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Profumi di Calabria
Cristina Sampiero, N. 7/8 Luglio/Agosto 2001
Fisicamente la regione calabrese è caratterizzata da una stretta peninsulare che consente allintero territorio regionale di godere dei benefici influssi del clima marino. La tormentata orografia e lalternarsi continuo di massicci montuosi, fasce collinari, pianure e altopiani contribuiscono inoltre a spezzettare il territorio in tante subregioni.
Un ambiente naturale così vario nelle componenti è completato da un clima fra i migliori dellintero bacino mediterraneo che garantisce una gamma produttiva quanto mai completa nel settore dellalimentazione: pesce, carne, selvaggina, prodotti della terra. In parole povere, in Calabria cè tutto quanto possa servire autonomamente per unalimentazione ricca e varia. Storicamente la regione, nella sua quasi trimillenaria dinamica, ha avuto momenti travagliatissimi per il continuo e contrastante alternarsi di civiltà e dominazioni straniere.
Da un quadro storico geografico così ricco e diversificato scaturì una gastronomia altrettanto varia nelle componenti di base. Essa fu estremamente e costantemente esoticizzata per gli apporti delle diverse civiltà e vivacizzata dallintelligenza creativa delle massaie.
Con la fondazione di importanti e civilissime città come Sibari, Crotone, Locri e Reggio, nel vasto quadro della colonizzazione della Magna Grecia (dallVIII secolo a.C. in poi), la gastronomia subì un processo evolutivo che la portò a vertici elevati. È significativa, a tal proposito, la proverbiale opulenza e la raffinatezza culinaria della società sibarita.
A Sibari esistevano veri e propri mercati per lingaggio dei cuochi da parte delle famiglie di notabili. Quasi quanto avviene oggi per i calciatori. I cuochi venivano pagati a peso doro ed avevano il diritto di brevettare i loro piatti per tre anni, conservandone lesclusiva. Oggi, quella calabrese è una cucina genuina e fantasiosa, dai sapori forti e decisi, in cui hanno trovato mirabile mescolanza le varie culture che nel corso dei secoli hanno pervaso la regione.
Le paste sono per lo più preparate in casa (ad es. i Maccarruni i casa) e sono tante quanti sono i sughi e le salse con le quali vengono servite.
Si tratta quasi sempre di sughi fatti con carne di manzo, vitello, maiale, agnello, cotta con pazienza e cura in un passato di pomodoro prodotto in loco e conservato con olio doliva purissimo. Il tutto è profumato e arrossato da buon peperoncino locale.
Nei luoghi montani, in Calabria, è dobbligo gustare i vari piatti a base di funghi, dal nobilissimo e profumato porcino della Sila ai funghi rositi. Tutte le varietà di funghi trovano la loro giusta collocazione in una cucina densa di gustosissime ricette la cui povertà è solamente apparente e finisce per esaltare i sapori senza snaturarli.
Le carni sono generalmente cotte nel sugo(ad es. U Morseddu ) o arrostite. Gustosissimo il capretto con le patate cotto al forno e impreziosito con piselli e carciofi a seconda della stagione.
Innumerevoli le verdure e i prodotti dellorto che fanno da contorno ai piatti principali dei quali sovente ne rubano il ruolo: melanzane ripiene e peperonate fanno da contraltare alle conserve sottolio preparate con gli stessi ingredienti. Anche il pesce, nelle zone costiere del Tirreno e dello Ionio, merita un posto di primo piano nella cucina calabrese. Il tonno e i mille modi di gustare il pesce spada, le fritture di pesci, le zuppe, gli intingoli e vari involtini cotti al forno, sono piatti da non perdere.
Tra i dolci, il più caratteristico è sicuramente la cozzupa che ha, quasi sempre, forme umane o di animali o di cestino o di cuore. La pasta è quella delle ciambelle dolci e viene cotta al forno dopo essere stata guarnita con uova fissate con una piccola croce. Dei dolci calabresi si potrebbe fare un elenco lunghissimo: torroni al miele o compittu, mostaccioli, nepitelle (pasta dolce farcita con noci, uva passa, cioccolato o spezie), le pitte nchiuse, le pastiere di grano e ricotta. Formaggi e insaccati sono specialità calabresi davvero uniche. Tra i formaggi sicuramente un posto importante hanno la provola silana e il formaggio del Monte Poro (Vibo Valentia). Tra gli insaccati le salsicce, le soppressate e i capicolli di maiale.
I vini, in Calabria, hanno tutti storia millenaria. A cominciare dal Cirò che si produce nella località omonima nei pressi di Crotone e che veniva offerto in dono agli ospiti della Magna Grecia e agli atleti vincitori delle Olimpiadi. Gli altri vini calabresi, non meno famosi, sono quelli che si producono nelle zone di Sibari, di Cosenza e di Reggio Calabria. I vini calabresi d.o.c. sono: Bivongi, Cirò, Crati, Greco di Bianco, Lamezia, Melissa, Pollino, Savuto. Ottimi anche i vini delle zone di Vibo e di Rossano. Ancorata per molti aspetti alla tradizione, la terra di Calabria offre tuttora primizie, quali ad esempio il bergamotto, di notevole spessore.
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