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Cancro al seno: le reazioni dei bambini, come aiutarli

, N. 12 dicembre 1999

Ecco, per esempio, un articolo tratto da: Children's reaction to breast cancer (Le reazioni dei bambini al cancro al seno), all'indirizzo http://www2.medsch.wisc.edu/childrenshosp/childrens.html. L'articolo è in inglese, ma è possibile tradurlo on line mediante Altavista (http://babelfish.altavista.com/cgi-bin/translate?)
Alcune delle reazioni più comuni dei bambini di fronte alla malattia della mamma sono timore ed insicurezza, rabbia, tristezza, isolamento e curiosità
Paura. La paura può assumere e manifestarsi sotto diverse forme: paura della morte del genitore, paura perché si avverte la paura dei genitori, timore della separazione, paura di ciò che ha causato il cancro e paura di poterne essere a loro volta affetti, paura di cambiamenti radicali nella propria vita. Timore della morte. Di frequente nella nostra società una diagnosi di cancro viene taciuta, soprattutto ai più piccoli; e spesso un bambino ritiene che cancro significa morte. Per la prima volta nella sua vita dunque il bambino prende in considerazione l'ipotesi della morte di una persona come tangibile e vicina. Paura della paura dei genitori: I bambini di tutte le età percepiscono l'ansia e la paura del genitore. A loro volta possono diventare più impauriti ed insicuri. I bambini più piccoli possono richiedere più attenzione del solito.
Timore della separazione. Quando i bambini piccoli si rendono conto che la vita familiare può cambiare, il timore maggiore è quello della separazione dai genitori. Hanno un senso del tempo ancora imperfetto e possono quindi interpretare come permanenti eventi viceversa occasionali: i trattamenti di chemio o radioterapia possono esserevissuti come un'interferenza pesante della quotidianeità.
Paura che il cancro sia contagioso. Molti bambini pensano che il cancro sia contagioso, e che possano a loro volta esserne colpiti. Dopo tutto, la maggior parte delle malattie che i bimbi hanno avuto gli sono state trasmesse da qualcun altro. È molto importante dunque assicurare i bambini di tutte le età che il cancro - di ogni tipo - non è contagioso, che il cancro al seno non colpisce i bambini.
Timore di essere responsabili della malattia. È abbastanza comune che i bambini pensino che i loro desideri si avverino sul serio. L'aver desiderato di far male al genitore può essere frainteso come la causa reale della malattia del genitore. Temere cambiamenti nella propria vita.. I bambini ricevono molta sicurezza dal pianificare cosa succederà giorno dopo giorno. In caso di malattia seria di un genitore questa sicurezza viene improvvisamente spazzata via
La rabbia è una risposta normale nell'adulto: nei confronti della malattia, della vita, degli eventi:i bambini vedono e percepiscono la rabbia e la frustrazione. E possono a loro volta reagire con rabbia.
Tristezza. Può succedere che il bambino piccolo veda il genitore piangere: può pensare di essere lui la causa della tristezza.
Curiosità. La maggior parte dei bambini saranno molto curiosi in caso di un'operazione chirurgica, soprattutto se interessa il seno della mamma. Se, quando e come scegliete di mostrare ai bambini il seno operato è una decisione assolutamente personale e dipende, oltre che dal rapporto esistente, dall'età e dal sesso del bambino. In ogni caso, il momento più opportuno per parlare con i piccoli bambini è quando sono loro a chiedere. Provare a fare i confronti con le loro esperienze precedenti. Per esempio, l'incisione può essere confrontata con i tagli che hanno avuto su gomiti o ginocchia. A un adulto ciò potrebbe non sembrare un confronto valido, ma per i bambini i tagli sui loro corpi sono molto importanti. Assicurarli che le cicatrici rimargineranno.
Spesso il momento imemdiatamente successivo all'operazione non è il più indicato, primo perché difficilmente si è subito pronti a mostrare il proprio corpo, in secondo luogo perché la vista può risultare sgradevole: se si decide di mostrarsi subito, è importante in seguito mostrare che con il tempo la ferita migliora. Se non si ritiene opportuno invece mostrarsi ai figli, potrebbe essere una valida alternativa mostrare loro foto o disegni che li aiutino a capire. Non è il caso di soprendersi se cercheranno di "spiare" la mamma quando si veste.
Se il bambino è troppo piccolo per capire il concetto di "cancro" parlatene come della "vostra malattia" assicurandovi che il bambino capisca di non esserne assolutamente responsabile. Spiegate chiaramente che desideri e pensieri, anche negativi, non possono fare ammalare nessuno. Rassicurateli del fatto che non possono ammalarsi anche loro e che nessuno ne potrà essere contagiato. Se i bambini vi sembrano ansiosi, frustrati, arrabbiati o ansiosi, incoraggiateli a giocare e a disegnare osservandoli attentamente: i loro giochi e i loro disegni possono mostrare molte delle loro emozioni. Non criticateli se vi sembrano troppo aggressivi, ma se assumono comportamenti inaccettabili aiutateli ad incanalare le energie verso attività più ammissibili. Assicurateli che è normale sentirsi tristi o arrabbiati (se lo sono), anche voi lo siete. Rispondete alle domande nel modo più semplice possibile: non offrite spiegazioni più complicate del richiesto, rassicurateli del fatto che, se anche dovrete andare in ospedale per qualche giorno, ci sarà chi si prenderà cura di loro Se possibile, fatevi venire a trovare in ospedale, rendendo le visite il più rilassato e piacevoli possibile:
In sostanza:

1 Assicuratevi che i vostri bambini abbiano adeguate possibilità di discutere la vostra malattia e di manifestare i propri sentimenti. Voi potreste non essere la persona più indicata per parlare con loro: potrebbero preferire un amico, un parente, l'insegnante. Non offendetevene e non negategli la possibilità di discuterne con altri. Se vi infastidisce che troppe persone vengano a conoscenza della vostra malattia, aiutate il bambino a "selezionare" la persona con cui confidarsi.
2 Siate onesti con i bambini: rispondete alle domande che vi pongono adeguandole all'età e al livello di comprensione. Eventualmente ricorrete all'aiuto di esperti.
3 Non abbiate timore di manifestare le vostre emozioni in loro presenza: ciò dimostrerà che provare, e manifestare, le proprie emozioni è una cosa giusta.
4 Cercate di ritagliare maggior tempo per la famiglia, fate cose insieme, discutete idee e progetti.
5 Assicuratevi che capiscano che il cancro non è contagioso, che il cancro può essere curato, che è normale sentirsi tristi, arrabbiati, spaventati.
6 Cercate di mantenere il più possibile inalterati i ritmi familiari, incoraggiate i bambini a mantenere le proprie attività usuali. A casa, se possibile, non richiedete aiuti extra. Se sono loro però ad offfrirsi per piccoli aiuti, accettate volentieri.
7 Chiedete a vostro marito o a un familiare di passare più tempo con i bambini
8 Nel caso di figlie femmine, assicuratevi, dopo la pubertà che vengano eseguiti gli opportuni controlli

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