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Report CNT: record per i trapianti in Italia nel 2014

Paola Sarno, N. 6/7 giugno/luglio 2015

Aumentano nel nostro Paese le donazioni di organi e tessuti e gli interventi di trapianto: un dato di segno positivo che emerge dal Report di attività 2014 del Centro Nazionale Trapianti (CNT). Lo scorso anno, infatti, sono stati eseguiti un totale di 2.976 interventi (135 in più rispetto al 2013) ed è complessivamente cresciuta anche l’attività trapiantologica nel suo complesso. Dall’ultimo Report CNT è risultato anche che il rene e il fegato hanno registrato un incremento deciso, arrivando rispettivamente a 1.586 trapianti (85 in più rispetto al 2013) e 1.056 interventi (58 in più rispetto al 2013), mentre sono rimasti sostanzialmente stabili i trapianti di cuore, 226 (7 in più rispetto al 2013) e si è rilevata una diminuzione per quanto riguarda i trapianti di polmone (126, cioè 15 in meno del 2013, anno straordinario in questo settore, ma 12 in più rispetto al 2012). Migliora anche l’attività di trapiantologica del rene da donatore vivente: sono stati, infatti, 252 i trapianti di rene da vivente nel 2014 (26 interventi in più rispetto al 2013 e 62 in più rispetto al 2012). Nel 2014 crescono, inoltre, anche i trapianti di tessuti in tutto il Paese, con un aumento del 10.9%. Sono stati, infatti,17.356 gli interventi eseguiti contro i 15.654 del 2013 (+1702 trapianti nel 2014). Tra i maggiori incrementi si collocano il trapianto di osso (8.256 interventi nel 2014) e di cornea (5.496 interventi nel 2014). In aumento anche i trapianti allogenici di cellule staminali emopoietiche: nel 2014 gli interventi eseguiti sono stati 1.695 (11 in più rispetto al 2013). È risultato più alto anche il numero di donatori iscritti al Registro IBMDR (Italian Bone Maroow Donor Registry) utilizzati nel 2014 per il trapianto: 169 contro 155 nel 2013.

Ma le liste di attesa restano stabili
Al 31 dicembre 2014 i pazienti in lista di attesa erano però ancora 8.758: la maggior parte di loro sta aspettando per un rene (6.538), trapianto per il quale è offerta la possibilità di iscriversi in più liste d’attesa. “Solo” 1.042 i pazienti in lista per un trapianto di fegato, 719 per il cuore e 368 per il polmone. I dati di lista restano quindi più stabili rispetto al passato ed in maggiore equilibrio tra flussi di entrata e di uscita. Nel 2014, infatti, sono stati tra il 70% e l’ 80% i pazienti usciti dalle liste di attesa con un trapianto, con variazioni per singolo organo: le statistiche del CNT riportano come su 2.005 pazienti usciti dalla lista, 1584 abbiano ricevuto un trapianto di rene (pari al 79% ); su 348 pazienti usciti dalla lista, 226 (il 65% ) abbiano subito un trapianto di cuore e su 187 pazienti usciti dalla lista, 126 (il 67% ) abbiano ricevuto un polmone nuovo. Alla stabilità delle liste, per tempi e numero dei pazienti in attesa di ricevere un trapianto, dal 2012 si è registrato anche un incremento della sopravvivenza dei pazienti trapiantati, grazie a una maggiore qualità delle terapie farmacologiche e sostitutive somministrate prima del trapianto, in particolare di. cuore e fegato.

Boom delle donazioni durante lo scorso anno
Il 2014 ha fatto registrare un’impennata anche nell’attività di donazione: infatti, ben 2.345 sono gli accertamenti di morte con criteri neurologici (morte cerebrale) eseguiti nel corso dell’anno: un record per il nostro Paese e un balzo all’insù rispetto al 2013 (+70): un dato attribuibile allo sforzo dei reparti di rianimazione, dei coordinamenti regionali per i trapianti e della rete che sovrintende la sicurezza e il controllo delle patologie trasmissibili tra donatore e ricevente. Sono aumentati anche i donatori risultati idonei e offerti ai centri trapianto, 1.381 nel 2014 contro i 1.318 del 2013. Sono cresciuti parallelamente anche i donatori effettivamente utilizzati (vale a dire quelli a cui è stato prelevato e utilizzato almeno un organo dopo le valutazioni finali di idoneità e sicurezza): i dati parlano di 1.172 persone nel 2014 contro le 1.102 del 2013. Si tratta di un ulteriore record, mai raggiunto nel nostro Paese. Sul totale degli accertamenti di morte eseguiti nel 2014, inoltre, solo nel 31% dei casi vi è stata opposizione al prelievo.

In aumento le donazioni di tessuti, soprattutto cornea ed osso
Positivo anche il trend delle donazioni di tessuti in Italia, che, rispetto all’anno precedente – sono aumentate del 7.6% per un totale di 13.114 donazioni nel 2014. Tra i tessuti maggiormente prelevati a scopo di trapianto ci sono la cornea (7.678 donazioni nel 2014 rispetto alle 7.149 del 2013) e l’osso (3.636 donazioni nello scorso anno contro le 3.325 nel 2013). In costante crescita il numero dei nuovi donatori di cellule staminali emopoietiche iscritti al Italian Bone Maroow Donor Registry(INMDR): 16.914 nel 2014, un numero che segna un deciso aumento rispetto al 2013, in cui se ne contavano 14.704. Un ulteriore dato incoraggiante sul fronte delle donazioni riguarda il totale dei donatori iscritti all’IBMDR che, a oggi, sono stati tipizzati ad alta risoluzione: 46.000 tipizzazioni HLA in alta risoluzione su 320.000.

Si rafforza anche la rete trapiantologica
I numeri dell’attività svolta nel 2014 sono testimonianza dell’impegno dell’intera rete e della massima attenzione per i pazienti in attesa di ricevere un trapianto di organo. Si è, infatti consolidato nel corso del 2014 soprattutto il servizio di registrazione della dichiarazione di volontà sulla donazione di organi e tessuti al momento del rilascio o rinnovo della carta d’identità. Nel corso dello scorso anno, infatti, sono state ben 23 le amministrazioni comunali che hanno attivato il servizio, inviando quotidianamente i dati sulle espressioni di volontà rese dai cittadini al Sistema Informativo Trapianti (SIT). Tra i Comuni che nel 2014 hanno avviato la procedura anche Roma (I Municipio) e Bologna, seguite da altre 21 città. Crescono progressivamente di pari grado anche le dichiarazioni di volontà custodite nel SIT e disponibili ai medici del coordinamento trapianti in caso di necessità: oltre 29.000 sono state, le manifestazioni registrate durante il 2014: fra queste il 94% circa riguardano consensi dei cittadini alla donazione.

Il primo trapianto di polmone da donatore a cuore fermo
Il 1 novembre 2014 è avvenuto nel nostro Paese anche un altro evento straordinario: il primo trapianto di polmone da donatore a cuore fermo. L’intervento è stato effettuato presso il Policlinico di Milano con eccezionali modalità organizzative ed una successione di eventi eccezionali: presso l’Ospedale di Monza è stato dapprima eseguito l’accertamento di morte a cuore fermo in cui la morte cerebrale (dovuta ad arresto cardio-circolatorio per almeno 20 minuti) è stata accertata da una équipe di medici. Successivamente a tale accertamento, i polmoni del donatore sono stati mantenuti espansi attraverso una particolare tecnica di ventilazione. Un trattamento decisivo e finalizzato essenzialmente alla terapia del ricevente dell’organo. Dopo ancora è stato eseguito l’espianto del polmone e l’organo è stato trasportato al Policlinico di Milano dove, dopo uno speciale trattamento denominato EVLP (Ex vivo Lung Perfusion), che ha permesso di migliorare le condizioni dell’organo, è avvenuto l’intervento vero e proprio. Grazie al’EVPL l’organo trapiantato ha ripreso a funzionare immediatamente nel corpo del paziente che lo ha ricevuto. Un successo che corona un anno in cui l’attività trapiantologica in Italia si è dimostrata in notevole progresso.

In inghilterra il primo trapianto cardiaco a cuore fermo
In Inghilterra, e precisamente a Papworth è stato eseguito con successo un trapianto di cuore, prelevato da un corpo senza vita (a cuore fermo). Il caso inglese, non è il primo al mondo. Un altro intervento era già stato tentato in Australia e recentemente all’ospedale San Gerardo di Monza, in collaborazione con il Policlinico di Milano, è stato trapiantato un polmone da cuore fermo per un malato di fibrosi cistica. L’attività di trapianto a cuore fermo in Italia ha al suo attivo quindici trapianti di rene all’ospedale San Matteo di Pavia. Ma dopo il successo del caso inglese nel mondo ci si è subito chiesti se la nuova modalità di intervento potrà incrementare il numero dei trapianti. I medici inglesi hanno spiegato che la tecnica potrebbe aumentare il numero di cuori del 25% e di conseguenza potrebbe incrementare anche l’uso di altri organi. Anche nel nostro Paese, durante un incontro al Ministero della Salute i coordinatori regionali dei trapianti delle regioni italiane più impegnate in questo campo (Lombardia, Piemonte, Veneto, Emilia Romagna, Toscana, Lazio, Puglia) hanno fatto il punto della situazione. Già da tempo è iniziato, del resto, anche nel nostro Paese un programma di trapianto di rene da cuore fermo. In Italia vi è al momento la sola esperienza di Pavia, ma il programma è molto impegnativo, anche perché i vincoli legislativi sono più stringenti che all’estero. La tipologia più usata di donatori all’estero è, infatti, quella dei donatori in arresto ”controllato”, cioè persone per le quali si concorda con la famiglia la sospensione delle pratiche rianimatorie. In Italia, invece, si possono utilizzare soltanto donatori in arresto “non controllato” cioè persone che hanno un arresto cardiaco improvviso sia fuori sia dentro l’ospedale. Anche i tempi di arresto necessari per poter certificare la morte e poter procedere alla preparazione del prelievo sono più brevi all’estero che in Italia (10 minuti di elettrocardiogramma piatto contro i 20 minuti da noi). Il programma, inoltre, comporterebbe anche un enorme impegno organizzativo, con il coinvolgimento del 118, dei Pronto Soccorso e delle rianimazioni e, anche in questi casi è necessario il consenso dei familiari, che però potrebbero forse in questo caso essere più numerosi. Ciò che si fa in Italia è positivo e i risultati dei trapianti di rene a Pavia sono buoni: la sopravvivenza a 1 anno è di circa del 90% (contro il 96% per donatori in morte cerebrale), anche se per il cuore, fegato e pancreas, ci sono ancora poche esperienze. Migliori ancora i dati sul polmone, poiché è possibile ventilare il donatore anche senza circolo e dopo il prelievo l’organo può essere perfuso con specifici macchinari, valutandone prima le qualità. Anche in Italia, quindi l’intervento inglese fa ben sperare e le prospettive che potrebbero aprirsi anche nel nostro Paese non sono da sottovalutare.

A torino il primo trapianto al mondo di bacino
È stato un ragazzo di 18 anni, affetto da osteosarcoma del bacino inoperabile, a essere sottoposto con successo al primo trapianto dell’emibacino al mondo. È accaduto proprio in Italia, all’ospedale Cto di Torino. L’intervento perfettamente riuscito è durato quasi 12 ore e l’impianto, di titanio è stato costruito in America. Il giovane paziente proveniente della provincia di Torino e affetto da circa un anno dal tumore, considerato da tutti inoperabile, aveva risposto abbastanza bene a ben 16 cicli di chemioterapia nel reparto di Oncoematologia, diretto dalla dottoressa Franca Fagioli, dell’ospedale Regina Margherita. Nel frattempo i chirurghi ortopedici dell’ospedale Cto hanno fatto costruire negli Stati Uniti un emibacino in titanio con rivestimenti in tantalio, materiale che si integra con le ossa umane, con misure perfette prese da un calco ricavato dalla Tac del paziente. Nell’intervento, sono stati rimossi dal dottor Raimondo Piana, responsabile Chirurgia oncologica ortopedica del CTO, l’emibacino destro e l’anca colpiti dall’osteosarcoma e successivamente sostituiti e ricostruiti con la protesi in titanio e tantalio dal professor Alessandro Massè, direttore della Clinica universitaria ortopedica CTO. La parte anestesiologica è stata seguita dal dottor Maurizio Berardino, direttore di Anestesia e Rianimazione dell’ospedale torinese.

Il Cnt Lancia la web serie “Di nuovo in pista”
Dopo un trapianto si può tornare a una vita normale e a volte fare sport anche a livello agonistico. È questo il messaggio della web serie “Di Nuovo in Pista. Storie di sport e di vita”, un progetto di comunicazione del Centro Nazionale Trapianti, online dallo scorso 23 marzo. «Un racconto» spiegano al Cnt «in cinque puntate della storia di due ciclisti amatoriali. Uno di loro è un trapiantato di cuore, l’altro un medico sportivo. Sulla pista non ci sono differenze, sono solo atleti. Le loro storie di sport e di vita sono raccontate dai protagonisti nel blog dinuovoinpista. Il blog e la web serie sono realizzati dall’agenzia di comunicazione scientifica formicablu ». La web serie racconta una storia vera: Ivano ha 45 anni e vive a Brescia, Gianluigi ha 60 anni e vive a Ravenna. Ivano è stato sottoposto a un trapianto di cuore, ma quando gareggia non è diverso da Gianluigi, né ad ogni altro sportivo: perchè è appassionato, tenace e libero. Dopo 10 anni dal trapianto, nel 2005, Ivano vuole compiere un’impresa unica proprio insieme a Gianluigi, medico dello sport, ma anche amico e compagno di squadra: vincere lo scudetto del prestigio partecipando a otto gare ciclistiche in un anno. Otto granfondo, 9 mesi e oltre 1.000 chilometri in sella alla bicicletta: Savona, Cervia, Bologna, Cesenatico, Bormio, Corvara, Pinarello, Roma. Oltre alla passione per il ciclismo Ivano e Gianluigi hanno in comune la partecipazione al progetto scientifico del Centro Nazionale Trapianti (CNT) dal titolo “Trapianto…e adesso sport”, nato proprio per studiare e promuovere la somministrazione dell’attività fisica ai pazienti che hanno subito un trapianto. Così, per anni, i due amici, diventati oggi anche i protagonisti di una web serie si sono preparati, partecipando alle principali granfondo ciclistiche italiane con il gruppo “Centro Nazionale Trapianti” e sottoponendosi entrambi a diversi test medici per misurare la risposta fisiologica, il dispendio energetico, la funzionalità renale e la resistenza allo sforzo fisico e mentale necessario e indispensabile all’impegno agonistico. Anche in questa nuova impresa Gianluigi accompagnerà Ivano nell’impresa sportiva, monitorandone attentamente da un punto di vista scientifico la funzionalità cardiaca anche durante le gare per dimostrare che, con un’attività fisica mirata, un paziente trapiantato può essere uno sportivo come tante altre persone sane e che donazione e trapianto possono veramente riportare chi altrimenti non riuscirebbe a sopravvivere a una vita piena in tutte le sue sfaccettature.

Eliana Porta vice presidente del CDPTO
Il Comitato trapianti di organi e tessuti del Consiglio d’Europa (CDPTO), riunitosi a Santiago De Compostela in occasione della 15° riunione tecnica degli esperti di settore, ha eletto Eliana Porta, medico esperto della rete Nazionale Trapianti nel settore tessuti e procreazione medicalmente assistita (PMA) nonchè consulente tecnico del Centro Nazionale Trapianti (CNT), alla carica di vicepresidente con la specifica competenza per le stesse materie. «La nomina di un’italiana alla carica di vicepresidente del CDPTO», ha voluto sottolineare il Ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, «rappresenta un riconoscimento e una conferma della qualità e delle competenze che vi sono nella nostra rete trapiantologica e nel nostro servizio sanitario. Tanto più perché avviene alla scadenza della presidenza del comitato trapianti del Consiglio d’Europa, ricoperta negli ultimi due anni dal dott. Alessandro Nanni Costa, Direttore del Centro Nazionale Trapianti. Dunque un passaggio di testimone che riconferma ancora l’Italia ai vertici dell’organismo europeo di settore».

Indirizzi utili

CENTRO TRAUMATOLOGICO ORTOPEDICO
Via Gianfranco Zuretti, 29 10126 Torino

Tel. 011.6933522
www.cto.to.it
urp@cto.to.it

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