne di prevenzione. Il fumo passivo rappresenta il principale fattore ininquinante degli ambienti chiusi e provoca nel mondo oltre 600.000 morti l’anno. «Il 25% della popolazione italiana è esposto ai suoi rischi - sottolinea il prof. Cognetti -. Sarebbe opportuno estendere i divieti antifumo a tutti gli ambienti chiusi o troppo affollati come automobili, spiagge, stadi e parchi. Solo così è possibile difendere la salute di tutti i cittadini, specialmente delle persone più a rischio, come le donne in gravidanza e i bambini. In Inghilterra a partire dai prossimi mesi sarà vietato fumare nell’abitacolo dell’auto in presenza di minori. Speriamo che il nostro Paese segua l’esempio d’Oltremanica».
Una parte importante della campagna è il sondaggio fra oltre 850 specialisti. « Abbiamo condotto questa indagine interna per capire come viene affrontata e trattata la patologia – continua il prof. Cognetti -. Il 78% degli oncologi ritiene che questi pazienti siano colpevolizzati, soprattutto se sono fumatori. Inoltre l’ 86% afferma che lo stigma può influire negativamente sullo stato di salute complessivo. La probabilità di sviluppare una neoplasia polmonare è 14 volte più alta tra i fumatori rispetto ai non tabagisti. Però è fondamentale che il malato avverta la comprensione del personale medico e l’affetto dei familiari. Ben il 95% degli oncologi dichiara di rivolgere domande sul possibile stato di disagio interiore». In Italia il cancro del polmone è uno dei cosiddetti “ big killer ” ed è difficile individuarlo in fase iniziale. Negli ultimi anni, la percentuale di persone che hanno superato la soglia dei 5 anni senza ricadute è aumentata: negli uomini dal 10 al 14%, nelle donne dal 12 al 18%. « Questi risultati positivi sono dovuti anche alla ricerca, che permette agli oncologi di somministrare terapie più efficaci – prosegue il prof. Cognetti -. Tra le nuove molecole, afatinib ha un meccanismo d’azione innovativo e si differenzia dai trattamenti mirati attualmente disponibili perché è in grado di inibire in maniera irreversibile quei recettori che svolgono un ruolo centrale nello sviluppo e nella diffusione dei tumori più pervasivi e a mortalità elevata come il carcinoma polmonare. Il fumo è uno dei principali fattori di rischio. Ma solo il 45% degli italiani è disponibile a cambiare il proprio stile di vita per ridurre il livello di rischio oncologico. Questo dato deve farci riflettere. La prevenzione è un’arma fondamentale nella lotta contro i tumori. Dobbiamo insistere con campagne di informazione ed educazione».
« I progetti focalizzati sulla prevenzione e sulla creazione di cultura sulla patologia rappresentano la nuova frontiera nella collaborazione tra società scientifiche e aziende farmaceutiche. La nostra azienda è orgogliosa di collaborare con AIOM e poter contribuire alla realizzazione di questo importante progetto – conclude la dott.ssa Anna Maria Porrini, presidente di Boehringer Ingelheim -. Lavoriamo per migliorare l’efficacia e la tollerabilità dei farmaci esistenti, sintetizzare nuove molecole per realizzare medicinali innovativi. Il nostro scopo è fornire ai pazienti le migliori terapie possibili».
Anche a Messina arte come terapia per i pazienti oncologici
Pittura, teatro e scrittura possono aiutare a sconfiggere il cancro. Perciò anche a Messina, sono stati attivati nel Reparto di Oncologia Medica del Policlinico “ G. Martino ” laboratori creativi come supporto ai pazienti nel difficile percorso di cura. Si tratta della prima esperienza di questo tipo in Sicilia. Come ha spiegato, nel corso della presentazione dell’iniziativa, Giuseppe Altavilla, direttore dell’Oncologia Medica del Policlinico messinese e membro del direttivo nazionale AIOM, “ i malati di cancro sono spesso colpiti da un disagio psichico grave. Uno su tre infatti soffre di ansia e depressione. Queste iniziative rispondono alle esigenze dei pazienti e contribuiscono non solo all’accettazione della patologia, ma anche a migliorare l’adesione alle terapie e le possibilità di guarigione. L’impatto sullo stato d’animo dei malati è straordinario, così come sul contesto in cui i familiari devono assisterli ”. Ogni anno nell’isola si registrano circa 22.000 casi di tumore e, purtroppo, ancora 12.100 decessi. « Un corretto approccio terapeutico, ha affermato Altavilla, esige attenzione anche al disagio psicologico. Un anno fa abbiamo iniziato il percorso di totale rinnovamento del nostro reparto, che oggi rappresenta una casa in cui si produce salute. I cambiamenti hanno riguardato gli arredamenti, l’estetica e l’organizzazione, che si allontanano dai canoni tradizionali dell’ambiente ospedaliero. Ogni stanza ospita uno o due letti, televisione e un bagno. Abbiamo previsto anche una sala ricreativa arredata con divani, in cui è possibile connettersi a Internet, ascoltare musica e leggere. La libreria contiene volumi donati dalla casa editrice Sellerio e nei corridoi del reparto è stata allestita una vera e propria pinacoteca con tele molto colorate donate da artisti della città. Per migliorare non solo il comfort dei pazienti, ma anche le relazioni umane e, in primis, il rapporto medico-paziente. A tal fine nel reparto operano anche uno psico-oncologo e due psicologi a cui vengono indirizzati i malati colpiti da ansia e depressione, diagnosticate con uno screening specifico. Il progetto prevede anche due nuovi laboratori: uno di pittura – coordinato da tre maestri – e l’altro di teatro, che ha già prodotto diverse recite con la partecipazione dei pazienti. Ma l’iniziativa prevede anche un centro estetico, dove ogni lunedì estetiste e parrucchieri volontari mettono a disposizione dei malati il loro tempo e la loro professionalità. Inoltre è attivo un servizio assistenziale e sociale per supportare i pazienti in tutti gli aspetti pratici legati alla malattia. Per essere più vicini e continuare a dare speranza agli ammalati. La prossima iniziativa? Un laboratorio di scrittura creativa, che sarà attivato entro la fine dell’anno. Così i pazienti potranno dedicarsi alle principali forme d’arte in grado di esercitare un impatto positivo sulla gestione della malattia».
Anche l’OMS in prima linea per la promozione di stili di vita piu’ sani
Ha compiuto dieci anni la Convenzione quadro sul controllo del tabacco (Framework Convention on Tobacco Control – WHO Fctc) dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS). Si tratta del primo trattato internazionale sulla salute, basato su evidenze scientifiche, che riafferma il diritto di tutte le persone a raggiungere il più alto livello di salute, affrontando uno dei più grandi problemi di sanità pubblica a livello mondiale e uno dei maggiori fattori di rischio nello sviluppo di patologie neoplastiche, cardiovascolari e respiratorie. Anche l’Italia ha ratificato la Convenzione sin dal 2008, con la legge n. 75 del 18 marzo 2008, partecipando da allora ai lavori della Conferenza delle Parti, l’organo di governo del trattato. Con la Framework Convention on Tobacco Control – WHO (Fctc) gli Stati aderenti si sono impegnati legalmente ad attuare provvedimenti per implementare le misure di contrasto al tabagismo previste negli articoli della convenzione. In particolare l’impegno riguarda: misure per ridurre la domanda di tabacco (secondo quanto previsto agli articoli da 6 a 14 della Fctc), misure per ridurre l’offerta di tabacco (articoli 15-17) e provvedimenti volti ad aumentare la comunicazione e la cooperazione tra gli stati (articoli 20-22). Per l’Oms, da sempre impegnata anche per la promozione di stili di vita più sani è necessario raddoppiare gli sforzi di prevenzione, soprattutto nei Paesi a medio e basso reddito, dove si registra l’ 82% dei decessi evitabili dovuti a malattie non trasmissibili. Perciò già nel 2013 l’Oms ha lanciato un piano d’azione con 9 obiettivi per ridurre del 25% il numero dei decessi prematuri entro il 2020. In particolare interventi contro il fumo sono stati già realizzati (Turchia), mentre altri Stati hanno puntato alla riduzione del consumo di bibite zuccherate (Ungheria) o a sensibilizzare la popolazione contro un uso eccessivo del sale (Argentina, Brasile, Cile, Canada, Messico, Usa). Secondo i dati Oms il tabacco uccide sei milioni di persone l’anno: quasi il doppio dell’alcol (3,3 milioni) e della sedentarietà (3,2 milioni), mentre all’eccesso di sale sono attribuibili 1,7 milioni di morti all’anno nel mondo. E, a preoccupare l’Oms è anche l’obesità infantile, causa di numerose patologie. Ed oggi sono obesi 42 milioni di bambini sotto i cinque anni nel mondo. Perciò l’Oms invita i Governi ad agire con urgenza per attuare misure di prevenzione più stringenti e soprattutto a investire maggiormente a livello economico per promuovere informazione ed educazione ai cittadini a stili di vita più sani, anche investendo in maniera più massiccia di quanto non si sia già fatto fino ad oggi. Con lo scopo primario di evitare 16 milioni di morti premature (con una tendenza all’aumento, in quanto solo 15 anni fa, nel 2000, le morti evitabili erano 14,6 milioni nel mondo), cioè prima dei 70 anni e per malattie non trasmissibili (dal diabete, ai tumori, fino alle patologie cardiovascolari).
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