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I nuovi traguardi della ricerca dello IEO
Monica Melotti, N. 7/8 Luglio/Agosto 2001
Come ogni anno avviene il canonico appuntamento: il 18 giugno lIstituto Europeo di Oncologia (Ieo) di Milano presenta i risultati della sua ricerca. Questanno però cè stato anche un altro importante annuncio, lo Ieo raddoppia. Ci sono già le autorizzazioni edilizie per la realizzazione di un corpo separato dellIstituto, a un centinaio di metri dalla sede di Via Ripamonti. Qui sorgeranno i reparti di degenza ospedaliera, per sorvegliare i pazienti dopo il momento acuto della malattia, dopo il trattamento terapeutico. Una sorta di albergo per la degenza-convalescenza (low-care, come dicono gli anglosassoni), dove il paziente potrà restare in osservazione il tempo necessario, a costi decisamente più ridotti. In pratica la realizzazione dellospedale modello, secondo i criteri che il professor Umberto Veronesi, quando era ministro alla Sanità (ora cè il professor Girolamo Sirchia, ndr), aveva dettato per riammodernare il sistema ospedaliero italiano. Ma i progetti per lo Ieo non sono finiti.
Li annuncia contento Veronesi, che ha ripreso lincarico di direttore scientifico dello Ieo, il suo ambiente naturale. Il modello di questo Istituto, così avveniristico per il collegamento tra laboratorio e clinica, verrà ripreso da altri parti in Italia (Lecce, Catania, Spelto) e in Europa: il primo dovrebbe sorgere in Westfalia (Germania). Ma lex ministro ha già posto le basi per far nascere altri istituti europei a Milano. LIstituto neurologico Besta dovrebbe diventare Istituto europeo di neurologia (in autunno dovrebbe nascere la fondazione per gettare le basi) e il Monzino (lunico centro monospecialistico per il cuore in Europa) in Istituto Europeo di cardiologia.
Intanto lattività scientifica dello Ieo si sviluppa su tre grandi temi: la genetica, la prevenzione e la qualità della vita. Ed ora qualche dato. Nel 2000 lattività di ricerca dello Ieo ha avuto un forte incremento: 800 punti di Impact factor (il punteggio che determina il valore delle pubblicazioni scientifiche). Lattività di assistenza è aumentata del 15% e i ricoveri sono stati 13.200 (lanno scorso erano 11.000), 100.000 i trattamenti radioterapici. La degenza media di ricovero è stata del 4.3 giorni, in linea con i più elevati standard europei.
Tumore al seno, guaribilità al 90%
È uno dei traguardi più importanti raggiunti dallo Ieo: il tumore al seno guarisce nel 90% dei casi. Altro traguardo prestigioso è laltissima percentuale di trattamenti conservativi, il 77%. Qui, infatti, sono state ideate, sperimentate e sviluppate, le metodiche più innovative per la conservazione del seno: il linfonodo sentinella (la cui analisi permette di evitare ove è possibile lasportazione di tutti i linfonodi ascellari), la Roll (che permette una precisa localizzazione e asportazione radioguidata delle lesioni che non possono essere apprezzate al tatto, chiamate per questo non palpabili) e Iort (radioterapia intraoperatoria, che permette di concentrare direttamente sul tumore, in ununica somministrazione alte dosi di radiazioni, al momento dellintervento).
Lo scorso anno gli interventi per tumore al seno sono stati circa 2700, di cui 2000 per tumori maligni ha detto Alberto Luini, direttore della divisione di Senologia La metodica del linfonodo sentinella è stata applicata su quasi 1000 pazienti, permettendo di evitare lintervento di dissezione ascellare nel 76% dei casi. Le pazienti, invece, trattate con Roll, sono state 1500, mentre la Iort è stata utilizzata in 160 interventi. Questi dati clinici confermano che lo Ieo, in Europa, è il centro con la casistica più elevata di interventi per carcinoma al seno.
Riduzione della mortalità del tumore
La lotta al cancro è efficace e comincia a dare dei risultati. Ne ha parlato Peter Boyle, direttore della divisione di epidemiologia e Biostatistica che ha evidenziato come la riduzione per tumore sia stata in Italia, negli ultimi 15 anni, pari al 12%, cosa che pone lItalia, insieme alla Gran Bretagna al quarto posto nella classifica dei paesi europei dove si combatte meglio il cancro. Al primo posto ci sono Austria e Finlandia, che raggiungono una riduzione del tumore del 15%. I dati sulla variazione della mortalità per tumore evidenziano che in Europa sono state salvate 100 mila vite in più. La diminuzione più consistente di mortalità si è avuta per il tumore allo stomaco, per il tumore al polmone nelluomo e per il tumore alla mammella. Ma cè stato un aumento per il tumore alla prostata e per il tumore al polmone nella donna, perché labitudine al fumo si colora sempre più di rosa. A questo proposito la direttiva Europea del tabacco diventerà legge il prossimo settembre, in tutti i paesi europei. Le case produttrici di sigarette avranno lobbligo di ridurre i livelli di catrame, nicotina, monossido di carbonio e abolire il termine light o mild. Sarà inoltre obbligatorio scrivere sul pacchetto tutti gli additivi contenuti nelle sigarette, la dimostrazione della loro sicurezza e il livello tossicologico.
Una speranza per la leucemia
Nel campo della ricerca di base, Pier Giuseppe Pelicci, direttore del Dipartimento di oncologia sperimentale, ha annunciato scoperte imminenti per la cura della leucemia.
Si sviluppa così limportante filone di ricerca avviato con la scoperta dellacido retinoico, di cui lo studio era stato pubblicato su Nature. Il gruppo di ricercatori era riuscito a creare il primo farmaco molecolare in grado di guarire un tumore nei pazienti affetti da leucemia acuta promielocitica. Il trattamento era a base di acido retinoico in associazione con la chemioterapia e si otteneva la scomparsa della malattia nel 95% dei casi e lassenza di ricadute per almeno 5 anni nell80%. Lacido retinoico è in grado di cambiare lattività del gene responsabile della crescita tumorale nella cellula leucemica. Nelle cellule in vitro e in quelle animali sono stati ottenuti dei risultati incoraggianti circa lefficacia di nuovi farmaci molecolari. Si tratta di molecole che inibiscono gli enzimi della cromatina (le proteine intorno alle quali si svolge lelica del DNA). Ora, questo modello terapeutico, sarà applicato ad altre forme di leucemia e partirà la sperimentazione clinica tra qualche settimana su un gruppo ristretto di pazienti.
Un aiuto alla ricerca sul cancro
È stata anche presentata una singolare iniziativa Lultima buona azione della Lira. Di cosa si tratta? In occasione della conversione della Lira in Euro, lAirc (Associazione Italiana per la ricerca sul cancro) e la Firc (Fondazione Italiana per la ricerca sul cancro) hanno lanciato un appello a tutta la popolazione affinchè le monete metalliche siano donate alle due associazioni, al posto di convertirle. Questi milioni di spiccioli serviranno a sostenere la ricerca in campo oncologico, che ha sempre bisogno di aiuti. I salvadanai, a partire da dicembre fino a marzo 2002, verranno messi in tutta Italia: banche, uffici postali, supermercati, cinema, aeroporti, negozi. Cominciamo allora a svuotarci le tasche per un fine nobile: sostenere la lotta contro il cancro.
Maglia nera
alla ricerca italiana
I ricercatori italiani vengono trattati male. In che senso? Un giovane cervello italiano prende uno stipendio irrisorio: tra i 15 e i 25 milioni annui, un quarto di quanto prende un ricercatore ad inizio carriera allestero. Da qui lequazione è semplice: i migliori cervelli emigrano, con il risultato che in Italia si formano meno ricercatori
(3,3 ogni mille lavoratori, contro una media europea di 5,7). E non hanno nemmeno risolto la situazione i recenti finanziamenti previsti dal Ministero e Cnr per far rientrare in Italia i cervelli fuggiti: 50 milioni per due anni per ciascuna delle 40 università italiane. Un analogo programma tedesco prevede un finanziamento di 2 miliardi e mezzo per ogni progetto di ricerca. La somma totale italiana, invece, non raggiunge lingaggio di quanto si spende per due calciatori di serie A. Inoltre lItalia spende in ricerca la metà rispetto alla media europea: 22 mila miliardi contro 42 mila.
Un nuovo look per lIstituto dei Tumori di Milano
Tante novità anche per lIstituto Nazionale dei Tumori di Milano (500 mq), antesignano per la cura dei tumori. Prima notizia: lapertura di un nuovo ambulatorio pediatrico che segue duemila pazienti in tutta Italia. Un luogo a misura di bambino spiega la responsabile Franca Fossati Bellani Un open space diviso da divanetti e tavoli, dotato di una fornita libreria per ragazzi, di televisione, videogiochi, giocattoli. Perché un bimbo malato non deve dimenticare di essere sempre un bambino e quindi è importante che attorno a lui ci sia unatmosfera allegra e non lugubre. Dal 1975, da quando è iniziata a funzionare loncologia pediatrica, sono stati curati in media 120 bambini lanno. Allora erano pochi i piccoli pazienti che sopravvivevano, ma adesso il 70% dei bambini, a cinque anni dallesordio della malattia, ce la fa. Una media che ci mette alla pari con gli Stati Uniti e la Gran Bretagna.
È anche appena stato inaugurato il nuovo ingresso in Via Venezian, dopo anni di lavori in corso. Dallatrio molto spazioso si accede ai tre blocchi di degenza, agli ambulatori, alla medicina nucleare, alla radiologia, alla radioterapia e allarea didattica. I nuovi ambulatori (diciotto) sono tutti riuniti in uno spazio di 1200 mq, luminosissimo, che riceve luce da una cupola trasparente. Al centro cè laccettazione e su tre lati sono disposte 13 spaziose sale da visita, dotate di spogliatoi.
Aprirà anche un reparto per i trapianti di midollo da donatori, affidato al professor Paolo Corradini, proveniente dallIstituto San Raffaele di Milano. Gli obbiettivi sono ambiziosi: curare le leucemie e i mielomi e sperimentare il trapianto di midollo per curare i tumori renali, una via tracciata negli Stati Uniti al Bethesda. Altro salto di qualità è rappresentato dal master di formazione in chirurgia del colon-retto ideato dal professor Ermanno Leo, per aggiornare i chirurgi specializzati in questo tipo di neoplasia. Infine entro due anni lIstituto si trasferirà in una nuova sede, nellarea dellex Maserati in Via Rubattino, nella vecchia sede dellIstituto verrà lUniversità, con le facoltà di Chimica e Scienze.
Novità per il melanoma
Aumenta lattenzione sullincremento dei tumori maligni della pelle. Negli ultimi anni lincidenza del melanoma nelle popolazioni europee è, infatti, aumentata dal 3 al 7% all'anno, con punte massime di 20 vittime ogni 100 mila abitanti. La prevenzione anche in questo caso resta larma fondamentale. Ogni volta che un neo cambia aspetto bisogna allarmarsi e sottoporsi a una visita specialistica. Contro il cancro della pelle, però, si studiano terapie sempre più innovative, come quella dei vaccini. Abbiamo appena concluso due studi, in collaborazione con il Centro Oncologico di Aviano, che hanno dato risposte incoraggianti precisa Giorgio Parmiani, vice direttore scientifico dellIstituto Nazionale dei Tumori (Int) di Milano e responsabile del programma di studio dei vaccini contro il melanoma Il vaccino è riuscito a far regredire il melanoma in 3 pazienti su 10 che avevano un tumore in fase avanzata e non rispondevano alla chemioterapia. Il vaccino utilizza antigeni tumorali estratti dalle cellule malate, sostanze che una volta iniettate agiscono sulla cellula affinché li riconosca e attivi la risposta immunitaria. I dati ottenuti non sono ancora sufficienti in quanto la risposta immunitaria è limitata; è però importante aver capito la strategia
usata dal tumore per sfuggire al sistema immunitario.
Ma la ricerca continua. Sempre allInt di Milano, sono appena iniziati due studi. Il primo, diretto dal professor Massimo Gianni, riguarda la vaccinazione antimelanoma abbinata alla terapia genica. Le cellule dendritiche del malato (ovvero i globuli bianchi attrezzati per stimolare il sistema immunitario) vengono modificate inserendo un gene che produce un antigene e poi rinoculate nel paziente. Il secondo studio, invece, utilizza cellule di melanoma di altri pazienti coltivate in vitro, le quali vengono irradiate per limitare la proliferazione del tumore e inoculate nella persona affetta da melanoma. Lo studio italiano è diretto dal professor Nicola Cascinelli, Presidente del Programma Melanoma dellOms (Organizzazione mondiale sanità), in collaborazione con il dottor Morton del Centro John Wayne (gli eredi del famoso attore hanno contribuito economicamente alla costruzione del Centro) di Santa Monica in California.
Indirizzi utili
I.E.O. V. Ripamonti, 435, 20141 Milano, tel.: ++39 02 574891, www.ieo.it
Istituto Nazionale dei Tumori V. Giacomo Venezian, 1, 20133 Milano, tel.: ++39 02 23901, www.eanmrtc.org/Hospitals/it
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