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Indipendenti dal dolore

Annalisa Cretella, N. 5 maggio 2001

La commissione sanità del Senato ha detto sì alla normativa “per agevolare l’impiego dei farmaci analgesici oppiacei nella terapia del dolore” che modifica la 309/1990.
Un via libera tanto atteso e considerato da molti come un segno di civiltà. Che potrà rendere effettiva l’assistenza domiciliare per le patologie neoplastiche, soprattutto terminali) e consentirà ai medici e agli altri operatori sanitari di agire per far fronte al dolore degli ammalati, senza il timore di non aver adempiuto ai troppi vincoli burocratici finora imposti dalla legge.
Si tratta di un intervento normativo che incide sul Testo Unico sugli stupefacenti e le sostanze psicotrope modificandone il Titolo che ne disciplina la distribuzione. Questa legge cioè, aggira gli ostacoli della burocrazia e rende più semplice la prescrizione e l’acquisto degli antidolorifici a base di oppioidi, che sono importantissimi soprattutto per attenuare il dolore causato dai tumori.
E non solo. “I medicinali antidolore sono utili anche per alleviare le sofferenze causate da altre malattie come l’artrite o l’artrosi, quando sono in stadio avanzato” spiega Teresa Petrangolini, presidente del Tribunale per i diritti del malato.
“Con la nuova legge - continua la Petrangolimi - l’Italia colma una lacuna e si mette finalmente al passo con la normativa degli altri Paesi. Finora, infatti, l’Italia si è collocata all’ultimo posto in Europa per l’uso degli oppiodi contro il dolore. Distaccandosi dagli altri Paesi in misura notevole.
Pensate che in media in Italia, vengono prescritte ogni anno 46 dosi di farmaci per milione di abitanti, contro le 6.430 della Danimarca, le 1.462 della Francia o le 541 della Germania”. Ma da che cosa dipende tutta questa differenza e a che cosa è dovuto questo ritardo?
La risposta va di sicuro cercata nelle lentezze del sistema burocratico ma non solo. Alla base ci sono mille pregiudizi nei confronti di questi anti dolorifici. Da sempre guardati con sospetto. Si è espresso a riguardo molto duramente il ministro della sanità Umberto Veronesi che ha dichiarato: “Siamo massacrati ideologicamente da una legge proibizionista che, fra tanti altri elementi negativi, ha anche il risvolto doloroso che, demonizzando la sostanza, vede il suo uso precluso in quasi tutte le circostanze.
Di fatto il medico curante è restio a somministrare morfina al malato, perché dissuaso nell’azione e con gravi danni per il paziente”.
La battaglia di Veronesi s’indirizza verso una cultura e una mentalità che, a suo parere, condannano il malato a soffrire. Una cultura e una mentalità che hanno radici nella fede cristiana. La demonizzazione “assurda” degli oppiacei, per il ministro, è “retaggio culturale di posizioni filosofiche, per non dire teologiche, che in passato hanno visto il dolore come necessario per accedere al benessere eterno”. Facilitare la somministrazione della morfina, dunque, è importante “per lo sviluppo civile del Paese”. E aggiunge la Petrangolini “I cittadini hanno il diritto di non soffrire, se questo è possibile. Per questo abbiamo lanciato una campagna informativa, che durerà tutto l’anno e che si propone di aiutare il cittadino a combattere il dolore.
Abbiamo distribuito materiale informativo in 30 mila studi di medici di famiglia e nelle farmacie comunali. In questi posti sarà disponibile un pieghevole che può essere un’utile guida per il paziente che si trova a fronteggiare il dolore. C’è una sezione dedicata ai miti da sfatare. E un’altra alla nuova legge”. E comunque chi volesse informazioni complete sulla campagna può collegarsi al sito Internet del Tribunale dei diritti del malato: www.cittadinanzattiva.it oppure telefonare al numero 0636718444, dal lunedì al venerdì,dalle ore 9,00 alle 17,00. “Alla base di questa iniziativa c’è l’esigenza di rassicurare la gente sui dubbi più comuni e sfatare una volta per tutte luoghi comuni e pregiudizi. E ce ne sono due in particolare che sono davvero diffusissimi. Il primo è quello che mette in relazione gli oppiodi con la dipendenza. Perché tra i malati i casi di schiavitù psicologica dovuta all’assunzione di oppiodi sono rarissimi. E il secondo riguarda la convinzione che se si prende la morfina poi non ci sono farmaci più forti che possano calmare il dolore quando aumenta.
Ma anche questa leggenda va chiarita. La capacità antidolorifica della morfina, infatti, cresce man mano che si aumentano le dosi. Senza incorrere in effetti secondari pericolosi”. Ma veniamo alle novità portate dalla nuova legge. Grazie a questa, il medico di famiglia o lo specialista che intendono prescrivere degli oppiodi potranno seguire una procedura molto più semplice. Vediamo quale: “Dovranno come prima, usare un ricettario specifico per gli stupefacenti, spiega Teresa Petrangolini. Ma questo non dovrà essere più richiesto all’Ordine dei Medici: ma potrà essere liberamente acquistato come ogni altro ricettario. In questo modo viene eliminato già un primo inutile intoppo e i medici potranno prescrivere questi medicinali più facilmente senza dover fare lunghe attese solo per procurarsi il ricettario.
E la cosa più importante è che la ricetta avrà una validità di 30 giorni. Mentre prima il limite era inverosimilmente basso: la ricetta doveva essere utilizzata entro 8 giorni. Un’altra importante novità riguarda la somministrazione di oppiodi fatta dal medico curante. Questi, ma anche gli infermieri o chi si occupa dell’assistenza domiciliare ed è fornito di autorizzazione del medico, potranno portare con sé una piccola quantità di oppiodi da somministrare al paziente direttamente a casa. Mentre prima correvano il rischio di incorrere in sanzioni penali. In passato, infatti, nemmeno gli specialisti potevano trasportare questi medicinali. E in caso di necessità dovevano mandare il paziente con la ricetta ad acquistarlo in farmacia. Con grande perdita di tempo e maggiore disagio per tutti.
Oggi invece è tutto più semplice. Anche un parente o una persona incaricata può andare in farmacia ad acquistare gli oppiadi con la ricetta intestata al malato. L’importante è avere con sé un documento di riconoscimento che vi sarà richiesto in farmacia. Per trasportare i medicinali poi, non sono previste particolari autorizzazioni, ma bisogna avere sempre dietro la ricetta del medico”.
Ma vediamo chi può usare gli antidolorifici e che cosa sono questi farmaci in realtà. Gli oppiodi come la morfina, insieme agli antinfiammatori, per esempio la nimesulide, e ad altri farmaci di sostegno, come gli antidepressivi, i sedativi e i cortisonici sono efficacissimi per combattere il dolore causato dalle varie forme di tumore. In Italia, ogni giorno, i dolori acuti e cronici tormentano 30mila malati di cancro in fase terminale.
Un dolore che con la morfina può essere non solo attenuato ma addirittura vinto, tanto da permettere a molti pazienti di tornare a fare una vita normale. Comunque va sottolineato ancora una volta che gli antidolorifici più potenti non sono riservati solo ai malati di tumore o a quelli terminali. Possono essere usati, infatti, anche da chi soffre di dolori cronici molto forti. Sono risultati utili per alleviare le sofferenze dei malati di artrosi di artrite. E ancora per chi ha forti mal di schiena, forme particolarmente acute di mal di testa (come la cefale a grappolo, che causa dolori invalidanti), o alcune nevralgie, come quella del trigemino che colpisce un nervo del viso, e che comportano un dolore costante e insopportabile.
Gli oppiadi, inoltre, possono essere utilizzati anche per alleviare i dolori che seguono un intervento chirurgico. La valutazione su quando sono indispensabili o meno gli oppiadi, ovviamente spetta al medico, che deciderà in base all’intensità del dolore che gli deve essere descritta dal paziente, nei minimi particolari. La percezione del dolore infatti varia da persona a persona.
E solo il malato può aiutare il medico a capire quale cura prescrivere.

Gli analgesici fans e oppaicei
La terapia farmacologica del dolore si avvale di 2 classi di farmaci analgesici.
FANS: questi agiscono bloccando la liberazione nei tessuti periferici dei mediatori chimici, responsabili del dolore. L’uso dei Fans è indicato nei dolori somatici e viscerali di moderata intensità. Tra questi, ad esempio, i dolori reumatici, quelli viscerali, alcune cefalee, e il dolore tumorale in fase iniziale. I fans in genere vengono somministarti per via intramuscolare o endovenosa, per via rettale e transdermica.
ANALGESICI OPPIACEI: agiscono direttamente sui recettori delle vie nervose addette al “trasporto” della sensibilità del dolore. La stimolazione di alcuni di questi ricettori produce depressione, indifferenza agli stimoli ambientali. Questa categoria di farmaci è usata con ottimi risultati nel dolore acuto, nel post operatorio e in quello cronico, soprattutto tumorale.

I farmaci più diffusi
Gli oppiadi sono quasi tutti in fascia A, quindi non costano nulla all’ammalato. Sono totalmente a carico del Servizio sanitario nazionale.

Molecola Nome commerciale Formulazione Prezzo
Buprenorfina Tegmesi Iniezioni e compresse Non si paga il ticket

Durogesic Cerotti Non si paga il ticket
Metadone Eptadone Flacconcini Non si paga il ticket
Metadone Eptadone Iniezioni L. 5.700
Morfina MS Contin, Skenan compresse Non si paga il ticket

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