|
|
Estrogeni sì estrogeni no
Laura Bettinzoli, N. 4 aprile 2001
Estrogeni si, estrogeni no. Da molti anni ormai ci si chiede se il trattamento ormonale a base di estrogeni utilizzato nella cura e prevenzione dellosteoporosi, soprattutto nelle donne in menopausa, possa avere degli effetti collaterali. Sembra infatti che la terapia con estrogeni, se protratta oltre 5 anni, provochi un aumento della frequenza di tumori del seno e dellutero. Recentemente però i risultati di una nuova ricerca internazionale sul tumore del seno, pubblicati sul Journal of Clinical Oncology, non solo smentiscono i possibili effetti nocivi di alcuni farmaci utilizzati nel trattamento dellosteoporosi, ma addirittura sostengono che questi possono rivelarsi utili per prevenire le metastasi ossee nelle donne con tumore al seno; questi studi sono di grande importanza perché aprono, per la prima volta, la strada allo studio di farmaci in grado di prevenire la diffusione del tumore alle ossa. Lautore principale dellimportante lavoro è il dottor Marco Colleoni, della Divisione di Oncologia Medica dellIstituto Europeo di Oncologia di Milano. Il nostro studio ha dichiarato Colleoni ci ha permesso di individuare fattori prognostici per meglio identificare le pazienti con cancro mammario a maggior rischio di sviluppare metastasi alle ossa. Il passo successivo sarà quello di studiare in questa popolazione gli effetti dei bifosfonati, una classe di farmaci molto promettente, la cui utilità è già stata sperimentata con successo per la cura dellosteoporosi e delle metastasi ossee da carcinoma mammario. Lobiettivo è di valutare se questi farmaci, associati a trattamenti antineoplastici, così come sono in grado di curare le metastasi, sono in grado anche di prevenirle. È fondamentale studiare gli effetti dei bifosfonati nei gruppi di pazienti che possono maggiormente giovarsi del nuovo trattamento precauzionale; infatti la possibile prevenzione dellinsorgenza di metastasi ossee possono avere un grosso impatto sulla qualità di vita e sul decorso del tumore del seno. A partire dagli anni 90 sono comparsi dati sempre più numerosi riguardanti lefficacia dei bifosfonati nel trattamento dellosteoporosi. Il principio attivo meglio documentato, lalendronato, è in grado di conservare, e qualche volta di incrementare, la massa ossea sia nelle donne sane che in quelle affette da osteoporosi. La terapia continuativa per 2-3 anni con lalendronato (10 mg al giorno) produce sullosso effetti positivi paragonabili a quelli degli estrogeni, ma più duraturi.
Oltre allimportante lavoro di ricerca svolto dallequipé italiana guidata dal dottor Colleoni, merita di essere ricordato un altro studio condotto da alcuni ricercatori americani, su un farmaco usato per il trattamento dellosteoporosi, che se confermasse le premesse iniziali potrebbe dare un aiuto concreto alla prevenzione del tumore del seno.
Secondo questi ricercatori americani il farmaco raloxifene correntemente usato per il trattamento dellosteoporosi, se utilizzato dalle donne per più di tre anni ha una potente capacità di ridurre i rischi di tumore del seno (nelle donne più anziane). Il farmaco, infatti, non serve solo a prevenire la perdita di massa ossea e le fratture vertebrali, ma è utile anche per ridurre, nel tempo, lincidenza dei tumori alla mammella. La scoperta è stata il risultato di dieci lunghi studi condotti su 10.575 donne in postmenopausa di età compresa tra i 31 e gli 80 anni (ed è stata riscontata una riduzione del rischio di tutti i tumori al seno pari al 55%).
Il raloxifene appartiene al gruppo di farmaci definiti modulatori selettivi dei recettori degli estrogeni, dei quali il tamoxifene può essere considerato il capostipite: in pratica questi farmaci agiscono come gli ormoni estrogeni senza causarne gli effetti collaterali tipici. Gli estrogeni, sia quelli endogeni che quelli somministrati a scopo terapeutico, esplicano i loro effetti biologici attraverso il legame con recettori presenti in numerosi tessuti tra i quali il seno, lapparato riproduttivo, losso, il fegato e il cervello. Ma la farmaco-prevenzione, che rappresenta una nuova branca di ricerca che si è sviluppata per molti tipi di tumore e che ha fatto registrare i più grossi successi in senologia oncologica, ha già proposto alle donne a rischio alcuni farmaci, capaci di ostacolare le primissime fasi di trasformazione cellulare. Primo fra tutti il tamoxifen.
Si tratta di un ormone sintetico, che riesce a inibire lattività degli estrogeni (ormoni femminili) sulle cellule tumorali e per questo viene spesso chiamato anti-estrogeno. Questo farmaco è efficace soprattutto per contrastare le formazioni tumorali del periodo dopo la menopausa. Si prende per bocca sotto forma di pillole, a dosaggi bassissimi. Per cui gli effetti collaterali noti sono estremamente ridotti. La fenretinide, invece, è una sostanza ottenuta dalla sintesi della vitamina A, ed è efficace soprattutto nella prevenzione dei tumori al seno delle donne più giovani. Come il tamoxifen, questo farmaco controlla e agisce sugli ormoni femminili che influiscono sulla promozione di un cancro al seno. Anche questo farmaco viene preso per bocca. Non meno importante è il letrozolo che agisce inibendo un enzima laromatasi; e il suo impiego è indicato nelle donne che hanno già raggiunto la menopausa e non producono più estrogeni. Il letrozolo è una pillola che si prende per bocca, è in commercio in Italia ed è fornita dal sistema sanitario nazionale. Ed infine, è attualmente oggetto di studio un vaccino contro il tumore mammario che agisce come i vaccini tradizionali. Questo metodo di prevenzione consisterebbe, in pratica, nellinoculare alla donna cellule tumorali modificate e rese meno aggressive. In questo modo, si stimolerebbe il sistema immunitario a riconoscerle e a produrre le difese necessarie per combatterlo. Il vaccino, però, è a tuttoggi in via di sperimentazione.Non è detto che tutti i farmaci siano privi di rischio, se usati per un periodo prolungato possono favorire la comparsa del tumore. È bene, quindi, non eccedere mai nelluso di un farmaco. Un discorso a parte merita la terapia ormonale sostitutiva. Si tratta di una cura che prevede luso, in menopausa, di farmaci a base di estrogeni, che hanno diverse finalità curative come prevenire losteoporosi e ridurre il rischio di malattie cardiovascolari. Sulluso degli estrogeni, tuttavia, gli esperti sono divisi, in quanto può favorire la proliferazione delle cellule tumorali al seno. Per questo, se è necessario seguire una terapia ormonale sostitutiva con estrogeni, è meglio sottoporsi prima ad accurate indagini, come lo screening che coinvolga anche la consultazione del senologo.
Prevenzione possibile
Esistono diversi tipi di prevenzione del tumore al seno:
- PREVENZIONE PRIMARIA
È mirata a rimuovere dalla vita di una persona tutti i fattori che favoriscono la comparsa della malattia, fin dalla giovane età (stile di vita sano, corretta alimentazione, adeguata attività fisica etc). Questo tipo di prevenzione rappresenta un grande investimento per il futuro.
- PREVENZIONE SECONDARIA
Consiste nella diagnosi precoce della malattia, da attuare sia a casa sia nello studio del senologo o delloncologo. Consente di scoprire un tumore nelle fasi più precoci e, quindi, di intervenire tempestivamente.
- FARMACOPREVENZIONE
È un sistema di prevenzione che utilizza farmaci in grado di ostacolare le prime fasi delle modificazioni bio-molecolari delle cellule.
Attenzione ai farmaci
Non è detto che tutti i farmaci siano privi di rischio, se usati per un periodo prolungato possono favorire la comparsa del tumore. È bene, quindi, non eccedere mai nelluso di un farmaco. Un discorso a parte merita la terapia ormonale sostitutiva. Si tratta di una cura che prevede luso, in menopausa, di farmaci a base di estrogeni, che hanno diverse finalità curative come prevenire losteoporosi e ridurre il rischio di malattie cardiovascolari. Sulluso degli estrogeni, tuttavia, gli esperti sono divisi, in quanto può favorire la proliferazione delle cellule tumorali al seno. Per questo, se è necessario seguire una terapia ormonale sostitutiva con estrogeni, è meglio sottoporsi prima ad accurate indagini, come lo screening che coinvolga anche la consultazione del senologo.
È ancora diverso il caso della pillola anticoncezionale. I tipi in commercio attualmente, che contengono una bassa percentuale di estrogeni controbilanciata dalla presenza del progesterone, sono molto meno pericolosi di quelli che venivano utilizzati in passato. Sembra, anzi, che la pillola svolga un effetto protettivo nei confronti del tumore alle ovaie. Sarebbe, però, preferibile non abusarne al di sotto dei trentanni, ricorrendo eventualmente ad altre metodiche anticoncezionali.
Tumore al seno a chi rivolgersi
Le donne che si avvicinano alla problematica del tumore al seno possono fare riferimento, oltre naturalmente ai clinici, alle molteplici Associazioni che si occupano di tumore al seno e che agiscono su tutto il territorio. Esistono infatti in Italia più di 150 Associazioni di volontariato che, oltre a fornire appoggio pratico e morale alle donne già operate, svolgono attività di prevenzione e di sostegno nei riguardi anche di donne sane. Si tratta di Sezioni della Lega italiana contro la lotta dei tumori, di Comitati dellAssociazione Nazionale Donne Operate al seno o della Federazione di Associazioni Donne Operate al seno, ma anche di Associazioni singole nate grazie alliniziativa di donne operate desiderose di mettere a disposizione di altre donne la loro esperienza.
- Europa Donna viale Beatrice d'Este 37, Milano tel. 02/ 58315617;
- Attive come prima via Livigno 3, Milano tel. 02/6889647; (aperto da lunedì a giovedì: 9.00-18.00).
- Donna come prima via della Pergola 9, Firenze tel. 055/432485;
- Conoscere per vincere: dopo il tumore al seno, punto e a capo, presso Policlinico Monteluce, Perugia tel. 075/5727887.
- A.N.D.O.S. Associazione nazionale donne operate al seno: per gli indirizzi delle sedi locali telefonare allo 02/874525 oppure allo 06/70304092. La sede centrale di Trieste è in via Udine 6, tel. 040/364716. Il Comitato provinciale di Mantova si trova presso lOspedale C. Poma. Per informazioni: 0376/221960 (da lunedi a venerdi dalle 15.30 alle 17.30).
- ALTS (Associazione per la Lotta ai Tumori al Seno), via San Carlo 32, 80133 Napoli, tel. 081/5511045; indirizzo internet: www.breastnet.org, e-mail: infoalts@breastnet.org. (aperta tutte le mattine).
- Comitato sempre donna. Bologna; tel: 051/551590 (aperto tutti i giorni dalle 14.30 alle 19.30).
- Forti e serene. Arona; tel: 0322/243518 (aperto il primo e il terzo giovedì del mese dalle 15.00 alle 18.00).
Torna ai risultati della ricerca
|