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I disturbi ipo e iper tiroidismo
Monica Melotti, N. 12 dicembre 1999
Circa un italiano su dieci soffre di disturbi alla tiroide e sono soprattutto le donne. Quelli più diffusi sono ipo e ipertiroidismo, tiroiditi e noduli. La frequenza con cui questi disturbi sono diagnosticati nella popolazione italiana è quasi tre volte superiore a quella dei Paesi del Nord Europa e degli Stati Uniti. La causa è da ricercarsi nel fatto che siamo un paese con una notevole carenza di iodio, quindi la prevenzione migliore è quella di inserire nella dieta del sale iodato. Ma vediamo di fare chiarezza tra le varie patologie. "L'ipotiroidismo, cioè la mancanza produzione di ormoni tiroidei, colpisce soprattutto gli anziani e la popolazione femminile. E' una malattia piuttosto subdola che si manifesta molto lentamente e con gli stessi sintomi dell'invecchiamento" spiega Ennio Leopaldi, chirurgo endocrino dell'Ospedale Sacco di Milano "Di solito la causa è un tiroidite cronica autoimmune, cioè quando si formano degli autoanticorpi che distruggono il tessuto della tiroide fino ad annullarne la funzionalità. L'ipotiroidismo ha spesso una diffusione familiare e si cura somministrando dei farmaci che sostituiscono l'ormone che non viene più prodotto. L'ipertiroidismo, invece, avviene quando gli ormoni sono prodotti in eccesso. La manifestazione più evidente è l'ingrossamento al collo, il cosiddetto gozzo nodulare. Altri sintomi sono la tachicardia, i tremori, il nervosismo e la perdita di peso. In Italia, poco più della metà dei casi di ipertiroidismo è dovuta a una malattia autoimmune diffusa a tutta la ghiandola tiroidea (morbo di Basedow-Graves), mentre il restante 45% è causato dallo scarso apporto di iodio nella dieta. Nella maggioranza dei casi l'intervento è chirurgico, ma anche il radio-iodio rappresenta una valida alternativa". Cosi piccola cosi importante La ghiandola tiroidea è posta alla base della gola. Ha due lobi, a destra e a sinistra ed è deputata alla produzione di ormoni fondamentali per il normale funzionamento dell'organismo. Il cancro della tiroide, evento raro nella prima infanzia e adolescenza (è rarissimo fino a 20 anni: la maggior parte dei pazienti ha età compresa fra i 25 e 65) è più comune nelle donne che negli uomini. Vi può essere però un'aumentata incidenza, in entrambi i sessi e a prescindere dall'età, fra persone che siano state esposte a radiazioni molto intense. Quattro i tipi principali di cancro della tiroide: papillare, follicolare, midollare ed anaplastico. La probabilità del recupero (prognosi) dipende dal tipo di cancro e dalla sua localizzazione, dall'età e dalla salute generale del paziente. Per il tipo midollare è stato individuato un gene anomalo che ne fa presupporre una probabile ereditarietà. Una ricerca che parte da lontano "Circa vent'anni fa, abbiamo cominciato gli studi di laboratorio sulla tiroide - ricorda il professor Giancarlo Vecchio, direttore del Dipartimento di Biologia Molecolare dell'Università di Napoli (nella foto) -. Si è partiti con la tecnica della trasfezione per isolare i geni responsabili del tumore". La tecnica consiste nel prelevare il DNA delle cellule tumorali e metterlo a contatto con cellule sane alfine di individuare il gene trasformante, ovvero l'oncogene che provoca la trasformazione neoplastica. All'inizio si pensava che questo tipo di oncogene, chiamato RET e clonato molecolarmente, si trovasse solo nelle cellule follicolari della tiroide, e che il carcinoma midollare avesse tutt'altra origine. In seguito è stato dimostrato che anche nel carcinoma midollare il gene RET è responsabile della trasformazione neoplastica. Da questa scoperta si sono fatti importanti passi avanti in campo diagnostico e terapeutico. Se in famiglia uno dei due genitori ha un tumore midollare di origine familiare, la probabilità che lo trasmetta al figlio è pari al 50%. "Con la scoperta del RET si può fare una diagnosi prenatale per conoscere, in base al patrimonio genetico, la probabilità che il feto erediti il carcinoma". In caso positivo, già dopo i primi mesi di vita, si procede all'ablazione della tiroide. In caso negativo, il bambino viene sottoposto a ulteriori test. Se anche in questo caso la risposta sarà negativa, vi è la certezza che il bambino non ha ereditato il carcinoma, e può condurre una vita serena.
Indirizzi utili per tumori tiroidei
THE ENDOCRINE SOCIETYhttp://www.endo-society.org/ THYROID FEDERATION INTERNATIONALhttp://www.thyroid-fed.org/intro/patients.html THE THYROID SOCIETY FOR EDUCATION AND RESEARCHhttp://www.the-thyroid-society.org/ AMERICAN THYROID ASSOCIATIONhttp://www.thyroid.org/ THYROID FOUNDATION OF AMERICAhttp://www.clark.net/pub/tfa/ LATIN AMERICAN THYROID SOCIETYhttp://www.lats.org/index.htm THYROID FOUNDATION OF CANADAhttp://home.ican.net/~thyroid/Canada.html EUROPEAN THYROID ASSOCIATIONhttp://www.uwcm.ac.uk/uwcm/md/ETA.html AMERICAN ASSOCIATION OF CLINICAL ENDOCRINOLOGISTShttp://www.aace.com/ Gli esami da fare
Gli esami che ci aiutano a capire meglio la natura del nodulo e la sua funzionalità sono: la scintigrafia, l'ecografia, i dosaggi ormonali e l'agoaspirato. n 1 La scintigrafia si esegue somministrando al paziente una dose di iodio radioattivo, o più frequentemente di tecnezio radioattivo. Questo esame offre importanti informazioni: caratterizzazione funzionale del nodulo (il nodulo caldo è iperfunzionante, quello freddo è ipofunzionante, il tiepido normofunzionante), identificazione di noduli in sede mediastinica, identificazione di metastasi da carcinoma tiroideo differenziato. n 2 L'ecografia ad alta risoluzione è l'esame principe per lo studio dei noduli tiroidei. Essa è in grado di scoprire noduli del diametro di 1-2 millimetri. Con questo esame si distinguono i noduli in solidi, cistici e misti. Il carcinoma è più frequentemente solido. N 3 I dosaggi ormonali (FT3, FT4, TSH) sono utili per valutare il funzionamento tiroideo. Gli autoanticorpi per escludere una tiroidite autoimmunitaria, che talvolta può manifestarsi con la presenza di noduli. Il dosaggio della calcitonina sierica è utile come marker umorale di un tumore raro della tiroide, il carcinoma midollare. Il dosaggio della tireogluobulina non è utile per valutare il paziente affetto di noduli tiroidei, ma assume un ruolo importante nel controllo del paziente operato di cancro differenziato della tiroide. n 4 L'agoaspirato (biopsia per aspirazione con ago sottile) è una tecnica relativamente semplice. Si tratta di prelevare con un siringa ed un ago sottile qualche goccia di materiale del nodulo. Se il nodulo è palpabile può essere effettuato a mano libera, altrimenti si esegue la guida ecografica.
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