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Raggi solari, amici
nemici
Laura Bettinzoli, N. 7/8 Luglio/Agosto 2001
Come fare a difendersi dai pericolosi raggi UV? Quali sono le strategie dattacco ai tumori cutanei e al melanoma? Lo abbiamo chiesto al dottor Alessandro Testori dellIstituto Europeo di Oncologia di Milano. Sul fronte della terapia le novità più interessanti riguardano il vaccino e in generale limmunoterapia spiega il dottor Testori. Ogni cellula ha sulla sua membrana esterna degli antigeni di superficie che consentono alle sentinelle del sistema immunitario di riconoscere le cellule che appartengono al proprio corpo da quelle estranee, oppure da quelle diventate estranee perché gravemente alterate. Se il nostro sistema immunitario riconosce una cellula estranea, la attacca coi propri mezzi per distruggerla ed eliminarla. Limmunoterapia utilizza differenti vaccini terapeutici che al momento non sono in grado di prevenire linsorgenza della malattia (cioè non servono a rendere immuni persone non ancora ammalate), ma, come strumento terapeutico, viene usato per immunizzare un paziente malato di tumore contro la malattia che lo ha colpito, per evitare recidive. Questa terapia potrebbe rappresentare unarma efficace per eliminare completamente eventuali piccole metastasi diffuse e dare al malato la certezza di non potersi più ammalare di un nuovo tumore, localizzato in sede diversa ma derivante da quello impiegato per creare il vaccino. Con il vaccino si somministra lantigene neoplastico al fine di stimolare una risposta efficace da parte del paziente contro il melanoma; per fare ciò lantigene può essere somministrato sotto forma di cellule irradiate di melanoma, o sotto forma di proteina intera o di singolo peptide. Dal punto di vista, invece, dellimmunologia classica i due principali farmaci studiati per il melanoma sono linterleuchina e linterferone. Linterleuchina non ha dato dei risultati entusiasmanti in senso assoluto, mentre linterferone è ancora oggi in fase di studio e ci sono dei dati preliminari interessanti.
Oltre allimmunoterapia i medici dellIstituto Europeo di Oncologia sono impegnati in un progetto che riguarda il linfonodo sentinella. Con la tecnica della biopsia del linfonodo sentinella (il linfonodo che per primo è invaso dalle cellule tumorali) è possibile capire se anche gli altri linfonodi sono malati e devono essere asportati. Se si riuscisse a selezionare i pazienti che hanno solo quel linfonodo ammalato basterebbe fare il linfonodo sentinella per ottenere una cura locale della malattia. È questo sostanzialmente lobiettivo dello studio (studio Solism) che stiamo facendo a livello italiano e che nellarco di un anno dovrebbe darci delle risposte significative. Inoltre, allo IEO abbiamo attivato un protocollo che coinvolge quasi tutti i centri italiani nello studio delle variabili che si possono riscontrare nel paziente con un melanoma, per verificare se tutti gli Istituti utilizzano la metodica del linfonodo sentinella seguendo delle linee guida abbastanza standardizzate o se invece vi sono situazioni differenti da Istituto a Istituto per valutare tutte le eventuali variabili che il paziente con melanoma può avere (e proporre le differenti terapie a certi pazienti piuttosto che ad altri).
Tra le varie iniziative intraprese dai medici dello IEO vi è anche la richiesta di finanziamento (al Ministero della Sanità) per potere attivare una metodica multi-istituzionale di mappatura genetica in soggetti a rischio per questa patologia.
Il test genetico, per il quale è necessario effettuare un normale prelievo di sangue, permette di individuare, allinterno di una famiglia con diversi malati (per parlare di melanoma familiare bisogna avere tre persone allinterno della famiglia che hanno avuto un melanoma, o due che hanno avuto un melanoma e un tumore al pancreas, o persone che hanno familiarità per melanoma e per tumore della mammella) le persone sane che hanno un maggiore rischio di sviluppare il tumore. Coinvolgeremo in questo studio altre istituzioni oncologiche che sono dedicate alla cura del melanoma (Istituto Tumori di Genova, Istituto Dermopatico dellImmacolata di Roma, Clinica dermatologica di Torino). Grande importanza viene data dai ricercatori dello IEO alla prevenzione.
Stiamo organizzando una grossa campagna di prevenzione sul melanoma denominata PREM (prevenzione melanoma) con la quale vogliamo verificare se con lausilio di una campagna preventiva è possibile ottenere una diagnosi sempre più precoce del melanoma. Verranno coinvolte altre dieci strutture specializzate nella diagnosi delle lesioni pigmentate della cute sul territorio lombardo, e queste a loro volta dovranno contattare circa 150 medici di famiglia che verranno suddivisi in due gruppi. Ad uno di questi daremo una documentazione iconografica (manifesto che verrà appeso nello studio e nella sala daspetto) con la quale si sensibilizza la popolazione al problema della possibilità di avere un neo che potrebbe rivelarsi a rischio, un libretto semispecialistico contenente informazioni sul melanoma e un depliant destinato al paziente, in cui lo si informa della disponibilità del medico a fare una visita generale alla pelle.
Laltro gruppo di medici di famiglia non riceverà tutta questa documentazione. Lo scopo di questo esperimento è quello di verificare se su 1000 medici di famiglia coinvolti i 500 che avranno ricevuto tutto il materiale informativo presenteranno una percentuale di melanomi diagnosticati precocemente maggiore rispetto alla percentuale dei melanomi diagnosticati nel gruppo di medici che non hanno ricevuto tutto il materiale.
Infine il dottor Testori ci ha fornito dei preziosi consigli su come evitare che i raggi UV possano provocare pericolose degenerazioni: Dal punto di vista della prevenzione dei tumori le persone a cui dobbiamo stare particolarmente attenti sono i bambini, i quali non devono mai stare in pieno sole almeno fino al compimento del primo anno, dopo il quale si raccomanda luso di un buon prodotto solare con un indice di protezione alto, luso di magliette e cappellino e di evitare lesposizione dalle 11 alle 17. Proteggendo la loro pelle delicata e gli occhi dagli UV si potranno prevenire le patologie delletà adulta provocate dalle scottature subite nellinfanzia. Ladulto deve moderare le esposizioni, evitare completamente le lampade solari perché accentuano e stimolano la proliferazione di tumori cutanei, e utilizzare creme con fattore di protezione adeguato al tipo di pelle, indispensabili per non scottarsi e non, come è opinione comune, per stare di più al sole. La misura preventiva più efficace consiste, comunque, nello stare allombra, soprattutto quando il sole è allo zenit (tra le 11 e le 15).
Durante unescursione o una gita in bicicletta è opportuno indossare una maglietta, un cappellino o un berretto che ripari anche la nuca e, se possibile, camminare o pedalare allombra.
Radiazioni - lunghezza donda
UVC 200-290 nm - si possono trovare in alta montagna. Queste radiazioni in genere arrivano solo in una piccola percentuale sul nostro pianeta, perché bloccate dalla fascia di ozono che circonda latmosfera.
Non hanno particolare effetto sulla pelle.
UVB 290-320 nm - vengono assorbite a livello epidermico, provocano eritema solare.
UVA 320-400 nm - si suddividono in :
* UVA corti (o UVA 2) i cui effetti biologici sono più vicini a quelli degli UVB
* UVA lunghi (o UVA 1)
Penetrano nel derma, sono responsabili dell'abbronzatura e in misura minore di eritemi.
Classifica dei fototipi
Albini e persone con capelli rossi o biondi e pelle color latte (fototipo I) · alto rischio deritemi e scottature, non si abbronzano mai.
Soggetti biondi o castano chiari con carnagione pallida e bambini (fototipo II) · si abbronzano con difficoltà.
Soggetti con capelli castani (fototipo III) · meno soggetti a scottature, sviluppano una leggera abbronzatura.
Soggetti bruni o castano scuri con carnagione olivastra (fototipo IV) · difficilmente si scottano, si abbronzano sempre con facilità.
Soggetti con incarnato scuro e capelli scuri (fototipo V) · possono abbronzarsi senza rischio deritema.
Soggetti con carnagione pigmentata (neri e medio orientali) e con capelli scuri (fototipo VI) · la pelle è in grado di difendersi da sola dai raggi UV, non si scottano mai.
Limportanza del solare
La prima regola per essere sicuri sotto il sole è quella di scegliere con la massima attenzione il solare da usare. Di prodotti solari in commercio ve ne sono di vari tipi: creme, gel, oli, lozioni, spray, emulsioni. La maggior parte di essi hanno dei filtri che proteggono dai raggi UVA e UVB e la scelta del prodotto dipende dal tipo di pelle, dal grado di protezione desiderato, dallintensità del sole e dal genere di attività praticata sotto il sole. I filtri più utilizzati sono quelli chimici che contengono sostanze chimiche in grado di assorbire i raggi ultravioletti di determinate lunghezze.
È, però, necessario che nel solare siano associati più filtri, perché se lesposizione ai raggi UVB può provocare eritemi e scottature gli UVA intaccano le fibre di collagene e di elastina, accelerando il processo di invecchiamento cutaneo. I filtri più sicuri sono quelli fotostabili, che mantengono inalterata la capacità filtrante del prodotto per tutto il tempo di esposizione al sole mentre con filtri non fotostabili cè un rischio maggiore di eritemi e scottature, perché la protezione offerta dal prodotto si riduce durante il periodo di esposizione e, addirittura, la sua degradazione, dovuta alla luce e al calore, può dar vita a sostanze chimiche potenzialmente irritanti per la pelle (a fine stagione è meglio gettare i prodotti gia otilizzati poiché il calore riduce lefficacia del prodotto). Inoltre si può scegliere tra:
i prodotti idrorepellenti (water resistant, waterproof) che sono efficaci anche se si suda o si fa il bagno;
gli autoabbronzanti sono prodotti che conferiscono alla pelle una colorazione tramite una reazione chimica molto superficiale e senza la presenza degli ultravioletti;
i solari a schermo totale sono prodotti che contengono combinazioni di filtri (chimici e fisici) i quali assorbono lintero spettro degli ultravioletti, dunque i raggi UVA e UVB.
Piccole curiosità sui filtri solari
Il primo popolo, di cui ci è stata trasmessa una testimonianza, ad utilizzare lantisolare è quello degli antichi egizi: nel papiro di Smith viene descritto un unguento composto da polvere di alabastro, polvere di carbonato di calcio, sali del Nord e miele. Sempre in Egitto, il primo sciopero della storia fu indetto dagli operai che lavoravano nella necropoli di Ramsete III perché non avevano ricevuto lunguento contro le scottature.
Sembra inoltre che anche la regina Cleopatra, sempre molto attenta alla sua salute e bellezza, si facesse preparare (nella prima fabbrica cosmetica situata sulle rive del Mar Morto, 34 a.C) una crema antisolare a base di incenso, latte, miele e cera dapi. In quel periodo, e per alcuni secoli dopo (fino alla fine dellOttocento), la pelle bianca era un canone di bellezza e nobiltà, mentre la pelle abbronzata era indice di un ceto sociale più basso, infatti chi lavorava nei campi o in cantiere diventava nero, ma gli aristocratici e i ricchi conservavano un distinto pallore.
Solo alla metà del secolo scorso la tintarella è diventata sinonimo di benessere e giovinezza diventando un vero e proprio status symbol.
Lautovalutazione
Per una autovalutazione del melanoma occorre verificare:
Forma: si tratta di un neo quasi sempre asimmetrico.
Contorno: i bordi sono irregolari e frastagliati.
Colore: il colore è variabile dal nero al marrone e non uniforme.
Diametro: nevi di diametro superiore ai 6-7 mm.
Sviluppo: il melanoma tende a cambiare rapidamente (evoluzione) proporzione o diametro e si può sviluppare in qualsiasi punto della pelle, anche se negli uomini compare più spesso sulla cute del torace, schiena, collo e testa, mentre nelle donne prevalgono i melanomi su braccia e gambe.
Indirizzi utili
I centri di riferimento per i tumori della pelle:
- Milano
Istituto Europeo di Oncologia, tel. 02/574891.
Istituto Nazionale Tumori,
tel. 02/2390378.
- Firenze
Policlinico Carreggi, Istituto di Clinica Chirurgica,
tel. 055/411608.
- Genova,
Istituto Nazionale per la Ricerca sul Cancro,
tel. 010/56001
- Napoli
Istituto Nazionale Tumori Fondazione G. Pascale,
tel. 081/5903227-5903316.
- Padova
Policlinico, Clinica Chirurgica II,
tel.049/8212055-8212060.
- Roma
Istituto Dermopatico dellImmacolata,
tel. 06/66464735.
Istituto Regina Elena, I Divisione Chirurgica Oncologica,
tel. 06/49852200-4985002.
- Torino
Ospedale San Lazzaro, Università Clinica Oncologica,
tel. 011/6335849.
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