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La tua salute corre lungo un filo
Alberto Ferrari, N. 6 giugno 2001
A partire dal prossimo anno, chi acquisterà un telefono cellulare sarà
avvertito del tasso di onde elettromagnetiche emesso dal suo apparecchio. Il
Sar (Specific absorption rate) sarà indicato nelle confezioni
e probabilmente anche sullo stesso cellulare, un po come sui pacchetti
di sigarette compaiono le percentuali di nicotina o di condensato.
Siamo ancora ben lontani dalla forzata pubblicità negativa che i produttori
di tabacco sono costretti ad associare al proprio prodotto, ma è comunque
un primo, prudentissimo passo verso lammissione che il telefonino non
è un oggetto innocuo, ma qualcosa che si deve utilizzare con cautela.
Liniziativa viene dai tre più importanti produttori - Nokia, Motorola
ed Ericsson - che da soli coprono circa il 60 per cento del mercato mondiale,
dintesa con la Food and Drug Administration americana, il potente ente
federale di difesa dei consumatori, che sul tema dei pericoli insiti nei cellulari
per la verità finora non si è dato molto da fare. I tre colossi
della telefonia si sono associati per ricercare una standard comune di rilevazione
delle onde elettromagnetiche e di comunicazione del dato al consumatore, dopo
che lassociazione internazionale del settore, la Cellular Telecommunications
Industry Association, aveva invitato a rendere esplicita sui prodotti la Sar.
Fino a oggi lindicazione sul tasso elettromagnetico è richiesta
solo per il mercato americano, ma con ogni probabilità dal prossimo anno
verrà estesa anche al resto del mondo, Italia compresa. La paura è
quella che le onde elettromagnetiche possano avere effetti nocivi sulla salute.
Finora le compagnie telefoniche sono riuscite a respingere accuse tanto pesanti.
Recentemente in Gran Bretagna una commissione di esperti ha concluso che i rischi
per la salute non sono provati, ma non si possono neppure escludere. Tanto che
il governo di Londra ha annunciato un maxi finanziamento per studi più
approfonditi. Nel frattempo, la pericolosità dei campi elettromagnetici
è molto dibattuta tra innocentisti (padroni degli impianti) e colpevolisti
(associazioni consumatori ed ecologisti). È certo, comunque, che queste
radiazioni artificiali, che superano di migliaia o addirittura di milioni di
volte il campo elettromagnetico naturale, e che non erano presenti fino a pochi
decenni fa, per prudenza, sarebbero da evitare o ridurre.
La situazione
In Italia si è cominciato a parlare dei pericoli dellelettrosmog
nel 1992. In quel periodo le zone a rischio erano concentrate nelle vicinanze
dei ripetitori fm e tv. Lavvento dei ripetitori per telefoni cellulari
ha causato una diffusione capillare del fenomeno elettrosmog che è destinato
a un aumento inarrestabile. Le proteste popolari organizzate dai numerosi Comitati
che sorgono spontaneamente ad ogni nuova installazione e le organizzazioni per
la difesa dei consumatori, sono riusciti a fare approvare la legge 381/98 che
abbassa il limite di esposizione, ma non sono quasi mai riusciti a far eseguire
il trasloco o lo smantellamento di un impianto anche se supera abbondantemente
tale limite.
Considerando queste premesse, è difficile sperare in una diminuzione
dellelettrosmog nel prossimo futuro, anzi se ne prevede il raddoppio nei
prossimi cinque anni. Dobbiamo abituarci a questa convivenza tentando di minimizzarne
gli effetti.
Che cosè lelettrosmog
Il termine elettrosmog indica linquinamento da campi elettromagnetici.
In fisica si dice che una regione di spazio è sede di un campo elettrico,
quando prendendo un corpo elettricamente carico e ponendolo in un punto qualsiasi
di questa regione di spazio si osserva che è soggetto o forze di origine
elettrica. Il campo magnetico è diverso da quello elettrico: è
generato da cariche elettriche in movimento ed esercita la sua forza su qualsiasi
altra carica elettrica in movimento. Tra campo elettrico e campo magnetico esiste
una simmetria molto profonda. La variazione di uno genera laltro. In realtà
il campo elettrico e il campo magnetico sono aspetti diversi di ununica
entità, il campo elettromagnetico. Le onde elettromagnetiche nel vuoto
si propagano liberamente attraverso lo spazio vuoto. Anzi, la materia è
spesso un impedimento alla loro propagazione. Sul nostro pianeta è da
sempre presente un campo elettromagnetico naturale, nel quale si sono sviluppate
ed evolute tutte le specie biologiche: questo è rimasto grosso modo immutato
fino allavvento dellera elettrica, che allinizio del secolo
ha determinato lesordio di una delle maggiori e più invisibili
alterazioni dellambiente urbano, con effetti anno dopo anno in preoccupante
e inarrestabile crescita.
Inquinamento domestico da elettrosmog
Quando si parla di elettrosmog finiscono immediatamente sotto accusa i telefonini
e le antenne. Ma alla corrente elettrica sono sempre associati dei campi magnetici,
generati allinterno di unabitazione dagli elettrodomestici e da
tutte le apparecchiature elettriche ed elettroniche di uso individuale. Televisori,
stereo, computer, tritatutto, radiosveglie (dannosissime se posizionate vicine
alla testa durante le ore notturne), aspirapolvere, rasoi elettrici e asciugacapelli
(micidiali), forni a microonde, lavatrici: tutti oggetti che pur generando modesti
e innocui campi elettrici provocano allo stesso tempo spaventosi e dannosissimi
campi magnetici, che risultano dalla somma delle radiazioni provenienti dalle
diverse sorgenti. È dunque bene evitare la concentrazione di queste apparecchiature
in spazi ristretti, o quanto meno avere laccortezza di disattivarle quando
non cè reale necessità di utilizzo. È quindi buona
abitudine spegnere il televisore invece di tenerlo in stand-by tramite telecomando
(evitando in questo modo anche il consumo di 5-15 watt allora), non stare
mai a meno di un metro dallo schermo televisivo e dal monitor del computer (optando
in questo secondo caso per i modelli a basse radiazioni o per quelli a cristalli
liquidi, che non generano campi elettromagnetici), spostare tutte le apparecchiature
elettriche (orologi, radio, segreterie telefoniche ecc.) dalle vicinanze del
letto, non stazionare a lungo davanti ai vari tipi di elettrodomestici, mentre
questi sono in funzione.
Il telefono cellulare
Un discorso a parte merita il telefono cellulare, pericoloso per la vicinanza
del terminale alla testa dellutilizzatore: questo va adoperato con lantenna
sempre completamente estratta e mai in vicinanza o allinterno di superfici
metalliche (come ad esempio lautomobile), utilizzando ogni volta che è
possibile lauricolare e il microfono. Ma il problema più grande
collegato allutilizzo dei telefonini consiste nella necessità di
ripetitori che propaghino nello spazio i campi elettromagnetici da questi generati,
con onde che vanno dai 900 ai 1800 megahertz di frequenza. Sono queste antenne,
ultime arrivate su tetti già intasati dai diversi impianti per la diffusione
dei segnali radio e TV, a determinare il maggiore impatto sullambiente
e la più pericolosa esposizione per la popolazione.
Le antenne sul tetto
È cronaca di tutti i giorni la costituzione di comitati di quartiere
che protestano per gli abusi subiti da parte dei gestori di impianti per le
telecomunicazioni. Questi infatti, daccordo con proprietari di immobili
o amministratori, sia pubblici che privati, sono riusciti fino a poco tempo
fa ad installare impianti e antenne senza difficoltà, favoriti dallassenza
di leggi in materia e dalla scarsa informazione reperibile sullargomento.
È a rischio però la salute non soltanto degli inquilini sul cui
palazzo è stata installata lantenna, ma di tutti coloro che si
trovano nelle vicinanze. Esiste una legge dello Stato (la 381/98) che finalmente
pone delle basi concrete per la tutela dei cittadini, fissando il tetto massimo
di esposizione ai campi elettromagnetici ad alta frequenza. Si tratta di un
contributo iniziale alla formulazione di una più completa legislazione
che consideri la salute pubblica il solo ed unico obiettivo da perseguire.
La ricerca e gli effetti sulla salute
Poco si sa degli effetti che queste onde provocano sulla salute e la difficoltà
di tutelarsi con una legislazione ancora impreparata devono rendere tutti molto
diffidenti. È certo che le finestre e gli infissi delle nostre case non
costituiscono un ostacolo per i campi elettromagnetici, e in generale si può
dire che bambini, anziani e portatori di pace-maker sono le categorie più
a rischio. Gli effetti dei campi elettromagnetici sullorganismo umano
sono classificabili in due categorie, a breve e a lungo termine.
In base ad alcuni documenti raccolti e pubblicati dallOrganizzazione Mondiale
della Sanità, occorre distinguere tra le onde elettromagnetiche ad elevatissima
energia e a frequenza enormemente elevate e tutte le altre.
Lesposizione ai campi elettromagnetici ad alta frequenza anche di bassa
intensità (quelli delle antenne per la telefonia cellulare) può
avere effetti negativi sulla salute, per esempio laumento dei casi di
tumore, laumento dei casi di disturbi cardiaci, riproduttivi, neurologici.
Per quanto riguarda le indagini sulla popolazione, la maggior parte si sono
indirizzate su residenti vicino a ripetitori radiotelevisivi, come lo studio
eseguito a Honolulu, dove vi era una presenza di trasmettitori radiotelevisivi
allinterno di unarea densamente popolata. Negli anni 1987-93, si
osservò un eccesso di incidenza di tumori e di leucemie.
Un altro importante studio ha analizzato lincidenza di tumori nella popolazione
residente in prossimità di un grande ripetitore radiotelevisivo (di Sutton
Coldfield) negli anni 1974-86. Il rischio di leucemia negli adulti, in un raggio
di 2 km intorno al sito, era quasi raddoppiato.
Effetti a breve termine
Gli studi hanno dimostrato che esposizioni ad elevate intensità di campo
elettromagnetico possono generare nelluomo un effetto termico, cioè
il riscaldamento del corpo, o di sue parti esposte alle radiazioni, che segue
allassorbimento dellenergia elettromagnetica. Gli effetti riscontrati
sono molteplici e confermano il pericolo per la salute. Gli effetti immediati
delle onde ad alta frequenza (impiegate per le trasmissioni radiotelevisive
e per la telefonia mobile) consistono nel surriscaldamento e conseguente danneggiamento
di alcuni tessuti del nostro corpo, soprattutto degli organi più ricchi
di acqua (come i testicoli e il cristallino degli occhi). I campi a bassa frequenza
(generati dagli elettrodotti, dai trasformatori e dagli elettrodomestici) inducono
invece delle correnti elettriche nellorganismo e possono alterare anche
sensibilmente il funzionamento dei sistemi cardiaco e nervoso: mal di testa,
disturbi del sonno, extrasistole e fibrillazioni ventricolari, senso di nausea,
irritabilità e depressione, sono tutti effetti riscontrabili se lintensità
del campo elettromagnetico supera una certa soglia di sicurezza.
Unindagine condotta negli Usa dal Dipartimento di Salute Pubblica, pubblicata
su American Journal of Epidemiology, ha accertato una triplicazione
della frequenza di casi di depressione e laumento di una volta e mezzo
delle cefalee sottoponendo a test rigorosi 400 individui residenti vicino ad
elettrodotti. Gli studi affermano che lesposizione a campi elettromagnetici
a bassa frequenza è associata a incrementi dellinsorgenza di leucemie
tra la popolazione soprattutto infantile. Tale ipotesi è supportata da
un cospicuo numero di lavori scientifici, basati sia su indagini epidemiologiche,
sia su ricerche di laboratorio.
Effetti a lungo termine
Gli effetti a lungo termine sulla salute sono più difficili da determinare,
proprio perché la ricerca in questo campo è stata avviata solo
recentemente. La scienza non ha ancora stabilito con certezza se esiste un legame
diretto fra lesposizione prolungata ai campi elettromagnetici e linsorgenza
di forme tumorali: diverse ricerche effettuate in tutto il mondo hanno però
evidenziato il probabile nesso di causa ed effetto, registrando un aumento dei
casi di cancro per esposizioni protratte e in particolare lincremento
di forme leucemiche infantili (i bambini assorbono infatti lenergia generata
dai campi magnetici con più facilità, a causa della loro massa
fisica ridotta).
Le proteste
Pionieri della lotta allinquinamento elettromagnetico sono stati a Roma
i piccoli frequentatori dellasilo Giacomo Leopardi di Montemario:
una battaglia durata dieci anni contro le antenne di sedici televisioni e radio
private sistemate tutte attorno allistituto. Il comitato Bambini
senza radiazioni, sorto a difesa dei piccoli ospiti della scuola, si è
battuto a lungo chiedendo la ricollocazione dei due mega impianti Telecom ed
Enel che circondano lasilo, riuscendo ad ottenerla solo di recente grazie
ad una ordinanza comunale del 12\2\2000.
Una vicenda che sembra aver trovato la sua conclusione definitiva con lordinanza
della II Sezione del Tar del Lazio, in base alla quale i due gestori hanno sei
mesi di tempo per smantellare le antenne e i tralicci che sovrastano il campo
sportivo della scuola. Ancora apertissimo è invece il caso di Radio Vaticana,
le cui antenne risultano, secondo una ricerca della Regione Lazio, sorgenti
di inquinamento elettromagnetico con punte fino a quattro volte maggiori della
soglia tollerabile. Ma il problema è generale: in Italia ci sono 700
emittenti televisive e 2400 stazioni radiofoniche, per 60.000 antenne distribuite
sul territorio; la rete di elettrodotti è lunga 1 milione di chilometri;
i cellulari in funzione sono circa 30 milioni (primato europeo) con 700 antenne
installate solo a Roma (di cui secondo unindagine dei carabinieri ben
221 sono fuori legge).
La legislazione in materia
In molti paesi sono già state attuate misure precauzionali per la salute
pubblica, così come per lambiente: negli Stati Uniti, ad esempio,
le aree per la collocazione di questi impianti di diffusione sono previste dai
piani regolatori, che ne determinano persino laspetto estetico. In Italia,
a livello nazionale, esiste un decreto legislativo interministeriale (381/98),
che indica dei valori massimi di esposizione (limiti di cautela) pari a 20 V/m
(volts-metro) e di 6 V/m per le zone residenziali, scuole e ospedali. La legge,
però, non fissa le regole per raggiungere gli obiettivi di qualità,
cioè i valori sopportabili, e per linstallazione delle antenne,
che devono essere scritte dalle Regioni.
Con lavvento di più gestori e il moltiplicarsi delle antenne è
aumentata lattenzione dei comuni che possono stabilire delle regole.
Il criterio dei valori massimi di esposizione è stato ripreso da una
delibera del Comune di Roma in cui si esclude tassativamente la possibilità
di consentire linstallazione degli impianti sopra ospedali, scuole, asili
nido, case di cura e riposo o nelle loro prossimità a distanze inferiori
di 50 m dal perimetro esterno. Pertanto occorre che vi sia un corridoio dove
siano proibite le costruzioni e limitate le attività umane.
Nel frattempo, per tentare di dare una risposta allinquinamento elettromagnetico,
la Regione Lazio ha allestito uno sportello telefonico attivo il mercoledì
dalle 17 alle 18 al numero: 06-51683055.
Consigli utili
Se si acquista una casa occorre verificare se:
- vi sono linee o cavi elettrici o cabine elettriche (le cabine elettriche
spesso sono al piano terra)
- vi sono antenne fisse per la telefonia cellulare, radar o ripetitori radio
-tv
In casa vale la regola della distanza di un metro:
- tenere apparecchi elettrici (segreteria telefonica, radiosveglia ecc.) sul
comodino ad almeno un metro di distanza dal letto (o usare apparecchi a pile)
- non dormire sotto una termocoperta accesa
- insegnare ai bambini a stare ad una distanza di almeno un metro dallo schermo
del televisore in funzione (anche per i videogiochi)
- evitare di sostare dietro il televisore anche se vi separa un muro (il campo
è più elevato nella parte posteriore e laterale del televisore)
- tenere lontani i bambini da forni elettrici e ferri da stiro in funzione
- utilizzare la lametta al posto del rasoio elettrico
- utilizzare il phon tenendolo il più possibile distante dai capelli
(destate asciugarli naturalmente)
- mantenere una distanza di almeno un metro e mezzo dai termosifoni elettrici
portatili
- cercare di ridurne al minimo i tempi di funzionamento di elettrodomestici
come tritatutto, tostapane, frullatori
- mantenere il cosiddetto babyphone a una distanza di almeno un metro dalla
testa del piccolo
- non posizionare il letto a ridosso di una parete che confina con un quadro
elettrico (dove cè linterruttore principale)
- nella camera da letto è meglio se i fili elettrici non passano dietro
la testata del letto
- mantenere un metro distanza dallo schermo di un qualsiasi monitor
- usare gli apparecchi elettrici con prudenza: per esempio accendere la stampante
solo per utilizzarla.
Fuori casa:
- tenere lontani i bambini da cabine o linee elettriche, da antenne per la
telefonia mobile, da radar, da ripetitori radio o tv
- quando si parla al cellulare usare lauricolare ed estrarre lantenna
riducono lesposizione); evitare lunghi colloqui; non usarlo allinterno
dellauto (va bene solo se lantenna è montata fuori dellabitacolo);
persone con stimolatori cardiaci o altri impianti elettronici dovrebbero mantenere
una distanza di sicurezza di almeno 30 cm dal cellulare.
Indirizzi utili
Legambiente
http://www.legambiente.com/servizi/elettr/elettr.htm
Tel. 06-86268401
fax allo 06-86268474
Istituto Superiore di sanità
http://www.iss.it/
http://cis.nci.nih.gov/resources/environment.html
Il Servizio informativo sul cancro (Cancer Information System) del National
Cancer:
http://cancernet.nci.nih.gov/clinpdq/risk/Magnetic_Field_Exposure_and_Cancer_Studies_at_the_NCI.html
National Institute of Environmental Health Sciences (NIEHS) (http://www.niehs.nih.gov/)
(http://www.niehs.nih.gov/emfrapid/home.htm).
U.S. Environmental Protection Agency (http://www.epa.gov/)
FEB - Swedish Association for the ElectroSensitive (http://www.feb.se/)
International EMF Project: http://www.who.int/peh-emf/
I termini e il loro significato
Per capire di cosa si parla:
- campo elettromagnetico: è il campo che si determina allorché
il campo elettrico ed il campo magnetico risultano variabili nel tempo e nello
spazio ed influenzano reciprocamente la loro intensità;
- frequenza: è il numero di cicli di oscillazione nellunità
di tempo di una grandezza oscillatoria periodica.
- Hertz (Hz): lunità di misura della frequenza. I suoi multipli
di uso comune sono: kilohertz (1kHz = 103 Hz), megahertz (1MHz = 106 Hz),
gigahertz (1GHz = 109 Hz); per bassa frequenza si intende la frequenza compresa
tra 0 Hz e 10 kHz; per alta frequenza si intende la frequenza compresa tra
10 kHz e 300 GHz;
Si definiscono campi elettromagnetici quelli con
frequenza da 0 a 300 GHz. Fra questi:
- Campi statici (0 Hz): apparecchi per immagini a risonanza magnetica usati
in medicina
- Campi a bassa frequenza (ELF: extremely low frequency fields, > 0 a 300
Hz): oggetti elettrici di uso quotidiano
- Campi a frequenza media (IF: intermediate frequency fields >300 Hz a
10 MHz): antifurto, unità video
- Radiofrequenze (RF radiofrequency fields >10 MHz a 300 GHz): telefoni
cellulari, apparecchi di telecomunicazioni, radar.
Bassa e alta frequenza
È opportuno distinguere tra campi elettromagnetici (cem) a bassa frequenza
(gli elettrodotti, gli elettrodomestici, la stessa configurazione dellelettricità
allinterno delle abitazioni) e ad alta frequenza (le antenne radiotelevisive,
i ripetitori per telefonia mobile).
Anzitutto, esistono campi elettrici alternati a bassa frequenza, che promanano
da linee, cavi o fili, indipendentemente dal fatto che la corrente vi circoli,
e scientificamente sono proprio le frequenze a 50 Hz delle reti di distribuzione
elettrica che più possono alterare quotidianamente i nostri processi
bioelettrici. Vi sono, poi, campi magnetici alternati a bassa frequenza, generati
per induzione dalla corrente effettivamente circolante nelle linee e negli apparecchi
ad alimentazione elettrica, e in questo senso sono critici tanti oggetti duso
comune delle nostre case: dagli elettrodomestici ai forni a microonde, dagli
Hi-Fi alle lampade, dalle segreterie telefoniche ai videoregistratori. In questo
senso, però, sono pericolose anche le linee dellalta tensione che
generano forti campi magnetici. Si chiamano, invece, onde elettromagnetiche
ad alta frequenza le onde radio a frequenza compresa tra i 30KHz e i 300 GHz,
e tra queste le microonde sono quelle a frequenza più alta: si generano
attraverso emittenti di vario tipo e sistemi elettrificati ad alta frequenza.
Ma una delle maggiori fonti denergia elettromagnetica ad alta frequenza
è legata ai telefonini, il cui uso smodato sta crescendo, probabilmente
con gravi conseguenze sui processi fisiologici dellorganismo umano.
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