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Melanoma il punto a Venezia

Betty Laroni, N. 3 marzo 2001

Circa 850 specialisti provenienti da tutto il mondo hanno cercato di fare il punto sulle ultime ricerche e scoperte riguardanti il melanoma. È successo a fine febbraio a Venezia, con la supervisione del professor Natale Cascinelli, direttore scientifico dell'Istituto nazionale dei tumori di Milano, uno dei massimi esperti di melanomi cutanei.
Il melanoma è una delle malattie oncologiche in continuo aumento in tutti i Paesi dell'Europa occidentale: in Italia colpisce ogni anno circa 10 persone su 100mila e le regioni del Nord-Est presentano un'incidenza maggiore rispetto alle altre aree peninsulari. Va sottolineato che l'incidenza della malattia è in aumento sia nel nostro Paese sia nel resto del mondo, soprattutto nella popolazione di pelle bianca. Sono stati trattati, dai vari specialisti, molti argomenti legati a questa forma tumorale: epidemiologia, genetica, biologia molecolare, ricerca sperimentale, clinica, diagnostica, trattamento e campagne di prevenzione. Ancora oggi infatti il melanoma cutaneo rappresenta per gli oncologi, sperimentali e clinici, una sfida. L'aumento dell'incidenza, gli aspetti ancora nascosti dell'eziologia, il miglioramento delle conoscenze sulle caratteristiche biologiche, la sua potenziale curabilità con appropriati tipi di terapia, sono temi che devono essere ancora approfonditi. Infatti non ci sono, tutt'oggi, delle serie indicazioni sul tipo di prevenzione più opportuna, salvo una generica raccomandazione a non eccedere nell'esposizione solare.
Come per molti altri tipi di tumore, anche per il melanoma l'eziologia è ancora incerta: è stato ipotizzato un certo numero di condizioni che favoriscono il sorgere della malattia, alcune di tipo ambientale (esposizione al sole, lavoro svolto) e altre di tipo individuale o familiare (quindi con una base ereditaria). Circa il 5–10% dei soggetti colpiti da questa forma tumorale appartiene a un gruppo familiare con componenti (almeno due) già colpiti, a loro volta, dalla malattia. Le caratteristiche individuali che sembrano associarsi più spesso al melanoma sono, oltre alla pelle chiara, i capelli rossi, la difficoltà ad abbronzarsi e la presenza sulla cute di nevi e lentiggini. Recentemente gli studi si sono concentrati soprattutto tra la malattia e la presenza di nevi displasici (anomali). Anche un elevato numero di nei normali può raddoppiare il rischio di melanoma, e questo si moltiplica per quattro se la persona ha molti nei normali ma di grandi dimensioni. L'altro grande fattore di rischio è l'esposizione alla luce solare; è stato infatti accertato il rapporto tra esposizione ai raggi solari (più precisamente la loro componente ultravioletta UVA e UVB) e cancro della pelle. Secondo le principali istituzioni scientifiche, come il National Cancer Institute statunitense, il rischio di sviluppare il tumore è dovuto alle ustioni solari, soprattutto in età pediatrica, piuttosto che l'effetto di accumulo nel tempo dell'esposizione.
Un altro campo di ricerca importante è quello dei meccanismi biologici che regolano la crescita e la diffusione del melanoma, con la prospettiva di un'azione effettiva delle difese immunologiche nei riguardi dell'origine e della progressione della malattia. Anche gli attuali mezzi di educazione per una diagnosi precoce del melanoma sono occasionali e saltuari e molto pochi sono i programmi integrati con l'uso ottimale della comunicazione attraverso i mass media.
Tutti i lavori presentati durante la Conferenza, che ha ottenuto l'accreditamento ufficiale del Ministro della Sanità e dell'American Academy of Dermatology, verranno pubblicati su uno speciale supplemento di 250 pagine della rivista scientifica “Melanoma Research”

Indirizzi utili
- The melanoma research foundation: http://www.melanoma.org/
- Melanoma Patient's information page: http://www.mpip.org/
- Melanoma patient's network: http://www.melanoma.net/ - http://oncolink.upenn.edu/disease/skin1/

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