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Le cicatrici? Facciamole guarire
Manuela Marziani, N. 5 maggio 2001
Le cicatrici possono guarire. Lo sostiene un gruppo di ricercatori milanesi che ha presentato un progetto sul Trattamento combinato chirurgico-omotossicologico delle cicatrici ipertrofiche e dei cheloidi. Lo studio avviato in via sperimentale sta per essere testato sui pazienti: occorrono venti volontari per completare uno studo statisticamente valido [Chi fosse interessato alla pagina seguente può leggere copia del consenso informato sottoposto a chi decide di partecipare allo studio. Ndr]. Si tratta di una terapia combinata che prevede lasportazione chirurgica in anestesia generale della lesione, seguita da infiltrazioni locali di due sostanze omeopatiche il cui scopo è quello di ridurre al minimo il rischio di possibili recidive della lesione asportata, la cui incidenza con la sola chirurgia è del 20-25 %. Durante la degenza di un giorno, viene effettuata uniniezione, unaltra deve essere fatta dopo una settimana, poi dopo quattro, quindi una volta al mese per sei.
Solo così spiega il dottor Alberto Laffranchi che è uno dei responsabili del progetto di ricerca e ha effettuato il primo intervento potremo accertare la validità delle nostre tesi, già peraltro verificate ampliamente ina fase I.
Come funziona lintervento
I tessuti lesionati guariscono grazie al processo di cicatrizzazione, attività che si svolge attraverso meccanismi biochimici, cellulari e tissutali. La riparazione dei tessuti avviene in tre fasi: infiammatoria, proliferativa, e di riparazione, cui corrisponde clinicamente detersione e chiusura della ferita, e rimodellamento della cicatrice. Nelluomo il tessuto leso non viene rigenerato, ma sostituito da una struttura meno differenziata (la cicatrice) che si unisce al tessuto normale circostante.
La qualità e la quantità del tessuto cicatriziale sono variabili in base alla risposta del connettivo. Esistono molte forme di passaggio fra la cicatrizzazione ottimale, rappresentata da una sottile linea piatta incolore, quasi invisibile, che unisce i due lembi ben affrontati della ferita, le cicatrici ipertrofiche e i cheloidi.
Clinicamente la cicatrice ipertrofica semplice è anelastica, pruriginosa, rilevata, rossastra. Raramente dolente, essa mostra tendenza ad una seppur rallentata, regressione spontanea.
Istologicamente la cicatrice ipertrofica è caratterizzata da fibre collagene jalinizzate, da matrice mucoide e da spiccata componente cellulare, con componente miofibroblastica prominente, cui è imputabile la contrazione ed il caratteristico rilievo del tessuto cicatriziale.
I cheloidi presentano caratteri clinici simili a quelli delle cicatrici ipertrofiche, ma più accentuati; infatti, non tendono alla regressione spontanea, invadono i tessuti circostanti, recidivano e possono aggravarsi dopo asportazione.
Istologicamente sono caratterizzati da numerose fibre collagene jalinizzate, da matrice mucoide e da scarsa componente cellulare rappresentata da fibroblasti.
La terapia dei cheloidi e delle cicatrici ipertrofiche, con levolversi delle conoscenze, ha subito modificazioni nel tempo. I tipi di trattamento attualmente più utilizzati sono: compressione, crioterapia, escissione chirurgica, interferon, laser-terapia, pressoterapia, radioterapia, retinoidi, silicone in gel, steroidi intra e peri-lesionali. Questi metodi possono essere associati fra di loro ma, allo stato attuale, non si sono sempre dimostrati sufficienti a prevenire le recidive, la cui frequenza è del 25%, né ad evitare effetti collaterali.
La medicina omotossicologica si presenta come uninteressante alternativa attraverso luso di farmaci omotossicologici ad alta diluizione.
I prodotti omeopatici, per quanto è dato di conoscere agiscono secondo due principali meccanismi, uno biochimico, laltro elettromagnetico. I farmaci usati in questo studio possono intervenire sia per via sistemica con myosotis arvensis, galium, e graphites, sia per mezzo dinfiltrazioni locali intralesionali con graphites, staphisagria, ed interferon omeopatizzato, ottenendo riduzione delle dimensioni e del rossore delle cicatrici (rispettivamente nel 56 e 78% dei casi), scomparsa della sintomatologia pruriginosa o dolorosa (nel 68 e 80% dei casi), ed arresto della crescita invasiva nel 100% dei casi. I risultati presenti in letteratura sono molto interessanti, infatti, viene segnalata la persistenza della guarigione nel tempo, mentre non sono stati segnalati casi dallergia, intolleranza ai farmaci, o altri effetti collaterali.
Obiettivi dello studio
Valutare se un trattamento combinato chirurgico-omotossicologico è in grado di:
- indicare dei risultati preliminari su una possibile riduzione delle recidive dopo il trattamento di cicatrici ipertrofiche e cheloidi
- attenuare la sintomatologia associata patologie
- ottenere un risultato gradito al paziente
Criteri di selezione
Questo studio verrà eseguito su 20 pazienti e prevede lasportazione delle cicatrici ipertrofiche e dei cheloidi e linfiltrazione nel sottocute dei lembi della ferita operatoria, di una fiala di Arnica compositum Heel e di una fiala di Lymphomyosot Heel.
Possono sottoporsi alla sperimentazione 20 pazienti portatori di cicatrici ipertrofiche non regredite dopo 1 anno dallintervento, oppure di cheloidi; che abbiano unetà compresa fra 20 e 70 anni; una lesione con uno spessore inferiore a 4 millimetri; una lesione comparsa in un distretto corporeo piano.
Sono esclusi i pazienti che presentano malattie allergiche, metaboliche, o della tiroide.
Modalità di trattamento
Il trattamento prevede lassociazione dellasportazione chirurgica della lesione, alliniezione intraoperatoria di due farmaci che modulano le reazioni infiammatorie (arnica) ed agiscono sulla microcircolazione linfatica (myosotys arvensis).
Lintervento viene eseguito in anestesia generale e, subito dopo lasportazione chirurgica, verranno iniettati nei lembi della ferita, quali rimedi principali, una fiala di arnica ed una di myosotys arvensis (Arnica compositum Heel e Lymphomyosot Heel).
Il trattamento omotossicologico verrà ripetuto una volta alla settimana per 4 volte e poi 1 volta al mese per 6 mesi.
In caso di intolleranza o reazioni ai farmaci, il trattamento sarà interrotto.
In base ai componenti si presentano, fra le altre, le seguenti possibilità terapeutiche: edemi postoperatori, ematomi, ferite dalla guarigione difficile, processi infiammatori.
Il meccanismo dazione risulta da un effetto combinato di principi vegetali e chimico-minerali, caratterizzati dalle seguenti cinque proprietà:
Effetto antinfiammatorio e antivirale: belladonna, mercurius, chamomilla, echinacea
Effetto emostatico: aconitum, arnica, chamomilla, hamamelis, hypericum, millefolium
Miglioramento della respirazione cellulare: hepar sulfuris
Stimolazione della cicatrizzazione delle ferite: arnica, calendula, echinacea, symphytum
Effetto analgesico: aconitum, arnica, chamomilla, hamamelis, ypericum
Controindicazioni: ipersensibilità alle composite.
Effetti collaterali: dopo la somministrazione può subentrare salivazione; sospendere il trattamento, precauzionalmente; in rari casi possono subentrare reazioni allergiche anafilattiche alle composite. Sospendere il trattamento definitivamente.
Le fiale di Lymphomyosot in base ai suoi singoli componenti risulta capace di controllare: diatesi essudativa, drenaggio mesenchimale, prurito, dolore, infiammazioni ed irritazioni della pelle, eczemi, emorragie, ulcerazioni, ed evitare la formazione di afte.
Controindicazioni: non accertate.
Effetti Collaterali:
- possibili modificazioni della funzionalità tiroidea: occorre eseguire specifiche valutazioni ormonali prima di iniziare e durante il trattamento, nei pazienti noti per problematiche funzionali della tiroide.
- Possibile iperplasia linfonodale transitoria, specie dei linfonodi inguinali, ma che regredisce sospendendo il trattamento.
- In caso di tachicardia e/o palpitazioni dopo la somministrazione del farmaco, è prudente sospendere il trattamento, a giudizio clinico da valutare caso per caso.
Criteri di valutazione del trattamento
Tre le diverse risposte che un paziente può dare:
- assenza di recidiva clinica con documentazione fotografica, spettrofotometrica ed ecografica
- recidiva di dimensioni inferiori al 50% della precedente lesione
- recidiva superiore al 50% della precedente lesione
Considerazioni statistiche
- Il progetto prevede un reclutamento di 20 pazienti in un anno. Questo campione è giudicato sufficiente a dimostrare una riduzione del 20% nella frequenza delle recidive, rispetto ad una frequenza attesa in assenza di trattamento del 25%.
- Il trattamento sarà giudicato attivo se si osserveranno non più di due recidive.
- Il progetto prevede sempre un intervento di chirurgia plastica a cui seguono le infiltrazioni omeopatiche per prevenire la recidiva.
- lintervento e le indagini strumentali collegate sono gratuite per il paziente (dovrà semplicemente portare le richieste del medico di base che verranno indicate).
- Gli interessati dovranno mettersi direttamente in contatto telefonico col medico responsabile di questo progetto, il Dr. Giuseppe Fariselli, ai seguenti numeri dellIstituto Tumori di Milano: 02.2390.2523 - 02.2390.2312 - 02.2390.2649
- Oppure col reparto di chirurgia plastica dellINT ai numeri:
0223902528 (studio Medici) ed in particolare col Dr. Nazareno Arioli n° segreteria 022392529.
Per gli interessati, questa è una copia del cosiddetto consenso informato che viene proposto a chi dedidesse di sottoporsi allo studio
Gentile Signora/e,
per eliminare la cicatrice ipertrofica / il cheloide, di cui Lei è portatrice/portatore, Le viene proposta una terapia combinata che prevede lasportazione chirurgica in anestesia generale della lesione, seguita da infiltrazioni locali di due sostanze omeopatiche il cui scopo è quello di ridurre al minimo il rischio di possibili recidive della lesione asportata, la cui incidenza con la sola chirurgia è del 20-25 %.
Prima dellintervento Lei verrà sottoposta/o ad esami di routine, dosaggi ormonali tiroidei, fotografia, esame telespettrofotometrico ed ecotomografico della lesione, e valutazione dei sintomi da Lei lamentati a carico della cicatrice.
Le verranno iniettate 1 fiala di Arnica Compositum Heel ed 1 di Lymphomyosot Heel direttamente nei lembi della ferita / della nuova cicatrice mediante micropunture, subito dopo lintervento, poi una volta alla settimana per 4 settimane, per finire con una volta al mese per 5 mesi.
Le indicazione dei farmaci che Le verranno iniettati sono, fra le altre, infiammazione ed irritazione della pelle, prurito, dolore, ferite dalla cicatrizzazione difficile.
Non ci attendiamo effetti collaterali degni di rilievo. Per completezza Le facciamo presente che, analizzando la scheda tecnica di Arnica compositum Heel, notiamo, come controindicazioni, ipersensibilità alle composite e, come effetto collaterale, rari casi di reazioni allergiche e/o anafilattiche alle composite. Il prodotto Lymphomyosot può eccezionalmente determinare ingrossamenti passeggeri dei linfonodi che scompaiono con la sospensione del farmaco e, contenendo ormone tiroideo omeopatizzato, se ne sconsiglia luso nei pazienti con malattie della tiroide. Per escludere questa possibilità Le sono stati eseguiti i dosaggi degli ormoni tiroidei. In ogni caso se vi saranno reazioni avverse o comunque mancato gradimento da parte Sua Le sarà praticata la terapia più efficace ed indicata.
La valutazione strumentale ed il riscontro dei sintomi da Lei lamentati a carico della cicatrice verranno ripetute durante il ricovero, al termine del trattamento e dopo 6 mesi dal termine dello stesso.
La informiamo inoltre che è stata attivata una polizza assicurativa a copertura di tutti gli ipotetici rischi legati al trattamento che Le proponiamo.
Milano,
Il Medico,....................................
La documentazione fotografica, telespettrofotometrica ed ecotomografica potrà essere oggetto, in modo assolutamente anonimo, di presentazione a congressi e pubblicazione su riviste scientifiche e per questo le chiediamo lautorizzazione.
Se ha ben compreso finalità, indicazioni e rischi del trattamento che Le è stato proposto La preghiamo di firmare il presente modulo di consenso informato e di liberatoria per luso scientifico dei dati raccolti.
Milano,
Il Cittadino
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