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Gli effetti dell'abbronzatura

Elena Caranti, N° 7 luglio 1999

Gli effetti biologici delle radiazioni solari si distinguono in effetti precoci ed effetti a lungo termine. Gli effetti a lungo termine sono inevitabilmente i più dannosi.

Effetti precoci
Eritema, iperpigmentazione, iperplasia epidermica e depressione del sistema immunitario.
L'iperpigmentazione e l'iperplasia epidermica sono meccanismi di difesa contro l'azione nociva dei raggi ultravioletti, infatti, la melanina assorbe i raggi ultravioletti e lo strato corneo che li riflette.
L'eritema solare di cui sono responsabili gli UVB, compare dopo 6 ore nelle zone fotoesposte. Talvolta si arriva alla formazione di bolle e a stato febbrile.
L'iperpigmentazione (abbronzatura) inizia due giorni dopo l'esposizione al sole e raggiunge il massimo grado dopo 3 settimane. È dovuta a una nuova sintesi di melanina.

Effetti a lungo termine
Gli effetti a lungo termine sono conseguenza dell'esposizione cronica. Gli effetti delle radiazioni solari sono cumulativi e si sommano sull'epidermide e sul derma fin dall'infanzia pur essendo ovviamente più evidenti nell'anziano. Dipendono da 2 fattori. In primo luogo dalla dose totale di raggi ricevuta e, secondariamente, dalle caratteristiche della cute del soggetto che ne condizionano la sensibilità alla luce. In base alla sensibilità alla luce si distinguono 4 fototipi. -fototipo I- Soggetti che si scottano sempre e non si abbronzano mai -fototipo II- Soggetti che si scottano sempre e si abbronzano poco -fototipo III- Soggetti che talvolta si scottano e si abbronzano gradatamente -fototipo IV- Soggetti che non si scottano mai e si abbronzano sempre e facilmente Fra gli effetti a lunga scadenza ricordiamo in particolare:
a) Fotoaging (dermatoeliosi o invecchiamento estrinseco).
Con questi termini si indicano le alterazioni cutanee indotte dall'esposizione cronica e prolungata che si aggiungono a quelle proprie dell'invecchiamento biologico al sole. Sono dovute all'azione diretta degli UVA sul DNA dei fibroblasti e conseguente produzione di collagene ed elastina profondamente modificati nel derma superficiale (elastosi attinica). La pelle appare inspessita, rugosa, secca, lassa e di colorito giallastro. È frequente la comparsa di macchie pigmentate, telangectasie, rughe, macchie senili e cheratosi seborroiche. Le zone più colpite sono quelle fotoesposte. Volto, collo, nuca e dorso delle mani.
b) Fotocarcinogenesi.
Si tratta della produzione di tumori cutanei quali carcinomi squamosi (spinocellulari) e basocellulari (che insorgono di solito su lesioni precancerose quali le cheratosi solari e i melanomi maligni). I cancri cutanei sono più frequenti nei soggetti con difetti dei meccanismi di riparazione del DNA e in quelli con diminuzione della sorveglianza immunologica (anziani, esposti a radiazioni ionizzanti e a terapie immunosoppressive). Le radiazioni maggiormente responsabili della formazione dei tumori cutanei sono gli UVB ma è noto che gli UVA ne potenziano l'azione.

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